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stefano franzoni
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martedì 7 ottobre 2008
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benvenuti sull'isola..
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Puntuale come un orologio arriva la trasposizione su celluloide di uno degli spettacoli teatrali più amati degli ultimi anni. Ma...può un musical teatrale nonchè classica commedia degli equivoci shakespeariana ambientato in un'isola greca sfondare anche al cinema? ... Eccome se lo fa. I motivi sono molti. La storia non sarà delle più originali ma è accattivante, coinvolge lo spettatore e lo trasporta in 108 minuti di bollicine. Le canzoni degli ABBA sono pietre miliari e condiscono la narrazione variando dalla scatenata "Gimme gimme gimme" alla struggente "The winner takes it all". L'ambientazione è doppiamente azzeccata: in primis perchè gli spazi aperti conferiscono quelle profondità e libertà d'azione (soprattutto per i balli) irriproducibili in teatro, poi perchè la meravgiliosa isola di Kalokairi si fa lei stessa protagonista, cullando i sogni dei propri abitanti nel suo meraviglioso dipinto incorniciato dal mar greco.
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Puntuale come un orologio arriva la trasposizione su celluloide di uno degli spettacoli teatrali più amati degli ultimi anni. Ma...può un musical teatrale nonchè classica commedia degli equivoci shakespeariana ambientato in un'isola greca sfondare anche al cinema? ... Eccome se lo fa. I motivi sono molti. La storia non sarà delle più originali ma è accattivante, coinvolge lo spettatore e lo trasporta in 108 minuti di bollicine. Le canzoni degli ABBA sono pietre miliari e condiscono la narrazione variando dalla scatenata "Gimme gimme gimme" alla struggente "The winner takes it all". L'ambientazione è doppiamente azzeccata: in primis perchè gli spazi aperti conferiscono quelle profondità e libertà d'azione (soprattutto per i balli) irriproducibili in teatro, poi perchè la meravgiliosa isola di Kalokairi si fa lei stessa protagonista, cullando i sogni dei propri abitanti nel suo meraviglioso dipinto incorniciato dal mar greco. La vita procede amena e serena per gli isolani, soprattutto per la giovane Sophie (Amanda Seyfried), che sta per sposarsi; un pò meno per la madre Donna (Meryl Streep), senza marito, felice ma un pò spaventata dall'evento che potrebbe portarle via la figlia e lasciarla sola nel suo non proprio modernissimo albergo. L'idillio è dunque turbato da questo matrimonio, dall'arrivo delle 2 amicone di Donna, sue ex compagne di pazze gioie e soprattutto dallo sbarco di Bill (Pierce Brosnan), Harry (Colin Firth) e Sam (Stellan Skarsgard), 3 amori di gioventù della stessa Donna, che all'insaputa di quest'ultima Sophie ha identificato come i suoi possibili padri ed invitato al suo matrimonio con uno stratagemma. Ecco innescata la bomba ad orologeria, che non tarda a scoppiare, almeno finchè Donna, non ritrovandosi di fronte i 3 ex amanti non viene investita da quella carica, quel fremere, quella gioia che da anni e anni ormai l'avevano abbandonata. "Mamma mia! Ecco che ricomincio!" . Complici le due pazze amiche, non ci vorrà molto perchè la Donna un pò in crisi dell'inizio film non ritorni la regina delle piste da ballo, la mangiauomini vincente ed irresistibile della gioventù. "Mamma mia!" è un'ode alla gioia, alla spensieratezza, ma soprattutto un bellissimo racconto su quel pizzico di pazzia, follia, leggerezza, incoscenza o comunque si voglia dire che è bene non perdere mai e (nel caso) ritrovare. Accattivante e travolgente Meryl Streep, osannata per la sua interpretazione da parte della critica (ma c'è sempre anche chi storce il naso quando si tratta di musical), salta e balla come un'adolescente. Strepitosa. Simpatici i suoi tre partner maschili, a cui è riservato davvero poco spazio che, in modo azzeccato, non viene impiegato per delineare i caratteri (sarebbe stato fuoriluogo) ma per dare un accento umoristico alla vicenda. Potrebbe essere una classica storia disneyana, lontana anni luce dal cinema iper-realista, dal cinema che vuole rappresentare la vita in modo obiettvo, dal cinema che non vuole perdere verosimilità. E' anche per questo che in mezzo a un mare di storie nere, aborti, divorzi, amori impossibili, morti precoci, incidenti sanguinosi..un film come "Mamma mia!" diviene un lieto e giocoso repiro d'aria pura o sorso d'acqua fresca. Alcuni (tanti) dicono che dopo i flop musicali degli ultimi anni (salvo "Across the universe" O "Hairspray" e pochi altri) di "Mamma mia!" non c'era proprio bisogno. Ce ne era bisogno. Piaccia o non piaccia, lo si odio o lo si ami, c'è un dato innegabile..ne parlano proprio tutti.
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lenticchia80
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lunedì 13 ottobre 2008
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travolgente!
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Una parola: Travolgente! Sono andata ieri finalmente a vederlo, ebbene è stata una scoperta, mi sono tuffata in un mondo che non conoscevo(le canzoni degli Abba troppo lontane da me patita della musica anni 80)e seduta sulla poltroncina ho cominciato quasi a ballare!
La storia è gradevole, anche se piuttosto fritta insomma, ma ciò che la fa da padrone in questo film sono le musiche e le coreografie, scoppietanti e molto coinvolgenti, senza contare il bel paesaggio dell'isola greca e dello splendido mare verde azzurro. Meryl Streep è grandiosa, mai fuori parte e perfetta nel ruolo di una vecchia figlia dei fiori, spontanea, un pò adolescente, senza età come vogliono sentirsi tutte le donne, la giovane attrice che fa la parte della figlia è sognante e romantica.
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Una parola: Travolgente! Sono andata ieri finalmente a vederlo, ebbene è stata una scoperta, mi sono tuffata in un mondo che non conoscevo(le canzoni degli Abba troppo lontane da me patita della musica anni 80)e seduta sulla poltroncina ho cominciato quasi a ballare!
La storia è gradevole, anche se piuttosto fritta insomma, ma ciò che la fa da padrone in questo film sono le musiche e le coreografie, scoppietanti e molto coinvolgenti, senza contare il bel paesaggio dell'isola greca e dello splendido mare verde azzurro. Meryl Streep è grandiosa, mai fuori parte e perfetta nel ruolo di una vecchia figlia dei fiori, spontanea, un pò adolescente, senza età come vogliono sentirsi tutte le donne, la giovane attrice che fa la parte della figlia è sognante e romantica. L'unica stonatura è legata alla parte finale che è un pò in calando, ma le due canzoni finali dei titoli di coda fanno riacquistare al film un pò di brio e tengono ancora gli spettatori incollati alle poltroncine. Penso che la maggior parte di coloro che hanno visto il film correranno a comprare la colonna sonora e per molti scoppierà la cosiddetta ABBAMANIA come è successo a me e molti saranno tentati di prenotare un viaggio nelle isole greche il prossimo anno, quindi questo è un film che prende davvero e credo che gli attori si siano divertiti tantissimo a girarlo...E' plausibile quasi vedere il film come una sorta di romanzo di formazione, nel quale Donna passa da una condizione di donna single, incapace di impegnarsi, a quella di donna sposata, matura e la giovane figlia osa magari finalmente concedersi qualche colpo di testa (il rocambolesco annullamento del matrimonio finale e la decisione di partire per un viaggio insieme con il fidanzato). Insomma al termine del film è come se si ristabilisse un equilibrio nei rapporti madre-figlia. Senza contare che la bellissima scena dell'acqua di Afrodite che sgorga da una crepa nel pavimento rimanda alla forza vitale, all'energia, alla vita e tutte queste cose ancora una volta all'acqua come elemento materno. L'esplosione dell'acqua sembra quasi rimandare al cosidetto deus ex machina del teatro greco, ovvero a quegli stratagemmi che nelle commedie dovevano portare alla soluzione finale, all'intervento risolutore dall'alto. Questo film è soprattutto un film di donne, di rapporti madre-figlia, di rapporti di amicizia femminile.
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teo
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mercoledì 8 ottobre 2008
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un film di sentimenti e nostalgie
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Vivace e spumeggiante, ricco di atmosfere entusiasmanti e cromaticamente suggestive, "Mamma mia!" parte con quella comprensibile ingenuità sentimentalista propria di una favola giocata sull'amore e la sua conseguente irrinunciabilità. Una commedia senza troppe pretese, un gioco di ripicche amorose (con qualche accenno di femminismo, a dire il vero) che si regge in piedi grazie alla carica e allo spirito di un'inarrivabile e irresistibile Meryl Streep, che (intonatissima) scava con l'espressività che le è propria da sempre nei sentimenti e negli stati d'animo. La sua Donna, incredula per l'improvvisa crescita della figlia che ha scoperto l'amore e sta per sposarsi, rimpiange con gli occhi lucidi il passato di cui ormai resta in lei solo il ricordo.
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Vivace e spumeggiante, ricco di atmosfere entusiasmanti e cromaticamente suggestive, "Mamma mia!" parte con quella comprensibile ingenuità sentimentalista propria di una favola giocata sull'amore e la sua conseguente irrinunciabilità. Una commedia senza troppe pretese, un gioco di ripicche amorose (con qualche accenno di femminismo, a dire il vero) che si regge in piedi grazie alla carica e allo spirito di un'inarrivabile e irresistibile Meryl Streep, che (intonatissima) scava con l'espressività che le è propria da sempre nei sentimenti e negli stati d'animo. La sua Donna, incredula per l'improvvisa crescita della figlia che ha scoperto l'amore e sta per sposarsi, rimpiange con gli occhi lucidi il passato di cui ormai resta in lei solo il ricordo. Ma l'arrivo nell'isola di una forza travolgente (l’approdo di tre grandi amori del passato, di cui uno è, appunto, il padre della figlia stessa) risveglia il suo cuore dopo una lunga catalessi e le bisbiglia che non è mai troppo tardi per ritrovare le gioie e le spensieratezze della giovinezza. La Grecia e i suoi caldi colori afrodisiaci annientano nei suoi abitanti qualunque limite imposto dall’età e scatenano i cuori tra la spuma delle onde marine. Le scene musicali sono entusiasmanti, trascinanti, vibranti di talento espressivo e profondamente coinvolgenti. Verso lo sviluppo inoltrato, però, il film, privandosi inspiegabilmente della freschezza inebriante iniziale, si trasforma in un insensato meccanismo di equivoci e banalità, cedendo il passo a un qualunquismo e ad una sgradevolezza che culminano in un finale affrettato e forzatamente ricercato, in cui, infine, tutti trovano l'amore che (forse) hanno sempre cercato e mai trovato. Quando ci si alza dalla poltrona, quindi, si ha l'amara sensazione di un film incompiuto, che, forse per l'eccessiva superficialità e la soggettività introspettiva estremamente patinata, si perde irrimediabilmente privandosi, infine, di uno scopo morale.
Bellissima Amanda Seyfried (e, appunto, la Streep), spiritosissime Cristine Baranski e Julie Walters e (come, in effetti, già previsto) totalmente ridicolo e fuori luogo Pierce Brosnan, unica nota interpretativa dolente del film.
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gfloriano
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venerdì 10 ottobre 2008
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un musical gioioso che fa sognare
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Regia di Phyllida Lloyd
Con: Meryl Streep, Pierce Brosnan, Stellan Skarsgard, Colin Firth, Amanda Seyfried
Trama:
La dolce Sophie, nell’imminenza delle sue nozze, dopo aver scoperto il diario segreto della madre, invita i tre vecchi amori tra cui potrebbe esserci quello che è suo padre. L’arrivo dei tre e degli altri invitati crea scompiglio nella placida calma dell’isola greca dove Donna, ex cantante hippie, gestisce una scalcinata pensione.....
Un musical giocoso ed irriverente che si traduce in un film romantico e sensuale, sospeso tra passato e futuro, permeato dei valori della cultura hippie, dove spensieratezza, libero amore e sogni di libertà avevano conquistato la generazione del tempo, che cresciuta ha poi spesso tradito quegli ideali per entrare nella società ‘tradizionale’, salvo qualche raro caso di cui Donna incarna in pieno lo spirito.
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Regia di Phyllida Lloyd
Con: Meryl Streep, Pierce Brosnan, Stellan Skarsgard, Colin Firth, Amanda Seyfried
Trama:
La dolce Sophie, nell’imminenza delle sue nozze, dopo aver scoperto il diario segreto della madre, invita i tre vecchi amori tra cui potrebbe esserci quello che è suo padre. L’arrivo dei tre e degli altri invitati crea scompiglio nella placida calma dell’isola greca dove Donna, ex cantante hippie, gestisce una scalcinata pensione.....
Un musical giocoso ed irriverente che si traduce in un film romantico e sensuale, sospeso tra passato e futuro, permeato dei valori della cultura hippie, dove spensieratezza, libero amore e sogni di libertà avevano conquistato la generazione del tempo, che cresciuta ha poi spesso tradito quegli ideali per entrare nella società ‘tradizionale’, salvo qualche raro caso di cui Donna incarna in pieno lo spirito.
Ispirato a Buonasera, signora Campbell con Gina Lollobrigida, qui una Meryl Streep in gran forma dà pieno sfogo alla sua trascinante carica, conquistando fin dalla prima scena, Pierce Brosnan, dopo le performances nei vari 007, si lascia apprezzare, nel ruolo dell’architetto affermato che non ha mai dimenticato il suo primo amore giovanile.
Splendide le locations dell’isola greca ( in realtà Skiathos e Skopelos) in cui si svolge la storia che fanno da naturale scenografia, con i loro colori forti, ai passaggi del film.
Belle, orecchiabili e trascinanti le musiche, tratte dai brani degli Abba, ‘Mamma mia’ è una delle hit del loro terzo album ( 1975 ), adattate al musical di Catherine Johnson, tradotto in 8 lingue, che ha riscosso un grande successo in tutto il mondo.
Un film che ti conquista canzone dopo canzone, un ballo dietro l’altro e ti lascia alla fine piacevolmente impressionato.
Trama: ***
Sceneggiatura: ***
Fotografia: ****
Colonna sonora: ****
Impressione generale: ****
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nudles
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domenica 5 ottobre 2008
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un musical tutto al femminile
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Lo spettacolo teatrale imperniato sulle canzoni del mitico gruppo svedese,ha trovato la sua trasposizione cinematografica nel film "Mamma mia", girato in una bellissima isoletta greca da
Phillyda Lloyd e interpretato da quel "mostro" di bravura artistica ed equilibrio umano che è Meryl Streep. E' un film dove la parte del leone la fanno le donne, non a caso il personaggio principale interpretato dalla Streep si chiama Donna; cosa dire della Streep, che a quasi sessant'anni canta, balla, corre e recita con lo spirito di una trentenne, ci meraviglia e ci commuove, per noi consumatori del "prodotto cinema"; è sempre un piacere ritrovarla, come una vecchia amica che ci propone le sue ultime fatiche, personalmente provo una sensazione rassicurante, quasi da stand by della dimensione temporale.
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Lo spettacolo teatrale imperniato sulle canzoni del mitico gruppo svedese,ha trovato la sua trasposizione cinematografica nel film "Mamma mia", girato in una bellissima isoletta greca da
Phillyda Lloyd e interpretato da quel "mostro" di bravura artistica ed equilibrio umano che è Meryl Streep. E' un film dove la parte del leone la fanno le donne, non a caso il personaggio principale interpretato dalla Streep si chiama Donna; cosa dire della Streep, che a quasi sessant'anni canta, balla, corre e recita con lo spirito di una trentenne, ci meraviglia e ci commuove, per noi consumatori del "prodotto cinema"; è sempre un piacere ritrovarla, come una vecchia amica che ci propone le sue ultime fatiche, personalmente provo una sensazione rassicurante, quasi da stand by della dimensione temporale. Brave nel film sono anche le sue comprimarie julie Walters e Christine Baransky nel ruolo delle amiche. Non posso dire lo stesso degli interpreti maschili, fuori posto, svogliati, inadeguati, salvo solo Colin Firth(di stima), rasenta il ridicolo Pierce Brosnan, veramente incapace nel ruolo e nelle parti cantate. Inutile dilungarsi circa l' insignificante trama del film, ricorderemo questo film per il tuffo nel passato che ci ha fatto fare, le belle canzoni degli Abba sono state parte della nostri anni giovanili, chi ha dimenticato le due giunoniche cantanti del gruppo? , vere dee ispiratrici delle nostre prime tempeste ormonali, miele, zucchero e zenzero le loro voci nelle canzoni ascoltatissime trent'anni fa. Ma ritornando al film, belle alcune coreografie, trascinanti Dancing Queen, Mamma mia e SOS, struggente The winner takes all, un diavolo scatenato la Streep. Le luci si accendono in sala, per strada ancora canticchio le canzoni degli Abba: che malinconia.
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(di daniela)
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vales.
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martedì 13 settembre 2011
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spumeggiante
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Coloratissimo, spumeggiante e divertente, questo film ha i suoi punti di forza nella splendida colonna sonora coi pezzi più noti e memorabili degli intramontabili Abba e nell'energica interpretazione di Meryl Streep, che per la prima volta rivela inoltre eccellenti doti canore. Anche gli altri attori sono bravi e simpatici e la trama è scorrevole e semplice.
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michela papavassiliou
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lunedì 30 aprile 2012
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questa grecia is so greek
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Una isoletta greca da fiaba, una Donna di nome e di fatto e una figlia, deliziosa e prossima alle nozze di nome Sophie, sono gli ingredienti di questo animato musical american-filoellenico. Per il matrimonio lo sposo c'e', un giovane innamorato di nome Sky, manca pero' all'appello il soggetto che dovra' portare tradizionalmente la sposa all'altare, cioe' il padre. Vi e' un piccolo problema, non si sa chi sia. Spulciato il diario segreto di mamma, saltano fuori tre nomi possibili. I candidati vengono cosi invitati alle nozze all'insaputa di Donna che, accortasi della loro presenza nell'isola, chiede loro senza troppi preamboli ne' eccessiva convinzione, di levare le tende e tornare da dove sono venuti.
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Una isoletta greca da fiaba, una Donna di nome e di fatto e una figlia, deliziosa e prossima alle nozze di nome Sophie, sono gli ingredienti di questo animato musical american-filoellenico. Per il matrimonio lo sposo c'e', un giovane innamorato di nome Sky, manca pero' all'appello il soggetto che dovra' portare tradizionalmente la sposa all'altare, cioe' il padre. Vi e' un piccolo problema, non si sa chi sia. Spulciato il diario segreto di mamma, saltano fuori tre nomi possibili. I candidati vengono cosi invitati alle nozze all'insaputa di Donna che, accortasi della loro presenza nell'isola, chiede loro senza troppi preamboli ne' eccessiva convinzione, di levare le tende e tornare da dove sono venuti. Ma il passato si sa, bussa a volte come ospite scomodo e capita anche che resti sotto nuove sembianze. Cosi Sophie convola felice con la sua dolce meta', mentre Donna rivive emozioni che ormai credeva dimenticate. Maryl Streep radiosa in questo ruolo, balla come una ragazzina, piange e si strugge. Spalleggiata dalle sue non piu' giovanissime ma fedeli amiche, tiene testa ai ricordi che ritornano nel gentleman Sam, un Brosnam impeccabile come sempre anche se a tratti ridicolo quando si cimenta come cantante, nell'ineguagliabile Harry Bright, impersonato dallo charmoso Colin Firth ed in Bill. L'atollo Kalokairi
non potrebbe essere scenario piu' bello per questa commedia targata 1999 sulle note di "Dancing Queen". Tra acque cristalline di un mare incontaminato, scalette disconnesse per guadagnarsi chiesine a picco e case di paese immacolate dalle finestre azzurre. Tra paesaggi naturali prodigiosi e pontili saturi di ballerini e comparse danzanti, si cerca di raccontare, la Grecia vera ed il suo fascino inclonabile. Nella ricostruzione hollywoodiana l'urlo femminile "this is so greek" fa sorridere, soprattutto nei luoghi comuni, alla spaghetti e mandolino per noi italiani, che riempiono i fotogrammi di questo film. Ma questa storia musicale di Phillida Lloyd si fa ampiamente perdonare questi bonari stereotipi regalandoci 108 minuti in allegria.MP
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paolomiki
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martedì 21 settembre 2010
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spettacolo puro
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Ambientare questo musical in un'isoletta greca tutta gradini rampe polvere e mare è stata un'idea geniale.Le inquadrature alle spalle degli attori sono un richiamo a viaggi estivi romantici.Quasi tutti i protagonisti sembrano impacciati nei loro ruoli,ma riescono a trascinare lo spettatore verso un'inevitabile buonumore controllato.Azzeccatissima la colonna sonora .Allegria dall'inizio alla fine,canzoni,scalate tra le stradine rocciose,balli in spiaggia tra gli alberi,in mare di notte e di giorno.Splendido!!
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romifran
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mercoledì 22 ottobre 2008
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la gioia può essere una droga!
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Risparmio a tutti la trama e i commenti di tipo paesaggistico/costumistico per soffermarmi, invece, su un aspetto sociologico: andare a vedere un film è un atto di fiducia (talvolta di autentico amore). Ci si abbandona all'offerta registica o interpretativa di un gruppo (spesso scelto) di persone che lavorano per piacere e per piacersi. Se la fiducia viene ripagata, raramente ci si congeda dalla visione del film con una improvvisa e repentina "levata" dalla poltrona del cinema. E' come se, rimanendo qualche secondo ancora seduti (e dico davvero qualche secondo!), si volesse apporre un suggello al gradimento suscitato dallo spettacolo. Io ho visto questo, alla fine della proiezione di "Mamma mia".
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Risparmio a tutti la trama e i commenti di tipo paesaggistico/costumistico per soffermarmi, invece, su un aspetto sociologico: andare a vedere un film è un atto di fiducia (talvolta di autentico amore). Ci si abbandona all'offerta registica o interpretativa di un gruppo (spesso scelto) di persone che lavorano per piacere e per piacersi. Se la fiducia viene ripagata, raramente ci si congeda dalla visione del film con una improvvisa e repentina "levata" dalla poltrona del cinema. E' come se, rimanendo qualche secondo ancora seduti (e dico davvero qualche secondo!), si volesse apporre un suggello al gradimento suscitato dallo spettacolo. Io ho visto questo, alla fine della proiezione di "Mamma mia". Il pubblico (adorante) ha sorriso, ha riso, si è commosso, ha cantato, ha "quasi" ballato per tutta la durata del film e alla fine è stato difficile "separarsi". Il pubblico è rimasto, composto e stupito, fino ai titoli di coda e l'uscita dalla sala è stata mesta e composta... quasi a voler dire: "E' davvero finito? Peccato!" All'uscita i commenti a caldo: uno stato di lieve eccitazione, di euforia animava il volto di tutti, uomini e donne, ragazzi e ragazze, indifferentemente. E siamo tornati a casa migliori di quando ne fossimo usciti, come sotto l'effetto di una droga leggera (di cui peraltro non conosco l'uso, ma provo ad immaginare), che lasci in noi un alone di stupita meraviglia. Non capisco le critiche volgari di certi spettatori che, sul Forum, ricorrono a parolacce per demolire un film che è solo una "favola", che non ha pretese moralizzatrici e didascaliche, che non ha intenti formativi o educativi... Avete forse dimenticato cos'è la magia di una favola? Siete forse troppo cresciuti? E allora beati coloro che, nonostante l'età hanno saputo mantenere nel cuore l'apertura all'incanto, al puro piacere per gli occhi e per le orecchie, alla magia di melodie e coreografie che ci hanno fatto bene e ci hanno fatto star bene. Del resto basta guardare la favolosa Meryl Streep per ricevere un'iniezione di vitalità: 59 anni portati splendidamente e un volto nato per bucare lo schermo. Auguro a tutti di continuare a sognare!
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(di hal)
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(di nathan nate)
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brunus10480
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lunedì 20 settembre 2010
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solo per i nostalgici degli anni '80
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Un film senza spessore eccessivamente condito dalle canzoni dei non pià attuali ABBA. Chi dei tre sarà il padre? Questo è l'interrogativo che dovrebbe tenere col fiato sospeso il pubblico. Purtroppo non basta: l'intreccio è molto banale, i personaggi troppo stereotipati e interpretati da attori la cui carriera è in declino da anni e prossimi alla vecchiaia, come l'unica fetta di pubblico che può apprezzare un film nostalgico. Tutto è già visto: il rapporto difficile tra una madre mangiauomini e una figlia con carenze affettive paterne, la cinquantenne siliconata che apprezza ed è a sua volta apprezzata dal negretto di turno, la litigata tra gli innamorati il giorno delle nozze. La pellicola si trascina stancamente verso la fine, lasciando impressi negli occhi degli spettatori i meravigliosi paesaggi della Grecia.
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Un film senza spessore eccessivamente condito dalle canzoni dei non pià attuali ABBA. Chi dei tre sarà il padre? Questo è l'interrogativo che dovrebbe tenere col fiato sospeso il pubblico. Purtroppo non basta: l'intreccio è molto banale, i personaggi troppo stereotipati e interpretati da attori la cui carriera è in declino da anni e prossimi alla vecchiaia, come l'unica fetta di pubblico che può apprezzare un film nostalgico. Tutto è già visto: il rapporto difficile tra una madre mangiauomini e una figlia con carenze affettive paterne, la cinquantenne siliconata che apprezza ed è a sua volta apprezzata dal negretto di turno, la litigata tra gli innamorati il giorno delle nozze. La pellicola si trascina stancamente verso la fine, lasciando impressi negli occhi degli spettatori i meravigliosi paesaggi della Grecia. Qualche nota sugli attori: Maryl Streep è sicuramente un'ottima interprete ma non adatta ai musical perchè manca di freschezza, lo stesso vale per i tre lui: Pierce Brosnan sembra avere una magnum sotta la giacca, Colin Firth sembra ancora indossare l'orrendo maglione con le renne di Briget. Gli interpreti più giovani, sconosciuti a mio parere, sono solo un fresco contorno ad una minestra riscaldata troppe volte che non scalda il cuore nè soddisfa il palato.
Una provocazione: se verrà mai realizzato un musical con le canzoni dei QUEEN quante stelle darete?
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