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cineamando
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lunedì 2 aprile 2012
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un film per assolvere i nostri sensi di colpa
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Faenza, capace in precedenza di lavori di ben altro spessore (vedi Prendimi l'anima, L'amante perduto and so on), inciampa in un film che lascia ben poco dopo averne concluso la visione. La storia risulta assolutamente banale e altrettanto banale è il ricorso a scene di nudo per situazioni che potevano venire espresse con maggior eleganza. La cosa che balza immediatamente all'occhio è il mancato approfondimento dell'argomento in discussione: la gelosia. Gli attori appaiono credibili ma ben poco credibile appare tutto il resto. Un film che ha l'unico pregio di risultare scorrevole. Insomma, con tutte le buone intenzioni di questo mondo, Il caso dell'infedele Klara è a tutti gli effetti un passaggio a vuoto nella carriera del comunque ottimo Roberto Faenza.
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Faenza, capace in precedenza di lavori di ben altro spessore (vedi Prendimi l'anima, L'amante perduto and so on), inciampa in un film che lascia ben poco dopo averne concluso la visione. La storia risulta assolutamente banale e altrettanto banale è il ricorso a scene di nudo per situazioni che potevano venire espresse con maggior eleganza. La cosa che balza immediatamente all'occhio è il mancato approfondimento dell'argomento in discussione: la gelosia. Gli attori appaiono credibili ma ben poco credibile appare tutto il resto. Un film che ha l'unico pregio di risultare scorrevole. Insomma, con tutte le buone intenzioni di questo mondo, Il caso dell'infedele Klara è a tutti gli effetti un passaggio a vuoto nella carriera del comunque ottimo Roberto Faenza.
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taxidriver
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giovedì 30 giugno 2011
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scontata soap-opera sulla gelosia
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Il merito principale del film, e in definitiva l'unico, è quello di affrontare il tema della gelosia fino in fondo (vale a dire fino alla morbosità). La trama però, nonostante alcuni colpi di scena (tutto sommato prevedibili) risulta poco credibile, e non c'entra il grottesco: semplicemente, lo stile è quello di una soap-opera, roba da casalinghe annoiate o adolescenti insicuri.
Non convincono la Chiatti e tantomeno Santamaria, qui davvero irriconoscibile, in un ruolo che evidentemente non è il suo. Alla fine si salvano solo la Bakarova e soprattutto Iain Glein. Finale all'insegna della retorica più scontata.
In conclusione, un film tutto sommato guardabile nella sua ingenuità e semplicità.
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Il merito principale del film, e in definitiva l'unico, è quello di affrontare il tema della gelosia fino in fondo (vale a dire fino alla morbosità). La trama però, nonostante alcuni colpi di scena (tutto sommato prevedibili) risulta poco credibile, e non c'entra il grottesco: semplicemente, lo stile è quello di una soap-opera, roba da casalinghe annoiate o adolescenti insicuri.
Non convincono la Chiatti e tantomeno Santamaria, qui davvero irriconoscibile, in un ruolo che evidentemente non è il suo. Alla fine si salvano solo la Bakarova e soprattutto Iain Glein. Finale all'insegna della retorica più scontata.
In conclusione, un film tutto sommato guardabile nella sua ingenuità e semplicità.
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ozymandias
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martedì 7 settembre 2010
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ahi ahi ahi
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Sapevo di una nomination ad un qualche premio per questo film, quindi anche se un po' titubante ho deciso di guardarlo. Mi hanno colpito i primi 15 minuti, dove si vedono per intero le grazie di due delle tre protagoniste: meritevole la scena della vasca, dove si può ammirare l'attrice Laura Chiatti in tutta la sua divina bellezza coperta in parte dalla schiuma come la venere del Botticelli che nasce dal mare bla bla bla
Ora arrivano le dolenti note. (tutto il resto o quasi del film) Recitazione degli attori...mmhhh, dialoghi.... mmmhhhhhh , Momenti di ilarità involontaria .. Tantissimi.
Dialoghi assurdi ...Troppi . La gelosia come sentimento da sviscerare alla fine passa in secondo piano, preoccupa in primo luogo invece seriamente la condizione psicologica dei personaggi : non se ne salva uno : dal personaggio assurdo della moglie del detective, a Klara che trova la cura finale per la gelosia, fino al protagonista che è matto come un cavallo.
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Sapevo di una nomination ad un qualche premio per questo film, quindi anche se un po' titubante ho deciso di guardarlo. Mi hanno colpito i primi 15 minuti, dove si vedono per intero le grazie di due delle tre protagoniste: meritevole la scena della vasca, dove si può ammirare l'attrice Laura Chiatti in tutta la sua divina bellezza coperta in parte dalla schiuma come la venere del Botticelli che nasce dal mare bla bla bla
Ora arrivano le dolenti note. (tutto il resto o quasi del film) Recitazione degli attori...mmhhh, dialoghi.... mmmhhhhhh , Momenti di ilarità involontaria .. Tantissimi.
Dialoghi assurdi ...Troppi . La gelosia come sentimento da sviscerare alla fine passa in secondo piano, preoccupa in primo luogo invece seriamente la condizione psicologica dei personaggi : non se ne salva uno : dal personaggio assurdo della moglie del detective, a Klara che trova la cura finale per la gelosia, fino al protagonista che è matto come un cavallo.Non è geloso: è matto. Come un cavallo. Ma perchè gli italiani all'estero devono sempre fare i fuori di testa?
Si salva il bambino, promessa luminosa della fisarmonica nei festival della Romagna. Ah, e i due aiutanti del detective che soli nel furgone invece di sorvegliare la porta di casa di Klara per tutta la notte, si appicciano uno spinello e fanno all'amore. Avrei fatto lo stesso anche io, chiamando pure Klara.
voto finale: **** più che discreto, anzi ottimo + perchè a me Laura Chiatti fa impazzire, specie in desabillè o come si dice e perchè nel finale si vede l'edificio Ginger e Fred di Frank O. Gehry, quello del Guggenheim di Bilbao.
Da non guardare in modo serio, potreste rimanere delusi.
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doctorw58
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lunedì 29 marzo 2010
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la gelosia dovrebbe far causa a faenza
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La gelosia, tema motore del film, se potesse, dovrebbe far causa al regista. Perchè ci vuole veramente un grande impegno, e poca fantasia, per trattare in modo così banale ed approssimativo un argomento così stimolante. Se poi si utilizza una sceneggiatura pasticciata e contorta ed attori dalla recitazione imbarazzante, la brutta figura diventa inevitabile. C'era poi bisogno di scomodare la bellezza di Praga e Venezia per un film impresentabile? Due piccole perle del film. La prima che dimostra una delle tante inverosimiglianze della trama: la Chiatti e l'investigatore si sono appena conosciuti casualmente, e nella scena successiva il personaggio è solo in camera e la bella protagonista lo chiama al telefonino (come faceva ad avere già il numero?) per invitarlo in un bar lungo i canali veneziani a bere qualcosa (ma valà.
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La gelosia, tema motore del film, se potesse, dovrebbe far causa al regista. Perchè ci vuole veramente un grande impegno, e poca fantasia, per trattare in modo così banale ed approssimativo un argomento così stimolante. Se poi si utilizza una sceneggiatura pasticciata e contorta ed attori dalla recitazione imbarazzante, la brutta figura diventa inevitabile. C'era poi bisogno di scomodare la bellezza di Praga e Venezia per un film impresentabile? Due piccole perle del film. La prima che dimostra una delle tante inverosimiglianze della trama: la Chiatti e l'investigatore si sono appena conosciuti casualmente, e nella scena successiva il personaggio è solo in camera e la bella protagonista lo chiama al telefonino (come faceva ad avere già il numero?) per invitarlo in un bar lungo i canali veneziani a bere qualcosa (ma valà...). La seconda perla, comica: l'investigatore psicologo, cornuto consapevole e contento, quando la splendida moglie fedigraga gli dice che lo lascia, lui risponde inebetito: "...perchè? Stiamo bene insieme!!". Insomma un brutto film che rende un pessimo servizio anche al libro da cui è tratto, che sicuramente non leggerò.
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tomcat75
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giovedì 18 marzo 2010
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il caso della noia mortale
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Mi aspettavo qualcosa di buono per la presenza di Santamaria che ha dato prova di essere un buon attore, ma in questo caso anche lui affonda con tutta la nave in un film noioso e che può attrarre l’attenzione dei maschietti, solo per gli svariati nudi presenti e che a mio parare sono anche abbastanza gratuiti. Tanti (troppi) i difetti: un montaggio fatto ad accettate con la segretaria di produzione che ha avuto sviste clamorose (vedi la scena del bambino sul motorino che si mette il casco). Dialoghi che potrebbero essere anche interessanti, ma soffrono di problemi di contesto. L’amicizia fra Glen e Santamaria è immediata; può essere anche giustificata dalla pena o dall’introspezione dell’investigatore per il sospettoso Luca, ma a me risulta forzata.
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Mi aspettavo qualcosa di buono per la presenza di Santamaria che ha dato prova di essere un buon attore, ma in questo caso anche lui affonda con tutta la nave in un film noioso e che può attrarre l’attenzione dei maschietti, solo per gli svariati nudi presenti e che a mio parare sono anche abbastanza gratuiti. Tanti (troppi) i difetti: un montaggio fatto ad accettate con la segretaria di produzione che ha avuto sviste clamorose (vedi la scena del bambino sul motorino che si mette il casco). Dialoghi che potrebbero essere anche interessanti, ma soffrono di problemi di contesto. L’amicizia fra Glen e Santamaria è immediata; può essere anche giustificata dalla pena o dall’introspezione dell’investigatore per il sospettoso Luca, ma a me risulta forzata. Tutti sembrano butatti nel mezzo della scena senza una ragione vera e propria: un geloso cronico che vuole per forza che la ragazza lo tradisca. Una ragazza stremata dalla gelosia del suo uomo ma che alla fine lo sposa. Un investigatore filosofo che dice di non essere geloso della moglie che ha più amanti che capelli, ma che ci soffre. Un bambino geniale musico che non porta nessun valore aggiunto. Insomma un gran mix di personaggi che non si capisce bene dove vogliono andare a parare. Conclusione con spari ed il protagonista che dichiara di essere guarito; colpo di scena finale che ti fa cadere la mascella, con il “guarito” che si reca in un altra agenzia investigativa per iniziare di nuovo il giro dei sospetti.
Per concludere il film è stato girato in lingua inglese e doppiato in italiano, ma la Chiatti è veramente inascoltabile. Da un regista come Faenza mi aspettavo di più. CINEMATIK.IT - IL gioco del fantacinema
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antrace
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domenica 14 febbraio 2010
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follia d'amore
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La gelosia , si sa , annulla qualsiasi bene, corrode l'animo, turba la vita di una coppia , nasconde lacerazioni e gravi vuoti .. è quanto accade puntualmente a Luca nel suo incontro con Klara . Il giovane artista italiano , innamorato di una ragazza di Praga, si rivela un folle perverso che rimprovera aspramente la sua compagna , la fa pedinare ,le tende tranelli , fino a renderla vittima inconsapevole di giochi subdoli . Luca si rivolge ad un
investigatore privato , rassegnato ad una vita coniugale grama, sorretta dal tradimento esplicito e continuo della moglie, cui risponde con la ricerca assidua di una sponda femminile ,in una specie di singolare scambio di corna soffuse . Le vicende dei due personaggi sembrano scorrere su binari opposti: il giovane Luca appare a prima vista quello più romantico e vulnerabile , mentre l'investigatore ostenta un certo sano equilibrio , un disincanto sagace e
misurato di fronte alle cadute e ai precipizi dei rapporti di cuore .
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La gelosia , si sa , annulla qualsiasi bene, corrode l'animo, turba la vita di una coppia , nasconde lacerazioni e gravi vuoti .. è quanto accade puntualmente a Luca nel suo incontro con Klara . Il giovane artista italiano , innamorato di una ragazza di Praga, si rivela un folle perverso che rimprovera aspramente la sua compagna , la fa pedinare ,le tende tranelli , fino a renderla vittima inconsapevole di giochi subdoli . Luca si rivolge ad un
investigatore privato , rassegnato ad una vita coniugale grama, sorretta dal tradimento esplicito e continuo della moglie, cui risponde con la ricerca assidua di una sponda femminile ,in una specie di singolare scambio di corna soffuse . Le vicende dei due personaggi sembrano scorrere su binari opposti: il giovane Luca appare a prima vista quello più romantico e vulnerabile , mentre l'investigatore ostenta un certo sano equilibrio , un disincanto sagace e
misurato di fronte alle cadute e ai precipizi dei rapporti di cuore . Nel prosieguo Luca mostrerà il vero volto dela sua follia chiusa e sorda, priva di slanci sinceri , l'amico invece recupererà la fiducia nella purezza dei sentimenti, quasi a cogliere dalla mente malata del'italiano lo strumento taumaturgico della propria nemesi . Un film di una discreta cura , si notano le mani laboriose ed esperte di Faenza , unico neo plateale la voce burina della Chiatti che sembra doppiata da Heather Parisi.
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ultimoboyscout
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venerdì 29 gennaio 2010
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il dramma della gelosia.
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La gelosia quando porta all'ossessione, alla pura follia. Questo è quello che succede al protagonista, roso dalla tarma del dubbio (per lui assoluta certezza) che la fidanzata Laura Chiatti lo tradisca. E averne la certezza lo aiuterà ad accettarlo, non ad uscirne o guarirne. Un pò confuso nel complesso.
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astromelia
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mercoledì 9 settembre 2009
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impossibile
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decisamente inguardabile,senza senso, inudibile la chiatti che si doppia da papera,film-fumetto ovvero carta-straccia....
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palindromerossa
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giovedì 27 agosto 2009
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assolutamente da evitare!!!!
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Film decisamente brutto ed assolutamente inutile con attori fuori parte!
La recitazione lascia molto a desiderare, soprattutto quella di Laura Chiatti!
Ne sconsiglio la visione sia al cinema che in DVD!
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jane
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mercoledì 26 agosto 2009
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non male
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La gelosia, si la gelosia ti fa diventare matto... é stato un film interessante, che tratta il tema della gelosia.... Purtroppo molte persone sono gelose e talvolta la gelosia in un rapporto ci sta, ma quando è troppa è troppa...
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