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franky
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sabato 11 ottobre 2008
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finalmente un film di lata qualita'
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Finalmente, finalmente dopo 2 anni di assolute delusioni esco dal cinema euforico ed entusiasta. è da anni che non si vede un capolavoro (di genere horror ovviamente) come questo. innanzitutto le scelte stilistiche sono ottime, il regista ha dimostrato di sapere uscire (quasi sempre) dai canoni classici della regia e di sperimentare, provare inquadrature a cui il pubblico dei blockbuster non è abituato. all'inizio si rimane un po spiazzati da questi lunghi piano-sequenza e dai quei primissimi piani sui dettagli delle persone ma penso che Darabont si sia avvicinato come nessun altro regista alle descrizioni di stephen king. si ha la stessa percezione dello spazio che si ha nei libri del genio dell'horror.
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Finalmente, finalmente dopo 2 anni di assolute delusioni esco dal cinema euforico ed entusiasta. è da anni che non si vede un capolavoro (di genere horror ovviamente) come questo. innanzitutto le scelte stilistiche sono ottime, il regista ha dimostrato di sapere uscire (quasi sempre) dai canoni classici della regia e di sperimentare, provare inquadrature a cui il pubblico dei blockbuster non è abituato. all'inizio si rimane un po spiazzati da questi lunghi piano-sequenza e dai quei primissimi piani sui dettagli delle persone ma penso che Darabont si sia avvicinato come nessun altro regista alle descrizioni di stephen king. si ha la stessa percezione dello spazio che si ha nei libri del genio dell'horror. cmq apparte il bello stile, che dire della trama. i personaggi sono verosimili alla realtà come non mai, la rabbia, la paura non sono mai contenuti ma vengono lasciati sfogare. i protagonisti sono fin troppo umani, a volte sbagliano a volte non sanno cosa fare non sono quegli esseri perfetti che si vedono nei classici film horror, che si addentrano nella stanza buoi sapendo di andare in contro alla morte. tutto molto reale (a parte i mostri ovviamente) così come anche le situazioni, non c'è nulla di scontato (vedi l'incredibile e coraggiosissimo finale) e tutto viene lasciato al caso in balia degli eventi, le cose succedono senza motivo, succedono e basta, sostanzialmnete la trama non esiste, non è lei che fa da padrona del film ma gli avvenimenti. bellissimo. inoltre che dire della forza magnetica che da il film nell'odio che ci fanno scaturire alcuni personaggi. vorrei sapere chi non avrebbe voluto piantare nel petto di quella odiasa cristianuccia fanatica repubblicana due pallottole, una in oancia e una in fronte. e durante questa scena posso assicurarvui che gente al cinema si è alzata ha applaudito ha urlato, addirittura c'è stato il bis di applausi quando è pèartito il secondo colpo (in fronte), . sembrava di esere a tatro:magnifico. infine che dire del coraggioso non scontato finale, basta con i forzati e rassicuranti lieto fine per dare il contentino al pubblico..... cmq in sostanza io l'ho trovato une dei film horror più belli che abbia mai visto complimenti ragazzi siamo sulla buona strada
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umbertox
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martedì 24 marzo 2009
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un capolavoro creato con poco
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Io proprio non capisco come fate voi utenti a criticare questo film. Da cosa giudicate un film? Io guardo il contesto totale e non mi soffermo troppo nei dettagli, ciò che conta è quello che il film vuole trasmettere e posso garantire che ci riesce davvero!Io lo definisco un capolavoro, certo gli effetti speciale non erano il massimo ma erano in ogni caso convincenti. Cosa volevate il solito finale felice? " e tutti vissero felici e contenti"? ma non siete stufi? Viene addirittura messo in risalto la cattiveria,l'egoismo e l'istinto di sopravvivenza del genere umano di fronte a delle situazioni incontrollabili. Per questo secondo me da alcuni punti di vista apre tante tematiche e quindi è un film da discutere per ore dopo averlo visto .
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Io proprio non capisco come fate voi utenti a criticare questo film. Da cosa giudicate un film? Io guardo il contesto totale e non mi soffermo troppo nei dettagli, ciò che conta è quello che il film vuole trasmettere e posso garantire che ci riesce davvero!Io lo definisco un capolavoro, certo gli effetti speciale non erano il massimo ma erano in ogni caso convincenti. Cosa volevate il solito finale felice? " e tutti vissero felici e contenti"? ma non siete stufi? Viene addirittura messo in risalto la cattiveria,l'egoismo e l'istinto di sopravvivenza del genere umano di fronte a delle situazioni incontrollabili. Per questo secondo me da alcuni punti di vista apre tante tematiche e quindi è un film da discutere per ore dopo averlo visto .il finale è scioccante,non si è mai visto un finale così, da rimanere stecchiti con la bocca aperta per un'ora!!!solo che siamo troppo abiduati con i finali da favola I miei più sentiti complimenti al regista, anche se probabilmente non gli arriveranno mai! e spero che i film vengano giudicati con saggezza!
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sixy89
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lunedì 11 ottobre 2010
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a dir poco inquietante e geniale
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Finalmente un horror dove è stata data priorità alla trama rispetto alle scene di azione o splatter. L'aspetto psicologico del film è prepotente.
Una nebbia fitta e impenetrabile...urla che escono dalla nebbia..sconosciute e inquietanti ombre che si muovo all'esterno..è l'eterna e umana paura del buio sostanzialmente, quella che da bambii ci perseguitava, la lotta tra quello che la logica ci dice e il terrore che ci impone il nostro istinto di fronte al buio. Restare fermo in trappola o attraversare l'ignoto?
Questo è ciò che lega ogni persona chi più chi meno alla trama.
Il finale è a dir poco sconvolgente e emotivamente devastante.
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Finalmente un horror dove è stata data priorità alla trama rispetto alle scene di azione o splatter. L'aspetto psicologico del film è prepotente.
Una nebbia fitta e impenetrabile...urla che escono dalla nebbia..sconosciute e inquietanti ombre che si muovo all'esterno..è l'eterna e umana paura del buio sostanzialmente, quella che da bambii ci perseguitava, la lotta tra quello che la logica ci dice e il terrore che ci impone il nostro istinto di fronte al buio. Restare fermo in trappola o attraversare l'ignoto?
Questo è ciò che lega ogni persona chi più chi meno alla trama.
Il finale è a dir poco sconvolgente e emotivamente devastante.
Un film che emrita di esser visto.
voto:9
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noxaro
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mercoledì 22 aprile 2009
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merita di essere visto
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Mi aspettavo un film spazzatura invece ho trovato qualcosa di buono, pur notando più di qualche somiglianza con La Guerra Dei Mondi; in questo film ciò a cui dare maggior importanza non sono gli effetti speciali come in molti film trash americani, ciò che fa di questa creazione qualcosa di speciale è la natura umana, imprevedibile, influenzabile e instabile, basti pensare che nel giro di soli due giorni il terrore ha portato la gente pian piano a cercare riparo in qualcosa di sconosciuto e misterioso, nel dio assetato di sangue interpretato dalla pazza predicatrice. Il film in se è costruito su avvenimenti veramente banali: l'accendino che ci mette 5 minuti per accendersi, i mostri(insettoni) che attaccano solo quando c'hanno voglia e in più ad abbassare il livello ci sono battute ovvie in gran quantità, per esempio quando sono alla farmacia e sentono un rumure uno dice:"sento un rumore strano", come se il resto fosse normale.
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Mi aspettavo un film spazzatura invece ho trovato qualcosa di buono, pur notando più di qualche somiglianza con La Guerra Dei Mondi; in questo film ciò a cui dare maggior importanza non sono gli effetti speciali come in molti film trash americani, ciò che fa di questa creazione qualcosa di speciale è la natura umana, imprevedibile, influenzabile e instabile, basti pensare che nel giro di soli due giorni il terrore ha portato la gente pian piano a cercare riparo in qualcosa di sconosciuto e misterioso, nel dio assetato di sangue interpretato dalla pazza predicatrice. Il film in se è costruito su avvenimenti veramente banali: l'accendino che ci mette 5 minuti per accendersi, i mostri(insettoni) che attaccano solo quando c'hanno voglia e in più ad abbassare il livello ci sono battute ovvie in gran quantità, per esempio quando sono alla farmacia e sentono un rumure uno dice:"sento un rumore strano", come se il resto fosse normale...questa poteva veramente risparmiarsela. Il finale è grandioso, non lascia pace allo spettatore. Semplicemente se provasse ad immedisimarsi nel protagonista che dopo aver ucciso le ultime persone care che gli rimangono(il figlio e la gnocca per contorno) si vede davanti la potenza dell'esercito americano arrivato a salvarlo, non penso possa vivere un giorno senza tormentarsi.
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lobohombre
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domenica 20 luglio 2008
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come king, più di king
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In passato Frank Darabont aveva già dato prova di una straordinaria capacità nel trasporre sul grande schermo le storie del Re del Brivido. Film come Il Miglio verde e Le Ali della Libertà non solo rientrano tra le migliori opere cinematografiche tratte da King, ma alla fine, volendo azzardare un confronto tra linguaggi artistici differenti, dal punto di vista narrativo si fanno perfino preferire alle rispettive controparti letterarie. Questa alchimia si ripete con The Mist, pellicola non certo ad alto budget, e che proprio per questo ci dimostra quanto l'autore ami il genere horror e fino a che punto ne padroneggi logiche e sfumature. La riduzione cinematografica ha comportato un necessario snellimento della trama kinghiana, soprattutto per ciò che concerne i rapporti tra personaggi e le dinamiche di branco che a un certo punto si innescano all'interno del supermercato, quando i rifugiati si suddividono in piccoli gruppi contrapposti.
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In passato Frank Darabont aveva già dato prova di una straordinaria capacità nel trasporre sul grande schermo le storie del Re del Brivido. Film come Il Miglio verde e Le Ali della Libertà non solo rientrano tra le migliori opere cinematografiche tratte da King, ma alla fine, volendo azzardare un confronto tra linguaggi artistici differenti, dal punto di vista narrativo si fanno perfino preferire alle rispettive controparti letterarie. Questa alchimia si ripete con The Mist, pellicola non certo ad alto budget, e che proprio per questo ci dimostra quanto l'autore ami il genere horror e fino a che punto ne padroneggi logiche e sfumature. La riduzione cinematografica ha comportato un necessario snellimento della trama kinghiana, soprattutto per ciò che concerne i rapporti tra personaggi e le dinamiche di branco che a un certo punto si innescano all'interno del supermercato, quando i rifugiati si suddividono in piccoli gruppi contrapposti. In questo caso Darabont sceglie giustamente di non mettere troppa carne al fuoco e decide di accantonare la sottotrama sociologica per puntare dritto al sodo, ossia l'orrore, i mostri, l'angoscia. E ci riesce a meraviglia, grazie ad una ambientazione tanto semplice quanto efficace, una regia ottimamente calibrata ed una notevole qualità degli effetti visivi, dosatissima miscela di effetti digitali ed artifizi meccanici. Ad eccezione della prima creatura, quella del magazzino, la cui realizzazione lascia un filino a desiderare, tutti gli altri "portenti" sono credibili, coerenti, quasi tangibili nella loro orrenda anormalità. E poi c'è l'atmosfera lovecraftiana. Mai come in questo film, soprattutto verso l'epilogo, si respira profumo di Orrore Cosmico. Chiunque abbia letto qualcosa di H.P. Lovecraft converrà che gli ultimi minuti di The Mist evocano la sua letteratura molto più efficacemente di tanti altri horror che in passato si vantarono di ispirarvisi (Evil Dead, La Creatura, Re-Animator, Dagon, per citarne qualcuno). Sulla recitazione non c'è molto da dire; gli interpetri non sono di primissima categoria, e purtroppo in alcuni frangenti la cosa salta agli occhi; tutto sommato però nell'insieme rappresentano abbastanza credibilmente l'America di provincia tanto cara a King. L'ultima nota riguarda il finale del film, fase in cui l'autore ci dimostra quanto fervida sia la sua passione per il genere horror, effettuando una scelta tanto rischiosa quanto vincente. Ripudia il finale kinghiano e lo riscrive di suo pugno, ottenendo un effetto di grande impatto drammatico e migliorando sensibilmente l'intera storia. Lo stesso King sembra si sia complimentato con Darabont per questa felice intuizione. Concludendo, The Mist è un valido horror che mi sento di consigliare a chiunque, appassionati e non. Resta solo un pò di rammarico per un film che se avesse potuto contare su mezzi produttivi più sostanziosi sarebbe entrato a far parte dell'olimpo dei capolavori del genere.
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(di mau003)
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(di viktor)
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arianna..
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lunedì 13 aprile 2009
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mostri reali e mostri interiori..
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Solitamente non mi piacciono molto i film horror, dopo averli visti difficilmente trovo che ci sia qualcosa su cui ragionare. Ma questo film mi ha invece sorpreso notevolmente.
Mettendo in secondo piano tutta la parte relativa ai mostri e agli effetti speciali, che certamente non è delle migliori, quello che più colpisce è l'attenzione riservata all'aspetto umano: la maggior parte delle persone che troviamo nel film sono quasi degli stereotipi non indagati psicologicamente fino in fondo, vedi la pseudo sensitiva che riesce a convincere gran parte di coloro che si trovano nel supermarket delle sue idee, i classici personaggi stupidamente incuranti del pericolo che sfidano la nebbia e quello che contiene, e che naturalmente non sopravvivono, il padre che cerca in tutti i modo di salvare e proteggere il figlio.
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Solitamente non mi piacciono molto i film horror, dopo averli visti difficilmente trovo che ci sia qualcosa su cui ragionare. Ma questo film mi ha invece sorpreso notevolmente.
Mettendo in secondo piano tutta la parte relativa ai mostri e agli effetti speciali, che certamente non è delle migliori, quello che più colpisce è l'attenzione riservata all'aspetto umano: la maggior parte delle persone che troviamo nel film sono quasi degli stereotipi non indagati psicologicamente fino in fondo, vedi la pseudo sensitiva che riesce a convincere gran parte di coloro che si trovano nel supermarket delle sue idee, i classici personaggi stupidamente incuranti del pericolo che sfidano la nebbia e quello che contiene, e che naturalmente non sopravvivono, il padre che cerca in tutti i modo di salvare e proteggere il figlio. L'insieme creato da questi personaggi però è perfetto, riusciamo a vedere molte piccole sfumature del comportamento umano, che a volte a dire la verità preferiremmo non conoscere: la lotta per la sopravvivenza, il bisogno naturale di aggrapparsi ad ogni più minima speranza nelle difficoltà, lo spirito di aggregazione e, forse di più, quello di distruzione. Più che di mostri fisici concreti in questo film si parla di mostri interiori, quelli che tutti abbiamo e che in momenti drammatici si presentano in tutta la loro violenza. La scena dell'uccisione del giovane militare, ucciso quasi come una vittima sacrificale per espiare le colpe di tutta un'umanità e per placare la collera divina, ne è un esempio, così come anche l'uccisione della "predicatrice", scena la quale, nonostante risulti molto gradita agli occhi dello spettatore, che non proabilmente non sopporta più quella pazza che urla cose insensate, fa capire come in queste occasioni ognuno possa diventare un assassino.
E questi mostri poi? Dovuti a cosa? Anch'essi dovuti all'uomo, come ci dirà durante il film il militare.
E poi il finale, da un lato assurdo e scioccante, ma dall'altro degno di un film tutto giocato sull'aspetto psicologico.
Film da vedere sicuramente, cha fa pensare.
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[+] salvare e proteggere il figlio ????
(di supersimi665)
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[+] supersimi665..chi è il p****?
(di noxaro)
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gus da mosca
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sabato 24 maggio 2008
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e' la cosa piu' orribile cha abbia mai visto !!
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Un dramma sulle pulsioni della psicologia di massa, tra impotenza razionale ed autodifesa irrazionale, raccontato riutilizzando le piu' celebri situazioni da B-movie . Inaspettate e fulminanti immagini riproposte dai piu' classici horror-movies di serie B (iniziando con la locandina della "Cosa" di Carpenter), sono alternate a lunghe sequenze, drammatizzate attraverso i dialoghi ed i piani di fuoco della ripresa. Non fatevi distrarre o deludere dagli effetti speciali intenzionalmente da baraccone (insetti con la dentiera?!), qui ci si limita alla citazione, calcando la mano per separarla nettamente dal contesto del film, per poi lasciare subito tutto lo spazo alle battute. Non si vuole spaventare lo spettatore, ma chiamarlo a fare psicanalisi del gruppo: fargli scegliere con chi stare, fargli cambiare piu' volte schieramento, durante un film che usa le parole per creare tensione e le scene pseudo-horror per attenuarla.
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Un dramma sulle pulsioni della psicologia di massa, tra impotenza razionale ed autodifesa irrazionale, raccontato riutilizzando le piu' celebri situazioni da B-movie . Inaspettate e fulminanti immagini riproposte dai piu' classici horror-movies di serie B (iniziando con la locandina della "Cosa" di Carpenter), sono alternate a lunghe sequenze, drammatizzate attraverso i dialoghi ed i piani di fuoco della ripresa. Non fatevi distrarre o deludere dagli effetti speciali intenzionalmente da baraccone (insetti con la dentiera?!), qui ci si limita alla citazione, calcando la mano per separarla nettamente dal contesto del film, per poi lasciare subito tutto lo spazo alle battute. Non si vuole spaventare lo spettatore, ma chiamarlo a fare psicanalisi del gruppo: fargli scegliere con chi stare, fargli cambiare piu' volte schieramento, durante un film che usa le parole per creare tensione e le scene pseudo-horror per attenuarla. Inevitabilmente oggetto di curiosita' per i ragazzini patiti di mostriciattoli (ma per questo ben presto delusi), questo film diventera' noto tra gli appassionati di cinema, per aver ridiscusso nel secondo millennio i temi di fondo piu' classici del B-movie americano (da Siegel a Carpeter), con lo stesso linguaggio, anzi con uno sberleffo a tratti tragicomico. La recitazione piuttosto scolastica e' ampiamente compensata da un uso eccelso di silenzi e musica e dalle dissolvenze al nero, che separarno il film in tempi, come una piece teatrale. Sicuramente da vedere.
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[+] la nebbia....
(di tabula rasa elettrificata)
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[+] upside-down...
(di tabula rasa elettrificata)
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(di gus da mosca)
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[+] matinee' di joe dante, l'altro omaggio al b-movie
(di gus da mosca)
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[+] la doppiatrice della sig.na carmody
(di luca)
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(di andy )
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[+] l'umanita' e' fondalmentalmente stupida ?
(di gus da mosca)
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[+] mastro_carbonaris
(di mastro_carbonaris)
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maximo
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sabato 11 ottobre 2008
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coinvolti e sconvolti dalla nebbia
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Provincia americana. Quella che più ci piace quando viene messo in scena questo genere di film. E quella che più ci spaventa: il supermercato del paese, il bar che è anche farmacia dietro al bancone, i fuoristrada americani, le emormi case in riva al lago con il porticciolo privato e alberi secolari in giardino. Proprio loro con le loro persone, cittadini normali, vengono coinvolti e sconvolti da questa ondata di nebbia misteriosa. In un paese così basta poco a scatenare il panico. Prima un assaggio di tempesta crea l'emergenza, poi la nebbia cala e chi abbiamo vicino sarà inevitabilmente il nostro compagno in questa disavventura "ai confini della realtà": tentacoli, ragnatele, veleno e pungiglioni, di tutte le misure.
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Provincia americana. Quella che più ci piace quando viene messo in scena questo genere di film. E quella che più ci spaventa: il supermercato del paese, il bar che è anche farmacia dietro al bancone, i fuoristrada americani, le emormi case in riva al lago con il porticciolo privato e alberi secolari in giardino. Proprio loro con le loro persone, cittadini normali, vengono coinvolti e sconvolti da questa ondata di nebbia misteriosa. In un paese così basta poco a scatenare il panico. Prima un assaggio di tempesta crea l'emergenza, poi la nebbia cala e chi abbiamo vicino sarà inevitabilmente il nostro compagno in questa disavventura "ai confini della realtà": tentacoli, ragnatele, veleno e pungiglioni, di tutte le misure. Verrebbe facile e istintivo pensare che sia questo il male peggiore, ma presto ci accorgiamo che il peggio è nella nostra natura di essere umani e la vera nebbia è nella nostra testa. Chi lascia che si sacrifichi un ragazzino imprudente. Chi non vuole rischiare per salvare la vita ad un infortunato. Chi non vuole credere nemmeno di fronte all'evidenza. Chi interpreta ogni fatto secondo le Antiche Scritture e corrompe le menti altrui. Chi è disposto a seguire la massa e rinuncia a pensare con la propria testa. Grazie a questi inconvenienti, il film raggiunge dei picchi di tensione straordinaria, mai gratuita come facilmente accade nei thriller di serie b. Una tensione che mi ha ricordato il sapore de Gli Uccelli di Hitchcock: una catastrofe inaspettata e imprevedibile che si abbatte su persone comuni e mette tutto in discussione. La pellicola riesce a mantenersi nel perfetto equilibrio tra ritmo televisivo e film catastrofico. Certo se si fosse trattato di un film tv le pause sarebbero state più accentuate e gli effetti speciali meno efficaci, ma non dubitiamo affatto del suo potenziale. Ogni sequenza affronta una tematica sempre diversa e mai banale o ripetitiva. Il regista ci guida per mano tra i corridoi del supermercato dove aleggia la paura, quasi fossimo diventati cittadini di questa comunità. All'interno del folto gruppo di persone solo una decina si distingue chiaramente, e grazie alla fiorita caratterizzazione dei personaggi è inevitabile il nostro schieramento al suo interno. Le due ore del film sono necessarie per poter risolvere tutte le situazioni e non lasciare in sospeso alcun dubbio. Nessun mistero viene lasciato inspiegato, nemmeno alla fine quando rimaniamo col fiato sospeso in attesa dell'epilogo, quasi terrorizzati all'idea che questo non giunga ma rimanga nella nebbia. Invece l'epilogo arriva e come! E a quel punto avremmo preferito vagare nella nebbia piuttosto che vedere. Non per gusto, ma per cuore.
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[+] bene
(di liberty valance)
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everlong
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sabato 29 gennaio 2011
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apocalissi interiore
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Moderna apocalissi, tragica e cinica ma fortemente attuale e realistica. Questo film davvero ben fatto trae spunto da una sorta di olocausto fantascientifico (neanche troppo "fanta" in realtà) per sguainare una feroce critica alle dinamiche economiche, religiose e politiche che regolano, o meglio, manipolano i rapporti e le relazioni tra le persone. Mette in evidenza, in maniera piuttosto efficace, come spesso economia, religione e soprattutto politica facciano leva sulla costruzione del terrore e della paura per poter manipolare meglio i comportamenti e le azioni degli individui, siano essi volti al consumo, al voto, al consenso o alla fede. Da qui si innesca una spirale dell'involuzione che trasforma gli esseri umani in prede facili se indotti ad esercitare i loro istinti più atavici (paura in primis) da qualsivoglia forma di potere.
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Moderna apocalissi, tragica e cinica ma fortemente attuale e realistica. Questo film davvero ben fatto trae spunto da una sorta di olocausto fantascientifico (neanche troppo "fanta" in realtà) per sguainare una feroce critica alle dinamiche economiche, religiose e politiche che regolano, o meglio, manipolano i rapporti e le relazioni tra le persone. Mette in evidenza, in maniera piuttosto efficace, come spesso economia, religione e soprattutto politica facciano leva sulla costruzione del terrore e della paura per poter manipolare meglio i comportamenti e le azioni degli individui, siano essi volti al consumo, al voto, al consenso o alla fede. Da qui si innesca una spirale dell'involuzione che trasforma gli esseri umani in prede facili se indotti ad esercitare i loro istinti più atavici (paura in primis) da qualsivoglia forma di potere. Nel terrore siamo più controllabili, più gestibili e più manipolabili, perché siamo spinti a chiedere che il potere venga esercitato in ogni sua forma per riportare stabilità e tranquillità. La prima paura è proprio quella di cambiare, perché siamo troppo convinti dall'abitudine e dalla manipolazione che lo status quo sia meglio, sia preferibile. Pur di credere questo, siamo capaci di negare l'evidenza, di mentire a noi stessi e di lasciarci abbindolare dalla spiegazione più semplice, più banale ma anche più rassicurante. Nelle società il male non è così individuabile come negli insetti giganti e mostruosi che infestano la città, ma anche questo dettaglio è il film stesso a sottolinearlo, in quanto la bestia si cela nella nebbia: sai che c'è ma non sai dove né quando attaccherà; sai che c'è ma non puoi vederla. La nebbia oscura tutto ciò che non deve essere visto. E' questo che sembra suggerirci questo horror un po' sui generis ma dal grande impatto emotivo, fortemente legato ad una sceneggiatura davvero ben scritta. Nonostante la fragilità dell'animo umano emerga in tutta la sua ineluttabilità, in un percorso a ritroso che giunge fino alla radici dell'odio (quasi automatico è il confronto con i moderni conflitti bellici e sociali che attraversano le nostre società), una luce di speranza permane, seppur nella tragedia, nel cinismo e nella devastazione. Una speranza che però va inseguita fino all'ultimo bagliore, con forza, tenacia e resistenza, senza lasciarsi sopraffare dalle dimensioni del mostro che noi stessi abbiamo creato. Un mostro che ha origine all'interno ma che si manifesta al di fuori e intorno a noi; un mostro subdolo, che punta su ignoranza e pregiudizio e che spesso si nasconde nella "nebbia".
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.bree
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mercoledì 27 luglio 2011
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the mist, cosa si nasconde nella nebbia?
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Il protagonista, David, vive con sua moglie e suo figlio Billy in una tranquilla villetta in periferia, tanto che l'unica cosa che li distoglie dalla loro allegra felicità è uno strano e violento temporale che si abbatte una notte sulla loro abitazione e su quelle vicine. Il giorno seguente David e Billy si recano al supermercato, quando nei dintorni si diffonderà una fittà nebbia, che li costringerà a restare lì. Dopo varie rivelazioni sconvolgenti, i reclusi al supermarket non possono far altro che lasciarsi prendere dal panico e citare versi della Bibbia, affiché li confortino. La pellicola, trasposizione cinematografica del racconto di Stephen King 'La nebbia', contenuto nella raccolta 'Scheletri', è fedele al testo e spaventa come se non più del libro.
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Il protagonista, David, vive con sua moglie e suo figlio Billy in una tranquilla villetta in periferia, tanto che l'unica cosa che li distoglie dalla loro allegra felicità è uno strano e violento temporale che si abbatte una notte sulla loro abitazione e su quelle vicine. Il giorno seguente David e Billy si recano al supermercato, quando nei dintorni si diffonderà una fittà nebbia, che li costringerà a restare lì. Dopo varie rivelazioni sconvolgenti, i reclusi al supermarket non possono far altro che lasciarsi prendere dal panico e citare versi della Bibbia, affiché li confortino. La pellicola, trasposizione cinematografica del racconto di Stephen King 'La nebbia', contenuto nella raccolta 'Scheletri', è fedele al testo e spaventa come se non più del libro. Scene macabre, abominevoli e di suspance si alterneranno in un vortice che afferrerà lo spettatore, per poi rilasciarlo nel cruento quanto sconvolgente finale.
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