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crycry87
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martedė 3 aprile 2012
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c'č introspezione psicologica
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Film d'epoca come altri precedenti bei lavori di Avati, "Il papà di Giovanna" si caratterizza, differenziandosi da questi ultimi, per almeno un motivo importante: qui non c'è solo il bozzettismo, la descrizione dell'Italia che non c'è più, la nostalgia del passato. C'è introspezione psicologica, approfondimento dei personaggi e, soprattutto, c'è l'analisi, attualissima, del rapporto tra mente e corpo, tra sanità e malattia, tra normalità e psicopatia. Una cattiva elaborazione della propria immagine di sè genera dei mostri, ci suggerisce Avati, e il ruolo di genitore è, a volte - anzi sempre - molto difficile.
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Film d'epoca come altri precedenti bei lavori di Avati, "Il papà di Giovanna" si caratterizza, differenziandosi da questi ultimi, per almeno un motivo importante: qui non c'è solo il bozzettismo, la descrizione dell'Italia che non c'è più, la nostalgia del passato. C'è introspezione psicologica, approfondimento dei personaggi e, soprattutto, c'è l'analisi, attualissima, del rapporto tra mente e corpo, tra sanità e malattia, tra normalità e psicopatia. Una cattiva elaborazione della propria immagine di sè genera dei mostri, ci suggerisce Avati, e il ruolo di genitore è, a volte - anzi sempre - molto difficile. A volte poi ci si sposa per convenienza e non per amore (a volte?), e anche questo può generare dei mostri. Poi però i rapporti più intensi sul piano affettivo resistono a tutto, comprese guerre e manicomi, e alla fine il papà torna con Giovanna, conclude il regista. Insomma stavolta Avati non si mantiene sulla superficie ma scava eccome e il film non è "solo" una stupenda cartolina seppiata che mostra una serena famiglia degli anni '30 in una tranquila giornata primaverile, ma un ritratto a tinte forti che, di quell'epoca, mostra le turbolenze, le angosce e i drammi personali e famigliari, così simili a quelli attuali. Allora, esperimento riuscito? Forse era meglio "Una gita scolastica" o "Festa di laurea"? A mio parere la coerenza stilistica e la poesia intesa come nostalgia trasudata da ogni singolo fotogramma di "quei" film restano inarrivati, e il film disperde l'incanto iniziale della Bologna degli anni '30 nel momento in cui comincia a scavare nei personaggi e nelle dinamiche psicologiche. Inoltre, la contestualizzazione storica troppo invadente soprattutto nel finale, i bombardamenti, i rapporti ambigui e transeunti degli italiani col fascismo, risultano un pò forzati e disadatti al film (forse bastava l'ambientazione d'epoca, magari con qualche sfilata di balilla e qualche parata militare...). Film quindi rischioso e, sotto molti punti di vista, coraggioso (ma Avati è uno che ama sperimentare), ma necessariamente riuscito a metà. La sensazione è che, quando intende dire qualcosa di emotivamente forte, il regista avverta la necessità, nel dirlo, di sostenersi ai suoi appigli più naturali (i film d'ambientazione d'epoca) - vedi anche "Quando arrivano le ragazze?". Ad ogni modo, non si può non augurare cento anni di vita e di cinema ad un cineasta come Pupi Avati, unico nel far sembrare attori consumati personaggi che col cinema non hanno mai avuto nulla a che fare, e non si può non apprezzare la sua voglia di continuare a rinnovarsi e a sperimentare, pur mantenendosi nel solco della tradizione e di uno stile riconoscibile e, comunque, originalissimo.
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gastone11
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lunedė 24 ottobre 2011
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.....delusione!!!!
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Purtroppo, nonostante stimando Silvio Orlando, dall'anteprima della storia( letta su carta) e la visione del film sono rimasto deluso.
Recitazione non all'altezza della drammaticitā della storia.
A tratti scontata.
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dandy
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martedė 29 marzo 2011
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bel film drammatico nel panorama desolante odierno
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Un film che cancella il ritratto "facile" dei perdenti emarginati e scava dentro il rapporto pare-figli in un modo non scontato.Restando fedele al suo stile pacato e lineare,Avati(anche sceneggiatore)mette in scena un "piccolo romanzo familiare" che si conclude agli inizi del'50 ponendo l'accento sulle psicologie e l'attenzione di chi sta ai margini,con un pudore e una misura che sembrava aver perso da tempo.Oltre a privilegiare il rapporto tra Giovanna e il padre,viene offerta alla madre la possibilità di far capire la sua "freddezza"(si sente in colpa per la sua bellezza,e si concede uno scampolo col vicino).Forse non era necessario ambientare la storia ai tempi della guerra.
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Un film che cancella il ritratto "facile" dei perdenti emarginati e scava dentro il rapporto pare-figli in un modo non scontato.Restando fedele al suo stile pacato e lineare,Avati(anche sceneggiatore)mette in scena un "piccolo romanzo familiare" che si conclude agli inizi del'50 ponendo l'accento sulle psicologie e l'attenzione di chi sta ai margini,con un pudore e una misura che sembrava aver perso da tempo.Oltre a privilegiare il rapporto tra Giovanna e il padre,viene offerta alla madre la possibilità di far capire la sua "freddezza"(si sente in colpa per la sua bellezza,e si concede uno scampolo col vicino).Forse non era necessario ambientare la storia ai tempi della guerra.Meritata Coppa Volpi a Venezia per Orlando,ma la Rohrwacher avrebbe meritato altrettanto.Francesca Neri dimostra di saper recitare una volta tanto.Greggio ce la mete tutta,e non è neanche male(considerato come finisce).Ma dopo anni di "striscia la notizia"e tutta una vita di commediaccie delle peggiore specie riesce difficile credergli.Ti aspetti sempre che da un momento all'altro se ne esca col suo"E' lui,o non è lui?"e infatti,è subito tornato nei suoi "ranghi"con Oldoini.
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[+] avati conferma spessore di vero autore.
(di valvestino)
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mariano m.
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lunedė 13 settembre 2010
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il volto irrimediabilmente ambiguo dell'umanitā
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Vorrei parlare di un aspetto di questo film che mi ha particolarmente colpito. A mio giudizio si tratta di una storia che parla di umanità: umanità nella sua insolubile dialettica tra bene e male. La vicenda viene presentata in chiave oggettiva senza orientare il pubblico verso simpatie o antipatie nei confronti dei personaggi,in ognuno dei quali convivono poli opposti. Giovanna è contemporaneamente la ragazza sensibile e fragile e la spietata assassina,la vittima dell'inferno del manicomio e la carnefice che ha distrutto una famiglia. Marcella è la "crocerossina" premurosa,l'unica che considera "normale" Giovanna,ma è anche colei che la distrugge ("Quel giorno è morta anche Giovanna") togliendole cinicamente il ragazzo di cui era innamorata.
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Vorrei parlare di un aspetto di questo film che mi ha particolarmente colpito. A mio giudizio si tratta di una storia che parla di umanità: umanità nella sua insolubile dialettica tra bene e male. La vicenda viene presentata in chiave oggettiva senza orientare il pubblico verso simpatie o antipatie nei confronti dei personaggi,in ognuno dei quali convivono poli opposti. Giovanna è contemporaneamente la ragazza sensibile e fragile e la spietata assassina,la vittima dell'inferno del manicomio e la carnefice che ha distrutto una famiglia. Marcella è la "crocerossina" premurosa,l'unica che considera "normale" Giovanna,ma è anche colei che la distrugge ("Quel giorno è morta anche Giovanna") togliendole cinicamente il ragazzo di cui era innamorata. Michele è il padre oppressivo e morboso che probabilmente è responsabile della sventurata sorte della figlia,ma è anche l'uomo umile pronto a dare se stesso per lei. Sergio è la persona buona e disponibile a tutto per aiutare gli amici,ma clamorosamente finirà per far parte delle brigate nere di Salò. La madre di Marcella subisce la tragedia più grande,ma è anche donna del regime che fa di tutto per rendere la vita impossibile al papà di Giovanna. E infine Delia,figura di donna incompiuta che non riesce ad essere madre di una figlia che in realtà si rivelerà legatissima a lei. Alla fine del film,non si riuscirà a dare un giudizio univoco su nessuno dei personaggi,ciascuno allo stesso tempo vittima e carnefice del prossimo.
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don64
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domenica 14 marzo 2010
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film......drammatico
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Film drammatico ben interpretato da attori gia' noti per il genere.La trama e' piacevole come la scenografia dell'epoca.Nel complesso un film piu' che discreto serio e ben curato.Voto 7+
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fulvia
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lunedė 1 marzo 2010
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silvio orlando sempre cosė poliedrico!
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Un 6 e mezzo, anche un 7 a questo film. Un Silvio Orlando più convincente rispetto agli ultimi suoi lavori, nel ruolo di padre iperprotettivo. Mi ha stupito positivamente il personaggio di Ezio Greggio , così drammatico e serio. L' ho apprezzato molto. Dopo aver visto "Preferisco il rumore del mare" che mi ha molto delusa, Silvio Orlando con questa pellicola ha guadagnato un po' di punti. E' un attore che a volte mi stupisce, altre , mi lascia negativamente perplessa. Qui è stato bravo..c'è poco da dire!
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claudiorec
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mercoledė 17 febbraio 2010
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grande cast
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Un film che rapisce.
Ottimo Silvio Orlando (vincitore tra l'altro a Venezia). Bravissima Alba Rohrwacher (esplosa con questo film). Francesca Neri è in una delle sue migliori interpretazioni.
E' proprio il cast la forza del film.
Da vedere!
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ultimoboyscout
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sabato 21 novembre 2009
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pesantissimo!!
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Boccio completamente la pellicola, che quasi da subito mi ha annoiato. Storia lunga e lenta, a tratti scontata, di cui salvo una sola cosa per me almeno sorprendente: Ezio Greggio che recita una aprte drammatica...e lo fa decisamente bene! Anche Alba Rohrwacher č brava in un ruolo difficile. Ma perchč quando fanno film dati registi o dati attori (dato attore soprattutto) lo devono necessariamente spacciare per un filmone?
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antrace
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venerdė 13 novembre 2009
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ottimo
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antrace
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mercoledė 11 novembre 2009
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pupi avati lascia un segno
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E' il racconto scarno, incisivo della dedizione di un uomo verso la figlia adolescente, vittima di turbe , che uccide una compagna di banco per un amore conteso . Un film verista, di un'intensa umanitā , sobrio ,pure nella ricerca accurata di dettagli narrativi Il papā di Giovanna č un mite sognatore, che non ha mai smesso di credere in una vita radiosa della ragazza, unico interprete forse della sua intelligenza folle . Egli saprā affrontare composto il dramma familiare , l'internamento di Giovanna in un manicomio giudiziario, lo sgretolarsi del rapporto con la moglie , che cede ai sensi di colpa e alle furtive attenzioni di un caro amico comune . Dietro la scena emerge la fede di Avati , consapevole che tutti siamo disarmati di fronte ai lutti e ai dolori, ma abbiamo sempre una via di riscatto se
restiamo in piedi con tenacia .
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E' il racconto scarno, incisivo della dedizione di un uomo verso la figlia adolescente, vittima di turbe , che uccide una compagna di banco per un amore conteso . Un film verista, di un'intensa umanitā , sobrio ,pure nella ricerca accurata di dettagli narrativi Il papā di Giovanna č un mite sognatore, che non ha mai smesso di credere in una vita radiosa della ragazza, unico interprete forse della sua intelligenza folle . Egli saprā affrontare composto il dramma familiare , l'internamento di Giovanna in un manicomio giudiziario, lo sgretolarsi del rapporto con la moglie , che cede ai sensi di colpa e alle furtive attenzioni di un caro amico comune . Dietro la scena emerge la fede di Avati , consapevole che tutti siamo disarmati di fronte ai lutti e ai dolori, ma abbiamo sempre una via di riscatto se
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