A Serious Man

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Un film di Joel Coen, Ethan Coen. Con Michael Stuhlbarg, Richard Kind, Fred Melamed, Sari Lennick, Adam Arkin.
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Commedia, durata 105 min. - USA, Gran Bretagna, Francia 2009. - Medusa uscita venerdì 4 dicembre 2009. MYMONETRO A Serious Man * * * 1/2 - valutazione media: 3,63 su 140 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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diego p. giovedì 29 marzo 2012
amore o odio con i fratelli cohen? qui: odio Valutazione 1 stelle su cinque
0%
No
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A SERIOUS MAN
CRITICA DI: Diego Pigiu III
VOTO: 5

(cito si seguito la critica di Boris Sollazzo in quanto rispecchia
esattamente quello che penso, quindi non avendo parole migliori uso a
mio consumo queste)

"Coenismo" allo stato puro
di Boris Sollazzo

"Ci sono registi che vengono amati e odiati con
pregiudiziale faziosità. Il massimo esponente di questa corrente
cinematografica, se vogliamo chiamarla così, attualmente è Lars Von
Trier, che su questo ha giocato molto, costruendoci, di fatto, una
carriera e una reputazione. [+]

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brando fioravanti mercoledì 28 marzo 2012
molto bello Valutazione 4 stelle su cinque
0%
No
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Un professore di fisica ebreo si ritrova nel giro di poco tempo in un mare di guai. Cercherà conforto nella sua religione anche se non conoscerà mai il rabbino più importante. Sarà suo figlio ad avere questo incontro, seppure non è un ragazzo modello. La cultura ebraica vanta di avere molti scienziati. Ma in questo film i fratelli coen( ebrei anche loro) si soffermano sui grandi limiti della ragione. Non si può affrontare la vita seguendo delle regole matematiche, geometriche. Un uomo perfetto nel lavoro e nei principi morali come il protagonista non avrà il successo sperato e pagherà conseguenze di altri.  La storia è raccontata benissimo e alle evidenti sventure del professore viene inserità una grande dose di comicità tipica dei registi. [+]

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mara baraldo giovedì 22 marzo 2012
una risposta non c'è! Valutazione 4 stelle su cinque
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No
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Caro Larry, caro uomo serio, o per meglio dire uomo serioso, una risposta semplicemente non c'è. Non la troverai nè attraverso le tue dimostrazioni matematiche, nè attraverso la religione, fatta più che altro da riti ripetitivi e vuoti. Una risposta alla casualità degli eventi a all'inspiegabile vacuità della vità non c'è. Secondo me occorre
semplicemente vivere  con onestà e sentita operosità; quando alla fine di tutto, con animo finalmente puro, saremo pronti a pagare il nostro conto, le chiavi per la
salvezza (e quindi per il paradiso?) non si troveranno, saremo in balia dell'uragano, non so per dove, non so quando. [+]

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jethro lunedì 27 febbraio 2012
e se lo avesse girato uno sconosciuto? Valutazione 1 stelle su cinque
50%
No
50%

Forse non ho capito il film e neanche mi ha minimamente emozionato. Può darsi che sia perchè non sono ebreo, nè tantomento un profondo conoscitore/estimatore delle opere dei Coen.
Ma i gusti e le emozioni sono fortunatamente qualcosa di estremamente soggettivo e quindi ho letto con curiosità ed interesse gli innumerevoli giudizi più che positivi.
Rimango però del parere che la valutazione di qualsiasi pellicola andrebbe espressa prescindendo dalla fama dei registi o degli attori, ed ho l'impressione che se "a seriuos man" fosse stato girato da un perfetto sconosciuto (e non dai celebratissimi fratelli Coen) ci sarebbe stato un numero molto maggiore di giudizi mediocri. [+]

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marica romolini giovedì 16 febbraio 2012
un'imperscrutabile verità Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
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Shtelt polacco, XIX secolo: un commerciante accoglie un viandante in una notte buia e tempestosa; la moglie, credendo sia un dybbuk, lo uccide. Un prologo estravagante, a cui ci hanno abituato i fratelli Coen, che nulla ha a che fare con il resto del film e che però ne suggerisce la prospettiva. Da questo preludio, rigorosamente in yiddish e faux-exprès dei racconti morali ebraici (ma quale sia questa morale non è dato sapere: la crux della gnoseologia, irrimediabilmente sospesa tra empirismo e dualismo doxa-aletheia? L'inaccessibilità, o addirittura inesistenza, della verità? La necessità dell'accettazione?), lo spettatore è sbalzato in tutt'altro luogo ed epoca. È nella Minneapolis degli anni Sessanta che vive Larry Gopkin, il serious man del titolo: professore di fisica, ebreo irreprensibilmente onesto, fermamente convinto che il rispetto minuto dei precetti religiosi porti naturaliter a una quieta felicità. [+]

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omero sala mercoledì 11 gennaio 2012
giobbe Valutazione 4 stelle su cinque
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No
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Un film agghiacciante e divertente nello stesso tempo, esilarante e crudele, comico e caustico. In sala si ride a più riprese, ma il retrogusto che si insinua  negli interstizi dell’anima – una scena dopo l’altra – è di una amarezza sconfinata.
L’uomo serious del titolo è Larry, un quarantenne onesto, retto, mite, indulgente, conciliante, remissivo: un uomo buono, insomma, o un buon uomo. É sposato con una donna ineccepibilmente amorfa, ha due figli distaccati e menefreghisti come di regola, svolge con sufficiente impegno il suo lavoro da insegnante, possiede una bella casa molto americana col suo tappeto erboso, partecipa con distratta indifferenza ai cerimoniali della comunità ebraica a cui appartiene,…
Nel giro di pochi giorni i cardini su cui poggia la sua ordinaria esistenza vengono messi a dura prova: su di lui si addensa la sfortuna, si concentrano le avversità; attorno a lui – come attorno al Giobbe della sua tradizione biblica – tutto si scompone e si sfascia. [+]

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dario domenica 8 gennaio 2012
sarcastico Valutazione 4 stelle su cinque
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No
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Più sarcasmo che ironia, ma non certo dozzinale. Vicenda intelligente e amara, senza sbavature. Un piacere quasi perverso di narrare l'inenarrabile: una sfida intellettuale alla banalità dell'esistenza. Grande sceneggiatura e ritmo quasi sempre perfetto. Interpretazione stralunata, come si addice all'impresa.

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theconformist martedì 20 dicembre 2011
humor coen, ma il film non raggiungie mai un apice Valutazione 0 stelle su cinque
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No
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Il professor Gopnik (Stuhlbarg) insegna fisica all'univeristà, è un ebreo praticante ed un uomo dai modi garbati, troppo educato e timido per tener testa alle bizzarrie della sua famiglia: figlio che fuma erba e figlia che vuole rifarsi il naso (troppo ebreo); moglie che lo vuole lasciare per mettersi con un viscido (ma amabile all'occorrenza) uomo serio; fratello psicolabile e malato di gioco (ma genio della matematica). [+]

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alex8 venerdì 29 luglio 2011
film stupendo Valutazione 5 stelle su cinque
60%
No
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Adoro i fratelli Cohen e per motivi miei sono riuscito a vederlo solo ieri sera in piazza a Bologna. Il film mi è piaciuto ed ha un finale fantastico. La diagnosi, il tornado, non poteva finire diversamente e non a caso il periodo di ambientazione del film è il 1967.
Da napoletano abituato a vivere sotto la minaccia perpetua di un vulcano, e ora anche di altro... mi ha in un certo modo divertito il concetto di precarietà della vita espresso nel film. Secondo me, il protagonista e la sua famiglia rappresentano la società moderata anglosassone, lui in particolare chi governa e chi si sbatte in tutti i modi e senza colpi di testa, nonostante tutti gli eventi negativi e tragici che ineluttabilmente avvengono, per portare avanti nel bene e nel male la società. [+]

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alex8 venerdì 29 luglio 2011
film stupendo Valutazione 0 stelle su cinque
40%
No
60%

Adoro i fratelli Cohen e per motivi miei sono riuscito a vederlo solo ieri sera in piazza a Bologna. Il film mi è piaciuto ed ha un finale fantastico. La diagnosi, il tornado, non poteva finire diversamente e non a caso il periodo di ambientazione del film è il 1967.
Come napoletano abituato a vivere sotto la minaccia perpetua di un vulcano, e ora anche di altro..., penso di aver compreso il senso del film dei fratelli Cohen. Il protagonista e la sua famiglia rappresentano la società moderata anglossassone, lui in particolare chi governa e chi si sbatte in tutti i modi e senza colpi di testa, nonostante tutti gli eventi negativi e tragici che ineluttabilmente avvengono, per portare avanti nel bene e nel male sua famiglia, e cioè sempre la società. [+]

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