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antonello villani
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mercoledì 1 ottobre 2008
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pacino e de niro: star quasi inossidabili
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Ci sono voluti tredici anni per vederli ancora insieme, stavolta dalla stessa parte e non piu’ l’uno contro l’altro. Dopo la magnifica fotografia metropolitana di “The Heat”, De Niro e Pacino si trovano ad affrontare nemici comuni in una città che chiude gli occhi su omicidi, stupri e violenze di ogni genere. New York, i criminali la fanno franca per cavilli legali e mancanza di prove ma le cose cambiano quando un misterioso serial killer inizia a ripulire le strade. Poliziesco vecchio maniera che vuole farsi perdonare le troppe cadute di stile, “Sfida senza regole” si affida totalmente alla presenza scenica di due mattatori sonnolenti ma in gran forma nonostante l’eta avanzata: il tempo passa per tutti e la recitazione esplosiva di Pacino e’ ammorbidita dalle rughe, mentre quella implosiva di De Niro è contagiata dall’esuberanza di un collega con velleita’ da giustiziere.
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Ci sono voluti tredici anni per vederli ancora insieme, stavolta dalla stessa parte e non piu’ l’uno contro l’altro. Dopo la magnifica fotografia metropolitana di “The Heat”, De Niro e Pacino si trovano ad affrontare nemici comuni in una città che chiude gli occhi su omicidi, stupri e violenze di ogni genere. New York, i criminali la fanno franca per cavilli legali e mancanza di prove ma le cose cambiano quando un misterioso serial killer inizia a ripulire le strade. Poliziesco vecchio maniera che vuole farsi perdonare le troppe cadute di stile, “Sfida senza regole” si affida totalmente alla presenza scenica di due mattatori sonnolenti ma in gran forma nonostante l’eta avanzata: il tempo passa per tutti e la recitazione esplosiva di Pacino e’ ammorbidita dalle rughe, mentre quella implosiva di De Niro è contagiata dall’esuberanza di un collega con velleita’ da giustiziere. Il film si lascia vedere anche se l’interpretazione delle star è sottotono per esigenze (e limiti) di sceneggiatura, eppure il regista Jon Avnet depista lo spettatore con la scena iniziale che vede uno dei protagonisti confessare gli omicidi dinanzi la telecamera. Funziona l’amicizia tra i due poliziotti che hanno condiviso trent’anni di onorata carriera, spunta il desiderio di emulazione ed una sospetta omosessualità latente. Molte persone rispettano il distintivo, tutti rispettano la pistola: quando si passa il confine e’ difficile tornare indietro.
Antonello Villani
(Salerno)
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rick333
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lunedì 5 aprile 2010
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due grandi per un film che grande non è
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E' difficile commentare un film quando gli attori protagonisti sono due pezzi da novanta come Robert De Niro e Al Pacino. Si rischia di farsi influenzare dalla loro bravura, e soprattutto dai tanti film in cui hanno recitato. Se però riusciamo nella non facile impresa possiamo tranquillamente dire che stavolta le loro capacità di recitazione non fanno il miracolo: il film non è granché. Colpisce all'inizio il vedere i due nostri eroi veramente invecchiati e probabilmente non più adatti alla parte del poliziotto senza paura. Fa un po' tristezza vederli così, ma d'altra parte gli anni passano per tutti. Che dire della trama: è un dejà-vu che non porta niente di nuovo.
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E' difficile commentare un film quando gli attori protagonisti sono due pezzi da novanta come Robert De Niro e Al Pacino. Si rischia di farsi influenzare dalla loro bravura, e soprattutto dai tanti film in cui hanno recitato. Se però riusciamo nella non facile impresa possiamo tranquillamente dire che stavolta le loro capacità di recitazione non fanno il miracolo: il film non è granché. Colpisce all'inizio il vedere i due nostri eroi veramente invecchiati e probabilmente non più adatti alla parte del poliziotto senza paura. Fa un po' tristezza vederli così, ma d'altra parte gli anni passano per tutti. Che dire della trama: è un dejà-vu che non porta niente di nuovo. La suspence non viene creata, troppo poche le possibilità di sbagliare il finale. La recitazione dei due grandi "vecchi" non tocca certo i livelli a cui ci hanno abituati. Il film finisce coll'essere una sorta di remake di "the heat", stavolta con una conclusione dove si ribaltano le parti. Diciamo pure che se non ci fossero loro due questo film potrebbe essere considerato scadente.
Per quanto riguarda il resto del cast vi sono interpretazioni di medio-basso livello. In particolare stona secondo me la figura della donna detective, interpretata da una bellissima Carla Gugino: non si capisce cosa voglia significare la sua ambiguità nei rapporti con de niro, dato che il suo eventuale coinvolgimento nei delitti non è credibile fin dall'inizio. Forse era questo l'intento del regista, ma non viene raggiunto per niente. E' un aspetto secondario ma che rende l'idea di come questa produzione non sia dotata di una trama logica e soprattutto coinvolgente. Altra cosa incomprensibile è il motivo per cui Al Pacino decide di non utilizzare il filmato incriminante: un finale più interessante avrebbe potuto essere appunto quello in cui questi uccideva o tentava di uccidere De Niro per addossargli tutte le colpe, venendo poi smascherato dalla Gugino, ma tant'è. Anche in questo caso comunque non ci sarebbe stato niente di nuovo.
Gli ultimi tre o quattro minuti, infine, potrebbero tranquillamente essere tagliati dato che costituiscono un inutile allungamento di una storia già definita con lo scontro finale tra i due "grandi", riedizione malriuscita di quanto visto in "the heat".
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