The Hurt Locker

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Un film di Kathryn Bigelow. Con Jeremy Renner, Anthony Mackie, Guy Pearce, Ralph Fiennes, Brian Geraghty.
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Drammatico, durata 131 min. - USA 2008. - Videa - CDE uscita venerdì 10 ottobre 2008. MYMONETRO The Hurt Locker * * * 1/2 - valutazione media: 3,54 su 84 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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tiamaster giovedì 3 maggio 2012
straordinario... Valutazione 4 stelle su cinque
0%
No
0%

Incredibile.L'ultimo capolavoro di katryn bigelow ha superato le mie aspettative (che erano altissime) a pieni voti,un simile film sulla guerra non si vedeva dai tempi de "la sottile linea rossa".La storia si incentra su un gruppo di sminatori statunitensi in afghanistan.Questa trama viene sfruttata dalla regista per far vedere la relatività della guerra,e il modo in cui varie persone reagiscono ad esse.Il risultato è straordinario,degno di tutte e sei le statuette da questo film ha vinto.Ricco di tensione e di angoscia,nel film non mancheranno scene memorabili,tanto intense quanto angoscianti,certo,il ritratto della guerra in afghanistan è totalmente parziale e fine alla storia,ma senza scendere nel documentario,katryn bigelow racconta una storia come raramente se ne vedono al cinema,una storia intensa e terribile,come la guerra stessa. [+]

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prayant sabato 10 settembre 2011
film potente, dal ritmo serrato e realistico Valutazione 5 stelle su cinque
75%
No
25%

Non è facile descrivere tutte le sensazioni che ti fa provare questo film: prime fra tutte l'ansia e la tensione, che accompagnano l'artificiere in quanto tale. Quando William indossa la tuta, si entra in una strana dimensione, tra la vita e la morte che può coglierti in un attimo. Come in una passeggiata lunare, si percorrono i 50 metri, poi i 10, poi i 5, e il tutto mentre si viene osservati da una incuriosita (ma anche potenzialmente minacciosa) popolazione del luogo. Vi è poi il senso, come dire, del "nulla", che si prova tornati a casa, dove non c'è più l'adrenalina, e le solite cose (andare al supermarket, stare in casa) non ti fanno sentire più vivo. Questo perchè, non tanto da soldato, non tanto da ufficiale, ma da artificiere, da sminatore, i reparti con la più alta mortalità, c'è una specie di sinistra ebbrezza, quasi una dipendenza, nel camminare ogni giorno sul filo del rasoio.

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ilconterik martedì 28 giugno 2011
non il solito film di guerra Valutazione 0 stelle su cinque
100%
No
0%

The hurt locker non è il solito film di guerra.

In primo luogo perchè è diretto da una donna, Kathryn Bigelow. In secondo luogo perchè non è diretto nel modo in cui ci si aspetterebbe da una donna. La regista americana non ci racconta le atrocità della guerra in maniera nuda e cruda, non ci mostra immagini strazianti di civili mutilati e di madri in lacrime, non ci porta nemmeno sul campo di battaglia vero e proprio: tutto è raccontato in maniera molto più sottile.

Siamo in Iraq, dove la squadra di artificeri americani di turno rischia la vita per salvare quella di qualcun altro. [+]

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ivan91 venerdì 24 giugno 2011
guerra = droga Valutazione 5 stelle su cinque
50%
No
50%

descrive la guerra in modo realistico e senza fronzoli oscar meritati

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nick castle mercoledì 27 ottobre 2010
film immeritatatmente premiato... Valutazione 2 stelle su cinque
60%
No
40%

Negli ultimi tempi, il tema scottante dell'Iraq, colpisce anche il cinema, sensibile per carenza di fantasia ad ogni momento politico, economico e sociale. La Bigelow ne approfitta, con poco si può ottenere molto, probabilmente è il suo motto, purtroppo la strategia non si rivela vincente col botteghino, ma sicuramente in quanto a critica fa segno, il film gli procura un bell'Oscar al miglior regista. La ex moglie di James Cameron cerca quindi di risultare originale, adottanto dei trucchetti di sicura efficacia, infatti nel film si assiste a un continuo fuoco-fuori fuoco delle immagini, zoommate a rotta di collo, montaggio anfetaminico, fotografia sgranata in 16mm e iperluminosa, sequenze al rallentatore girate in HDCAM SR e roboanti effetti sonori. [+]

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the man of steel venerdì 15 ottobre 2010
non capolavoro ma bellissimo film Valutazione 5 stelle su cinque
73%
No
27%

Logica semplice, rara efficacia, realismo spiazzante, fotografia grezza, regia impeccabile, in conclusione un film che deve essere visto e merita una grande considerazione, ma purtroppo non è da oscar, non meritava assolutamente 6 statuette. Bravissimo Jeremy Renner che si riconferma in the Town e il resto del cast che non è da meno, la sceneggiatura non è niente male per essere di un giornalista. Onestamente la regia non ha niente che dia a vedere la presenza della mano di una donna dietro, e questo è un merito, tuttavia ciò non giustifica la tanto ambita prima statuetta ad una cineasta del gentil stesso. La Bigelow è una donna di talento e il suo film è un'opera decisamente sopra la media, quindi se vogliamo possiamo pensare: "o la vince adesso o non la vince mai più" è normale perchè è un ragionamento in linea con la solita politica dell'academy, associazione che tende a elargire meriti con fini tendenzialmente amministrativo-simbolici oltre che artistici, ma purtroppo decisioni di questo tipo trascendono quasi sempre da ogni possibile fonte di obiettività e integrità culturale.

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davidblasi domenica 22 agosto 2010
il cinema torna a parlare Valutazione 4 stelle su cinque
82%
No
18%

A prima vista sembrerebbe spacconata americana di ottima fattura, ma nasconde chiavi di lettura interessanti come una caccia al tesoro. Di singolare poesia e riverbero l'ottica dell'artificiere nel suo scafandro, dal suo casco le geometrie dello spazio circostante sono le stesse ritagliate dalle inferriate del terrazzo, campo visivo dell'attentatore iracheno. E la scelta folle del protagonista di addentrarsi in casa del presunto padre del bimbo Beckamp..che si ritrova un estraneo in casa, pistola in mano, è l'impulsività di un attacco che l'America sta faticando a digerire. E nella doccia, fatta indossando la divisa, soprattutto sangue..Il Cinema torna a parlare.

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reviel venerdì 25 giugno 2010
intenso Valutazione 4 stelle su cinque
71%
No
29%

Un film intenso su un conflitto dei nostri giorni, al pari di altri(platoon,il cacciatore)che ci rendono consci della vita militare e sociale in tempi di guerra. The hurt locker è un film molto approfondito sul lato umano, forse poteva essere interpretato in maniera migliore, ma il senso di inquietudine provato dai protagonisti nel territorio straniero ci contagia, rendendoci inquieti e cauti nel osservare le vie Irachene. La tensione è così sottile che ci mette in mano pinze e armi,incosapevoli e curiosi di sapere se la storia finirà li o possa continuare, un film che ci porta quasi completamente in Iraq. Ben lontano dal capolavoro,the hurt locker rimane comunque un ottimo film da guardare, e forse anche da riflettere.

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marvelman venerdì 11 giugno 2010
un bel film Valutazione 5 stelle su cinque
80%
No
20%

Ovviamente smezzati gli oscar che ha vinto tra bastardi senza gloria e avatar tutti sarebbero stati più contenti, rimane comunque un bel film di guerra, particolare, teso e ben realizzato

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dave gore lunedì 7 giugno 2010
la droga americana Valutazione 3 stelle su cinque
33%
No
67%

Iraq, giorni nostri. La squadra Bravo dei Marines perde il proprio artificiere a causa dell’esplosione di una bomba. A sostituirlo viene convocato il soldato William James, uomo sfrontato e in cerca del pericolo che rischia di andare contro il volere del suo sergente pur di saziare la sua sete “adrenalinica”. Non privo di sentimenti, ha una famiglia e si affeziona a un bambino iracheno. Tre i personaggi centrali, ciascuno con uno suo modo di rapportarsi alla guerra. Il ritmo lento e la quasi assenza di musiche, ad eccezione delle melodie rock in qualche scena del film, acuiscono il senso di irrealtà e desolazione suscitato dalle semidesertiche strade irachene. Quando la cinepresa (in)segue i soldati in azione non si può non pensare al genio di Kubrick e probabilmente la stessa regista Katrin Bigelow (Point Break, K-19) ha dato una sbirciatina a Full Metal Jacket prima di dare avvio alle riprese; risulta ancor più evidente il rimando tra i due film quando si assiste alla scena d’azione conclusiva. [+]

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