di Paolo Mereghetti Il Corriere della Sera
Il mondo sarà salvato dai ragazzini anche in Messico? Accolto dai consensi della critica e dagli applausi del pubblico, Lake Tahoe del messicano Fernando Eimbcke racconta un mondo dove solo gli adolescenti (e qualche vecchio) sembrano capaci di affrontare i nodi della vita: come Juan, il sedicenne che vediamo inspiegabilmente andare a sbattere con la macchina contro un palo e mettersi quindi alla ricerca di un meccanico capace di riparargli la vettura. Perché voglia andarsene da casa, perché non riesca a parlare con la madre, perché il fratellino ritagli ossessivamente immagini sportive e perché gli amici di famiglia che incontra lo abbraccino con insolito trasporto lo scopriremo solo verso la fine del film.
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di Fabio Ferzetti Il Messaggero
Rallentare, riflettere, ascoltare, aspettare. Potrebbe essere il motto di quei film, in aumento, che chiedono pazienza ma ripagano lo spettatore con emozioni e onestà non comuni. Si veda Sul lago Tahoe, del 38enne messicano Fernando Eimbcke, scoperto alla Berlinale 2008. Inquadrature fisse, tipi bizzarri, un paesino portuale sospeso nell'immobilità della bassa stagione, una storia che pare girare in tondo. E la luce vivida dello Yucatan, che sacralizza senza darlo troppo a vedere il banale e l'ordinario.
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di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Cinema messicano.
Lo firma un autore, Fernando Eimbcke, incontrato finora soprattutto nei festival.
Come questo suo secondo film, presentato l'anno scorso a Berlino. Sembra la fuga di un ragazzetto, Juan, da casa sua, dalla madre, dal fratellino, dagli amici. In realtà, lo sapremo alla fine, è la difficile accettazione di un lutto che lo ha colpito all'improvviso, la morte del padre.
Si comincia con un incidente, forse voluto; l'auto, guidata da Juan, sbattuta contro un palo. Seguono tentativi di ripararla, andando da un meccanico a un altro, con il risultato che serve un pezzo di ricambio, costoso e non semplice da trovarsi.
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di Jacques Mandelbaum Le Monde
"Lake Tahoe" : au milieu de nulle part
Situé dans l'Etat américain du Nevada, à la frontière de la Californie, le lac Tahoe est un havre de paix qui culmine à 1 894 mètres d'altitude. Pour la petite histoire, et pour les téléspectateurs de plus de 40 ans, on peut rappeler que la série télévisée "Bonanza" y fut tournée. Le lien avec le film Lake Tahoe semble pourtant ténu. Le deuxième long métrage de Fernando Eimbcke est une fiction mexicaine, et on n'y voit jamais le lac Tahoe, sauf de manière fugace à la fin, sur un autocollant.
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di Jeannette Catsoulis The New York Times
So different from the usual fare that it might have arrived from another galaxy, “Lake Tahoe” is a painstaking collage of small incidents and expansive images clustered around a fragile narrative. At the center is Juan (Diego Cataño), a phlegmatic teenager whose bright red Nissan has collided with a pole; around him are a variety of characters — a grumpy dog lover, a friendly kung fu fanatic — who may or may not be able to help him get moving again. To reach his destination, however, he will require more than a mechanic and a replacement part.
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