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Il concerto

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Un film di Radu Mihaileanu. Con Aleksei Guskov, Dmitri Nazarov, Mélanie Laurent, François Berléand, Miou-Miou.
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Titolo originale Le concert. Commedia, durata 120 min. - Francia, Italia, Romania, Belgio 2009. - Bim uscita venerdì 5 febbraio 2010. MYMONETRO Il concerto * * * - - valutazione media: 3,44 su 119 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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nicoj sabato 30 gennaio 2010
il concerto Valutazione 4 stelle su cinque
72%
No
28%

"Il concerto" commedia grottesca, a tratti esilarante, ma un poco macchinosa che, in alcuni momenti, scade come se sentisse la necessità forzata di far ridere. Gli ebrei potrebbero essere gli stessi di "Train de vie", siamo 60 anni dopo, ma stavolta si fugge dalla Russia in direzione Parigi, la capitale della libertà ed... uguaglianza. La musica è la parte centrale del film, una musica liberatoria che unisce le diversità; ebrei, zingari, immigrati clandestini, di nuovo tutti sullo stesso treno. Un film poetico ma anche divertente. E' l'ironia, come in "Train de vie", a sconfiggere la dittatura. Un bel film.

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lordrest domenica 14 febbraio 2010
il concerto della vita Valutazione 5 stelle su cinque
78%
No
22%

Il concerto di questo film non è un concerto a caso. E' un concerto per la libertà e per la verità, e si pone ad un unico obiettivo, che tra l'altro è più che giusto: Cambiare la vita dei protagonisti e di tutti i personaggi. 
I protagonisti sono due: Andreï Filipov, magistralmente interpretato da Aleksei Guskov e Anne-Marie Jacquet, interpretata da Mèlanie Laurent, già nota per il ruolo di 
Sosanna nel "Bastardi senza gloria" di Tarantino. I due sono rispettivamente: l'ex direttore dell'orchestra del Bol'soj, licenziato, umiliato e deluso, dal regime perché aveva ebrei nella sua orchestra, ora ridotto a lavare i pavimenti del suo amato teatro e una giovanissima violinista, con un grandissimo talento e dall'enorme successo commerciale. [+]

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asterione domenica 14 febbraio 2010
il capolavoro di radu Valutazione 5 stelle su cinque
77%
No
23%

Ripercorrendo uno spunto che ricorda quello di “Thank You Mrs Thatcher” (dove un gruppo di minatori trova il proprio riscatto in un concorso per bande musicali di paese), questo film bellissimo, un po’ Kusturica e un po’ Ken Loach, dall’intreccio narrativo semplice e avvincente, fa molto di più che portare alla luce un dramma mai sufficientemente divulgato (la deportazione degli ebrei nei gulag siberiani e la pulizia etnica del regime sovietico): è, infatti, uno dei più riusciti tentativi di un regista del vecchio blocco dell’est di fare i conti con la Russia di ieri e, soprattutto, di oggi. Lasciata dietro le spalle un’ideologia che non sapeva niente della libertà, questa stessa rimane sempre una nitida illusione, in un paese dove i soprusi e le differenze sociali sono diventate un muro più alto da oltrepassare della dittatura stessa; non dalle ideologie, ma dagli uomini può arrivare la sola risposta alla ricerca continua e incessante della vera libertà; l’arte (la musica in questo caso) diventa in questa splendida esaltazione lo strumento per eccellenza tramite il quale un gruppo di individui calpestati dalla storia può ritrovare davvero l’armonia con la vita ed il mondo, la stessa armonia incastonata nel volto duro e levigato, spigoloso ed estatico di Melanie Laurant. [+]

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laulilla domenica 7 febbraio 2010
la rivoluzione è nella musica Valutazione 4 stelle su cinque
85%
No
15%

La caduta rovinosa della Russia sovietica lascia molte macerie e molte ferite: dalle pacchianate kistch dei nuovi ricchi mafiosi, ai sogni infranti di chi ci aveva creduto, alle vite spezzate di chi si era opposto. Alle nequizie del regime non è subentrata un'organizzazione più giusta della società, anzi, per molti la situazione si è cristallizzata: i ruoli sono rimasti quelli di allora perché non è facile risalire in una società di furbi e violenti, e anche perché spesso non si è disposti a lottare per emergere nuovamente, quando mancano ormai le persone che avrebbero motivato quella lotta. In questa Russia degradata e cinica si svolge la vicenda raccontata dal film, che ha per protagonista il grande maestro Filipov, direttore della prestigiosa orchestra del Bolshoj, ebreo e per questa ragione cacciato dagli uomini di Breznev, insieme agli orchestrali ebrei che suonavano con lui. [+]

[+] filipov non è ebreo (di lllo-olll)
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jayan lunedì 15 febbraio 2010
un capolavoro! tra i migliori degli ultimi anni! Valutazione 5 stelle su cinque
73%
No
27%

Anche qui, come nel film "Le trein de vie", il regista Radu Mihaileanu eccelle nella sua bravura e originalità realizzando questo capolavoro, tra i migliori film degli ultimi anni. In questo film riesce a coniugare l'ironia, la comicità e il sarcasmo con il drammatico, il grottesco e il commovente, mantenendo anche una forma di suspence che coinvolge lo spettatore e gli crea l'attesa di vedere come finirà il film. Alla base di tutto c'è la musica, quella di Chaikowsky ma anche quella popolare russa e gitana, che fa da traid d'union del film, portando a compimento la missione che i musicisti si erano posti: fare un concerto in uno dei maggiori teatri di Parigi. Tutto inizia quando il direttore e l'orchestra del Bolscioi di Mosca vengono licenziati durante l'esecuzione del concerto per violino in Re maggiore di Tchiaikovsky, a causa del fatto che il direttore d'orchestra non ha espulso dall'orchestra il primo violino e altri orchestranti di origine ebraica, come lo stesso Breznev aveva ordinato (si era nel pieno della cacciata dgeli ebrei dall'Unione Sovietica). [+]

[+] ma ti prego! (di beauty mark)
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redbaron990 giovedì 11 febbraio 2010
la musica nell'anima Valutazione 4 stelle su cinque
71%
No
29%

"Il concerto" film sincero, ironico, a tratti emozionante, che dietro una trama magra e sull'orlo del surreale nasconde una piacevolezza ed una delicatezza difficili da rintracciare in altre pellicole. Con la superbe melodie di Tchaikovsky in sottofondo, inizia e finisce la storia di Andreï Filipov, ex direttore di orchestra del teatro bolshoi che, dopo trent'anni trascorsi nell'anonimato e nel rimpianto degli errori commessi, decide di sruttare una fortunosa occasione per rimmettersi in gioco e poter definitivamente pareggiare i conti con il passato. Un film dove la musica è si la protagonista ma solamente perchè è essa ciò che unisce profondamente persone dalle origini più varie e tiene accesa la fiamma dentro i loro cuori. [+]

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porkupine666 domenica 7 marzo 2010
non sempre verità e bellezza coincidono. Valutazione 5 stelle su cinque
72%
No
28%

«La bellezza è verità, la verità bellezza: è tutto ciò che sapete sulla terra e tutto ciò che vi occorre sapere.» Il celebre aforisma del grande romantico inglese John Keats dovrebbe trovare conferma nel più romantico dei film usciti negli ultimi tempi, romantico perché si regge su una storia punteggiata da una partitura musicale che spesso è presa a essenza stessa del romanticismo in musica, il Concerto per violino e orchestra op. 35 di Ciaikovski. Ma come si sa frasi gnomiche, detti proverbiali e massime lapidarie spesso fanno cilecca, ed è esattamente quello che è avvenuto in Il concerto, l'ultimo lavoro di Radu Mihaileanu; più che lavoro - a mio giudizio - si covrebbe parlare di capolavoro. [+]

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movie response lunedì 7 giugno 2010
per gli amanti della musica classica Valutazione 4 stelle su cinque
74%
No
26%

Il grande direttore Andreï Filipov dell’orchestra del Bolshoi, nella Russia del regime comunista del 1980, durante l’esecuzione del concerto per violino e orchestra op.35 di Tchaikovsky, preparato con dedizione e precisione maniacale, viene clamorosamente interrotto da disposizioni del regime a causa di alcuni componenti ebrei della sua orchestra. Questa umiliazione lo porterà a cercare con frustrazione per 30 anni l’opportunità di poter rieseguire quel concerto, ovvero soddisfare il sogno di una vita. L’occasione gli si presenterà grazie ad un fax inviato alla nuova orchestra del Bolshoi... A quel punto solo la violinista Anne Marie Jacquet sarà la prediletta di Andreï, in grado di sostituire la musicista che 30 anni prima aveva accompagnato Andreï Filipov nella sua “follia”. [+]

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paul keating giovedì 1 luglio 2010
picareschi personaggi in cerca di un'orchestra Valutazione 4 stelle su cinque
73%
No
27%

L'occhio caustico di Radu Mihaileanu ci regala un'altra opera magistrale. Dopo l'ottimo Train de vie, il regista franco rumeno rispolvera il registro tragicomico di tradizione yiddish per raccontarci le disavventure di uno scalcinato gruppo di musicisti ebrei del teatro Bolshoi decisi a riconquistare il loro lavoro dopo che il regime di Breznev li aveva degradati, costringendoli a umili lavoretti per sbarcare il lunario. L'ex maestro russo Andrej Filipov, relegato a uomo delle pulizie per aver difeso la sua orchestra, intercetta nell'ufficio del direttore un fax di un prestigioso teatro di Parigi, desideroso di ospitare l'orchestra russa. Da qui il lampo di genio: radunare la sua vecchia orchestra per presentarsi a Parigi spacciandosi per la vera orchestra Bolshoi, trasformatasi ormai in un nugolo di musicisti mediocri, destinati a screditare il prestigioso teatro di fronte alla ribalta internazionale. [+]

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filmicus lunedì 5 aprile 2010
un concerto per l'europa. Valutazione 4 stelle su cinque
62%
No
38%

Il Concerto,film assai bello di Mihaileanu,riproduce l'incantesimo consolatorio di Train de vie,cioè il rovesciamento, in forme immutate, di una verità di dolore e di distruzione in una fantasia di speranza e di salvezza.Costituisce così una duplice metafora sulla storia e sulla vita.La prima:la bacchetta strappata dalle mani del direttore d'orchestra,spezzata in due in nome di una ideologia e della discriminazione razziale,antisemita è la storia dell'Europa del novecento.Una cultura unitaria è frantumata e separata.Un'armonia(parola spesso ripetuta nel film)è interrotta ed a questa nostra Europa contemporanea manca una parte fondamentale:perduta prima nel lento cadere delle nevi di una lontana Siberia,poi nel fragore di una chitarra elettronica e di armi automatiche. [+]

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