Il canto di Paloma

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Un film di Claudia Llosa. Con Magaly Solier, Marino Ballón, Susi Sánchez, Efraín Solís, Bárbara Lazon.
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Titolo originale La teta asustada. Drammatico, durata 103 min. - Spagna, Perù 2008. - Archibald Enterprise Film uscita venerdì 8 maggio 2009. MYMONETRO Il canto di Paloma * * * - - valutazione media: 3,16 su 21 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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thomàs martedì 9 agosto 2011
presunzione da valorizzare Valutazione 3 stelle su cinque
100%
No
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Interessante tentativo di intrecciare introspezione, ppaure, fobie, denuncia sociale, descrizione di usi e costumi tipici di una società del sud america. Troppa carne al fuoco, cuciture suturate con estrema fatica e senza dare la possibilità allo spettatore di gustare ed interpretare il messaggio precedente.
Alcune scene sono però memorabili (taglio del fiore della patata, canzoni di paloma, raccolta perle) a testimonianza del talento della Llosa.
Da vedere.

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mirco pasqualotto venerdì 18 marzo 2011
suoni, immagini di una realtà che fanno riflettere Valutazione 2 stelle su cinque
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A mio parere è un film che si lascia guardare ma chiedendo all'osservatore un certo impegno, perché spesso risulta frammentario e si corre il rischio di perdersi nei propri pensieri perdendo l'attenzione richiesta che merita. Se non fosse per le riprese che sono stupende, e la splendida fotografia dalle inquadrature interessanti specialmente i primissimi piani, il film non riuscirebbe ad esprimere appieno tutta la drammaticità che la trama racconta. Il film riesce ad far mantenere l'attenzione anche se in modo non sempre continuo grazie alla bravura di attori ben azzeccati per questo genere di film. il film scorre lento, i colpi di scena sono pochi e si racconta il particolare momento che sta vivendo Fausta (la protagonista principale del film) passo dopo passo fino alla sua conclusione con un metodo tipico del cosiddetto film d'autore, che molto mi fa pensare ad un documentario. [+]

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mirco pasqualotto lunedì 14 marzo 2011
sembra un documentario… Valutazione 3 stelle su cinque
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A mio parere è un film che si lascia guardare ma chiedendo all'osservatore un certo impegno, perché spesso risulta frammentario e si corre  il rischio di perdersi nei propri pensieri perdendo l'attenzione richiesta che merita.

 

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mirco pasqualotto lunedì 14 marzo 2011
sembra un documentario… Valutazione 3 stelle su cinque
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A mio parere è un film che si lascia guardare ma chiedendo all'osservatore un certo impegno, perché spesso risulta frammentario e si corre il rischio di perdersi nei propri pensieri perdendo l'attenzione richiesta che merita. Se non fosse per la bravura del regista con la splendida fotografia e le inquadrature interessanti specialmente i primissimi piani, il film non riuscirebbe ad esprimere appieno tutta la drammaticità che la trama racconta. Il film riesce ad far mantenere l'attenzione anche se in modo non sempre continuo grazie alla bravura degli attori e regia, perché il film non offre molti colpi di scena ma racconta il particolare momento che sta vivendo Fausta (la protagonista principale del film) passo dopo passo fino alla sua conclusione con un metodo tipico del cosiddetto film d'autore, che molto mi fa pensare ad un documentario. [+]

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reservoir dogs venerdì 3 dicembre 2010
la bellezza del fiore della patata Valutazione 3 stelle su cinque
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La madre di Fausta col'ultimo respiro di vita canta alla figlia un canto in lingua quechua che narra il dolore che la vita le ha dato attraverso lo strupro in gravidanza e l'assassinio del marito (anni  80', guerra civile in Perù).
Fausta allattata con il "latte impaurito" della madre è cresciuta con la credenza di essere affetta da una malattia congenita incurabile che la priva dell'anima e la costringe a "vagare" sulla Terra senza aver alcun contatto con l'altro sesso, la paura dell'uomo è talmente radicata in lei da farle mettere un patata nella vagina come "repellente" per gli stupratori con conseguenti infezioni. [+]

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francesco2 mercoledì 9 giugno 2010
la canzone di.....fausta Valutazione 2 stelle su cinque
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Ecco un altro film prima bistrattato poi premiato con l’Orso d’oro a Berlino. Le cui giurie sembrano, detto con un po’ di malizia, particolarmente sensibili nel premiare film di carattere “sociale”(Vedi l’assurdo premio al modesto e retorico “Central do brasil”.Eppure non sono film come questi aliberarci dal sospetto che il SudAmerica o i suoi abitanti siano una “fauna” di macchiette come vari personaggi minori del film, che, è opinione mia personale, introduce in queste brutte parti di sceneggiatura un tocco di “Real maravilloso” marqueziano, quando la testa del maiale servito sembra quella di un animale vivo. Curioso è piuttosto come i due titoli(Originale e d italiano) abbiano messo in rilievo due tratti salienti dell’opera. [+]

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inertiatic lunedì 19 aprile 2010
manca un sorriso Valutazione 3 stelle su cinque
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Fausta è una ragazza peruviana, cresciuta dalla mamma nella paura. Tutte le esperienze negative provate dalla madre sono insite nella protagonista già dalla nascita, è come se lei stessa avesse provato tutto ciò. Un "dolore" tramandato dal latte materno, una tradizione popolare che ci porta in un mondo lontano e completamente diverso dal nostro, dove una famiglia ha ancora il coraggio (e la necessità) di conservare per giorni e giorni in casa il corpo di una persona morta. Dove una fanciulla innocente inserisce una patata nella sua vagina per la paura di essere violentata, perchè "solamente lo schifo può fermare gli schifosi". La morte si oppone all'inizio di una nuova vita, quella che prende il via dal matrimonio, è forte il contrasto tra una nuova esperienza che sta per iniziare (la vita matrimoniale della cugina di Fausta) e il corpo di un parente ormai morto (una vita che è ormai finita). [+]

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carlo comiotto venerdì 25 dicembre 2009
film da vedere Valutazione 4 stelle su cinque
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Con questa pellicola la giovane regista peruviana dimostra di aver strameritato il premio al festival di Berlino.

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yiasemì sabato 30 maggio 2009
fausta e noè Valutazione 3 stelle su cinque
50%
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Da un lato il dolore, i silenzi e la profonda solitudine di Fausta, dall'altro il rumore e la baraonda di un mondo esterno che continua a girare con i suoi teatrini e burattini e che non sa (o non vuole) andare al di là di ciò che, in modo tangibile, si può vedere e toccare. L'unica persona che riesce ad avvicinarsi, o almeno a "sfiorare" Fausta è il giardiniere Noè che osserva, ascolta, comprende e rispetta le sue paure. In questo senso, credo che sia esemplificativa una delle scene finali in cui Noè trova Fausta svenuta e le copre il seno lasciato scoperto dal vestito (una scena che, per me, è autentica poesia). Struggente il motivo musicale (quello della sirena), ma,credo, infelice la scelta dei doppiatori. [+]

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olgadik mercoledì 27 maggio 2009
melodioso e triste Valutazione 3 stelle su cinque
88%
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13%

Fausta (Magaly Solier) non ha che il canto e modula col viso tristissimo le antiche melodie in lingua quechua; con esse racconta ed esprime una arcaica malinconia e noi spettatori capiamo l’insondabilità di chi è stata stuprata e di chi, nata dopo questa tragedia, sente trasmettere col latte che succhia, la perdita della propria anima. Tante furono le violenze contro le donne perpetrate negli ultimi venti anni del ‘900 durante la guerra civile in Perù tra militari al potere e guerriglieri ribelli. Tra un atto eroico e un’ideologia, i soldati di ambo le parti si dedicarono alla crudeltà di massa contro le donne, specialmente se indie. Allora la cultura popolare parlò della “teta asustada” (seno impaurito) e di una “sofferenza” trasmessa alla prole. [+]

[+] signora mia, che palle! (di marezia)
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