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jackperugia martedì 3 gennaio 2012
il seme del male Valutazione 4 stelle su cinque
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No
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Il seme del Male. Potrebbe essere un titolo alternativo. Un bellissimo film. Difficile e dunque non certo per tutti. Una calligrafia in bianco-e-nero che ricorda tanto i film di Bergman, con interni scuri e claustrofobici ed esterni di un invernale bianco abbacinante tra coltri di neve e campi di grano estivi. Si narrano i fatti avvenuti nella giovinezza di un narratore, spettatore degli eventi nell’anno che precede l’inizio della Grande Guerra in un piccolo villaggio tedesco, ove avvengono strani episodi di violenza, sopraffazione e di morte. Non vi e’ spiegazione apparente, ma sullo sfondo di tutti gli episodi sono presenti in maniera inquietante i bambini del villaggio. Un film duro da metabolizzare che racconta di bambini-mostri, biondi,ariani,spietati coi piu' deboli e con i diversi; educati alla crudelta'dai leaders malati della loro comunita'(il medico,il barone,il pastore,il sovraintendente) e destinati a diventare i futuri aguzzini del nazismo. [+]

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omero sala venerdì 2 dicembre 2011
tutti vittime, tutti carnefici Valutazione 5 stelle su cinque
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Siamo nel 1913. In un villaggio di campagna sperduto nel nord della Germania accadono inspiegabili eventi: la caduta da cavallo del medico provocata da una corda tesa, la morte di una donna per un apparente incidente sul lavoro, i maltrattamenti inferti come per un rituale punitivo ad un bambino, un suicidio, le sevizie ad un piccolo disabile. Nella piccola comunità, rigorosamente retta dalla ferrea disciplina della fede e dai principi morali della tradizione, nascono sospetti, affiorano acredini, si manifestano atteggiamenti di implacabile disumanità, aleggia un livore amaro e penetrante; preme e trova sfoghi imprevedibili la violenza che nasce dalla repressione, dalle inibizioni, dai complessi di colpa, dal patologico bisogno di espiazione. [+]

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figlio del cielo e della terra domenica 20 novembre 2011
non si può passare sotto silenzio Valutazione 5 stelle su cinque
100%
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Professore, Barone, Padre spirituale, Dottore, sono le quattro figure per descrivere l'Universo di un centro rurale della Germania prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale. Il film di Heneke, è un trattato magistrale della micro struttura pervasiva della pedagogia repressiva della società del 900. Un film cupo che ci porta dentro l'inferno dei meccanismi di asservimento, dominio, e violenza educativi. Da una parte un mondo adulto, e dall'altra i bambini, i futuri piccoli carnefici che crescono alimentati dagli adulti cattivi maestri. Dietro la rispettabilità della vita sociale del villaggio, dei modi e dei rituali di cortesia interpersonali, ci cela la inamovibile struttura dell'ordine e della disciplina che nutre tutto quel mondo che avrebbe portato i bambini rappresentati nel film ad essere nel 1933 i giovani uomini sostenitori dell'ascesa del Terzo Reich di Hitler. [+]

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viola96 domenica 18 settembre 2011
haneke non è bergman:ma quanto gli assomiglia! Valutazione 5 stelle su cinque
50%
No
50%

Un capolavoro.Haneke tenta di rivoluzionare le regole del cinema moderno,facendo scuola di stile e raccontando un qualcosa di complesso ed estremamente affascinante.Haneke continua la sua analisi sul conflitto della relazione tra uomini e donne(come in "La pianista") e in questo caso,anche bambini.Anno 1913,in un villaggio della Germania,fortemente religioso e di una monotonia che segna lo stile del regista,avvengono fatti strani ed inquietanti:Un attentato ad un medico,alcuni fatti accaduti a dei ragazzi,una serie di omicidi.Al centro del film ci sono i bambini:Tra modelli più o meno logici da seguire,la gioventù tedesca del pre-conflitto bellico,si presenta come una spungna,che assorbe,assorbe e assorbe la violenza del potere,e quando la fa evadere compie atti impossibili per molti,agli occhi dei bambini. [+]

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marcello desideri mercoledì 13 luglio 2011
lento ma bellissimo Valutazione 5 stelle su cinque
100%
No
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Haneke firma il suo capolavoro. Un film indiscutibilmente non per tutti, ma un film basato su una bellezza d'immagine fuori dal comune. Girato in formato Flat, bianco e nero, ha una fotografia straordinaria. Ogni inquadratura è un'opera d'arte ed ogni inquadratura ha un elevato peso specifico. Il regista, mantiene fissa la macchina da presa e più del tempo necessario, evita un montaggio rapido, anzi lo rallenta in una sorta di slow-motion al naturale. Proprio per questo si concentra sulla magnificenza e sull'equilibrio che le immagini devono dare. Le scene diventano quadri, per quanto riguarda l'accuratezza visiva. La storia, pur profondissima, diventa quasi secondaria, superata da una qualità visiva tipica del cinema d'autore. [+]

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filippo catani sabato 9 luglio 2011
laboratorio nazista Valutazione 4 stelle su cinque
60%
No
40%

Un piccolo villaggio rurale tedesco a cavallo degli anni della Prima Guerra Mondiale viene sconvolto da eventi misteriosi e violenti. Il maestro del paese cercherà di fare luce sulla vicenda tenendo in conto di scontrarsi con diversi personaggi del luogo.
Un film sicuramente angosciante ma che lascia una vivissima traccia interiore dopo averlo visto. Il film può essere una delle chiavi di lettura della domanda che tutti noi almeno una volta ci siamo posti: come è stato possibile l'avvento e il successo del nazismo?. In questo film abbiamo alcune risposte che ci vengono dalle descrizioni dei personaggi principali. Un burbero proprietario terriero che non esita a calare la scure della vendetta quando serve. [+]

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gabriella giovedì 2 giugno 2011
da vedere e rivedere. Valutazione 4 stelle su cinque
56%
No
44%

Bellissimo film del regista Haneke (già autore di importanti lavori) con un ottimo cast,in un rigoroso bianco e nero.
Tutto curato nei minimi dettagli,tutto ricostruito alla perfezione.
Famiglie malate o eccessivamente rigide o estremamente chiuse che genereranno piccoli mostri destinati a macchiarsi di crimini ben più grandi in un futuro non troppo lontano.
Un finale che non da spiegazioni;non è infatti interesse precipuo del regista individuare colpevoli bensì evidenziare brutture che daranno vita ineluttabilmente a personalità fortemente disturbate.
Da vedere e non solo una volta.

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vero2 lunedì 30 maggio 2011
che cosa vuole dire il bianco e il nero????? Valutazione 1 stelle su cinque
0%
No
100%

Che cosa cavolo vuole dire il bianco e il nero? I film del 2000 sono sempre stati a colori!
La storia non mi piace, e se è per questo neppure la finta buona educazione di Klara dato che ha fatto disperare sua madre e quel matto di suo padre.

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garance mercoledì 16 marzo 2011
vedere per riflettere Valutazione 5 stelle su cinque
78%
No
22%

Vedere-riflettere film gelido, austero, che mi riporta al rigore dei film di Dreyer(penso a Dies Irae)-La fotografia e` da Oscar-La vagheggiata-e inesistente-innocenza infantile non c'e`(infatti); l'implacabile ,ipocrita moralita` genera mostri,mostri lucidi, accorti, subdoli, perfetti automi del male.Come e` bello trovare questi film soltanto apparentemente algidi, che ci nutrono il cervello,scuotono la coscienza, procurano un salutarissimo disagio che ci fa riflettere-GARANCE-

[+] bleah (di vero2)
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notedo sabato 18 dicembre 2010
metafora della crudeltà Valutazione 3 stelle su cinque
67%
No
33%

Haneke,in questo film,ribadisce il suo cinema della crudeltà facendoci entrare in un universo inquietante con una pellicola in bianco (la neve) e nero (la quotidianità). Le inquadrature sono da manuale del cinema con sequenze anticipate in modo da farci sapere sempre quello che sta per accadere. Nel film ci vengono spiegate  chiaramente le ragioni della violenza con dettagli crudeli trasferiti in una immaginaria organizzazione di un villaggio. Haneke è un autore crudele e feroce non solo per le storie che ci ha raccontato ma, in questo caso, crudele anche verso gli spettatori per tutti i dubbi che  rimangono al termine del film. E' chiaro comunque che con le uova dei suoi serpenti ci ha parlato della nascita di una dittatura criminale.

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