|
sarettajan
|
domenica 20 febbraio 2011
|
una storia claustrofobica dai risvolti inquietanti
|
|
|
|
Come definire questo film?? La curiosità mi ha portato a vederlo e l'incredulità mi ha portato a rimanere con gli occhi sbarrati durante tutto il film incapace di reagire in qualche maniera dinanzi ad una trama tanto assurda quanto credibile. Pensare infatti che due genitori possano decidere di segregare in casa i propri figli illudendoli che la vita sia solo quella chiusa tra le mura del loro giardino è davvero inconcepibile; lo spettatore rimane incredulo, la reazione è: "Non è possibile,non ha senso!" ma, man a mano che il film scorre e ci troviamo di fronte agli sforzi reali che la coppia fa per ingannare i propri figli, prendiamo coscienza che il tutto può essere reale, che quella situazione ai limiti del paradosso è invece gestita con estrema razionalità dai protagonisti, ed è nel momento in cui quest'idea di realtà e di concretezza si fa strada nei nostri pensieri che si insinua l'angoscia.
[+]
Come definire questo film?? La curiosità mi ha portato a vederlo e l'incredulità mi ha portato a rimanere con gli occhi sbarrati durante tutto il film incapace di reagire in qualche maniera dinanzi ad una trama tanto assurda quanto credibile. Pensare infatti che due genitori possano decidere di segregare in casa i propri figli illudendoli che la vita sia solo quella chiusa tra le mura del loro giardino è davvero inconcepibile; lo spettatore rimane incredulo, la reazione è: "Non è possibile,non ha senso!" ma, man a mano che il film scorre e ci troviamo di fronte agli sforzi reali che la coppia fa per ingannare i propri figli, prendiamo coscienza che il tutto può essere reale, che quella situazione ai limiti del paradosso è invece gestita con estrema razionalità dai protagonisti, ed è nel momento in cui quest'idea di realtà e di concretezza si fa strada nei nostri pensieri che si insinua l'angoscia. Ciò che all'inzio appare senza senso acquista un significato, ci riconduce a quelle folli situazioni che leggiamo sui quotidiani e alle quali stentiamo a credere, quelle notizie che ti fanno guardare il vicino di casa con circospezione perchè la follia è dietro l'angolo, nascosta da ingannevoli apparenze e da un'ostentata normalità. Apparentemente normali sono infatti i coniugi interpretati da Christos Stergioglou e Michelle Valley, rispettivamente impiegato e casalinga, che con fredda disciplina riescono a far credere ai tre figli che gli aerei sono solo giocattoli, che i gatti sono creature malvagie, che ogni creatura vivente viene dal ventre della loro madre; ecco perchè non viene voglia di ridere quando i ragazzi vengono addestrati ad abbaiare, quando dicono frasi senza senso in quanto i genitori per isolarsi ulterioramente dalla società li hanno istruiti ingannevolmente, scambiando il senso delle parole (il sale è rinominato telefono, i zombie sono fiori..)..niente è comico in tutto ciò bensì inquietante..una storia, che potrebbe risultare ridicola, non lo è affatto, come se un paradosso d'improvviso diventasse perfettamente plausibile.
Tutto procede secondo i piani fino a che l'unico elemento esterno a quel sistema, la ragazza che il padre pagava per soddisfare i bisogni sessuali dell'unico figlio maschio, destabilizza la situazione in un crescendo di vicende che porterà il film ad assumere toni fortemente drammatici fino al tragico epilogo.
Al regista va il grande merito di coinvolgere e bloccare lo spettatore in quella logica perversa il cui risultato è una sensazione di totale claustrofobia.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a sarettajan »
[ - ] lascia un commento a sarettajan »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
federico albanese
|
marted́ 19 aprile 2011
|
psico-dramma lynchiano formidabile
|
|
|
|
Una famiglia greca. Apparentemente normale. Vive in campagna, prati, piscina, sole. Una prostituta bendata entra accompagnata dal padre di famiglia, per soddisfare le voglie del giovane figlio. Segregati dai genitori in un limbo di parole inventate, significati distorti, false realtà, paure infondate, desideri malati, vivono le due giovani sorelle e il fratello, tutti senza nome. In un districato susseguirsi di eventi e faccende quotidiane al limite del paranormale si definisce il paradigma familiare di una società patriarcale oltre-nazista, un fantomatico insieme di valori ipercinici e irreali, principi di una società finto-illuminata in decadenza. Amore e odio si fondono a creare un nuovo sentimento ancora mai percepito nel cinema moderno, sfaccettature Hanekiane ( Il Nastro Bianco, Funny Games) , momenti del David Lynch piu estremo ( Eraserhead ), sbalzi riflessivi e inquadrature mozzafiato che sminuiscono anche il miglior Gus Van Sant ( Last Days, Elephant ).
[+]
Una famiglia greca. Apparentemente normale. Vive in campagna, prati, piscina, sole. Una prostituta bendata entra accompagnata dal padre di famiglia, per soddisfare le voglie del giovane figlio. Segregati dai genitori in un limbo di parole inventate, significati distorti, false realtà, paure infondate, desideri malati, vivono le due giovani sorelle e il fratello, tutti senza nome. In un districato susseguirsi di eventi e faccende quotidiane al limite del paranormale si definisce il paradigma familiare di una società patriarcale oltre-nazista, un fantomatico insieme di valori ipercinici e irreali, principi di una società finto-illuminata in decadenza. Amore e odio si fondono a creare un nuovo sentimento ancora mai percepito nel cinema moderno, sfaccettature Hanekiane ( Il Nastro Bianco, Funny Games) , momenti del David Lynch piu estremo ( Eraserhead ), sbalzi riflessivi e inquadrature mozzafiato che sminuiscono anche il miglior Gus Van Sant ( Last Days, Elephant ). Una pellicola incrdibilmente densa e votata alla purezza del sentimento e del cinema fine a se stesso. Senza congetture, dogmi e luoghi comuni. Un esempio di come si deve fare il cinema oggi. Fotografia superba, musiche mozzafiato, completamente immerse nell'atmosfera del film. Da non perdere
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a federico albanese »
[ - ] lascia un commento a federico albanese »
|
|
d'accordo? |
|
|
|