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massimiliano di fede
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mercoledì 4 giugno 2008
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il lato buono di gengis khan
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Un bellissimo film, dove i distesi paesaggi la fanno da padrona. Un film che basa la Sua ruscita da una formidabile regia e un montaggio impeccabile. Ricostruire l'inizio della storia di uno dei Khan più sanguinari della storia è, stata una scelta coraggiosa da parte del Regista russo Bodrov. Il piccolo Temudgin, deve affrontare fin da piccolo la dolorosa realtà della perdita del padre ma, deve anche salvarsi da chi lo vuole morto per non prendere il posto del padre che era un Khan. Il piccolo Temudgin diventa grande ma la sua sete di vendetta non si è placata e, con molta pazienza e affrontando altri eventi tragici, diventa il famosissimo e temutissimo Gengis Khan.
La prova degli attori è molto notevole sopratutto di Tadanobu Asano, che interpreta il futuro Gengis Khan, attore molto famoso in Giappone, definito come il Johnny Depp del Sol Levante.
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Un bellissimo film, dove i distesi paesaggi la fanno da padrona. Un film che basa la Sua ruscita da una formidabile regia e un montaggio impeccabile. Ricostruire l'inizio della storia di uno dei Khan più sanguinari della storia è, stata una scelta coraggiosa da parte del Regista russo Bodrov. Il piccolo Temudgin, deve affrontare fin da piccolo la dolorosa realtà della perdita del padre ma, deve anche salvarsi da chi lo vuole morto per non prendere il posto del padre che era un Khan. Il piccolo Temudgin diventa grande ma la sua sete di vendetta non si è placata e, con molta pazienza e affrontando altri eventi tragici, diventa il famosissimo e temutissimo Gengis Khan.
La prova degli attori è molto notevole sopratutto di Tadanobu Asano, che interpreta il futuro Gengis Khan, attore molto famoso in Giappone, definito come il Johnny Depp del Sol Levante.
4 stelle ampiamente meritate. Massimiliano Di Fede
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giovedì 29 maggio 2008
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un khan da fiaba
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Gengis Khan visto con occhi diversi da quelli con cui abbiamo sempre guardato questa leggenda millenaria. Non è il Signore Universale, vandalo spietato a cui siamo abituati, ma Temujin, un bambino che ascolta i consigli del padre, un adolescente costretto a fuggire dai nemici, un giovane che sfida chiunque per riavere la sua adorata compagna.
Questa è la storia che Sergei Bodrov, già candidato all’Oscar per Il prigioniero del Caucaso, descrive sullo schermo. Due ore piene di sentimenti e paesaggi meravigliosi, accompagnati da una musica spirituale. Una storia epica, in cui tutto sembra essere deciso dal fato e che proprio per questo non ha bisogno di lunghe spiegazioni per ogni scena, né di una sceneggiatura particolareggiata.
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Gengis Khan visto con occhi diversi da quelli con cui abbiamo sempre guardato questa leggenda millenaria. Non è il Signore Universale, vandalo spietato a cui siamo abituati, ma Temujin, un bambino che ascolta i consigli del padre, un adolescente costretto a fuggire dai nemici, un giovane che sfida chiunque per riavere la sua adorata compagna.
Questa è la storia che Sergei Bodrov, già candidato all’Oscar per Il prigioniero del Caucaso, descrive sullo schermo. Due ore piene di sentimenti e paesaggi meravigliosi, accompagnati da una musica spirituale. Una storia epica, in cui tutto sembra essere deciso dal fato e che proprio per questo non ha bisogno di lunghe spiegazioni per ogni scena, né di una sceneggiatura particolareggiata. Molte immagini sembrano rimandare a Il gladiatore (la vendetta dopo la caduta, la camminata tra i soldati) e a Trecento (nei combattimenti sanguinosi).
Nel film la figura di Gengis Khan viene riabilitata. Sarà perché i finanziamenti arrivano soprattutto dalla Mongolia - dove il Guerriero è considerato il fondatore della nazione, e nelle cui steppe infinite, in luoghi lontani 18 ore di macchina dal primo centro abitato, è avvenuta la ripresa della maggior parte delle scene; sarà perché il racconto si ferma alla presa del potere, all’alba del regno - il regista infatti ha già pensato a un sequel.
Quel che è certo è che la vita di questo condottiero del 1200 ha sempre affascinato (si veda Gengis Khan il Conquistatore, di Henry Levin, 1965) e continuerà a farlo (uscirà tra poco da noi Gengis Khan il re della steppa, del giapponese Shinichiro Sawai, che sarà da non perdere).
E se Mongol è candidato all’Oscar come miglior film straniero, questo lo si deve essenzialmente alla capacità degli autori di immergere la storia reale (o quasi) di un uomo in un’atmosfera esoterica e religiosa, in cui magistralmente si muove l’attore protagonista (già grande in Zatoichi, di Takeshi Kitano), Tadanobu Asano.
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tony montana
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domenica 14 novembre 2010
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crepuscolare kolossal sul grande condottiero
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Il piccolo Temujin è figlio di un potente Khan di una tribù di Mongoli. Quando suo padre muore dopo esser stato avvelenato dal membro di una tribù rivale, Temujin è coinvolto nelle sanguinarie lotte per il potere. Fuggirà, diverrà fratello di un ragazzo destinato a diventare Khan, si sposerà, ma un giorno dovrà affrontare il suo fratello in una violentissima battaglia, per vedere chi diverrà il Grande Khan dei mongoli. Questa battaglia forgerà l’anima di Temujin trasformandolo nel Signore Universale, Gengis Khan…
Aperta parentesi tonda, se credete di avere a che fare con il kolossal che rappresenta un tiranno sanguinario maniaco delle battaglie avete sbagliato film.
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Il piccolo Temujin è figlio di un potente Khan di una tribù di Mongoli. Quando suo padre muore dopo esser stato avvelenato dal membro di una tribù rivale, Temujin è coinvolto nelle sanguinarie lotte per il potere. Fuggirà, diverrà fratello di un ragazzo destinato a diventare Khan, si sposerà, ma un giorno dovrà affrontare il suo fratello in una violentissima battaglia, per vedere chi diverrà il Grande Khan dei mongoli. Questa battaglia forgerà l’anima di Temujin trasformandolo nel Signore Universale, Gengis Khan…
Aperta parentesi tonda, se credete di avere a che fare con il kolossal che rappresenta un tiranno sanguinario maniaco delle battaglie avete sbagliato film. Gengis Khan, è stato, ovviamente uno dei più spietati guerrieri che siano mai stati concepiti, ma diciamolo, probabilmente non era così crudele com’è descritto nei libri di storia. Innanzitutto, MONGOL ( a dispetto del titolo in italiano MONGOL - LA VERA STORIA DÌ GENGIS KHAN ), racconta l’ascesa al potere di questo gran signore, non tutta la sua vita, e si incentra soprattutto sulla figura dell’amore intenso fra Temujin e Borte, la sua bellissima moglie. Inoltre è approfondita la sua sanguinaria lotta per riunire tutti i mongoli nell’impero che sarebbe diventato poi. Condottiero, imperatore e guerriero visionario e crudele, il Gengis Khan nato dalla sceneggiatura di Bodrov, è più umano ( e probabilmente più realistico ). Film dalla scenografia naturale straordinaria, fotografia eccezionale, cupo visto che nel film è stato utilizzato il solo ausilio della luce naturale ottenendo così un’impressionante realismo. Il film si concede a brevi sequenze sulle scenografie naturali, a citazioni alla mitologia pellerossa e a jump cut che attraversano anni e luoghi e ottime scene di battaglie, crude, violente e ben dirette. Dopo una prima parte dedicata ai mongoli guerrieri-pastori, il kolossal si comincia a sentire nella seconda parte, da quando Temujin viene fatto schiavo e tutto culmina nella battaglia conclusiva, degna di capolavori di Ridley Scott oppure di Oliver Stone. MONGOL è una buona lezione di storia, uno dei film più belli mai realizzati.
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