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phedre
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domenica 27 dicembre 2009
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bellissimo
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Questo cartone animato mi ha veramente fatto sognare per quell'ora e mezza di spettacolo, finalmente abbiamo una principess emapncipata ed un principe che nn è solo li per salvare la sua bella!!!!Viva le favole Moderne e soprattutto Evangeline Porta anche a me un bel ranocchio!!!
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(di francesco2)
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c-claudia
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sabato 2 gennaio 2010
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bentornati nel mondo dei sogni
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Dopo la sperimentazione che va dal digitale, intrapreso quindici anni or sono con Toy Story, al film vero e proprio che vede sulla scena il conturbante fenomeno High School Musical e l’esilarante Pirati dei Carabi, fino al 3D con Christmas Carrol, Walt Disney torna alla purezza, alla linearità e maestria degli inizi con il cartone animato.
Un’incantevole, pura, deliziosa fiaba del Novecento, con un’intraprendente “principessa” afroamericana, un bel principe diseredato, un astuto e miserabile “cattivo” di strada e un troppo stereotipato, ma accurato nella scelta di inserimento, jazz alla colonna sonora.
New Orleans, mezzaluna della Louisiana, è la sede scelta come sfondo del ritorno alla vecchia maniera, quella più congeniale, che ha fatto sognare e innamorare bimbi e grandi per più di un decennio.
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Dopo la sperimentazione che va dal digitale, intrapreso quindici anni or sono con Toy Story, al film vero e proprio che vede sulla scena il conturbante fenomeno High School Musical e l’esilarante Pirati dei Carabi, fino al 3D con Christmas Carrol, Walt Disney torna alla purezza, alla linearità e maestria degli inizi con il cartone animato.
Un’incantevole, pura, deliziosa fiaba del Novecento, con un’intraprendente “principessa” afroamericana, un bel principe diseredato, un astuto e miserabile “cattivo” di strada e un troppo stereotipato, ma accurato nella scelta di inserimento, jazz alla colonna sonora.
New Orleans, mezzaluna della Louisiana, è la sede scelta come sfondo del ritorno alla vecchia maniera, quella più congeniale, che ha fatto sognare e innamorare bimbi e grandi per più di un decennio. Non certo al livello di un capolavoro del cinema quale Il Re Leone, ma forse ben oltre Oliver&Company o Robin Hood, La Principessa e il Ranocchio si presenta come una moderna fiaba a lieto fine, intrisa di magia “spiegabile”, dai personaggi più profondi, dall’indole più adulta, più emancipata.
Tiana la cameriera sogna di aprire un ristorante, lavora duramente, risparmia ogni giorno. Orgogliosa e determinata, la moderna principessa non sogna il principe azzurro, ma il successo. C’è poi il principe, belloccio e scapestrato, che a causa della bella vita, fatta di musica e donne, viene buttato fuori di casa dalla reale famiglia. Un incantesimo, un rito voodoo, trasforma il principe tutt’altro che eroico in un ranocchio che, quando bacia la presunta principessa, trasforma anch’essa in rana. Insieme a divertenti abitanti della palude, “infantili” desideri espressi a una stella, tra motivetti e coreografie visionarie, avventure palustri, ranocchio e ranocchia finiranno con l’innamorarsi, il primo sistemando la testa, in un galante proposito di sposare una ricca e strampalata ragazza viziata al fine di comprare l’agognato ristorante della sua Tiana, la seconda imparando che, senza l’amore, il suo sogno sarebbe mutilato.
Delicato, innocente e dolcemente incisivo, come solo la Disney sa fare, La Principessa e il Ranocchio conserva immortali e immancabili tratti di fiaba, conditi con valori moderni e più complessi.
Innovazione senza mancanza di tradizione, quindi, un connubio ideale, realizzato così facilmente, senza bisogno di sconfinate sperimentazioni.
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alessandro f.
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mercoledì 6 gennaio 2010
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film per tutti, va ricordato
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Favola classica in musica con la garanzia Disney Pictures.
Opera per famiglie, secondo il gusto tradizionale disneyano, con tanto di principi e principesse, animali antropomorfi, belle musiche e, come spesso accade, pochi sketch divertenti. Il migliore scaturisce dall'isolata comparsa di tre zotici campagnoli mangiaranocchie.
Motivo caratterizzante della storia è il contrasto fra i sogni e le reali necessità della vita. L'indecisione della bella Tiana tra quello che pensa di volere e ciò di cui poi scoprirà d'avere veramente bisogno. Il raggiungimento della felicità e le aspirazioni personali spesso differiscono, così come evidenzia la canzone di coda Never knew I needed di Ne-Yo.
Fra i personaggi si distaccano la vecchia Mama Odie e il cattivo Dr.
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Favola classica in musica con la garanzia Disney Pictures.
Opera per famiglie, secondo il gusto tradizionale disneyano, con tanto di principi e principesse, animali antropomorfi, belle musiche e, come spesso accade, pochi sketch divertenti. Il migliore scaturisce dall'isolata comparsa di tre zotici campagnoli mangiaranocchie.
Motivo caratterizzante della storia è il contrasto fra i sogni e le reali necessità della vita. L'indecisione della bella Tiana tra quello che pensa di volere e ciò di cui poi scoprirà d'avere veramente bisogno. Il raggiungimento della felicità e le aspirazioni personali spesso differiscono, così come evidenzia la canzone di coda Never knew I needed di Ne-Yo.
Fra i personaggi si distaccano la vecchia Mama Odie e il cattivo Dr. Facilier. L’Uomo Ombra, doppiato dal bravo Luca “Brosnan” “Crowe” Ward, risulta interessante pure dal punto di vista grafico, grazie anche al suo corpo affusolato. In quanto abile stregone diventa artefice, mediante un sortilegio voodoo, della rottura della situazione iniziale e in seguito vittima obbligata delle anime dell’Aldilà da lui stesso invocate.
In una vicenda scandita da una piacevole musica jazz, esemplificata dal coccodrillo Louis e dalla sua passione degna del grande omonimo Armstrong, si segnala un eccesso di musical. A volte questi inserti paiono frammentare troppo lo sviluppo della narrazione. Degni di nota, considerandoli come connubio di suoni e immagini, però i due momenti musicali dell’Uomo Ombra e lo stacco che introduce il sogno di Tiana per il quale si assiste ad un cambio di stile d’animazione che omaggia in modo esplicito, anche cromaticamente, la UPA, antico modello d’innovazione in contrasto con la tondeggiante e pulita grafica disneyana.
Insomma un buon film per tutti, in 2-D, che volge lo sguardo al passato, secondo l’intenzione dei due registi Ron Clements e John Musker, a cui si devono moderni classici come La Sirenetta e Aladdin.
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francesca72
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mercoledì 21 luglio 2010
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quant'è bello walt disney vecchia maniera
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La Walt Disney torna al passato coi vecchi ma sempre straordinari disegni manuali.
Nei titoli di coda si vede che per ogni personaggio ci sono dai 3 ai 7 disegnatori dietro.
Troviamo un mix di vecchi amici, per gli amanti della Disney.
Abbiamo: il jazz degli Aristogatti che trascina tutto; un cattivo molto somigliante al Jafar di Aladdin; una passione per la cucina che ricorda Ratatouille; un coccodrillo che ricorda Bianca e Bernie; una principessa che ricorda un pò Belle; un'amica che ricorda Cenerentola; un servo che ricorda il padre del Principe Filippo della Bella addormentata e via dicendo...
Però la storia è gradevole, la musica trascinante, il lieto fine abbastanza moderno (lei nn va a fare l'inutile Principessa ma si realizza professionalmente).
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La Walt Disney torna al passato coi vecchi ma sempre straordinari disegni manuali.
Nei titoli di coda si vede che per ogni personaggio ci sono dai 3 ai 7 disegnatori dietro.
Troviamo un mix di vecchi amici, per gli amanti della Disney.
Abbiamo: il jazz degli Aristogatti che trascina tutto; un cattivo molto somigliante al Jafar di Aladdin; una passione per la cucina che ricorda Ratatouille; un coccodrillo che ricorda Bianca e Bernie; una principessa che ricorda un pò Belle; un'amica che ricorda Cenerentola; un servo che ricorda il padre del Principe Filippo della Bella addormentata e via dicendo...
Però la storia è gradevole, la musica trascinante, il lieto fine abbastanza moderno (lei nn va a fare l'inutile Principessa ma si realizza professionalmente)..
Walt Disney vecchio stile.
Non perde mai fascino ed eleganza
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fab_y
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domenica 26 febbraio 2012
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un debole tentativo di far rivivere il passato
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La disney rivolge uno sguardo nostalgico al passato con questo cartone vecchio stampo nell'era del 3D. Nelle espressioni dei protagonisti di questo cartone possiamo rivedere i sorrisi e gli sguardi dei più amati personaggi disney. C'è da dire, però, che in realtà siamo molto lontani dagli anni d'oro del re leone e della sirenetta. Ci troviamo davanti ad una storia che, grazie all'ambientazione e all'epoca in cui la storia viene inserita, ci sembra moderna, colorata, ma in realtà ben presto ci si accorge che non c'è nulla di originale e il tentativo della disney di offrire un cartone in chiave moderna sembra fallito.
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La disney rivolge uno sguardo nostalgico al passato con questo cartone vecchio stampo nell'era del 3D. Nelle espressioni dei protagonisti di questo cartone possiamo rivedere i sorrisi e gli sguardi dei più amati personaggi disney. C'è da dire, però, che in realtà siamo molto lontani dagli anni d'oro del re leone e della sirenetta. Ci troviamo davanti ad una storia che, grazie all'ambientazione e all'epoca in cui la storia viene inserita, ci sembra moderna, colorata, ma in realtà ben presto ci si accorge che non c'è nulla di originale e il tentativo della disney di offrire un cartone in chiave moderna sembra fallito. Inoltre la storia è discontinua, divertente a tratti ma tutto sommato monotona, presenta canzoni poco orecchiabili, messaggi difficili da cogliere. Rimpiangiamo il passato.
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ultimoboyscout
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sabato 8 gennaio 2011
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un salto indietro.
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Non riesce a rinverdire i fasti passati delle mitiche principesse Disney, ma questo è un bel cartone che strizza l'occhio allo stile di diversi anni fa riuscendo piuttosto bene senza essere un capolavoro. Si torna a ballare (e non potrebbe essere altrimenti visto che siamo a New Orleans), la storia è bella e ci si diverte sul serio. Complimenti perchè dopo anni di innovazioni si sentiva il bisogno di un cartone del genere!
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dragonia
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martedì 24 gennaio 2012
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mai ritorno fu più gradito
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Il trailer mi aveva incuriosito parecchio, inoltre non avevo mai visto un Classico Disney al cinema...quali motivi migliori per andare a vederlo, nel periodo natalizio poi! Era un'occasione troppo ghiotta per lasciarmela scappare, e così mi ci sono letteralmente sfiondato. Probabilmente è stata la migliore serata cinematografica della mia vita. Del film mi ha travolto tutto: l'animazione tradizionale, che pensavo non avrei mai visto sul grande schermo, le eccezionali musiche e canzoni, gli spassosi personaggi, le magnifiche ambientazioni e un villain davvero geniale (anche se un po' sottosfruttato, non vi pare?). Quando mi sono trovato di fronte a tutto questo mi sono sentito così bene come non mi sentivo da un sacco di tempo, avvolto da una pellicola che sprizzava freschezza e brio da ogni singolo fotogramma, mancava poco che uscissi in lacrime dalla sala.
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Il trailer mi aveva incuriosito parecchio, inoltre non avevo mai visto un Classico Disney al cinema...quali motivi migliori per andare a vederlo, nel periodo natalizio poi! Era un'occasione troppo ghiotta per lasciarmela scappare, e così mi ci sono letteralmente sfiondato. Probabilmente è stata la migliore serata cinematografica della mia vita. Del film mi ha travolto tutto: l'animazione tradizionale, che pensavo non avrei mai visto sul grande schermo, le eccezionali musiche e canzoni, gli spassosi personaggi, le magnifiche ambientazioni e un villain davvero geniale (anche se un po' sottosfruttato, non vi pare?). Quando mi sono trovato di fronte a tutto questo mi sono sentito così bene come non mi sentivo da un sacco di tempo, avvolto da una pellicola che sprizzava freschezza e brio da ogni singolo fotogramma, mancava poco che uscissi in lacrime dalla sala. Inutile dire che il DVD l'ho preso non appena è uscito...La coppia Musker-Clements e, soprattutto, il boss della Pixar John Lasseter, riportano indietro l'animazione che ha incantato l'infanzia di mezzo mondo e l'intera generazione precedente, e lo fanno in grande stile, riportando a galla un genere che, per fortuna, non si è voluto abbandonare. Un'ottima sorpresa, da godersi più e più volte, instancabilmente. E dopo la visione, magari ci si ritrova a ringraziare il vecchio Walt per essere esistito e per tutto ciò che lui ha creato...
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nick castle
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giovedì 31 dicembre 2009
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nuovo classico disney dopo 4 anni...
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Dopo 4 anni da l'ultimo classico, la Disney torna con il film a lei più congeniale il classico d'animazione, tratto come di regola da una fiaba classica, questa volta "Il principe ranocchio". Tornano in pista l'affiatata coppia di registi-sceneggiatori John Musker e Ron Clements, che confezionano un film natalizio adatto ai più piccoli, proprio perchè privi di grandi pretese. Nonostante il film segua lo schema collaudato da settant'anni per i classici, risulta abbastanza fiacco, poco divertente e fin troppo melenso. Insomma, per un grande ritorno si poteva anche curare di più la storia, e nonostante capisca che non sia facile, c'è da dire che la Disney è come se avesse un obbligo verso il pubblico, in quanto a cartoni animati, e cheun calo di tono non sempre è passabile.
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Dopo 4 anni da l'ultimo classico, la Disney torna con il film a lei più congeniale il classico d'animazione, tratto come di regola da una fiaba classica, questa volta "Il principe ranocchio". Tornano in pista l'affiatata coppia di registi-sceneggiatori John Musker e Ron Clements, che confezionano un film natalizio adatto ai più piccoli, proprio perchè privi di grandi pretese. Nonostante il film segua lo schema collaudato da settant'anni per i classici, risulta abbastanza fiacco, poco divertente e fin troppo melenso. Insomma, per un grande ritorno si poteva anche curare di più la storia, e nonostante capisca che non sia facile, c'è da dire che la Disney è come se avesse un obbligo verso il pubblico, in quanto a cartoni animati, e cheun calo di tono non sempre è passabile. Occasione quasi mancata! Chissà quanto tempo passerà prima di un altro film in animazione tradizionale.
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