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francesco2
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lunedì 27 giugno 2011
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remember me (ed anche gli altri)
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Per un puro caso, ho visto recentemente questo film ed un'altra pellicola "Adolescenziale", "Remember me".Nonostante alcune differenze innegabili (Come si vede, al di là di tutta la retorica sulle Torri gemelle, che quest'ultimo sia post-11 Settembre........) i due film presentano anche delle analogie: i protagonisti sono due giovani "Sballati", che in entrambi casi non vengono giudicati ma di cui si cerca di cogliere le contraddizioni ora caratteriali ora dovute ai traumi cui la vita li ha sottoposti.
Ciò che disturba in quello di cui stiamo per parlare è la contraddizione tra i "Trasgressivi" personaggi proposti (E neanche tutti) e la "sensibilità" un pò da fiction con cui vengono analizzate certe situazioni: si pensi all'amore con la squinzia di turno, o al rapporto coi genitori, o ancora , parzialmente, al rapporto tra il maestro post-sessantottino(?) pentito(??) e l'allievo, che non è sicuro di avere bisogno di lui, e che anzi viene trascinato in improbabili avventure da colui che dovrebbe aiutarlo a conoscere sé stesso.
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Per un puro caso, ho visto recentemente questo film ed un'altra pellicola "Adolescenziale", "Remember me".Nonostante alcune differenze innegabili (Come si vede, al di là di tutta la retorica sulle Torri gemelle, che quest'ultimo sia post-11 Settembre........) i due film presentano anche delle analogie: i protagonisti sono due giovani "Sballati", che in entrambi casi non vengono giudicati ma di cui si cerca di cogliere le contraddizioni ora caratteriali ora dovute ai traumi cui la vita li ha sottoposti.
Ciò che disturba in quello di cui stiamo per parlare è la contraddizione tra i "Trasgressivi" personaggi proposti (E neanche tutti) e la "sensibilità" un pò da fiction con cui vengono analizzate certe situazioni: si pensi all'amore con la squinzia di turno, o al rapporto coi genitori, o ancora , parzialmente, al rapporto tra il maestro post-sessantottino(?) pentito(??) e l'allievo, che non è sicuro di avere bisogno di lui, e che anzi viene trascinato in improbabili avventure da colui che dovrebbe aiutarlo a conoscere sé stesso. Ecco perché, quando arriva a rifiutarne l'aiuto, al di là forse di certe complicazioni di fondo (E' lo psicologo ma contemporaneamente il padre della ragazza di cui è innamorato), non lo fa perché, come si diceva a proposito della "Nouvelle Vague", vorrebbe uccidere il padre, quanto perché appare una figura totalmente priva di autorevolezza, che arriva ad avere bisogno (Anche materialmente, in quanto consumatore di droghe leggere) del giovane pusher che è il suo unico paziente.
In questo senso, il film non giudica nessuno, a cominciare proprio dallo psichiatra che finisce per instaurare complicità con chi dovrebbe "Guidare", estendendosi anche al giovane amore del protagonista, di cui anzi viene ssottolineata sin troppo poco la superficialità di fondo. Ecco, se un messaggio c'è, in queste solitudini che (A volte) si incontrano, soprattutto quando non costituiscono "Coppie" tradizionali ( messe anzi molto in discussione, per ragioni diverse), è che nel suo essere "Pusher" il giovane protagonista non è assolutamente peggio di figure più istituzionali, neanche nel contesto repressivo(?) dell'era Giuliani. I vari incontri ed allontanamenti vengono sottolineati solo una volta in maniera più enfatica (Il tentativo di suicidio di Kingsley), ma più spesso con una musica dolcemente sottile che resta una delle cose migliori del film.
Alla fine, la vita o anche le sue stesse scelte mettono Luke di fronte ad una necessità: sradicarsi da quel piccolo mondo che si era costruito. Ma nel momento in cui pesta una sigaretta (Quanto si fuma, e di tutto, in questo film!), è come se si fosse compiuto il suo, personalissimo romanzo di (In) formazione, fortunatamente senza didascalicismi inutili.
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sirvincent
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venerdì 21 gennaio 2011
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disceto
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ultimoboyscout
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sabato 8 gennaio 2011
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filmetto.
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Molto presuntuoso, malriuscito, scontatissimo. Peccato perchè Kingsley era riuscito benissimo invece nella sua parte e il ragazzo era risultato pure simpatico.
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liuk©
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lunedì 25 gennaio 2010
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quasi bello
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La ricostruzione della New York di 15 anni fa è eccellente: il mondo sembra molto diverso se pur i tempi non siano lontani. Altrettanto eccellente è la caratterizzazione dei personaggi, molto reali pur essendo macchiette. Eccellente anche la colonna sonora.
Allora cosa manca? probabilmente la storia. Il plot è piuttosto inutile, decisamente non avvincente o appagante.
Il castello rimane intatto ma è di cristallo. Sufficiente.
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sindaco r
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martedì 19 gennaio 2010
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a buon intenditore poche parole (di commento)
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Bello, il modo in cui Levine racconta quello che il "ragazzo medio newyorkese" ( e non solo ) prova, posso confermare che tutte le paure, i pensieri ed i gesti hanno quel piccolo particolare di realtà che in molti altri film non si trova. Forse grazie alla giovane età del regista (credo) sono riuscito a vedere, dopo tanto tempo, un film che mi ha fatto impersonificare molto nel protagonista (pur vivendo a parecchi Km di distanza)
Consigliabile a chi vuol realmente conoscere un "pezzo" di mondo ai più sconosciuto...
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lomax
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venerdì 1 gennaio 2010
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il mal-di-vivere visto da due diverse generazioni
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L'incontro/scontro tra un ragazzo privo di autostima alla ricerca della sua prima esperienza sessuale e un uomo di mezza età che vorrebbe poter rivivere i bei tempi che furono. Un giovane troppo maturo per la sua età, insicuro, convinto di non piacere ai suoi coetanei, privo di amici, troppo legato ai suoi doveri e alla routine, decide di spacciare un pò di erba per ottenere un pò di considerazione e far sapere al mondo che lui esiste. Un professore disilluso dalla vita, davanti agli occhi il fallimento del suo matrimonio, ma comunque un uomo pieno di vitalità, talvolta autodistruttiva, si specchia nel giovane nella speranza di poter rivivere in parte i suoi anni migliori, esortando il ragazzo a vivere e lasciarsi andare, accettando anche il dolore senza cercare facili scorciatoie.
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L'incontro/scontro tra un ragazzo privo di autostima alla ricerca della sua prima esperienza sessuale e un uomo di mezza età che vorrebbe poter rivivere i bei tempi che furono. Un giovane troppo maturo per la sua età, insicuro, convinto di non piacere ai suoi coetanei, privo di amici, troppo legato ai suoi doveri e alla routine, decide di spacciare un pò di erba per ottenere un pò di considerazione e far sapere al mondo che lui esiste. Un professore disilluso dalla vita, davanti agli occhi il fallimento del suo matrimonio, ma comunque un uomo pieno di vitalità, talvolta autodistruttiva, si specchia nel giovane nella speranza di poter rivivere in parte i suoi anni migliori, esortando il ragazzo a vivere e lasciarsi andare, accettando anche il dolore senza cercare facili scorciatoie. La ricerca del senso della vita affrontato da posizioni differenti, in un incontro tra due anime fondamentalmente sole.
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kaipy
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giovedì 17 dicembre 2009
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uno sguardo intelligente sull'adoloscenza
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ieri sera ho visto in DVD questo film che consiglio vivamente.
mi è piaciuto.
questo è uno di quei film che può essere visto in due modi
il primo è quello superficiale che vede solo l'uso smodato di dorghe, (il nostro protagonista è uno spacciatore adolescente)
il secondo è il film.
l'adoloscenza e soprattutto qui appare con evidenza assoluta come la droga non sia in grado di migliorare la vita, il nostro protagonista fuma, fuma, fuma eppure il fumo non lo rende felice, non gli risolve i problemi, e i veri sorrisi che si dipingono sul suo volto sono:
quello che illumina i suoi occhi quando torna a casa dopo aver baciato la ragazza che gli piace, quello che appare quando vede i suoi genitori uniti affiatati in un amore che è comprensione e divisione, oppure quando costruisce un rapporto autentico di amicizia.
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ieri sera ho visto in DVD questo film che consiglio vivamente.
mi è piaciuto.
questo è uno di quei film che può essere visto in due modi
il primo è quello superficiale che vede solo l'uso smodato di dorghe, (il nostro protagonista è uno spacciatore adolescente)
il secondo è il film.
l'adoloscenza e soprattutto qui appare con evidenza assoluta come la droga non sia in grado di migliorare la vita, il nostro protagonista fuma, fuma, fuma eppure il fumo non lo rende felice, non gli risolve i problemi, e i veri sorrisi che si dipingono sul suo volto sono:
quello che illumina i suoi occhi quando torna a casa dopo aver baciato la ragazza che gli piace, quello che appare quando vede i suoi genitori uniti affiatati in un amore che è comprensione e divisione, oppure quando costruisce un rapporto autentico di amicizia.
perchè la droga non è nè amore, nè amicizia è una cosa che sta lì, ma che con te e con la tua vita ha ben poco a che vedere.
nel film viene ripetuta una frase forse banale e carica di luoghi comuni che comunque mi è rimasta anche se non perfetta:
le tue azioni faranno di te l'uomo che vuoi diventare.
i protagonisti sono due personaggi fantastici ironici e assurdi.
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don64
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venerdì 13 novembre 2009
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film....inutile
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Film commedia americana,insensato,inconsueto,discreto.....insomma quasi da evitare.Vto 6
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(di francesco2)
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wilsons
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domenica 11 ottobre 2009
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esilarante e tragicomico
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E' il classico film che visto da casa perderebbe parte del suo fascino. Le battute strepitose vanno ascoltate immersi nel buio, nel silenzio di un cinema, sentendone il rimbombo nella sala. E' un film che parla di perdizione, degradazione sia esterna che interiore, scelte sbagliate(ovviamente!); ambedue gli aspetti sono sempre intrisi in un tagliente sarcasmo e tragicomicità che insegna. Le scene sono imprevedibili, non si sa mai cosa c'è dietro l'angolo di una scena che ne introduce subito un'altra con ritmo incalzante e frenetico a volte. Inoltre ci sono i salti temporali che mettono un pò in difficoltà a seguire il filo principale della storia, ma arriva sempre un punto nel film in cui il mosaico delle scene si riassembla e tutto appare chiaro.
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E' il classico film che visto da casa perderebbe parte del suo fascino. Le battute strepitose vanno ascoltate immersi nel buio, nel silenzio di un cinema, sentendone il rimbombo nella sala. E' un film che parla di perdizione, degradazione sia esterna che interiore, scelte sbagliate(ovviamente!); ambedue gli aspetti sono sempre intrisi in un tagliente sarcasmo e tragicomicità che insegna. Le scene sono imprevedibili, non si sa mai cosa c'è dietro l'angolo di una scena che ne introduce subito un'altra con ritmo incalzante e frenetico a volte. Inoltre ci sono i salti temporali che mettono un pò in difficoltà a seguire il filo principale della storia, ma arriva sempre un punto nel film in cui il mosaico delle scene si riassembla e tutto appare chiaro.
Insicurezza, incertezza, ambiguità delle situazioni sono tutte colonne portanti del film; nulla è come appare, fino alla fine lo spettatore non riuscirà a formulare un ipotetico finale, anche perchè ubriacato da troppa esilaranza.
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alfie81
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mercoledì 30 settembre 2009
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fa sempre ciò che è sbagliato!
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New York, estate 1994. Il “sindaco sceriffo” Giuliani stringe la morsa contro barboni e piccoli criminali, il grunge muore con Kurt Cobain e con lui la voce di una generazione, mentre il gansta-rap raggiunge il culmine della sua popolarità e qualità con Notorius B.I.G., la voce del ghetto, prima di morire anche lui qualche tempo dopo.
Nei vicoli e parchi di una caldissima Big Apple si aggira il giovane neo diplomato Luke Shapiro (Josh Peck) con il suo carretto di gelati, utilizzato come copertura per un’attività più remunerativa, quella dello spaccio di marijuana. Grazie allo spaccio Shapiro riesce ad aiutare la famiglia in procinto di sfratto, pagarsi la retta per il college, nonché le sedute psicanalitiche con il dottor Squires (Ben Kingsley), eccentrico psichiatra ex sessantottino e padre della splendida Stephanie (Olivia Thirbly), amica del ragazzo, nonché suo desiderio inconfessato.
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New York, estate 1994. Il “sindaco sceriffo” Giuliani stringe la morsa contro barboni e piccoli criminali, il grunge muore con Kurt Cobain e con lui la voce di una generazione, mentre il gansta-rap raggiunge il culmine della sua popolarità e qualità con Notorius B.I.G., la voce del ghetto, prima di morire anche lui qualche tempo dopo.
Nei vicoli e parchi di una caldissima Big Apple si aggira il giovane neo diplomato Luke Shapiro (Josh Peck) con il suo carretto di gelati, utilizzato come copertura per un’attività più remunerativa, quella dello spaccio di marijuana. Grazie allo spaccio Shapiro riesce ad aiutare la famiglia in procinto di sfratto, pagarsi la retta per il college, nonché le sedute psicanalitiche con il dottor Squires (Ben Kingsley), eccentrico psichiatra ex sessantottino e padre della splendida Stephanie (Olivia Thirbly), amica del ragazzo, nonché suo desiderio inconfessato.
Levine al suo secondo lungometraggio dopo ”All the boys loves Mandy Lane” rimasto inedito in Italia, ci conduce nelle atmosfere dal sapore autobiografico degli anni novanta, quella delle audiocassette e dei cercapersone, del SupeNintendo e Beverly Hills 90210, in un’operazione nostalgia già da qualche tempo in voga negli States ed attesa presto anche da noi.
Una commedia di formazione sentimentale e psichica, un po’ forzatamente sopra le righe, che si regge sulle interpretazioni convincenti dell’immenso Kingsley, qui alle prese nell’inedito ruolo di pittoresco ed eccessivo psichiatra, dimostrandosi eccellente anche nel genere comico, e del giovane Peck, sdoganato per l’occasione dalla rete per ragazzi Nickelodeon, che non viene eclissato dal talento del suo navigato collega.
Le sbavature nella sceneggiatura non mancano, rivelando tutta la sua fragilità quando si tenta di cimentarsi con le situazioni sentimentali e drammatiche, rallentando in più parti il ritmo narrativo che ben si sposa invece con la colonna sonora farcita di basi hip-hop nei momenti migliori.
In sostanza un film con molte buone intenzioni, che descrive ma non approfondisce, spinge l’acceleratore per poi frenare bruscamente, indeciso e confuso, nonostante qualche spunto interessante, ottimo comparto tecnico e sia ben recitato.
Una sufficienza, seppur cerchiata in rosso, come si usava qualche tempo fa, tanto per utilizzare un paragone scolastico pre-Gelmini.
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