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gianleo67
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lunedì 20 febbraio 2012
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de palma insolito e sperimentale
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Un De Palma insolito e sperimentale in un apologo sulla crisi dei valori che in tempo di guerra viene drammaticamente esasperata.
Prosegue anche qui comunque nella sua personalissima interpretazione della settima arte come strumento di rappresentazione che si auto rappresenta (una cifra assolutamente riconoscibile in tutte le sue opere da Greetings in poi), declinata secondo le forme piu' attuali della comunicazione di massa: caleidoscopio di punti di vista che si frammentano e rifraggono sui molteplici schermi dentro lo schermo. Manca certo di tensione drammatica ma ciò può non essere un limite.
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osteriacinematografo
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lunedì 6 febbraio 2012
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le atrocità di una guerra inutile
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Samarra, Iraq. Corre l’anno 2006. Un gruppo di cinque soldati americani trascorre giorni di noia mista a tensione rimbalzando fra la base militare, i posti di blocco e piccole missioni. In una notte infame, sotto l’effetto misto di alcool e droghe, quattro di loro fanno irruzione in un’abitazione irachena. Mentre McCoy ammonisce i compagni a riguardo, restando a guardare senza intervenire, Salazar filma due suoi commilitoni stuprare una ragazzina di 14 anni, ucciderla con un colpo alla testa e darle fuoco, per poi sterminare il resto della sua famiglia.
Brian de Palma torna ad affrontare il tema dei soprusi compiuti dai militari in tempo di guerra, 18 anni dopo “Vittime di guerra”, film in cui raccontava lo stupro collettivo e l’assassinio -da parte di cinque soldati americani- di una ragazza vietnamita.
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Samarra, Iraq. Corre l’anno 2006. Un gruppo di cinque soldati americani trascorre giorni di noia mista a tensione rimbalzando fra la base militare, i posti di blocco e piccole missioni. In una notte infame, sotto l’effetto misto di alcool e droghe, quattro di loro fanno irruzione in un’abitazione irachena. Mentre McCoy ammonisce i compagni a riguardo, restando a guardare senza intervenire, Salazar filma due suoi commilitoni stuprare una ragazzina di 14 anni, ucciderla con un colpo alla testa e darle fuoco, per poi sterminare il resto della sua famiglia.
Brian de Palma torna ad affrontare il tema dei soprusi compiuti dai militari in tempo di guerra, 18 anni dopo “Vittime di guerra”, film in cui raccontava lo stupro collettivo e l’assassinio -da parte di cinque soldati americani- di una ragazza vietnamita.
Le informazioni che filtrano dall’esercito, passate al vaglio, filtrate, “redacted”, o per meglio dire censurate, non riportano ufficialmente la notizia dell’eccidio di Samarra, e così il regista del New Jersey, interessato alla vicenda, raccoglie dati a riguardo utilizzando i nuovi media on line, che gli consentono così di reperire numerose testimonianze e di ricostruire i fatti reali dell’epoca.
De Palma utilizza le fonti stesse per mettere in scena “Redacted”: le riprese del soldato Salazar, un documentario francese, i video di youtube, i blog e i siti in cui scorrono le testimonianze delle mogli dei soldati, i video dei soldati di ritorno in patria, le tv e i siti web islamici ricompongono coralmente la vicenda in una successione serrata e impietosa verso coloro che l’hanno posta in essere.
Il film ha una struttura particolare, che non riesce a tenere una giusta tensione per tutti i novanta minuti, ma forse lo scopo di De Palma era semplicemente quello di fornire il suo punto di vista nell’atto di ripristino dell’ignobile episodio, una prospettiva di stampo giornalistico sulle miriadi di frammenti crudi e grezzi reperiti nel web.
La rete si dimostra quindi un mezzo straordinario per far si che l’informazione circoli su canali alternativi rispetto a quelli consueti, per far si che le notizie siano per lo meno interpretabili e abbiano più punti di vista, per obbligare i mass media consolidati a fare per lo meno attenzione ai gradi di censura con cui spesso stratificano e mascherano l’informazione stessa. Meno il mezzo subirà regolamentazioni, barriere architettoniche, civilizzazioni o limitazioni, e più il medesimo manterrà un sufficiente grado di arbitrio e libertà, la stessa libertà che ha concesso l’emersione di un delitto atroce, destinato altrimenti a restare sepolto sotto le valanghe di sabbia dell’esercito americano in Iraq.
Vorrei infine porre l’attenzione sul personaggio interpretato da Kel O’neill: Gabe Blix -infatti- somiglia molto, nei suoi atteggiamenti intellettuali, riflessivi, introspettivi, al soldato Joker (Matthew Modine) di “Full Metal Jacket”.
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paride86
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sabato 31 dicembre 2011
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inferiore alle mie aspettative
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Un inedito Brian De Palma è quello che emerge da Redacted: abbandonati tutti i fronzoli holywoodiani, i sapori noir e misteriosi, lo ritroviamo a girare un piccolo film sperimentale sulla guerra in Iraq.
Interessante e incisivo nelle intenzioni, delude un po' nello svolgimento, restando incastrato nella sua logica apodittica e dimostrativa.
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teofrasto
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domenica 4 settembre 2011
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non basta l'impegno
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Meritevole e coraggioso film di De Palma che racconta una storia scomoda: una stella in più quindi ad un film che ha il valore di denuncia. Il film non ha però praticamente sceneggiatura e anche se motivato dal fatto che vuole ricreare una situazione realistica, alla lunga si fa grande fatica a seguire. Il cliché del documento filmato da uno dei protagonisti è ormai strausato e oggi non può più fare effetto dopo ben altro utilizzo fatto in altri film. Questo espediente è motivato in questo caso, però rende la regia e la costruzione filmica inutilmente pesante. E' un susseguirsi di immagini in stile documenti, per far capire cosa avviene nel mondo, ma il risultato è troppo frammentario e poco coinvolgente, nonostante la gravità e la drammaticità di ciò che viene denunciato.
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Meritevole e coraggioso film di De Palma che racconta una storia scomoda: una stella in più quindi ad un film che ha il valore di denuncia. Il film non ha però praticamente sceneggiatura e anche se motivato dal fatto che vuole ricreare una situazione realistica, alla lunga si fa grande fatica a seguire. Il cliché del documento filmato da uno dei protagonisti è ormai strausato e oggi non può più fare effetto dopo ben altro utilizzo fatto in altri film. Questo espediente è motivato in questo caso, però rende la regia e la costruzione filmica inutilmente pesante. E' un susseguirsi di immagini in stile documenti, per far capire cosa avviene nel mondo, ma il risultato è troppo frammentario e poco coinvolgente, nonostante la gravità e la drammaticità di ciò che viene denunciato. Inspiegabile premio alla regia, a volte sembra che si premino più i contenuti che l'esecuzione tecnica di un film.
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doni64
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martedì 21 settembre 2010
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film documentario di guerra
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E' solo un documentario sulla guerra girato interamente con una mini telecamera a mano.Nel complesso un filmato certamente costruito che fa luce su alcune realta' delle zone di guerra.Voto 5+
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nerazzurro
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martedì 21 settembre 2010
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il vero stupro e la guerra.
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Un'altro film denuncia che stavolta ha davvero scosso e terrorizzato lo spettatore. Se con Vittime di guerra mi ero commosso qui sono rimasto allucinato dal realismo espresso da de palma. Non potendo prendere le vere immagini ha dovuto rigirarlo in ex novo, e tutto cosi reale specialmente nel finale, quando vengono mostrate le foto sulla guerra in Iraq.
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scofields
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lunedì 28 dicembre 2009
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angosciante
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Goduria che si consuma piano piano..Complimenti Brian!
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ggg414
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lunedì 6 luglio 2009
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un pugno in gola
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Non ci sono parole per descrivere questo film, non per la sua bellezza, ma per la sensazione di vuoto, di nulla che ti lascia la sua visione; certe storie, certe scene non si commentano, non per pararsi dietro un dito, affermando che la guerra è guerra, ma perchè i commenti sarebbero superflui di fronte agli errori che dal presidente Bush fino ad ogni singolo soldato che si è trovato lì, innocente ma omertoso, sono stati commessi. Ci si rende conto, grazie a un De Palma mai così crudo e sincero, che l'Iraq non è altro che un altro Vietnam, ci si rende conto che si persevera negli stessi errori della storia e probabilmente sapendo di sbagliare, ci si rende conto che queste guerre sono faide travestite da guerre sante, ci si rende conto che in guerra non i fa altro che legalizzare il massacro e il genocidio.
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elvis shot jfk
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martedì 17 febbraio 2009
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delusione
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da uno come De Palma sinceramente mi sarei aspettato qualcosa di molto meglio. dialoghi e interviste scontate, luoghi comuni a non finire, personaggi scontati (vedi i 2 soldati razzisti, stupidi e senza cuore che non fanno altro che guardare giornaletti porno e dire "beduini del ca**o!" contro il bravo soldato che tornato a casa e si pente di non aver fatto nulla x evitare lo stupro e piange....). un film che non dice NULLA DI NUOVO e che non fa che ripetere le solite cose già dette e ridette.......l'idea della telecamera a mano non è male peccato che dopo un pò diventa pesante e si capisce che è clamorosamente finta. DAVVERO BELLA L'INTRODUZIONE DEL LIBRO CHE VIENE LETTA.
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filippaccio
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lunedì 12 gennaio 2009
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insert coin
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Un docu-film che racconta una volta in piu' gli orrori della guerra. Camera in presa diretta e filmati degli stessi marines che si improvvisano a loro volta piccoli registi. Di taglio giornalistico, un film che vuole raccontare le nuove guerre, i nuovi soldati, i nuovi terroristi.....Tutti vittime dell'uomo e della sua stupidità. A parte la solita retorica, la guerra è raccontata bene, come in un videogame un gioco stanco in cui ogni tanto qualcuno perde una vita e un gettone da rimettere per riprendere a giocare, tecnologia e polvere, noia, paura, cinismo e cattiveria....Come vincerla questa noia? Stuprando e ammazzando una bambina e una famiglia! Chi denuncia e' un traditore, chi ha commesso il fatto e' un povero ragazzo lontano da casa in una terra ostile che sta difendendo la propria nazione.
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Un docu-film che racconta una volta in piu' gli orrori della guerra. Camera in presa diretta e filmati degli stessi marines che si improvvisano a loro volta piccoli registi. Di taglio giornalistico, un film che vuole raccontare le nuove guerre, i nuovi soldati, i nuovi terroristi.....Tutti vittime dell'uomo e della sua stupidità. A parte la solita retorica, la guerra è raccontata bene, come in un videogame un gioco stanco in cui ogni tanto qualcuno perde una vita e un gettone da rimettere per riprendere a giocare, tecnologia e polvere, noia, paura, cinismo e cattiveria....Come vincerla questa noia? Stuprando e ammazzando una bambina e una famiglia! Chi denuncia e' un traditore, chi ha commesso il fatto e' un povero ragazzo lontano da casa in una terra ostile che sta difendendo la propria nazione....Roba da psichiatria! Un'esplosione richiama di nuovo l'attenzione, un'altra vita persa, insert coin....La guerra continua a vivere....
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