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fabiomoro
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martedì 12 aprile 2011
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non solo la guerra di charlie wilson
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Che film straordinario!! Diverte ed emoziona, pur facendo riflettere. Bravissimi gli attori (Hoffman su tutti); intelligenti, divertenti, sarcastici ed ironici i dialoghi. Ho letto alcuni dei commenti dei detrattori del film e ritengo che spesso perdano di vista quello che inanzitutto un film deve fare: emozionare (dove l'emozione è qualsiasi sentimento diverso dalla noia!!). Se poi vogliamo parlare dell'importanza di ciò che viene trattarto nel film (la guerra in tutta la sua crudezza e crudeltà e gli enormi costi di denaro e vite che richiede) dobbiamo dire che, se è vero quello che ci viene raccontato, al sig. Wilson bisogna davvero fare un monumento per avere contribuito indirettamente ma attivamente alla fine della guerra fredda e alla fine della minaccia nucleare che quest'ultima si portava dietro.
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Che film straordinario!! Diverte ed emoziona, pur facendo riflettere. Bravissimi gli attori (Hoffman su tutti); intelligenti, divertenti, sarcastici ed ironici i dialoghi. Ho letto alcuni dei commenti dei detrattori del film e ritengo che spesso perdano di vista quello che inanzitutto un film deve fare: emozionare (dove l'emozione è qualsiasi sentimento diverso dalla noia!!). Se poi vogliamo parlare dell'importanza di ciò che viene trattarto nel film (la guerra in tutta la sua crudezza e crudeltà e gli enormi costi di denaro e vite che richiede) dobbiamo dire che, se è vero quello che ci viene raccontato, al sig. Wilson bisogna davvero fare un monumento per avere contribuito indirettamente ma attivamente alla fine della guerra fredda e alla fine della minaccia nucleare che quest'ultima si portava dietro.
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rescart
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sabato 20 marzo 2010
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sesso alcol e rock & roll in salsa afgana
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Mentre il neo eletto Ronald Reagan è in tutt'altre faccende affacendato sul fronte iraniano, alleato con gli iracheni di Saddam; più a nord, in Afghanistan, i russi fanno quello che vogliono sulla popolazione inerme e i campi profughi pakistani si gonfiano di una marea umana. Uno stranamente umano generale Zia ha pietà di loro, ma il vero problema è che rappresentano una bomba sociale innescata contro il suo regime di usurpatore, assassino politico di Bhutto. Pur di ammazzare un po' di russi rossi la sesta donna più ricca del Texas, interpretata da Julia Roberts, non esista a definire tale omicidio cosa buona giusta. E' lei la chiave, in tutti i sensi, per alimentare il flusso di soldi americani che finanzieranno la guerra di Charlie Wilson, un deputato ubriacone che convincerà il Senato americano a stanziare un miliardo di dollari l'anno fino alla definitiva sconfitta degli oppressori russi.
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Mentre il neo eletto Ronald Reagan è in tutt'altre faccende affacendato sul fronte iraniano, alleato con gli iracheni di Saddam; più a nord, in Afghanistan, i russi fanno quello che vogliono sulla popolazione inerme e i campi profughi pakistani si gonfiano di una marea umana. Uno stranamente umano generale Zia ha pietà di loro, ma il vero problema è che rappresentano una bomba sociale innescata contro il suo regime di usurpatore, assassino politico di Bhutto. Pur di ammazzare un po' di russi rossi la sesta donna più ricca del Texas, interpretata da Julia Roberts, non esista a definire tale omicidio cosa buona giusta. E' lei la chiave, in tutti i sensi, per alimentare il flusso di soldi americani che finanzieranno la guerra di Charlie Wilson, un deputato ubriacone che convincerà il Senato americano a stanziare un miliardo di dollari l'anno fino alla definitiva sconfitta degli oppressori russi. Peccato che molto di quel denaro si fermerà in Pakistan e finirà nelle tasche di Zia che così prenderà due piccioni con una fava. Ma questo non è stato forse vero anche per gli americani che oltre a liberare l'Afghanistan liberarono i russi dal conunismo? Il ragionamnto non fa una grinza, ma solo se si è convinti che i principi e i valori che erano dietro la rivoluzione d'ottobre possono svanire per una semplice disfatta militare. Che poi non fu neppure una Waterloo.
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tommynini
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martedì 16 marzo 2010
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stinger
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ottimo film solo per gli appassionati di storia e di politica americana.interpretato benissimo ,in particolare da seymour hoffman gia' premio oscar per truman capote.julia roberts impersona la classica miliardaria texana evangelica ed interventista con ironia.e'la vera vicenda dell'afghanistan invaso dai russi poi portato alla vittoria dagli stanziamenti americani in fatto di armi.colpisce la differenza tra la nostra politica e quella americana con quel tratto tipicamente yankee.manca forse un po' di pathos,ma il realismo di come siano andate le cose e' perfetto.ottime immagini di repertorio ed un inedito coinvolgimento di israele,egitto,arabia saudita accomunati dal nostro deputato nella guerra ai sovietici che sancira'il crollo dell'urss.
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ottimo film solo per gli appassionati di storia e di politica americana.interpretato benissimo ,in particolare da seymour hoffman gia' premio oscar per truman capote.julia roberts impersona la classica miliardaria texana evangelica ed interventista con ironia.e'la vera vicenda dell'afghanistan invaso dai russi poi portato alla vittoria dagli stanziamenti americani in fatto di armi.colpisce la differenza tra la nostra politica e quella americana con quel tratto tipicamente yankee.manca forse un po' di pathos,ma il realismo di come siano andate le cose e' perfetto.ottime immagini di repertorio ed un inedito coinvolgimento di israele,egitto,arabia saudita accomunati dal nostro deputato nella guerra ai sovietici che sancira'il crollo dell'urss.peccato che solo alla fine ci siano i prodromi dell'integralismo talebano che conquistera' la regione.da un punto di vista storico manca la figura di bin laden gia' allora uno dei capi della rivolta dei mhujaedin e amico e sodale degli americani.ma si sa che la censura in qualunque parte del mondo e' di moda!!!
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don64
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lunedì 1 marzo 2010
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film..realta'
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Film sul problema della guerra ambientato negli anni 80, tratto da una storia realmente o similmente accaduta.La trama molto godibile, prende lo spettatore per trascinarlo per tutta la durata del film che nel complesso e' piacevole,interessante,importante e a mio parere bello.Voto 8
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frenky 90
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lunedì 27 luglio 2009
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la guerra di charlie wilson?
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Provate a chiedere in giro di Charlie Wilson. In pochissimi sanno chi sia e quale sia la sua storia. Una pagina di storia, americana ma assolutamente non solo, poco conosciuta che questo film ha il merito di (ri-?) portare in auge nel nostro tempo. Incredibile storia, non c'è che dire, ciò indubbiamente basta per giustificare un racconto cinematografico, che però non per questo dev'essere celebrativo. Il film non lo è, punta soprattutto sull'ironia della satira politica e la leggerezza alquanto ingiustificata del clima, ma si intuisce una certa ammirazione per il personaggio da parte di attori, staff, regia e produzione con la Paramount in testa, che lo definisce un politico schietto e sincero come pochi e che nutre una simile ammirazione per la dedizione alla causa considerata giusta della Herring.
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Provate a chiedere in giro di Charlie Wilson. In pochissimi sanno chi sia e quale sia la sua storia. Una pagina di storia, americana ma assolutamente non solo, poco conosciuta che questo film ha il merito di (ri-?) portare in auge nel nostro tempo. Incredibile storia, non c'è che dire, ciò indubbiamente basta per giustificare un racconto cinematografico, che però non per questo dev'essere celebrativo. Il film non lo è, punta soprattutto sull'ironia della satira politica e la leggerezza alquanto ingiustificata del clima, ma si intuisce una certa ammirazione per il personaggio da parte di attori, staff, regia e produzione con la Paramount in testa, che lo definisce un politico schietto e sincero come pochi e che nutre una simile ammirazione per la dedizione alla causa considerata giusta della Herring. Ciò ha fatto nascere in me qualche dubbio sia perchè credo sia apprezzabile un punto di vista totalmente neutrale che racconti tutti i fatti (ci siamo persi la rivolta dei mujaheddin contro l'America stessa) sia perchè questo Charlie Wilson e i suoi complici sono indubbiamente, come menzionato nella motivazione alla sua premiazione con l'investitura di collega C.I.A. ad honorem che si vede all'inizio e alla fine del film, degli eroi, ma bisogna definire di che tipo. Costoro sono, difatti, eroi di guerra e come tali gente che ha ammazzato o contribuito ad ammazzare altra gente, una prerogativa morale troppo spesso messa in secondo piano. L'immagine trionfante di Wilson che, brandendo un bazooka o qualunque cosa sia, (di guerra e congegni bellici non me ne intendo e non me ne voglio intendere) festeggia l'abbattimento di un elicottero russo, attorniato dai guerriglieri medio-orientali, ne è un fulgido esempio. Le guerre di pace personalmente non mi hanno mai convinto. Ma visto che il film non è un comizio probabilmente è giusto anche parlare di chi l'ha fatto e com'è fatto e qui cominciano le note liete: tre ottimi attori, Hanks, Roberts e Hoffman e non è una scoperta (l'ultimo è ormai una conferma) mentre per il talentuoso regista Mike Nichols ammetto la mia ignoranza affermando rappresenti per me una bella sorpresa. Supportato dagli indubbiamente arguti e divertenti (anche “americanamente” auto-ironici) dialoghi dello sceneggiatore Aaron Sorkin, che lavora di dialettica fantasia sulla base dell'omonimo libro di George Crile, Nichols “traduce” sulla scena ciak più riusciti che non. Se i divi Tom Hanks e Julia Roberts svolgono un più che dignitoso compitino, occorre spendere una parola di più per Philip Seymour Hoffman, un outsider ormai meritatamente diventato “insider” da anni nel parterre hollywoodiano. Lo consiglierei? Non saprei dire. Voglio chiudere con questo emblematico dilemma.
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lucido71
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martedì 14 aprile 2009
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filmpolitico (quasi) inutile...
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Nulla di che, film scontato che vuole ritrarre un pezzo della nostra "storia contemporanea", logicamente visto solo dalla parte dei vincitori -hollywoodiani... l'altro ieri i cattivi del mondo erano gli Indiani, poi i nazisti, ieri i russi, ed oggi gli iracheni... del resto, come disse un famoso presidente USA, "la storia viene scritta dai vincitori"... qualche dialogo apprezzabile con scorci sul futuro di allora ("la palla che rimbalza, prima o poi torna - con pericolosità - al mittente"), e nulla di più, x una pellicola che a mio avviso non ricorderemo mai, e che SCONSIGLIO. Da sottolineare però, la formidabile prova artistica di Philip Seymour Hoffman! Vedete The Manchurian Candidate e V x vendetta, x capire meglio di.
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Nulla di che, film scontato che vuole ritrarre un pezzo della nostra "storia contemporanea", logicamente visto solo dalla parte dei vincitori -hollywoodiani... l'altro ieri i cattivi del mondo erano gli Indiani, poi i nazisti, ieri i russi, ed oggi gli iracheni... del resto, come disse un famoso presidente USA, "la storia viene scritta dai vincitori"... qualche dialogo apprezzabile con scorci sul futuro di allora ("la palla che rimbalza, prima o poi torna - con pericolosità - al mittente"), e nulla di più, x una pellicola che a mio avviso non ricorderemo mai, e che SCONSIGLIO. Da sottolineare però, la formidabile prova artistica di Philip Seymour Hoffman! Vedete The Manchurian Candidate e V x vendetta, x capire meglio di... Politica!
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liuk
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sabato 1 novembre 2008
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da pensarci sopra
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Film ben fatto e ottimamente recitato: niente di sconvolgente o di originale ma godibile. Importante riflettere non tanto su quello che è successo negli anni '80 ma quanto è successo in questo secolo, dove gli USA hanno pagato quelli che sono stati gli errori di Wilson.
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compagnosoviet01
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venerdì 12 settembre 2008
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buon film su un evento spesso dimenticato
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secondo me il più grande merito di questo film è farci capire la stupidità e l' ottusità della casta politica americana degli anni ottanta, pronta a regalare ( non vendere) armi al primo coglione che si proclama anticomunista.Charlie Wilson e gli americani pur di non farsi i fatti loro arrivano a mettere il naso in un conflitto che è molto più complesso di come è presentato nel film. Da una parte ci stava infatti la repubblica democratica dell' afghanistan, stato marxista, alleato dei sovietici, che si batteva per l' uguaglianza sociale tra uomo e donna ed etnie diverse, per l' ateismo o almeno la laicità e per maggiori diritti del popolo, oppresso da secoli dai sultani dai re e dai mullah.
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secondo me il più grande merito di questo film è farci capire la stupidità e l' ottusità della casta politica americana degli anni ottanta, pronta a regalare ( non vendere) armi al primo coglione che si proclama anticomunista.Charlie Wilson e gli americani pur di non farsi i fatti loro arrivano a mettere il naso in un conflitto che è molto più complesso di come è presentato nel film. Da una parte ci stava infatti la repubblica democratica dell' afghanistan, stato marxista, alleato dei sovietici, che si batteva per l' uguaglianza sociale tra uomo e donna ed etnie diverse, per l' ateismo o almeno la laicità e per maggiori diritti del popolo, oppresso da secoli dai sultani dai re e dai mullah. Dall' altra parte ci stavano i mujaiddin,che combattevano per una società reazionaria, per il totale controllo della religione sulla vita, pubblica e privata, e per il controllo di una sola etnia su tutte le altre, in pratica dei fascisti.Pur essendo vero che l' intervento sovietico ha portato ad un inasprimento della guerra e ha tirato in ballo molti civili, mi sembra ridicolo che i soldati di mosca siano fatti passare come degli stronzi stupratori a discapito di dei guerriglieri eroici.Come conseguenza si ha il crollo dell' URSS, baluardo di stabilità del centrasia,l' arrivo dei talebani, addestrati dalla cia, e infine l' 11 settembre. Complimenti a wilson e a reagan per il gran lavoro! per quanto riguarda gli attori, penso, infine, che tom hanks sia un grande, così come hoffman e la roberts, particolarmnet brava nel ruolo di una Santanchè texana
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readcarpet
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martedì 19 agosto 2008
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la guerra di charlie wilson
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Basato su una storia vera: anni ottanta, Charlie Wilson è un inutile membro della Camera del Congresso famoso per il suo stile di vita poco ortodosso. Dopo essere stato testimone della situazione dei civili in Afghanistan, decide di aumentare i fondi per i rifornimenti militari a quel paese, martoriato dalla guerra con l’URSS (siamo in piena Guerra Fredda, ovviamente è una guerra per conto degli americani). Riuscirà ad aumentare il budget da cinque milioni fino a un miliardo di dollari.
- Qual è la strategia degli USA in Afghanistan?!
- In senso stretto non l’abbiamo, ma noi ci stiamo lavorando…
- Noi chi?
- Io e altri tre tizi.
Eh eh…
Philip Seymour Hoffman vale il prezzo del film.
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Basato su una storia vera: anni ottanta, Charlie Wilson è un inutile membro della Camera del Congresso famoso per il suo stile di vita poco ortodosso. Dopo essere stato testimone della situazione dei civili in Afghanistan, decide di aumentare i fondi per i rifornimenti militari a quel paese, martoriato dalla guerra con l’URSS (siamo in piena Guerra Fredda, ovviamente è una guerra per conto degli americani). Riuscirà ad aumentare il budget da cinque milioni fino a un miliardo di dollari.
- Qual è la strategia degli USA in Afghanistan?!
- In senso stretto non l’abbiamo, ma noi ci stiamo lavorando…
- Noi chi?
- Io e altri tre tizi.
Eh eh…
Philip Seymour Hoffman vale il prezzo del film. Qualsiasi prezzo dobbiate pagare. Soprattutto con i baffoni.
Tom Hanks, invece, ha un ruolo un po’ insolito per come siamo abituati a vederlo, anche se il suo è, a mio avviso, un ritorno ad alti livelli (finalmente!). L’avevamo lasciato alla Ladykillers, nel 2004, dopodiché parentesi buia (Tom, il Codice da Vinci?!). Bentornato.
Bentornata anche a Julia Roberts, lei si era presa una pausa un po’ più lunga , con la scusa della prova di Broadway. In effetti il film mi ha attirato più per i tre attori protagonisti che per la trama. Ma mi è piaciuto soprattutto per la sceneggiatura (Aaron Sorkin).
Della comicità caustica del film ho già dato esempio sopra. Resta da dire che forse i “momenti seri”, quelli che dovrebbero illustrare le mosse politiche del deputato (storicamente azzardate e quindi interessanti) , risultano un po’ fuori luogo, non si mescolano bene al generale clima di farsa del film, il che non rende giustizia a quella che dovrebbe essere la trama storica. E mi riferisco anche alla scena che apre e chiude il film (parola inflazionata, posso? Ridondante).
E una menzione a quello che è stato poi il risultato di questi aiuti all’Afghanistan non sarebbe guastato (anche se forse per un americano è sottinteso). Si parla dei terroristi di oggi, addestrati dai grandi nemici del terrorismo di oggi e di ieri. God bless America!
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looo
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domenica 17 agosto 2008
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bellllllo
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