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dan69
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sabato 17 dicembre 2011
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un film/documentario ben fatto
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Non mi trovo in sintonia con chi ritiene fiacco e "palloso" questo film. Posso concordare al massimo sulla sua durata eccessiva, anche se un film dal taglio documentaristico e quindi basato su una storia vera come questo necessita di tempi lunghi per narrare in maniera il più possibile dettagliata tutti gli avvenimenti.
Chi lo ritiene noioso è probabilmente fan accanito di film d'azione un po' fracassoni ma indubbiamente spettacolari ed inevitabilmente molto ripetitivi nella trama (e dunque in sostanza "pallosi"). A costoro sconsiglierei la visione di capolavori quali "I tre giorni del condor" e "Tutti gli uomini del presidente" solo per fare un paio di esempi.
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Non mi trovo in sintonia con chi ritiene fiacco e "palloso" questo film. Posso concordare al massimo sulla sua durata eccessiva, anche se un film dal taglio documentaristico e quindi basato su una storia vera come questo necessita di tempi lunghi per narrare in maniera il più possibile dettagliata tutti gli avvenimenti.
Chi lo ritiene noioso è probabilmente fan accanito di film d'azione un po' fracassoni ma indubbiamente spettacolari ed inevitabilmente molto ripetitivi nella trama (e dunque in sostanza "pallosi"). A costoro sconsiglierei la visione di capolavori quali "I tre giorni del condor" e "Tutti gli uomini del presidente" solo per fare un paio di esempi.
A me il film è piaciuto e trovo che al suo interno vi siano più d'una sequenza di buona suspence (la scena dello scantinato, tra le altre, mi sembra efficace). Visto il gran numero di personaggi alcuni di loro rimangono inevitabilmente ai margini della storia e risultano poco approfonditi, ritengo tuttavia che questo film sia ben interpretato.
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nfl 26
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domenica 11 settembre 2011
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chi è zodiac ?!
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David Fincher difficilmente sbaglia film; la sua carriera è segnata da capolavori come Fight Club,Seven,The Game,il nostro Zodiac e il più recente The social Network !
In questo angosciante thriller,Fincher racconta la dura lotta contro il serial killer Zodiac e il terrore che derivò dalle sue "azioni".
Le poche critiche negative che questo film ha ricevuto vertono sul fatto che tutto il film,tranne i famosi dieci minuti, sia lento,noioso!
Io vorrei ricordare che il caso Zodiac non ha mai visto una conclusione,il serial killer in questione non è mai stato trovato.
Ovviamente vi sono state molte ipotesi su chi potesse essere il killer ma poche (o nessuna) prove che potessero sostenere queste teorie!.
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David Fincher difficilmente sbaglia film; la sua carriera è segnata da capolavori come Fight Club,Seven,The Game,il nostro Zodiac e il più recente The social Network !
In questo angosciante thriller,Fincher racconta la dura lotta contro il serial killer Zodiac e il terrore che derivò dalle sue "azioni".
Le poche critiche negative che questo film ha ricevuto vertono sul fatto che tutto il film,tranne i famosi dieci minuti, sia lento,noioso!
Io vorrei ricordare che il caso Zodiac non ha mai visto una conclusione,il serial killer in questione non è mai stato trovato.
Ovviamente vi sono state molte ipotesi su chi potesse essere il killer ma poche (o nessuna) prove che potessero sostenere queste teorie!...David Fincher avrebbe potuto studiare e ristudiare il caso,girare il film e farlo finire con il suo possibile Zodiac dietro le sbarre !!
Ciò avrebbe facilitato la vita al regista e agli attori..."ma allora perchè non ha seguito questa strada???"
La risposta sta nella grandezza e talento di David Fincher,il quale ha preferito semplicemente raccontare una storia,senza saltare a conclusioni !!!
L'atmosfera palpabile e dark che regna in questo film è un pò la firma di David Fincher;la pellicola trasmette ,in maniera vivace, il panico che regna a San Francisco,la paura e il dolore della vittima che sa di non avere scampo, la felicità e la speranza dei detective non appena raccolgono prove o nuovi testimoni utili all'indaggine!!!
David Fincher racconta ciò che accadde quei giorni a San Francisco;l'assassino non fu mai trovato e allora il Zodiac di Fincher non consegnerà l'assassino al pubblico!!!
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ultimoboyscout
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venerdì 12 novembre 2010
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delusione totalissima!
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L'ho visto al cinema appena uscito e non mi aveva convinto. L'ho rivisto di recente e mi ha convinto ancora meno. E' l'unico film di Fincher che non mi piace, anzi a dire il vero lo detesto per lunghezza, noia, sbadigli, banalità, lentezza e chi più ne ha più ne metta. Veramente poco intrigante, stanco e stancante, fragilissimo nonostante parta bene e i primissimi minuti siano persino interessanti. ma poi si impantana proprio dove non avrebbe mai dovuto.
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quake86.
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domenica 31 ottobre 2010
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parte bene, ma poi è una palla incredibile
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I primi 10 minuti ti fanno pensare: "Ah! che figata, mi metto comodo che si preannuncia un film eccezionale"
Tutto il contrario, il restante 95% del film è di una noia pazzesca, sei sempre li aspettando che succeda qualcosa di interessante, ma nnt, non accade nulla fino a quando non leggi i titoli di coda.
Il cervello ti si fonde dalla stanchezza e ti finisce il film che ancora stai a chiederti," ma succederà si o no qualcosa?"
Purtroppo essendo una storia vera deve x forza finire in quel modo.
Solo x chi ha un cervello a prova di stanchezza. Per gli altri non lo consiglio proprio.
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sixy89
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mercoledì 13 ottobre 2010
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buon giallo
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Zodiac è la storia di uno die più famosi serial killer americani che agì tra gli anni 60'-80'.
L'unica pecca del film forse è la lunghezza, troppa per un giallo con così poca azione e tanto ragionamento, finisce per sfinire lo spettatore.
Il film è un tipico giallo. La polizia di Vallejo e altre città cerca di scoprire l'identità dell'assassino, am finisce per perdercsi un oceano di prove indiziarie, supposizioni e voci di strada.
In definitiva sono due ore abbastanza piacevoli, non è un film con molta azione, ma il ragionamento ti tiene incollato allo schermo.
Voto: 7
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gilesnefandor
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domenica 5 settembre 2010
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cronaca di una verità impotente
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Sono trascorsi troppi anni da quando un film mi ha coinvolto al punto da indurmi a scriverne. Ed è sorprendente che a rapirmi, quasi ad annichilirmi per centosessanta minuti sia stato un autore mai andato oltre un'ambiziosa mediocrità. Del resto è notevole la spontaneità con la quale Fincher, dopo una prova come questa, abbia recuperato l'abituale inanità per realizzare Il curioso caso di Benjamin Button. Leggo di qualcuno che ha sperato in un reinverdimento di Seven. Non indagherò le ragioni che inducano a desiderare un nuovo Seven, mi limiterò a notare che qui Fincher sembra davvero aver risolto la sua adolescenza, quella che ne faceva un degno collega di Danny Boyle e Quentin Tarantino.
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Sono trascorsi troppi anni da quando un film mi ha coinvolto al punto da indurmi a scriverne. Ed è sorprendente che a rapirmi, quasi ad annichilirmi per centosessanta minuti sia stato un autore mai andato oltre un'ambiziosa mediocrità. Del resto è notevole la spontaneità con la quale Fincher, dopo una prova come questa, abbia recuperato l'abituale inanità per realizzare Il curioso caso di Benjamin Button. Leggo di qualcuno che ha sperato in un reinverdimento di Seven. Non indagherò le ragioni che inducano a desiderare un nuovo Seven, mi limiterò a notare che qui Fincher sembra davvero aver risolto la sua adolescenza, quella che ne faceva un degno collega di Danny Boyle e Quentin Tarantino. Ha imboccato un sentiero sul quale non credevo l'avrei mai visto, uno sul quale l'hanno preceduto Michael Cimino e Sam Peckinpah.
E il tesoro che porta con sé da questo pellegrinaggio è Zodiac, il resoconto scarnificato, ferocemente cinico, di una ricerca che si dipana per decenni. Un'indagine in cui poliziotti, periti e giornalisti vengono condotti attraverso un territorio inesplorato a contemplare un insospettabile panorama: il fallimento del razionalismo occidentale. E' infatti la scienza che li arma a negare quella verità che si presenta loro in tutta la propria derisoria evidenza. Agenti, scienziati, cronisti, tutti daranno fondo alle proprie risorse intellettuali e morali, comprometteranno la propria carriera, la propria vita relazionale, la propria salute. Riusciranno a ricostruire le gesta dell'assassino, a raggiungerlo, a riconoscerlo. Tutto coincide: le suole delle calzature, la misura dei guanti, la marca di un orologio da polso, le armi, le frequentazioni, i luoghi, i tempi. Ma gli strumenti necessari a tradurre l'evidenza nel linguaggio della legge, a convertire la verità in prove, falliscono.
A scagionare l'assassino saranno le analisi grafologiche, i test del DNA, il confronto delle impronte digitali.
A marchiare a fuoco i protagonisti, non gli omicidi, ma l'esperienza di una scienza che confuta la verità.
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adriano sgarrino
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martedì 25 maggio 2010
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zodiac
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Paese di prod.: USA Anno: 2007 Di: David Fincher Con: Jake Gyllenhaal, Mark Ruffalo, Robert Downey jr., John Carroll Lynch, Chloe Sevigny, Elias Koteas, Brian Cox, Philip Baker Hall, Anthony Edwards, Dermot Mulroney. Nel 1969, un assassino seriale, che si fa chiamare "Zodiac", invia una lettera in codice ad alcuni quotidiani di San Francisco adducendosi tre omicidi. Nel corso degli anni occorrono altri delitti di cui continua a dichiararsi responsabile. Sulla vicenda indagano soprattutto il giornalista del "San Francisco Chronicle" Paul Avery (Downey jr.), il vignettista del medesimo giornale Robert Graysmith (Gyllenhaal), ed il poliziotto David Toschi (Ruffalo).
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Paese di prod.: USA Anno: 2007 Di: David Fincher Con: Jake Gyllenhaal, Mark Ruffalo, Robert Downey jr., John Carroll Lynch, Chloe Sevigny, Elias Koteas, Brian Cox, Philip Baker Hall, Anthony Edwards, Dermot Mulroney. Nel 1969, un assassino seriale, che si fa chiamare "Zodiac", invia una lettera in codice ad alcuni quotidiani di San Francisco adducendosi tre omicidi. Nel corso degli anni occorrono altri delitti di cui continua a dichiararsi responsabile. Sulla vicenda indagano soprattutto il giornalista del "San Francisco Chronicle" Paul Avery (Downey jr.), il vignettista del medesimo giornale Robert Graysmith (Gyllenhaal), ed il poliziotto David Toschi (Ruffalo). Ma le indagini sono particolarmente intricate ed arrivare all'identificazione di un responsabile si rivelerà un'ossessione vana, nonostante che parecchi elementi potenzialmente probatori indichino come sospetto Arthur Leigh Allen (Lynch) . Tratta da una storia vera che sconvolse gli Stati Uniti ed ispirata ai due libri sul caso del vero Graysmith, la sceneggiatura di James Vanderbilt è esemplare nel dare voce ad una pluriennale indagine criminale il cui eventuale esito a buon fine viene agognato dai tre personaggi principali come risposta da dare all'ossessione della verità che progressivamente li invade. Il film, pertanto, trova la sua forza proprio nella rappresentazione di questa ricerca compulsiva della soluzione al mistero, la quale, con un ritmo sapientemente calibrato da Fincher, finisce piano piano con l'avvolgere lo spettatore. Al regista non interessa regalare un affresco "ecumenico" dell'America nei quasi trentanni dei delitti dello "Zodiaco", quanto piuttosto scandagliare a fondo i turbamenti, le "nevrosi", le angosce che attanagliano quanti si concentrino sulle indagini sui cosiddetti "cold cases" ("casi freddi", cioè quei casi - soprattutto di omicidio - che, dopo che le indagini iniziali non sono andate a buon fine, si "raffreddano" sino a quando elementi nuovi non tornino a "riscaldarli", a renderli attivi). Praticamente non una goccia di sangue nel film, non un delitto mostrato nella sua efferatezza ma uno strisciante ed imperituro senso di inquietudine e sospetto, che a volte per lo spettatore si fa addirittura insostenibile (come nell'indimenticabile sequenza nella cantina del proiezionista). Bella fotografia in digitale HD di Harris Savides; e cast in grande spolvero, a cominciare da uno strepitoso Mark Ruffalo. Il caso aveva precedentemente ispirato il film "Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!" (1971, ricordato nel capolavoro di Fincher); mentre il vero Toschi aveva dato ispirazione a Steve McQueen in "Bullitt" (1968).
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cianoz
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sabato 6 marzo 2010
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lento ma soprattuto aggrovigliato
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Zodiac è un film che parte discretamente, tutto sommato la prima mezz'ora è anche capace di interessare lo spettatore. Ma poi uno si aspetta che cambi qualcosa e invece rimane piuttosto piatto. E lento. Ma soprattuto si fanno strada troppi dialoghi fitti e intricati, tanti nomi di persone sciorinati velocemente e incrociati tra di loro senza dare modo allo spettatore di districarsi tra tutte queste figure. Insomma è un film che avrebbe potuto essere gradevole ma finisce per essere pesante, soprattutto perché uno dopo un po' non ci capisce più niente (o fa fatica). La difficoltà di districarsi tra fatti e personaggi dopo un po' supera la gradevolezza e l'interesse per la storia.
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Zodiac è un film che parte discretamente, tutto sommato la prima mezz'ora è anche capace di interessare lo spettatore. Ma poi uno si aspetta che cambi qualcosa e invece rimane piuttosto piatto. E lento. Ma soprattuto si fanno strada troppi dialoghi fitti e intricati, tanti nomi di persone sciorinati velocemente e incrociati tra di loro senza dare modo allo spettatore di districarsi tra tutte queste figure. Insomma è un film che avrebbe potuto essere gradevole ma finisce per essere pesante, soprattutto perché uno dopo un po' non ci capisce più niente (o fa fatica). La difficoltà di districarsi tra fatti e personaggi dopo un po' supera la gradevolezza e l'interesse per la storia.
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taniamarina
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giovedì 4 marzo 2010
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film stanco che stanca
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Questo film parte malissimo: il regista vorrebbe creare la tensione che relamente c'era in quegli anni in USA, ma il risultato è una mancanza di passione e una svogliatezza cronica nella regia. Dialoghi pessimi conditi con attori fuori dalle loro parti. Soltanto la descrizione dei grandi avvenimenti accennati in quegli anni sembra essere efficace, e verso la fine della pellicola un senso di inquietudine lascia storditi. Ma è decisamente un brutto film che lascia una pessima sensazione addosso. Deludente assai
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ramon76
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sabato 2 gennaio 2010
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pallosissimo
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due ore e mezza di fashion anni 60 ultrapatinato. Yeah ho i capelli impomatati, ho le bretelle figo ah? Ca@@o jack hai bisogno di riposo, vai al cinema. Hey ho gli occhiali di celluloide e i basettoni. Per dilatare i tempi cosi tanto ci vuole stile, bisogna far dire cose interessanti ai personaggi, orchestrare le azioni. Niente, Fincher non ci arriva, o meglio, probabilmente non ne è capace, pensa sia interessante vedere personaggi stilizzati che vanno avanti e indietro per San Francisco dicendo frasi di circostanza. Insipido ed estenuante.
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