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La ragazza che giocava con il fuoco: il trailer

In esclusiva l'anteprima del trailer svedese del sequel di Uomini che odiano le donne.
di Tirza Bonifazi Tognazzi

Il ritorno di Lisbeth Salander e Kalle "dannato" Blomkvist

giovedì 11 giugno 2009 - Video

Il ritorno di Lisbeth Salander e Kalle "dannato" Blomkvist
Più di 1.200.000 svedesi hanno visto Uomini che odiano le donne al cinema. Da allora Lisbeth Salander è diventata multimilionaria. Accusata di triplo omicidio, ricercata in tutta Europa, si è riunita all'uomo che odia più di tutti. La ragazza che giocava con il fuoco, nelle sale (scandinave) dal 18 settembre 2009, si preannuncia un nuovo grandissimo successo targato Millennium, la trilogia letteraria pubblicata in seguito alla prematura scomparsa dell'autore Stieg Larsson. Se la trasposizione cinematografica di Uomini che odiano le donne era firmata dal regista danese Niels Arden Oplev, che non ha mancato di sviluppare una sottotrama politico-sociale di grande interesse, La ragazza che giocava con il fuoco di Daniel Alfredson mette ancora più in luce la figura di Lisbeth Salander. Personaggio pieno di fascino, nonostante l'ambiguità "androgina" e il carattere scontroso, la giovane hacker ha immediatamente conquistato il pubblico. "Penso che alla gente piaccia leggere libri o guardare film sugli underdogs, sulle persone che non si arrendono mai nonostante il destino avverso" ha ipotizzato Noomi Rapace, l'attrice che offre alla Salander l'esile corpo e il volto segnato nei tre capitoli cinematografici. "Lisbeth fa parte di questa categoria; per certi aspetti può essere considerata una vittima ma non si autocommisera, non rinuncia mai alla lotta. Trova sempre il modo per tirarsi fuori dalle situazioni, per rinascere, sebbene sia stata maltrattata così pesantemente dalla società, dal padre, dai servizi sociali, dal sistema giudiziario e dalla polizia. Lisbeth non subisce passivamente la violenza ma va a prendersi la sua vendetta. Credo che le donne, ma anche gli uomini, desiderano vedere questo tipo di reazioni nelle persone che hanno subito un abuso". Da parte sua Daniel Alfredson si è detto entusiasta del passaggio di testimone e di mettersi dietro la macchina da presa dei due film che chiuderanno la trilogia Millennium. "È elettrizzante poter dirigere il seguito dell'avventura di Blomqvist e Salander. "La ragazza che giocava con il fuoco" mi è piaciuto moltissimo e poter adattare per il grande schermo un libro di questo genere è un'occasione unica e fantastica".

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