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claudiorec
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sabato 22 maggio 2010
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hollywood a nudo
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Un cast poliedrico per cercare di mettere Hollywood a nudo!
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patrickbateman47
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venerdì 9 aprile 2010
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bob de niro vs la barba di bruce willis
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Disastro a Hollywood è spassosissimo,brillante,simpatico,irriverente,intelligente,un film di satira sul mondo di Hollywood.
Un film controcorrente che ci mostra i retro scena della vita mondana della Mecca del cinema,il cast ottimo,grande attori ma anche grandi persone,non a caso De Niro,Willis e Sean Penn (e il resto del cast) hanno partecipato a questo film perchè sono ormai le ultime poche star che non prendono sul serio,che nonostante i soldi sono sempre umili e di valore.
A qualcuno non è piaciuto il film? Beh chi se ne frega,la critica è stata ottima e forse a qualcuno non è andata giù che si critichi il populino e che per colpa dei esso i compromessi commerciali distruggono l'arte,forse molti si sono identificati nel pubblico scioccato dal cane ammazzato,questo conferma che il film ha fatto centro,io invece sono con Bob De Niro e Barry Levinson,che vada in malora la commercialità e la morte delle idee,vai Bob! una parte di pubblico sarà sempre con te,alla faccia di Hollywood.
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warningsign
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domenica 14 marzo 2010
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solo una parata di attori
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Una pellicola che pare più una bella parata di grandi attori che una storia quantomeno interessante. Potrebbe anche essere piazzato tra i "flop" catastrofici nelle carriere di signori attori come Rob De Niro, Stanley Tucci, Sean Penn e (in parte) Bruce Willis. La storia si svolge in uno spazio temporale piuttosto ristretto, che non permette di entrare in contatto con l'essena del protagonista Ben (Robert De Niro), produttore affermato, alle prese con un regista pazzo e un "irsuto" Bruce Willis, intento a fare i capricci per rifiutarsi di tagliare la barba in occasione di un nuovo film.
Per il resto poco e nulla. Definita una commedia, mi sembra più che azzeccato il cambio di titolo per l'Italia (il titolo originale "What Just Happened" avrebbe ricondotto ad un film troppo più serio di quello che in realtà è).
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Una pellicola che pare più una bella parata di grandi attori che una storia quantomeno interessante. Potrebbe anche essere piazzato tra i "flop" catastrofici nelle carriere di signori attori come Rob De Niro, Stanley Tucci, Sean Penn e (in parte) Bruce Willis. La storia si svolge in uno spazio temporale piuttosto ristretto, che non permette di entrare in contatto con l'essena del protagonista Ben (Robert De Niro), produttore affermato, alle prese con un regista pazzo e un "irsuto" Bruce Willis, intento a fare i capricci per rifiutarsi di tagliare la barba in occasione di un nuovo film.
Per il resto poco e nulla. Definita una commedia, mi sembra più che azzeccato il cambio di titolo per l'Italia (il titolo originale "What Just Happened" avrebbe ricondotto ad un film troppo più serio di quello che in realtà è). Sicuramente la versione romanzata dell'autrice Art Linson, dalla quale è stata tratta la pellicola, potrebbe apparire un prodotto più accessibile e magari apprezzabile.
Da segnalare, ad ogni modo, le due scene che hanno visto impegnata la giovane Kristen Stewart, nel film figlia di De Niro, che dimostra ancora una volta di essere una grande promessa e non solo un "fenomeno delle teenager". La si attende in lavori più impegnativi per scoprire definitivamente quale sia il suo vero talento.
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paul keating
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giovedì 11 marzo 2010
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cosa succede in città?
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Autoreferenzialità, termine così logoro di questi tempi cupi, intriso di un’accezione spregiativa quando diventa sinonimo di esclusione, autocompiacimento, protervia. In questo caso il cinema autoreferenziale che ci racconta il cinema, grazie anche a numerosi cameo di celeberrimi attori hollywoodiani non è certo da stigmatizzare, specie se c’illustra meccanismi e “dietro le quinte” inediti con uno sguardo caustico, graffiante, mai banale. Deus ex machina di turno lo splendido Bob De Niro, che alla stregua di un’araba fenice risorge dalle ceneri attoriali in cui era piombato e ci guida brillantemente alla scoperta di una Hollywood frenetica e cinica che, nel suo parossismo, quasi diverte. Piacevole sorpresa.
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germi86
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sabato 6 marzo 2010
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il mondo di hollywood
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Nè caldo nè freddo,una commedia sul mondo cinematografico di Hollywood con un famoso produttore(De Niro)alle prese con i capricci di attori e registi(e non solo),pronto a rimediare a ogni problema,ma incapace di risolvere i problemi della sua vita privata.De Niro è sempre De Niro,ce poco da dire,un altra bella interpretazione.
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luciacinefila
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martedì 2 marzo 2010
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per passare una serata....
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devo dire da subito che l'interpretazione del grandissimo De NIro..vale tutto il film.
da canto suo la sceneggiatura era abbastanza originale quanto basta per lasciarsi vedere e sorridere frenquentemente.
la noia dello spettatore dipende sicuramente da ciò che ci si aspettava da questo film che in realtà penso ripercorra fedelemente le tappe di una vita "disastrosa" come quella del protagonista del film.
da vedere con occhio curioso al vero mondo del cinema..e non puoò non piacere a chi quel mondo..lo adora.
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giorgio
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lunedì 1 marzo 2010
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che noia....!
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Che noia! Ho retto mezz'ora, poi basta.
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francesco2
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domenica 21 febbraio 2010
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levinson ha trovato la sua strad(in)a?
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Il regista(?) Levinson, di cui ricordo la bruttezza di "Rain Man" e "Toys" ma anche il curioso"L'uomo dell'anno"(Non ho elementi per valutare "Sesso e potere", ne ho visto una mezz'ora ma non è sufficiente)ha costruito questo filmetto in una maniera-relativamente- curiosa, che paradossalmente rischia di renderlo inadeguato e allo spettatore medio e a quello più cinefilo.
Al di là infatti dell'ambiguità del titilo italiano, in cui si possono rintracciare riferimenti sia al "Disastro" del film in sé "In lavorazione", sia(Soprattutto?) al(ancora!) cinismo-dei-produttori-e bla bla bla..., stavolta agevolati da noi che come pubblico soffriamo più per il cane che non per il personaggio, e ancora alla tribolata vita privata del protagonista, è proprio quest'ultima che viene raccontata secondo un'impostazione "Cinematografica", vale a dire secondo uno schema cronologico
basato su una settimana -Credo-di lavorazione, in cui i giorni vengono scanditi con una macchina da presa meticolosamente attenta a sottolinearne i tempi.
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Il regista(?) Levinson, di cui ricordo la bruttezza di "Rain Man" e "Toys" ma anche il curioso"L'uomo dell'anno"(Non ho elementi per valutare "Sesso e potere", ne ho visto una mezz'ora ma non è sufficiente)ha costruito questo filmetto in una maniera-relativamente- curiosa, che paradossalmente rischia di renderlo inadeguato e allo spettatore medio e a quello più cinefilo.
Al di là infatti dell'ambiguità del titilo italiano, in cui si possono rintracciare riferimenti sia al "Disastro" del film in sé "In lavorazione", sia(Soprattutto?) al(ancora!) cinismo-dei-produttori-e bla bla bla..., stavolta agevolati da noi che come pubblico soffriamo più per il cane che non per il personaggio, e ancora alla tribolata vita privata del protagonista, è proprio quest'ultima che viene raccontata secondo un'impostazione "Cinematografica", vale a dire secondo uno schema cronologico
basato su una settimana -Credo-di lavorazione, in cui i giorni vengono scanditi con una macchina da presa meticolosamente attenta a sottolinearne i tempi.Si aggiunga che i personaggi(In teoria, s'intende)sono a volte più figure "Da palcoscenico" che non "Da vita reale":l'arguta caricatura fatta al personaggio della psicologa sembra essa stessa la scena di un film più che la narrazione di cosa direbbe un medico.
Arrampicandomi(Forse) sugli specchi direi che la tesi del piccolo film è questa:è Hollywood stessa che ha contagiato la vita, ancora più di quanto il cinismo e la spregiudicatezza si siano impadroniti di Hollywood.La vita, narrata con uno stile impersonale ma non privo di sensibilità, è diventata essa stessa un film, quantomeno ove sia quella di uno che ha a che fare sempre coi film.Quando parlavo di"Sensibilità", mi riferivo a momenti drammatici(La morte de personaggio vista con cinismo da parte di chi si preoccupa delle ripercussioni sulla vita professionale)ma anche comici(La telefonata in cui la moglie risponde al protagonista che i figli son già a letto).Allora, la crescita(Parziale!) di questo "Regista"sta nell'aver trovato un cinema medio che, come anche nell'"Uomo dell'anno", mette alla berlina certi vizi della società del suo paese senza(Nelle sue intenzioni) perdere il contatto col grande pubblico, ma anche nell'aver escogitato una dimensione "Cinematografica" in cui, in quest'ultimo film,sza pretendere troppo da sé stesso ha fatto capire(A chi ha orecchie per intendere!) che la vita del protagonista stesso ha assunto i contorni di un film, brutto o bello che sia.
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poldino
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giovedì 11 febbraio 2010
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disastro barry levinson
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Uno dei film più insulsi e tediosi degli ultimi anni.Un ottimo cast completamente sprecato e aggrovigliato all'interno di una commedia scialba ed inutile.Un film da prendere con la paletta e scaraventare nella fogna più vicina.
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liuk©
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lunedì 30 novembre 2009
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inutile
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pellicola totalmente inutile che riesce a sprecare attori di primissimo piano in una caotica pantomima hollywoodiana.
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