di Maurizio Cabona Il Giornale
Cado dalle nubi di Gennaro Nunziante, con Checco Zalone, esce mentre in libreria arriva il libro-cd omonimo di Checco Zalone, consigli per l'aspirante cantante. Si sorride con l'uno e con l'altro, perché il suo personaggio di poeta cafone sprizza saggezza, mentre i lombardi trasudano l'ipocrisia e i lumbard non sanno ricondurre, come fa lui, «terùn», gli omosessuali ad anormali e i parroci in borghese a camaleonti. Zalone non disprezza, come fa Villaggio, il suo Fantozzi . Prosegua così.
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di Alberto Castellano Il Mattino
Il barese Luca Medici in arte Checco Zalone, ultimo prodotto della premiata ditta Zelig, dopo l'exploit con la sigla portafortuna ai Mondiali 2006 «Siamo una squadra fortissimi» e la parodia del cantante neomelodico versione pugliese, si è caricato sulle spalle un film intero guidato dal regista esordiente Gennaro Nunziante, amico e concittadino. Con «Cado dalle nubi», lo scatenato Zalone per non rischiare più di tanto racconta una storia molto autobiografica, trasferisce nella finzione un copione della vita che sul piano socioculturale garantisce spesso un'efficace miscela di sentimenti e divertimento.
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di Enzo Natta Famiglia Cristiana
Difficile il passaggio dal cabaret televisivo al cinema. Per lo più, alla prova del grande schermo i comici che vengono dal piccolo dimostrano di non avere le risorse necessarie per un cambio di marcia che garantisca la tenuta di una performance basata su tempi e ritmi diversi Qualità che ha rivelato Checco Zalone, emerso prepotentemente da Zelig con un'esplosiva carica di vitalità che ha fatto presa sul pubblico giovane.
Per il trasloco sul grande schermo Zalone ha cambiato registro: bando a parolacce, doppi sensi, allusioni sessuali, sì a trama buonista e lieto fine.
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di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Più come Walter e i suoi cugini che Rocco e i suoi fratelli Checco è cantautore pugliese in cerca di fortuna a Milano, ma non ne fa una giusta fuorché innamorarsi della figlia di un leghista redento. Ma fa il razzista nel bar gay e canta la Calabria nel raduno padano, oltre a prendere Alberto da Giussano per Power Rangers. Il primo film col fenomeno tele musicale dell' anno, Zalone, è come un book di possibilità comiche e personali (cospicue) ristrette in una storiella di puro uso diretta da Nunziante, promettendo poi di più.
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Il Fatto Quotidiano
"Gli uomini sessuali non c'avranno gli assorbenti / ma però c'hanno le ali / per volare via con la fantasia / da questa loro atroce malattia". Parole e musica di Luca Medici, al secolo Checco Zalone, che esordisce al cinema con Cado dalle nubi, diretto dall'amico e co-sceneggiatore Gennaro Nunziante (penna per Alessandro D'Alatri, era il sacerdote affabulatore di Casomai). Sulla sottile linea fucsia dell'autobiografia, protagonista è il cantante Checco, tamarro situazionista ("che cozzalone" in barese sta per "cafone") in trasferta dalla Puglia (Polignano a Mare, città natale di Modugno) a Milano per inseguire il successo: viceversa, troverà la Lega, per cui tramuterà l'acqua del Po in urina e ribattezzerà Power Ranger Alberto da Giussano; un cugino omosessuale che non ha fatto outing, anzi "outlet"; il classico amore non ricambiato e l'inevitabile talent-show, in cui finalmente emergere forte della sua "meravigliosa mediocrità".
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di Francesco Alò Il Messaggero
Il cantante pugliese Checco cerca il successo ("Sarei ipocrita se dico il viceversa") ed è mollato dalla donna cui aveva dedicato l'album "Immensemente Angela". Emigra. In una Milano immensamente soleggiata (ma quando mai?), avrà a che fare con il cugino gay, cui dedicherà la canzone "Uomini sessuali", troverà l'amore, farà pipì in un'ampolla pseudoleghista e parteciperà a uno show alla X Factor. Esordio al cinema per il Checco Zalone del barese Luca Medici lanciato da Radio Deejay con la hit "Siamo una squadra fortissimi".
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di Paolo Mereghetti Il Corriere della Sera
C' è una battuta da antologia in Cado dalle nubi, quando Checco Zalone, ospite da un leader leghista (un sanguigno Marescotti), vede la statuetta bronzea di Alberto da Giussano che fa bella mostra di sé in sala e chiede: «Chi è? Un Power Ranger?». Ma è praticamente l' unica che vale la pena di ricordare e che faccia scattare una risata liberatoria, troppo a lungo repressa per i restanti 95 minuti di proiezione. No, Cado dalle nubi non è il miglior battesimo possibile per il comico pugliese che ha conquistato mezz' Italia (e anche di più) con le sue irriverenti riletture della musica leggera italiana.
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