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Alza la testa |
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Un film di Alessandro Angelini.
Con Sergio Castellitto, Gabriele Campanelli, Giorgio Colangeli, Anita Kravos, Duccio Camerini.
continua»
Drammatico,
durata 86 min.
- Italia 2009.
- 01 Distribution
uscita venerdì 6 novembre 2009.
MYMONETRO
Alza la testa
valutazione media:
2,52
su
35
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Antonio ha occhi solo per il figlio Gabriele, gli insegna la boxe e lo protegge in ogni maniera possibile, dagli avversari, dai problemi ma purtroppo anche dalla vita
![]() Un film diviso in due che inizia alla grande e cade dopo un colpo di scena |
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Gabriele Niola
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Ad Antonio, ex pugile da quattro soldi, rimane solo il figlio Gabriele dopo che la madre li ha abbandonati entrambi. Di giorno lavora in un cantiere navale e di notte allena il figlio che invece di talento per il pugilato ne ha. Il loro è un rapporto di borgata, fiumicinese, fatto di molte urla che rivelano più affetto che rabbia autentica, fatto di imposizioni ignoranti ed esagerate attenzioni. Per Antonio, Gabriele è tutto, mentre per lui cominciano ad esistere anche altre cose oltre il padre e il pugilato.
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premi nomination |
Nastri d'Argento 0 2 |
David di Donatello 0 1 |
Festa di Roma 1 0 |
Film....intenso
domenica 10 ottobre 2010
di doni64
Film drammatico interpretato in modo intenso dal bravo attore S. Castellitto che recita la sua parte in modo esemplare.La trama e' intensa e prende l'attenzione dl pubblico.Nel complesso un film piu' che simpatico...che emoziona e non passa inosservato.Voto 7+ continua » |
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DVD | Alza la testaUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 17 marzo 2010
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SOUNDTRACK | Alza la testaLa colonna sonora del film
Disponibile on line da venerdì 13 novembre 2009
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NEWS | Dopo L'Aria Salata ora Angelini Alza la testa.In concorso al festival di roma tocca a sergio castellitto
lunedì 19 ottobre 2009 - Gabriele Niola
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Castellitto padre un ruolo dimezzato
di Lietta Tornabuoni La Stampa
Sergio Castellitto, bravo, è un padre operaio specializzato, separato, innamorato del figlio adolescente che abita con lui e che si allena per diventare pugile; riversa su di lui tutte le ambizioni sociali, Alza la testa è la sua significativa costante raccomandazione al ragazzo. Un padre amorevole e invadente, prevaricatore, che pretende di decidere sulla vita sportiva, sentimentale, totale del figlio: quando lo perde in un incidente non sa affrontare nè superare il dolore. La prima parte è ben fatta, toccante; ma dopo la scomparsa del ragazzo sembra che il film dimezzato non sappia cosa fare del personaggio del padre. » |
Se la realtà dolorosa si prende la rivincita
di Fabio Ferzetti Il Messaggero
Gira che rigira siamo sempre lì. Il soggetto intorno a cui ruota gran parte del nostro cinema più ambizioso, è l’incontro con l’Altro, quasi sempre uno straniero o un immigrato: l’emblema del “diverso” più problematico. Nel secondo film di Alessandro Angelini, Alza la testa, il tema incrocia la scorza di un personaggio che fra sé stesso e il resto del mondo ha eretto un muro. Il Mero disegnato da Castellitto con molta sottigliezza (e una punta di simpatia di troppo), difatti, usa suo figlio Lorenzo come uno scudo. » |
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Il cuore matto di una padre solo
di Fabio Ferzetti Il Messaggero
Un padre, un figlio, il cantiere navale dove il padre lavora, la palestra dove il figlio tira di boxe, un rapporto così esclusivo da essere soffocante, una morte assurda e improvvisa che lascia il padre single pietrificato dal dolore, dal senso di colpa e di impotenza, dal desiderio lancinante e paradossale di andare avanti comunque, costi quel che costi. Fino a scoprire in chi batte, dopo l'espianto, il cuore di quel figlio adorato. Con Alza la testa Alessandro Angelini torna ai sentimenti e ai conflitti del suo esordio, L'aria salata, rovesciandone le premesse. » |
di Malcom Pagani Il Fatto Quotidiano
Sergio Castellitto, operaio nautico sul litorale romano, non va troppo per il sottile. Tra uno sfoggio di cameratismo e un consiglio al figlio che vorrebbe campione di boxe, la vita trascorre agra. La maldestra educazione sentimentale della prole, costa il più tragico dei dazi. Morte, funerale, assenso all'espianto degli organi. Da quel momento in poi, sapere dove batte il cuore di Lorenzo, diventa per Castellitto (miglior attore al Festival di Roma) la ragione unica che lo spinge al viaggio. Dentro se stesso e fuori dai confini. » |
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