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andrea
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giovedì 4 settembre 2008
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superhero movie vs. hot, epic, 3ciento movie
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Superhero Movie è forse l'unico(insieme alla saga di Scary Movie di David Zucker, qui produttore) film che riesce a malapena a distaccarsi da pellicole ancora più demenziali(ma non fallimentari al cinema) come Hot Movie, Epic Movie e 3ciento. La formula della parodia di pellicole che hanno fatto storia è un plot interessante(per uno sceneggiatore) da sviluppare, difatti qui, il regista Craig Mazin, è riuscito in parte a non distaccarsi dal filone 'Scary Movie' senza cadere negli Hot, Epic e 3ciento già citati. Quello che voglio far capire è che questo Superhero Movie(uno dei maggiori incassi stilati da Ciak) fa ridere con una giusta dose di battute e ironia(capiamoci, non ci si può aspettare una commedia alla Mel Brooks, comunque) e con un più che discreto senso dell'umorismo che fa appunto ricordare a parodie di più successo come i quattro Scary Movie.
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Superhero Movie è forse l'unico(insieme alla saga di Scary Movie di David Zucker, qui produttore) film che riesce a malapena a distaccarsi da pellicole ancora più demenziali(ma non fallimentari al cinema) come Hot Movie, Epic Movie e 3ciento. La formula della parodia di pellicole che hanno fatto storia è un plot interessante(per uno sceneggiatore) da sviluppare, difatti qui, il regista Craig Mazin, è riuscito in parte a non distaccarsi dal filone 'Scary Movie' senza cadere negli Hot, Epic e 3ciento già citati. Quello che voglio far capire è che questo Superhero Movie(uno dei maggiori incassi stilati da Ciak) fa ridere con una giusta dose di battute e ironia(capiamoci, non ci si può aspettare una commedia alla Mel Brooks, comunque) e con un più che discreto senso dell'umorismo che fa appunto ricordare a parodie di più successo come i quattro Scary Movie.
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giulio brillarelli
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mercoledì 21 maggio 2008
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la libellula decolla, ma vola sempre rasoterra
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Peccato che le parodie alla “Scary Movie” abbiano spesso un sapore di plastica e gomma, come i giocattoli che strombettano quando li stringi ed esce l’aria. “Superhero”, ad esempio, si affida a una fotografia assolutamente piatta, che solo in rare occasioni (la scena notturna del bacio sotto la pioggia) s’inventa qualche ombra, qualche chiaroscuro. È come se gli autori dicessero al pubblico: “Ok, sappiamo tutti che questo non è un film ‘vero’, stiamo solo parodiandone altri: non fate troppo caso ai dettagli”. La sospensione dell’incredulità, condizione imprescindibile per una qualsiasi opera di finzione, non solo viene infranta in più occasioni (il che, effettivamente, rientra nella logica stessa di una parodia, e fin qui niente di male), ma finisce per diventare secondaria, accessoria.
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Peccato che le parodie alla “Scary Movie” abbiano spesso un sapore di plastica e gomma, come i giocattoli che strombettano quando li stringi ed esce l’aria. “Superhero”, ad esempio, si affida a una fotografia assolutamente piatta, che solo in rare occasioni (la scena notturna del bacio sotto la pioggia) s’inventa qualche ombra, qualche chiaroscuro. È come se gli autori dicessero al pubblico: “Ok, sappiamo tutti che questo non è un film ‘vero’, stiamo solo parodiandone altri: non fate troppo caso ai dettagli”. La sospensione dell’incredulità, condizione imprescindibile per una qualsiasi opera di finzione, non solo viene infranta in più occasioni (il che, effettivamente, rientra nella logica stessa di una parodia, e fin qui niente di male), ma finisce per diventare secondaria, accessoria. E questo è un errore, che nasce da una scelta di comodo: la risata scaturisce dalla messa in ridicolo di un universo diegetico altro (quello dei film parodiati), senza però che ad esso se ne sostituisca uno “parallelo”, in grado di rappresentare un’alternativa. - - - La sceneggiatura di “Superhero” corre tranquilla sui binari della storia di “Spider-Man”, arricchendola qua e là con alcuni innesti (“X-Men”, “Batman”) sostanzialmente chiusi e conclusi in sé. Nei vari “Scary Movie”, ma anche in “Epic Movie”, gli sceneggiatori erano invece riusciti ad amalgamare piuttosto bene i vari film di partenza, senza rinchiuderli in “compartimenti stagni”. - - - Come scritto nel titolo di questa recensione, la libellula riesce a spiccare il volo: anche se la maggior parte delle gag sono sostanzialmente prevedibili o già viste, cionondimeno le risate arrivano. Spesso sono risate quasi irritanti, frustranti: vorresti trattenerti ma non ci riesci, come un riflesso pavloviano. La furbizia degli autori è quella di tirare l’elastico fino al punto di rottura, e oltre: il peto interminabile della zia Lucille (Marion Ross), un archetipo del genere, non fa di certo ridere in sé e per sé, ma per la serie di reazioni e contromisure cui dà luogo (soprattutto i tamponi per il naso), nonché per il “contrappunto” finale: l’irruzione dell’Uomo Clessidra (Christopher McDonald) sfonda la parete del salotto come un uragano. Leslie Nielsen nei panni dello zio Albert, invece, gioca le sue abituali carte vincenti: nonchalance e understatement, che sembrano inizialmente ammorbidire le gag, finiscono sempre per farle detonare con una maggiore carica esplosiva (esempio: la sparachiodi). - - - Ma la libellula non raggiunge, né aspira, ad alte vette: “Superhero” va benissimo per chi è rimasto digiuno dei vari “Scary Movie” e consociati, un po’ meno per gli spettatori che già conoscono questo tipo di menu; sapori nuovi, sostanzialmente, non ce ne sono. Lode e onore, però, a Miles Fisher e al suo Tom Cruise-Scientology, una superchicca (grazie anche al doppiaggio italiano e al sottofondo pseudo-“Mission: Impossibile”). E noi italiani potremmo imparare qualcosa dalla disinvoltura con cui oltreoceano ci si prende gioco (forse anche troppo) di un disabile come Stephen Hawking: per il nostro cinema così ingessato e politicamente corretto un’operazione analoga sarebbe inconcepibile, facendo gridare al sacrilegio. - - - Il compositore James L. Venable, già nella squadra di “Scary Movie 3” e “SM4” (nonché nel cult “Clerks 2” di Kevin Smith!), fa il suo buon lavoro, ricalcando ad esempio certi stilemi “elfmaniani” nei titoli di testa (la sezione ritmica, tra gli altri).
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