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Afterschool

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Un film di Antonio Campos. Con Ezra Miller, Jeremy Allen White, Emory Cohen, Michael Stuhlbarg, Addison Timlin.
continua»
Drammatico, durata 120 min. - USA 2008. - Bolero uscita venerdì 26 febbraio 2010. - VM 14 - MYMONETRO Afterschool * * * - - valutazione media: 3,00 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,00/5
MYMONETRO©
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * - -
 critica * * 1/2 - -
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primo piano
Un'ottima opera prima che riflette sul rapporto fra realtà, adolescenza e video a bassa risoluzione
Edoardo Becattini     * * * 1/2 -

Studente di un'esclusiva high school della East Coast americana, Robert è un adolescente che vive isolato e dissociato dal mondo inquieto e falsamente perbenista che lo circonda. Condivide la stanza con Dave, spacciatore di droghe e alcol del liceo, e con un computer con il quale trascorre la maggior parte del suo tempo a scaricare tutti i brevi filmati postati in rete. L'interesse per il mondo dei video lo porta a iscriversi al corso di audiovisivi, dove viene incaricato di realizzare un progetto sulla scuola. Mentre si trova da solo a filmare uno dei corridoi dell'edificio, riprende le due ragazze più popolari dell'istituto in preda ad un'emorragia causata da una sniffata di cocaina contaminata con veleno per topi. La scena segna in modo indelebile la mente di Robert e mina le apparenze dell'intera istituzione scolastica.
Quasi sempre funzionali all'interno di un film come supporto narrativo o come mero esibizionismo tecnologico, i filmati a bassa definizione della rete hanno in realtà riconfigurato i confini dell'estetica cinematografica non meno di quanto abbiano rivoluzionato la sociologia dei nuovi media. Fino a questo momento, i discorsi più interessanti in proposito erano stati elaborati soprattutto ai confini del film di genere (in modo particolare con Redacted di De Palma).
Afterschool, invece, affronta questa tematica ineludibile con uno sguardo da autore indipendente rivolto direttamente a quel mondo che è principale produttore e fruitore del piccolo formato: l'adolescenza. Non a caso, Antonio Campos comincia lavorando su quella vertigine che investe l'universo degli adolescenti nel loro rapporto con le immagini già affrontata da Gus Van Sant con Elephant, con la differenza che, anziché sugli universi di sintesi e di interazione dei videogiochi, Campos riflette su quelli liminari alla realtà che vengono patrocinati dai piccoli formati di YouTube, dagli home movies familiari, dai porno in soggettiva, dalla violenza esplosiva e fascinatoria del quotidiano.
Il suo modo di girare, le lunghe panoramiche quasi “automatiche”, i difetti del fuoco, il sonoro ovattato, tendono a chiamare un'identificazione privilegiata col giovane Robert e con le modalità con cui fa esperienza del mondo. Robert è un personaggio che, come molti adolescenti, anela la realtà ma è incapace di confrontarsi con essa, per questo cammina sul labile confine fra reale e realismo, fra il mondo che gli sta intorno, tanto chiaro agli occhi quanto oscuro nelle dinamiche, e quello fruito attraverso la rete, dove, al contrario, la brutale evidenza del contenuto soppianta la chiarezza dell'immagine.
Solo le esperienze dirette della morte e del sesso (accomunate nella visione del sangue) lo portano ad oltrepassare il filtro della videocamera e a cercare di comprendere da sé la realtà che lo circonda e l'ipocrisia del mondo degli adulti dell'Uptown newyorkese. Nel passaggio, anche la riflessione del giovane regista newyorkese si fa più complessa, stratificando, non senza qualche caduta nella sociologia più spicciola, il discorso sulla dissociazione del voyeurismo dei nuovi media con il turbamento adolescenziale e con la corruzione e l'arrivismo dell'istituzione scolastica. Problematiche di varia natura e dalla mole ingombrante, che tuttavia lasciano emergere il filo rosso di una riflessione fondamentale sullo statuto dell'immagine cinematografica: se cioè il cinema sia ancora in grado di competere coi nuovi media nel configurare e veicolare il reale, oppure se sia ormai solo il luogo delle celebrazioni melliflue, delle asperità da lisciare, delle sgranature della realtà da raffinare.

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DVD | Afterschool

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Disponibile on line da giovedì 22 luglio 2010

Cover Dvd Afterschool A partire da giovedì 22 luglio 2010 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Afterschool di Antonio Campos con Emory Cohen, Rosemarie DeWitt, Harrison Lees, Paul Lucenti. Distribuito da Cecchi Gori Home Video. Su internet Afterschool è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS.

Prezzo: 10,90 €
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INTERVISTE | Intervista esclusiva al giovane regista Antonio Campos.

La grana delle immagini

martedì 16 febbraio 2010 - Edoardo Becattini

Afterschool: la grana delle immagini Esce venerdì nelle nostre sale un piccolo ma importante film presentato al festival di Cannes 2008 nella sezione "Un Certain Regard". Piccolo perché girato con i mezzi scarni ed essenziali del cinema indipendente. Importante perché, pur essendo stato girato e concepito più di due anni fa, analizza, all'interno di un plot da thriller scolastico, una questione fondamentale nella definizione dello statuto delle immagini nel cinema contemporaneo: la contaminazione e la fascinazione per le sgranature delle immagini a bassa risoluzione dei filmati fruiti attraverso la Rete.

di Federico Pontiggia Il Fatto Quotidiano

Già al Certain Regard di Cannes 2008, Afterschool è un'opera prima che lascia presagire un grande futuro: quello del 26enne italo-brasiliano Antonio Campos. Sulla scia tematica dell'Elephant di Gus van Sant, sull'esempio estetico e (po)etico del Michael Haneke di Benny's Video, il regista, sceneggiatore e montatore porta una macchina da presa catatonica e "sgrammaticata" in una prep school Usa (scuola propedeutica per fichetti, esperienza nel suo curriculum), dove il porno virtuale tira più della prima volta reale, la cocaina ammazza, la menzogna regna e la più bella della scuola, in duplice copia, è la vittima predestinata. »

Realtà e video creano solo distorsioni

di Roberto Nepoti La Repubblica

Alle molte paranoie che ossessionano il cinema s' è aggiunta una neo-paranoia: quella del video. Dopo il caso di Paranormal Activity arriva un altro film indipendente basato sul rapporto tra realtà, video e relative distorsioni: non un horror, ma abbastanza inquietante da sconsigliarlo alle anime più sensibili. In un esclusivo college dell' East Coast, le due allieve più popolari muoiono per droga. Lo studente Robert, che ne ha ripreso accidentalmente la fine, elabora un audiovisivo sull' avvenimento sotto la supervisione di un insegnante. »

di Paola Casella Europa

Inquietante excursus all'interno di un liceo privato americano e nelle menti ottenebrate da Facebook dei teenager d'oltreoceano, questo lungometraggio di esordio del 24enne newyorkese Campos spaventerà tanto i genitori che i coetanei del protagonista, un nerd adolescente incapace di affrontare la realtà se non attraverso il filtro della tecnologia. Siamo in zona Gus Van Sant, e la storia comincia con i best of di Youtube, che includono il bambino che ride mentre qualcuno strappa fogli di carta ma anche i pestaggi nei corridoi dei licei di mezzo mondo. »

Un doposcuola da evitare a tutti i costi

di Maurizio Cabona Il Giornale

Afterschool (Doposcuola) di Antonio Campos (2008) ci dice il già detto sui fremiti adolescenziali in un liceo degli Stati Uniti: dopo tanta ilarità fasulla di Nerds e affini, non illudetevi che si torni ad Animal House. Qui siamo in piena tragedia, qui tutti sono sessualmente (dis)turbati e qui, soprattutto, nessuno è allegro. Il regista parla di sedicenni e diciottenni: se voi non lo siete più, se non avete due gemelle di quell'età in pericolo in un liceo americano, come queste, che finiscono avvelenate da un topicida, infischiatevene. »

Afterschool | Indice

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