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sixy89
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lunedì 28 marzo 2011
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impegnato e non superficiale
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Ricordo a coloro che vedono in questo film una pellicola storica sul '68 che non hanno capito niente del film. Non è quello il soggetto della storia, la storia è quella raccontata dal protagonista dal suo punto di vista. Non è certo un punto di vista storico. E' soggettivo e marcato dalle forti convinzioni del narratore stesso.
In generale è un film guardabile, serio e non superficiale, anche se un pò caotico e a tema inflazionato. Uno spaccato sulle frange più estremiste dell'iitalia degli anni '60-'70.
voto:6
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nalipa
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domenica 19 settembre 2010
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dal libro "miccia corta"
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Una storia di Prima linea in cui lo stesso Sergio narra una dlele azioni più note della lotta armata in Italia.
Mi é sembrato dignitoso e, ho aprezzato molto l'interpretazione di Scamarcio...sta imparando a recitare!...
E' il 3 genaio 1982 Sergio Sergio, ovvero il comandante Sirio, un fondatore di Prima LInea (organizzazione terroristica degli anni di piombo), organizza l'assalto al carcere di rovigo per liberare Susanna Ronconi (sua compagna). E' storia!
Da vedere!
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kronos
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lunedì 31 maggio 2010
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professionale ma televisivo
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Quest'indagine sull'universo dei 'compagni che hanno sbagliato' è sicuramente piena di buone intenzioni: il cast non è male (in particolare ottima l'interpretazione di Scamarcio), l'estetica da poliziottesco anni '70 è congrua all'operazione, la sceneggiatura è professionale per quanto un tantino didascalica.
Peccato che la realizzazione, sia per scelte di regia che soprattutto di montaggio, risulta più vicina a una fiction TV che a un solido film concepito per la sala.
Nell'insieme un film dignitoso ma nulla più.
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stevesteve
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martedì 4 maggio 2010
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"nè con lo stato nè con le brigate rosse" (?????)
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A me è piaciuto molto. Qualche "spiegone" (il dialogo tra i due protagonisti quando lui le dice di aver deciso di lasciare) l'avrei evitato, perchè il cinema è bene che parli - e "La prima linea" in generale lo fa - con le immagini. La ricostruzione d'epoca è accurata, la tensione continua, realistica. "California" di Gianna Nannini, cantata a squarciagola e stonata, come segnale, è un momento di grande cinema.
Gli anni di prigione scontati, che scorrono sui titoli di coda, sembrano pochi, per tanto dolore inflitto. Sono tra coloro che li ha odiati, insieme alle br e agli altri sparatori, per avermi reso impossibile, allora, continuare a fare politica. Non mi sentivo di dire "nè con lo stato nè con la brigate rosse" - slogan allora in voga - e tuttavia non trovavo più uno spazio possibile.
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A me è piaciuto molto. Qualche "spiegone" (il dialogo tra i due protagonisti quando lui le dice di aver deciso di lasciare) l'avrei evitato, perchè il cinema è bene che parli - e "La prima linea" in generale lo fa - con le immagini. La ricostruzione d'epoca è accurata, la tensione continua, realistica. "California" di Gianna Nannini, cantata a squarciagola e stonata, come segnale, è un momento di grande cinema.
Gli anni di prigione scontati, che scorrono sui titoli di coda, sembrano pochi, per tanto dolore inflitto. Sono tra coloro che li ha odiati, insieme alle br e agli altri sparatori, per avermi reso impossibile, allora, continuare a fare politica. Non mi sentivo di dire "nè con lo stato nè con la brigate rosse" - slogan allora in voga - e tuttavia non trovavo più uno spazio possibile. Sono contento che ora si occupino di volontariato, non credo che la prigione migliori nessuno. Scamarcio e Mezzogiorno - lei ben più di una spanna sopra - sono bravi. Complimenti a regista e produttore per il coraggio a produrre oggi un film così.
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francyy
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lunedì 19 aprile 2010
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la prima linea
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A ME E' PIACIUTO MOLTO .... BRAVI GLI ATTORI ...
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vittorio
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martedì 6 aprile 2010
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superficiale...
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Mi aspettavo molto di più.....
Film dalla storia superficiale e ripetitiva....
Visto e rivisto.....
Deludente!!
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paride86
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sabato 3 aprile 2010
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un tentativo fallito
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Si può realizzare un film sul terrorismo degli anni '70, intitolarlo "La Prima Linea" e non nominare mai, neanche una volta, la parola comunismo?
Questa pellicola di Renato De Maria non indaga né le motivazioni collettive del movimento terroristico, né quelle personali e psicologiche dei protagonisti che vi aderiscono. Praticamente è la storia dell'evasione di Susanna Ronconi, raccontata dalla voce di Sergio Segio a mo' di rammaricata confessione. Ma dopo aver visto questo film cosa sappiamo veramente della Prima Linea? Chi erano? Cosa volevano? E perché?
Anche a volerlo prendere solo come film d'azione è piuttosto scialbo.
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criticone
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martedì 30 marzo 2010
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film superficiale e giustificazionista
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Mi sono apprestato alla visione di questo film con molto coinvolgimento, per ragioni anagrafiche conosco molto bene quel periodo e l'ho vissuto intensamente. Il regista, ha tratteggiato superficialmente la realtà dei terroristi di PL,falsando, tra l'altro, la realtà storica(quello che viene spacciato come il primo omicidio di PL, quello di Alessandrini avviene nel 1979, mentre le loro mani si erano già macchiate della morte di Enrico Pedenovi, consigliere missino veneto nel 1976, ma forse per De Maria uccidere un fascista non è reato).
Non c'è introspezione psicologica, se non quando il regista sembra voler scagionare moralmente Segio, mostrando che uccideva controvoglia, e quasi provandone dolore.
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Mi sono apprestato alla visione di questo film con molto coinvolgimento, per ragioni anagrafiche conosco molto bene quel periodo e l'ho vissuto intensamente. Il regista, ha tratteggiato superficialmente la realtà dei terroristi di PL,falsando, tra l'altro, la realtà storica(quello che viene spacciato come il primo omicidio di PL, quello di Alessandrini avviene nel 1979, mentre le loro mani si erano già macchiate della morte di Enrico Pedenovi, consigliere missino veneto nel 1976, ma forse per De Maria uccidere un fascista non è reato).
Non c'è introspezione psicologica, se non quando il regista sembra voler scagionare moralmente Segio, mostrando che uccideva controvoglia, e quasi provandone dolore. Si condannano gli atti criminosi senza condannare l'ideologia che li provoca e che è alla base dell'atteggiamento criminale dei terroristi. Quasi a volerli giustificare vengono creati dei dialoghi, assolutamente inventati con cui i protagonisti motivano storicamente e moralmente le proprie gesta.
Un film falso, gratuito, buonista e di propaganda: chi lo ha girato e prodotto ha fatto una cattiva azione e se ne dovrebbe vergognare.
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terminator
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sabato 13 marzo 2010
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di scarsissimo interesse
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Film sull'omonima organizzazione terroristica di estrema Sinistra.
Racconta la storia e l'evasione di Susanna Ronconi, leader di Prima Linea, esaltando la sua figura, sembra quasi giustificare le idee politiche estremiste, le sue azioni.
Insomma al di là della storia dell'evasione, interessante o meno, il film pare il solito tentativo di giustificare e quasi osannare delle idee politiche di estrema sinistra, della lotta armata, della lotta allo Stato, ecc.ecc.
Il risultato a mio parere è patetico sotto ogni punto di vista.
Il film per correttezza dovrebbe anche informare anche che la Ronconi non solo non scontò la pena, ma che in seguito la terrorista fu persino nominata membro della Commissione Giustizia in Parlamento (!!!) dall'amico estremista ministro Paolo Ferrero (l'attuale leader di Rifondazione Comunista).
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Film sull'omonima organizzazione terroristica di estrema Sinistra.
Racconta la storia e l'evasione di Susanna Ronconi, leader di Prima Linea, esaltando la sua figura, sembra quasi giustificare le idee politiche estremiste, le sue azioni.
Insomma al di là della storia dell'evasione, interessante o meno, il film pare il solito tentativo di giustificare e quasi osannare delle idee politiche di estrema sinistra, della lotta armata, della lotta allo Stato, ecc.ecc.
Il risultato a mio parere è patetico sotto ogni punto di vista.
Il film per correttezza dovrebbe anche informare anche che la Ronconi non solo non scontò la pena, ma che in seguito la terrorista fu persino nominata membro della Commissione Giustizia in Parlamento (!!!) dall'amico estremista ministro Paolo Ferrero (l'attuale leader di Rifondazione Comunista).
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ulisse104
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venerdì 12 marzo 2010
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film discreto
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Un film ricco di "comunismo".
A vederlo ci si interroga su cosa avessero in testa queste persone nel momento in cui uccidevano persone normali. L'unico sbaglio che queste persone avevano era: essere dirigenti di aziende, imprenditori, persone che a modo di dire dei cosidetti "compagni comunisti", sfruttavano la classe operaia.
Ma forse ci si deve domandare che grazie allo sforzo degli imprenditori e al lavoro degli operai: l'Italia è cresciuta.
Film discreto che mette in evidenza un periodo brutto dell'Italia, dove tante persone hanno perso la vita!
Un Scamarcio all'altezza del protagonista!
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