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paperino
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lunedì 5 dicembre 2011
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impeccabile
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Stilisticamente perfetto, recitato splendidamente ma con misura e volutamente sottotono da un Colin Firth che dà il meglio di se stesso.Non c'è un solo atteggiamento o una sola frase che possano far intuire la relazione fra George e l'amatissimo compagno e questo contribuisce a riportare il loro rapporto nella più assoluta normalità ( se esiste una normalita... ). Nel periodo in cui è ambientato il film, dominato dalla paura e da una notevole intransigenza verso gli omosessuali ( ricordiamo la fine di uno dei due protagonisti de " I segreti di Brokeback Mountain" ) George conduce una vita tranquilla e riservata, abbastanza estraneo al contesto sociale che lo circonda.
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Stilisticamente perfetto, recitato splendidamente ma con misura e volutamente sottotono da un Colin Firth che dà il meglio di se stesso.Non c'è un solo atteggiamento o una sola frase che possano far intuire la relazione fra George e l'amatissimo compagno e questo contribuisce a riportare il loro rapporto nella più assoluta normalità ( se esiste una normalita... ). Nel periodo in cui è ambientato il film, dominato dalla paura e da una notevole intransigenza verso gli omosessuali ( ricordiamo la fine di uno dei due protagonisti de " I segreti di Brokeback Mountain" ) George conduce una vita tranquilla e riservata, abbastanza estraneo al contesto sociale che lo circonda. Mi hanno colpito le numerose scene nelle quali Il professore guarda o è ripreso dietro a delle barriere o a dei vetri a significare il suo voluto isolamento forse un po' per snobismo, forse per difendere al massimo la sua privacy. Alla fine rimane un senso di tristezza per la solitudine che sovrasta George fino a fargli programmare la sua fine ma anche di serenità per il benvenuto dato alla morte : " alla fine lei è arrivata ".
Non vi è disperazione nello sguardo che rivolge al ragazzo addormentato ma un tributo alla bellezza e alla giovinezza e un'accettazione serena del tempo che è passato e che ora non ha più senso per lui. Il film si chiude con una scena molto simile a quella iniziale in cui George sogna di baciare l'amato e di sdraiarsi vicino a lui in un abbraccio mortale; nell'ultima scena è il giovane che lo bacia con delicatezza sulla bocca e lo accoglie in un aldilà dove sarà possibile il loro ritrovarsi.Non si può non menzionare la bravura della Moore sempre perfetta in ogni ruolo.Un'immagine indimenticabile : la bimba che gli si presenta in una mirabile lenta inquadratura dal basso verso l'alto col suo abitino verde come un piccolo angelo venuto per portarlo con se...Ma non è ancroa giunto il momento che arriverà con misura, lievemente...
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luana
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giovedì 27 ottobre 2011
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soffrire rende brutti
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Tirar fuori qualcosa di buono dal bellissimo romanzo di Isherwood non era certo impresa facile.Ma Tom Ford ha deturpato il libro tradendone lo spirito;il senso delle scene stesse e omettendo altre scene significative( guarda un po'quelle sul disfacimento del corpo) per non parlare del finale. Tutta questa bellezza di tipo pubblicitario nel quale il film è infuso stordisce, dà la nausea..diventa qualcosa di irreale.. così come la tremenda e costante luce aranciata nella quale si aggancia pure l'invenzione di una marchetta casuale e non desiderata...i rallenty..i continui flashback..la pistola. La declamazione di un dolore; la teatralizzazione di un dolore.La cornice al posto del quadro. Le espressioni di Colin Firth sono quelle più naturali ma non possono sostituire un film che ha mancato totalmente il bersaglio.
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Tirar fuori qualcosa di buono dal bellissimo romanzo di Isherwood non era certo impresa facile.Ma Tom Ford ha deturpato il libro tradendone lo spirito;il senso delle scene stesse e omettendo altre scene significative( guarda un po'quelle sul disfacimento del corpo) per non parlare del finale. Tutta questa bellezza di tipo pubblicitario nel quale il film è infuso stordisce, dà la nausea..diventa qualcosa di irreale.. così come la tremenda e costante luce aranciata nella quale si aggancia pure l'invenzione di una marchetta casuale e non desiderata...i rallenty..i continui flashback..la pistola. La declamazione di un dolore; la teatralizzazione di un dolore.La cornice al posto del quadro. Le espressioni di Colin Firth sono quelle più naturali ma non possono sostituire un film che ha mancato totalmente il bersaglio. Quale? Quello della verità del dolore..Leggete il libro.
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brucemyhero
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mercoledì 17 agosto 2011
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a single man
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Bel film e grandi interpretazioni. Unico nel suo genere direi, ma: il tema trattato, l'omosessualità e l'Amore, per come sono qui trattate, possono provocare disgusto nello spettatore, il che non ha niente a che fare con un giudizio.. Non sono cattolico, non ho preconcetti di nessun tipo, eppure davanti ad alcune scene, mi viene da dentro qualcosa. Il rifiuto, netto, non di comprendere l'amore tra persone di ugual sesso, ma di vederlo nella sua intimità. Ognuno è libero di vivere la vita come più gli aggrada, e l'amore quando lo è veramente, non lo si discute. Protreste obiettarmi: "perchè l'hai guardato, nessuno ti ha obbligato".
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Bel film e grandi interpretazioni. Unico nel suo genere direi, ma: il tema trattato, l'omosessualità e l'Amore, per come sono qui trattate, possono provocare disgusto nello spettatore, il che non ha niente a che fare con un giudizio.. Non sono cattolico, non ho preconcetti di nessun tipo, eppure davanti ad alcune scene, mi viene da dentro qualcosa. Il rifiuto, netto, non di comprendere l'amore tra persone di ugual sesso, ma di vederlo nella sua intimità. Ognuno è libero di vivere la vita come più gli aggrada, e l'amore quando lo è veramente, non lo si discute. Protreste obiettarmi: "perchè l'hai guardato, nessuno ti ha obbligato". L'ho guardato perchè l'omosessualità come concetto e scelta di vita, non mi fà nè caldo nè freddo, è una scelta, o la natura che sbaglia qualcosa.., non lo sò. In 'A far from heaven' Dennis Quaid (strepitosa la sua interpretazione) e la meravigliosa Julianne Moore, superba attrice, nonchè l'uomo di colore diviengono un drammatico ma sublime affesco. Qui il tema dell'omosessualità viene invece mostrato nudo, penetra oltre mura di casa e diviene palpabile. Colin Firth, offre una delle sue più grandi interpretazioni; chi avrebbe mai pensato dopo averlo visto in 'Il diario di Bridget Jones'?, che dietro quel volto da perfetto gentleman, si celasse un attore di tale caratura... Anche se in ciò che fà, c'è sempre una comicità latente, che Firth riesce a convertire in umanità disarmante.
Bello, ma di difficile accettazione interiore, per chi come me 'non può capire'....
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ilaskywalker
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venerdì 29 luglio 2011
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"stilisticamente perfetto"
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Potrei riportare un quote qualsiasi, o dire “è stilisticamente perfetto” solo perché mi piace poter dire perfetto di qualcosa, perché è elegante e perché si soffre, e qualcuno o qualcosa deve pur soffrire al posto nostro. In modo elegante. O potrei non dire nulla, come il resto delle volte. Sono una di quegli spettatori ipersensibili ma disamorati che vengono tramortiti da una storia anche se con schema tipico di mélo-morte, e sono troppo svogliata per spiegare o argomentare.
Geometrico e regolare. La scena della bambina con le scarpette turchesi riflessa nel pavimento, (mentre il protagonista cerca qualcosa nella sua borsa) è visivamente sublime.
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Potrei riportare un quote qualsiasi, o dire “è stilisticamente perfetto” solo perché mi piace poter dire perfetto di qualcosa, perché è elegante e perché si soffre, e qualcuno o qualcosa deve pur soffrire al posto nostro. In modo elegante. O potrei non dire nulla, come il resto delle volte. Sono una di quegli spettatori ipersensibili ma disamorati che vengono tramortiti da una storia anche se con schema tipico di mélo-morte, e sono troppo svogliata per spiegare o argomentare.
Geometrico e regolare. La scena della bambina con le scarpette turchesi riflessa nel pavimento, (mentre il protagonista cerca qualcosa nella sua borsa) è visivamente sublime.
Ultima parentesi per Colin Firth, verso il quale provo una simpatia che va oltre il fanatismo da posterino del Cioè nella stanza. Ti volevo bene da quando portavi i maglioni con le renne.
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museum
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giovedì 30 giugno 2011
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significativo
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Tema centrato a pieno da Tom Ford, specialmente in una società come la nostra che sembra procreare individui sempre più colpiti da accidia, come la definirebbe Petrarca. Il personaggio che ha interpretato, in modo molto interessante, Colin Firth mostra sentimenti con cui la maggior parte delle persone sembra convivere, affascinante e preoccupante direi. C'è un pizzico di George Falconer in ognuno di noi, questo è sicuro. Chi non ha mai provato un senso di totale angoscia, rabbia, delusione, nausea e provato la sensazione di vivere male? Anche per questo personaggio ( che esteticamente ricorda un po' un Mastroianni in 8 e mezzo) le sensazioni sopraccitate sono un arredamento del suo essere. Dopo aver perso il suo compagno di vita e dopo essersi reso conto di non essere forte come invece, in alcune situazioni, si pensa di dover essere, deve affrontare la vita e, soprattutto, la sua omosessualità da solo.
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Tema centrato a pieno da Tom Ford, specialmente in una società come la nostra che sembra procreare individui sempre più colpiti da accidia, come la definirebbe Petrarca. Il personaggio che ha interpretato, in modo molto interessante, Colin Firth mostra sentimenti con cui la maggior parte delle persone sembra convivere, affascinante e preoccupante direi. C'è un pizzico di George Falconer in ognuno di noi, questo è sicuro. Chi non ha mai provato un senso di totale angoscia, rabbia, delusione, nausea e provato la sensazione di vivere male? Anche per questo personaggio ( che esteticamente ricorda un po' un Mastroianni in 8 e mezzo) le sensazioni sopraccitate sono un arredamento del suo essere. Dopo aver perso il suo compagno di vita e dopo essersi reso conto di non essere forte come invece, in alcune situazioni, si pensa di dover essere, deve affrontare la vita e, soprattutto, la sua omosessualità da solo. Questa diventa un sentimento che non riesce a esprimere, è diventato limitato, a scuola non può mostrarlo e a casa non può più. Riesce quasi a rinascere, finalmente, solo grazie a un ragazzo (Nicholas Hoult)che cerca di far svelare lentamente, attraverso una serie di sguardi e segnali, che è impossibile non comprendere, questa sua caratteristica, che ritorna a essere, come accadeva prima della morte del compagno, qualcosa che può stare alla luce del sole, come un'opera d'arte che, rimasta incompleta per la mancanza di materiale, ora, dopo tanto tempo, ottenuto ciò che mancava, è pronta per essere mostrata, sempre con discrezione. E George comprende così che dopotutto, ha delle possibilità, che può ancora essere felice, se solo volesse, sente alla fine di possedere ciò che, fino a qualche giorno prima, pensava gli fosse totalmente estraneo, la forza di continuare a vivere. Il finale, che mostra la morte del protagonista, a mio avviso ha lo stesso effetto di uno schiaffo in faccia, di una secchiata d'acqua fredda che arriva all'improvviso che ha il compito di dirti, non che la vita è bella dopotutto, come dice Benigni, ma che semplicemente non bisogna farsi dominare dalle emozioni, specilamente quele negative, perchè nella maggior parte dei casi quando ci si accorge di esserne preda, sono passati molti, troppi anni, e come purtroppo è successo al protagonista di " A single man" questo momento può essere seguito dalla morte. Alla fine del film mi è saltata alla mente una parola: spreco.
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gwynplaine
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domenica 29 maggio 2011
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l'olocausto delle nostre vite.
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Non gli era rimasto più nulla.Era un mare senza terra.Era lui stesso l'oceano della sua disperazione.Non aveva più vite da sprecare.Tutte.Tutte gli erano crollate.Ora non gli rimaneva che il silenzio.E proprio per questo non ebbe esitazioni.Chiuse gli occhi.E all'improvviso la vita s'interruppe.Morì senza preavviso.
Incontro la morte.
Falconer diviene l'emblema della morte delle nostre esitazioni nell'istante stesso in cui queste vogliono abbandonare il mondo dell'irrealizzabile e divenire atto.
Sono il silenzio e la solitudine a dare potenza a questo film.Le musiche rendono la malattia dell'anima del personaggio davanti al suicidio dei propri pensieri.
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Non gli era rimasto più nulla.Era un mare senza terra.Era lui stesso l'oceano della sua disperazione.Non aveva più vite da sprecare.Tutte.Tutte gli erano crollate.Ora non gli rimaneva che il silenzio.E proprio per questo non ebbe esitazioni.Chiuse gli occhi.E all'improvviso la vita s'interruppe.Morì senza preavviso.
Incontro la morte.
Falconer diviene l'emblema della morte delle nostre esitazioni nell'istante stesso in cui queste vogliono abbandonare il mondo dell'irrealizzabile e divenire atto.
Sono il silenzio e la solitudine a dare potenza a questo film.Le musiche rendono la malattia dell'anima del personaggio davanti al suicidio dei propri pensieri.
Assisto semplicemente vedendo questo film a la mia impossibilità di movimento di fronte all'inarrestabile,all'imprevedibile.
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bruno leonardini
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lunedì 2 maggio 2011
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un capolavoro
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Un film capolavoro, in cui ogni minima parola, ogni inquadratura, viene calibrata alla perfezione. Lo stile anni '60 restituisce una forza che imprime al film un'atmosfera unica: la fotografia, desaturata, diventa satura, nei momenti in cui il prof. Falconer, sembra riaffacciarsi ad un flebile spiraglio di felicità. Le immagini delicatamente sgranate, tipiche di quella pellicola degli anni '60, esaltano un Colin Firth, alla sua migliore interpretazione di tutta la sua carriera, migliore anche de "Il discorso del re".
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keanu
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sabato 5 marzo 2011
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film elegante, ma ... ...
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Un film elegnate e curato meticolosamente (attori, scenografia, costumi, fotografia, trucco ecc ... ), tuttavia seppur ben fatto il film risaulta freddo e disataccato, non emoziona.
Resta un buon prodotto, ma nulla di imperdibile.
Una stella in più per la grande intepretazione di Colin Forth !
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lalli
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martedì 1 marzo 2011
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strepitoso firth
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un bellissimo e triste film con uno straordinario Firth e una eccezionale Moore
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desperate housewife
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mercoledì 23 febbraio 2011
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la solitudine degli "invisibili"
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L'immagine elegante, impeccabile di George Falconer e di tutti gli oggetti che fanno da contorno alla sua vita, materializzano una perfezione esteriore che sembra urlare al mondo intero tutto il dolore e la solitudine di quest'anima tormentata. Un uomo che agli inizi degli anni '60 vive un amore travolgente e profondo con il suo compagno, nell'indifferenza del mondo esterno agli occhi del quale i due sono "invisibili", che non fanno nulla per nascondersi, anzi, scelgono di vivere il loro amore in una casa senza tende, completamente aperta agli sguardi di tutti, perchè l'amore non ha vergogna, non teme giudizi. Giudizi che George dovrà affrontare al momento della morte del suo compagno, quando la famiglia di lui non gradendo la sua partecipazione ai funerale lo terrà lontano, come se lui non fosse mai esistito, come se non fosse mai esistito il loro amore, come se fosse stato tutto "invisibile".
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L'immagine elegante, impeccabile di George Falconer e di tutti gli oggetti che fanno da contorno alla sua vita, materializzano una perfezione esteriore che sembra urlare al mondo intero tutto il dolore e la solitudine di quest'anima tormentata. Un uomo che agli inizi degli anni '60 vive un amore travolgente e profondo con il suo compagno, nell'indifferenza del mondo esterno agli occhi del quale i due sono "invisibili", che non fanno nulla per nascondersi, anzi, scelgono di vivere il loro amore in una casa senza tende, completamente aperta agli sguardi di tutti, perchè l'amore non ha vergogna, non teme giudizi. Giudizi che George dovrà affrontare al momento della morte del suo compagno, quando la famiglia di lui non gradendo la sua partecipazione ai funerale lo terrà lontano, come se lui non fosse mai esistito, come se non fosse mai esistito il loro amore, come se fosse stato tutto "invisibile"...Solo il gesto estremo, pianificato in tutti i suoi dettagli, può riportare un pò di pace a quest'anima sofferente. Ma l'amore per la vita gli fa scegliere di restare in questo mondo così pieno di sorprese e di emozioni....ma è la vita stessa che sceglierà per lui una conclusione diversa....Un film poetico, in cui la fotografia e le scelte stilistiche di Tom Ford imprimono un carattere, una personalità al racconto di questa solitudine, intrisa fino alle viscere da un dolore devastante.
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