|
|
emanuele
|
venerdì 8 giugno 2007
|
il genio di quentin
|
|
|
|
Macchina da presa che si muove con i corpi, una pellicola che sgrana e striscia sullo schermo, sprazzi di violenza calati in un contesto che sfiora l'ironico, slanci cinematografici alternati a lunghi ed estenuanti dialoghi, riprese in prospettiva in grande stile tarantiniano, questo e molto altro è Grindhouse. La firma del regista è inconfondibile, alcune scene sono a dir poco geniali, il sangue rosso acceso che schizza è una costante per non prendersi troppo sul serio e la scelta di Russell nel ruolo di Stuntman Mike finalmente rende giustizia ad un attore a volte sottovalutato, un volto ruvido, segnato, ironico, tenero e spietato che lascia un segno decisivo su questo film. Tarantino centra la sua attenzione sui personaggi femminili (in particolar modo sui loro piedi), nella prima parte rendendole vittime del fanatismo e di uno Stuntman Mike lucido e dannato, nella seconda invece facendone delle eroine burbere e gasate a discapito del "povero" Mike.
[+]
Macchina da presa che si muove con i corpi, una pellicola che sgrana e striscia sullo schermo, sprazzi di violenza calati in un contesto che sfiora l'ironico, slanci cinematografici alternati a lunghi ed estenuanti dialoghi, riprese in prospettiva in grande stile tarantiniano, questo e molto altro è Grindhouse. La firma del regista è inconfondibile, alcune scene sono a dir poco geniali, il sangue rosso acceso che schizza è una costante per non prendersi troppo sul serio e la scelta di Russell nel ruolo di Stuntman Mike finalmente rende giustizia ad un attore a volte sottovalutato, un volto ruvido, segnato, ironico, tenero e spietato che lascia un segno decisivo su questo film. Tarantino centra la sua attenzione sui personaggi femminili (in particolar modo sui loro piedi), nella prima parte rendendole vittime del fanatismo e di uno Stuntman Mike lucido e dannato, nella seconda invece facendone delle eroine burbere e gasate a discapito del "povero" Mike. Insomma un film che capovolge in un attimo i ruoli, che gioca con gli attori rivolgendoli allo spettatore (Russell fà l'occhiolino alla macchina da presa), che si concede uno stile anni '70 coraggioso e provocatorio (il polso del grande regista). La colonna sonora da cartoons è azzeccatissima e testimoniano una grande cura da parte del regista, nella scelta dei brani. Un film imperdibile.
[-]
[+] state attenti a usare il termine genio così.....
(di rafblack)
[ - ] state attenti a usare il termine genio così.....
[+] perfettamente d'accordo
(di pable)
[ - ] perfettamente d'accordo
[+] grindhouse e' un pezzetto del puzzle che mankava!
(di kiki)
[ - ] grindhouse e' un pezzetto del puzzle che mankava!
|
|
|
[+] lascia un commento a emanuele »
[ - ] lascia un commento a emanuele »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
ste qc
|
domenica 3 giugno 2007
|
non un film, cinema puro
|
|
|
|
O lo ami, o lo odi, questo è certo. Ma questo nuovo parto di Tarantino sa di creazione incompresa e splendida. Siamo di fronte a qualcosa di assolutamente nuovo, proprio perchè già visto e rivisto, consumato come la pellicola per tutta la prima parte del film. Tarantino è un barista che può permettersi di girare tre quarti d'ora di film in una bettola, e questo significa avere il potere assoluto dell'immagine. Significa avere carta bianca e non usara che per una storia appena abbozzata, un pretesto per regalare Cinema puro...naturalmente a chi di cinema non è digiuno. E' una strizzata d'occhio continua, apparentemente abbozzata, sempre invece studiatissima (perfetta e geniale la scelta delle girls, soprattutto nella prima parte: ognuna con qualche piccola imperfezione, capaci di sedurre nei modi più diversi).
[+]
O lo ami, o lo odi, questo è certo. Ma questo nuovo parto di Tarantino sa di creazione incompresa e splendida. Siamo di fronte a qualcosa di assolutamente nuovo, proprio perchè già visto e rivisto, consumato come la pellicola per tutta la prima parte del film. Tarantino è un barista che può permettersi di girare tre quarti d'ora di film in una bettola, e questo significa avere il potere assoluto dell'immagine. Significa avere carta bianca e non usara che per una storia appena abbozzata, un pretesto per regalare Cinema puro...naturalmente a chi di cinema non è digiuno. E' una strizzata d'occhio continua, apparentemente abbozzata, sempre invece studiatissima (perfetta e geniale la scelta delle girls, soprattutto nella prima parte: ognuna con qualche piccola imperfezione, capaci di sedurre nei modi più diversi). Tarantino non gioca con il pubblico: lo prende e lo sbatte per benino, lo schiaffa a trecento all'ora o lo costringe a 10 minuti di pianosequenza durante una conversazione tutt'altro che brillante tra fanciulle. Il gioco è fine a se stesso? Forse. La domanda è, importa davvero? Il pubblico di oggi vuole vedere un altro Pulp Fiction, ma lo zio Quentin non punta certo al facile: cita, anzi copia, spesso da se stesso, eppure crea qualcosa di nuovo, così disturbante da indignare gli spettatori o da esaltarli come bambini. Proietta un piccolo mondo personale fatto di poster, citazioni impossibili, short, smalto sulle unghie dei piedi, drink dai nomi esotici, storie irrisolte, interminabili dialoghi...e uno dei cattivoni più cool della storia (grande, autoironico, anfitrionico Kurt Russel). E poi...uno dei finali più belli della storia del cinema: ci vuole coraggio per proporre un prodotto del genere. W Quentin, che conosce il Cinema, lo ama, e lo fa amare, nel suo modo sboccato barocco e straordinario. Ancora una volta, capace di stupire.
[-]
[+] veda cortesemente la mia recensione
(di il vero prof.egizio mimmo)
[ - ] veda cortesemente la mia recensione
[+] quoto
(di f.m.)
[ - ] quoto
[+] il cinema è altro
(di dr sardonicus)
[ - ] il cinema è altro
[+] non osanniamo quentin a priori
(di giux)
[ - ] non osanniamo quentin a priori
[+] manca un commento sul nasone
(di shampo e balsamo)
[ - ] manca un commento sul nasone
[+] wow!i!i!
(di luca a.)
[ - ] wow!i!i!
[+] stupendo
(di death proof lover)
[ - ] stupendo
[+] esaltanti sexy anarchiche
(di zoe)
[ - ] esaltanti sexy anarchiche
[+] a zoe
(di miriam)
[ - ] a zoe
[+] che semplici
(di quintino)
[ - ] che semplici
[+] q t si
(di elio)
[ - ] q t si
[+] veristico
(di nickname)
[ - ] veristico
[+] ottimo film a parte il finale
(di vins)
[ - ] ottimo film a parte il finale
[+] e secondo voi è un bel film??
(di pasquale)
[ - ] e secondo voi è un bel film??
[+] cinema puro?
(di oci ciornie)
[ - ] cinema puro?
|
|
|
[+] lascia un commento a ste qc »
[ - ] lascia un commento a ste qc »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
bob
|
sabato 9 giugno 2007
|
stuntman mike" vs"le(quasi)sorelle" della sposa...
|
|
|
|
Diciamo subito che chi non ama Tarantino dovrebbe stare alla larga da questo film, come sempre bisognerebbe fare quando proprio non ci piace qualcosa. Inutile continuare a frequentare i ristoranti indiani ed ostinarsi a mangiare il "Chicken Tandoori" , se si preferisce quello classico,ruspante e nostrano con tanto di patate al forno. A meno di non esser masochisti...Per tutti gli altri, specie ovviamente per i fans di Quentin, bisognerebbe mettere un cartello gia' nelle vicinanze della biglietteria del cinema, con scritto il classico "venghino signori venghino"...Eh si, bisognerebbe proprio entrare in sala di corsa a vederlo questo film, senza troppo badare agli esiti scadenti avuti al botteghino americano (presentato cosi' come era stato concepito accoppiato al segmento "Planet Terror" firmato dall'amico Rodriguez) o ai tiepidi applausi ricevuti dalla critica in quel di Cannes il mese scorso.
[+]
Diciamo subito che chi non ama Tarantino dovrebbe stare alla larga da questo film, come sempre bisognerebbe fare quando proprio non ci piace qualcosa. Inutile continuare a frequentare i ristoranti indiani ed ostinarsi a mangiare il "Chicken Tandoori" , se si preferisce quello classico,ruspante e nostrano con tanto di patate al forno. A meno di non esser masochisti...Per tutti gli altri, specie ovviamente per i fans di Quentin, bisognerebbe mettere un cartello gia' nelle vicinanze della biglietteria del cinema, con scritto il classico "venghino signori venghino"...Eh si, bisognerebbe proprio entrare in sala di corsa a vederlo questo film, senza troppo badare agli esiti scadenti avuti al botteghino americano (presentato cosi' come era stato concepito accoppiato al segmento "Planet Terror" firmato dall'amico Rodriguez) o ai tiepidi applausi ricevuti dalla critica in quel di Cannes il mese scorso. Innanzitutto perche' il nostro amato (o odiato...ognuno ha il suo "rispettabile" punto di vista...sempre che questo non venga espresso con inutile e sempre poco costruttivo sarcasmo, piuttosto che con intelligente ironia...) continua ad essere incapace di fare un cinema che lascia indifferenti. Perche' "Grindhouse-A prova di morte" conferma l'estro se non proprio la genialita' di Tarantino nel fare (e riciclare) cinema a modo tutto Suo... "Grindhouse-A prova di morte" e' un omaggio compiaciuto ed irriverente ad un periodo e ad un certo tipo di cinema di serie Z, mix spesso inguardabili di action movie ed horror e perche' no, anche sesso, qui rielaborato e rivitalizzato attraverso dosi imponenti di sana acida ironia e (al solito, ancor piu' del solito) da un uso divertito di meta-cinema. Il risultato finale e' un film sorprendente, un giocattolo che sprigiona vitalita' e passione ad ogni suo fotogramma. E che ha un ritmo formidabile. Perche Quentin spinge forte sull'acceleratore nelle scene d'azione, girate con straodinaria maestria, (esplicito l'omaggio a "Punto Zero" film manifesto di quell'epoca) per poi rallentare morbidamente (prendendosi anche piu' del tempo necessario) sino quasi a bloccarsi in quelle gustose di puro dialogo, assai piu' numerose delle prime e tipicamente "tarantiniane", nelle quali i protagonisti, meglio le (splendide) disinibite protagoniste si divertono a chiacchierare sboccatamente attorno ad un tavolo, a lanciare battute fulminanti ( Stuntman Mike / Zatoichi), a mostrare i loro corpi e a parlare ovviamente di sesso con finta spavalderia. In questo contesto la trama, un folle e sadico serial killer si "diverte" a perseguitare ed uccidere con la sua macchina "a prova di morte" (piu' inquietante e devastante di quella di " Christine la macchina infernale") le prime giovani ragazze che incontra "on the road", puo' sembrare in prima luce poca cosa. Ma in fondo e' solo un pretesto per mostrare il cinema forse "vuoto" ma fortemente autoriale di Tarantino, il suo universo folle e colorato, violento e mai come questa volta cosi' tremendamente divertente. Curatissima ed appassionata, non e' una novita' ma anzi un altro segno distintivo, la scelta dei brani musicali , amorevolmente "rubati" (ma dove li ha beccati?) da una lunga serie di colonne sonore di film d'epoca, tra cui anche molti italiani. I quali vanno a fare da perfetto contraltare all'altrettanto esemplare montaggio delle immagini. Si pensi al lavoro anche sui colori, sui finti segni della pellicola, sul suo andamento volutamente a strappi. Per non parlare del passaggio dal bianco e nero al colore all'inizio della secoda parte, quando scopriamo il vero colore, giallo fiammante, del bolide delle nuove future "prede" di Stuntman Mike. Ma il film e' pieno di trovate graffianti, impossibile farne un elenco. Azzeccatissimo poi tutto il cast, tutte le ragazze protagoniste( amiche se non sorelle della Uma di "Kill Bill" ) sprigionano grande naturalezza (l'aria respirata sul set dev'esser stata di quelle che si ricordano a lungo...argh.. come mi sarebbe piaciuto parteciparvi...specie se vicino...molto vicino...a Rosario Dawson, wow !) ed assolutamente incredibile e' la performance di Kurt Russel, veramente piu' in forma che mai. "Stuntman Mike" e' direi un personaggio gia' di culto, che rivaleggia da oggi con lo "Jena Plinski" di "1997: Fuga da New York". Rimane l'incazzatura personale di veder distribuito il film non cosi' come era stato originariamente concepito (doppio film in un unico spettacolo) privo cioe' della sua altra meta' firmata da Rodriguez. Operazione senza senso (no, ce l'ha...la caccia allo "sporco denaro"...) perche' cosi' si perde in parte lo spirito Trash/Pop promotore dell'operazione. Magari funziona di piu' cosi', chissa'. Ma i "falsi trailer" (c'era anche la mano di Rob Zombie!) che intervallavano i due episodi...che fine hanno fatto? Li voglio vedere! Chi distribuira' in futuro il dvd (o hd dvd per i piu' fortunati...) dovra' fare le cose per bene e cioe' fare una cosa sola: farci vedere entrambe le versioni.PUNTO.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a bob »
[ - ] lascia un commento a bob »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
carlo zulianello
|
mercoledì 6 giugno 2007
|
grindhouse-a prova di quentin
|
|
|
|
Quentin colpisce ancora e noi lo stavamo aspettando calorosamente. Anche questa volta il nostro Tarantino ha fatto un film degno di vederlo, pieno di colpi di scena, colmo di omaggi ai b-movie anni 70 e soprattutto un film alla Quentin. Tutto è perfetto, anche la trama è più che buona, un crescendo di suspense, non molto horror (il che è giusto da parte di Quentin)con delle scene veramente da brivido. Esatto Quentin non finirà mai di stupirci! Il cast è ottimo. Kurt Russel fa una magnifica parte da protagonista addirittura meglio del film "Grosso guaio a Chinatown". Anche le ragazze di questo cast fanno una performance veramente ottima e anche lo stesso Tarantino nella parte del barista ci fa ricordare un pò il suo vecchio film "Four Rooms" in cui aveva collaborato nell'ultima parte di quel film.
[+]
Quentin colpisce ancora e noi lo stavamo aspettando calorosamente. Anche questa volta il nostro Tarantino ha fatto un film degno di vederlo, pieno di colpi di scena, colmo di omaggi ai b-movie anni 70 e soprattutto un film alla Quentin. Tutto è perfetto, anche la trama è più che buona, un crescendo di suspense, non molto horror (il che è giusto da parte di Quentin)con delle scene veramente da brivido. Esatto Quentin non finirà mai di stupirci! Il cast è ottimo. Kurt Russel fa una magnifica parte da protagonista addirittura meglio del film "Grosso guaio a Chinatown". Anche le ragazze di questo cast fanno una performance veramente ottima e anche lo stesso Tarantino nella parte del barista ci fa ricordare un pò il suo vecchio film "Four Rooms" in cui aveva collaborato nell'ultima parte di quel film.
Che dire...magari è stato un segno del destino che il suo compagno Robert Rodriguez si sia separato per la direzione del film così ha lasciato il posto a Quentin per fare il solito film capolavoro,ANZI UN FILM A PROVA DI QUENTIN!
[-]
[+] concordo
(di ariel 87)
[ - ] concordo
[+] grande!
(di willis 88)
[ - ] grande!
[+] bel film ma...
(di stuntmanmark85)
[ - ] bel film ma...
[+] non è vero (per stuntman mark)
(di harvey92)
[ - ] non è vero (per stuntman mark)
[+] ma voi...
(di vicky91)
[ - ] ma voi...
[+] sicuramente meglio pulp fiction
(di michael5)
[ - ] sicuramente meglio pulp fiction
[+] hai ragione!!!!!=d
(di campa)
[ - ] hai ragione!!!!!=d
|
|
|
[+] lascia un commento a carlo zulianello »
[ - ] lascia un commento a carlo zulianello »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
darjus
|
giovedì 10 maggio 2007
|
niente scenenggiatura.q.t. non ne ha bisogno
|
|
|
|
La B di “B-Movie” ha due belle “pance”, una sopra l’altra, sporgenti e piene di “polpa”, Tarantino e Rodriguez le accostano insieme e le fanno esplodere in un duplice giocattolone adrenalico che riversa tutto il suo rancido contenuto sugli spettatori urlanti ed eccitati. E il risultato è spettacolare. La scelta di puntare sui nuovi eroi – le donne – e di appagare il vasto e fedele pubblico di fan, che comprende tutti gli strati socio-estetici della collettività, si rivela, per la qualità del prodotto, azzeccata. Si ride di gusto e ci si appassiona, ma il film va visto per intero e in lingua originale. Rodriguez non rinuncia a nulla e carica il suo pianeta popolato da zombie con tutti gli ingredienti del cinema «assomoir» da “grindhouse” che non può non essere splatter, gore, kitsch, korny, demential, outrageous e violent.
[+]
La B di “B-Movie” ha due belle “pance”, una sopra l’altra, sporgenti e piene di “polpa”, Tarantino e Rodriguez le accostano insieme e le fanno esplodere in un duplice giocattolone adrenalico che riversa tutto il suo rancido contenuto sugli spettatori urlanti ed eccitati. E il risultato è spettacolare. La scelta di puntare sui nuovi eroi – le donne – e di appagare il vasto e fedele pubblico di fan, che comprende tutti gli strati socio-estetici della collettività, si rivela, per la qualità del prodotto, azzeccata. Si ride di gusto e ci si appassiona, ma il film va visto per intero e in lingua originale. Rodriguez non rinuncia a nulla e carica il suo pianeta popolato da zombie con tutti gli ingredienti del cinema «assomoir» da “grindhouse” che non può non essere splatter, gore, kitsch, korny, demential, outrageous e violent. Un tributo perfetto al sotto-genere, curato nel dettaglio e realizzato mediante un formidabile intreccio di storie che confluiscono in un pirotecnico finale. Tarantino, da par suo, rinuncia (ancora una volta) ad una sceneggiatura, ma (ancora una volta) è talmente bravo da non averne bisogno, con un paio di scene mozzafiato, tra cui il formidabile inseguimento con la Bell sul cofano della macchina. Cafone, e autoironico, come solo lui sa, Kurt Russell. Occhio alla scena dell’inseguimento, con la Bell (che è una stunt-woman) sul cofano della macchina: senza stacchi e senza controfigure. Una nota a parte per i finti trailer a inizio e a metà del film, su tutti “Machete”: assolutamente spassoso. ***
http://lemierecensioni.blog.tiscali.it/
[-]
[+] non fu mica...
(di giux)
[ - ] non fu mica...
[+] capolavoro
(di www.n1hack.com)
[ - ] capolavoro
[+] ;-)
(di luca a.)
[ - ] ;-)
|
|
|
[+] lascia un commento a darjus »
[ - ] lascia un commento a darjus »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
giux
|
lunedì 4 giugno 2007
|
grindhouse o non grindhouse
|
|
|
|
Ed ecco che torna il regista vincitore della palma d'oro Cannes 1994.
Il film è la versione rimontata ed ampliata di uno dei due episodi che componevano il film Grindhouse, insieme all'episodio Planet Terror di Robert Rodriguez, che aveva già fatto compagnia sulla poltroncina a Quentin in Four rooms e in Sin City. Il titolo richiamava ed omaggiava quelle sale cinematografiche, famose negli anni 70 negli USA (alcune sopravvivono ancora oggi), le grindhouses appunto, dove pagando il prezzo di un solo biglietto, ci si godeva due film rigorosamente volgari e cruenti, ad alto contenuto di sangue, sesso e violenza. Ma se quindi il titolo Grindhouse era azzeccato per la versione americana del film (composto di due episodi), ecco che perde la ragione di esistere, per le versioni europee dei due film, usciti separatamente, a causa del flop che il pubblico americano ha riservato alla pellicola unica.
[+]
Ed ecco che torna il regista vincitore della palma d'oro Cannes 1994.
Il film è la versione rimontata ed ampliata di uno dei due episodi che componevano il film Grindhouse, insieme all'episodio Planet Terror di Robert Rodriguez, che aveva già fatto compagnia sulla poltroncina a Quentin in Four rooms e in Sin City. Il titolo richiamava ed omaggiava quelle sale cinematografiche, famose negli anni 70 negli USA (alcune sopravvivono ancora oggi), le grindhouses appunto, dove pagando il prezzo di un solo biglietto, ci si godeva due film rigorosamente volgari e cruenti, ad alto contenuto di sangue, sesso e violenza. Ma se quindi il titolo Grindhouse era azzeccato per la versione americana del film (composto di due episodi), ecco che perde la ragione di esistere, per le versioni europee dei due film, usciti separatamente, a causa del flop che il pubblico americano ha riservato alla pellicola unica. O almeno questa è la versione ufficiale. Strade divise, quindi, niente grindhouse (almeno nella prossemica) ma tanta grindhouse (nei contenuti) per il brand new quentin.
Ma brand new nemmeno poi tanto, in effetti.
Lo stile è il solito: estenuanti dialoghi nonsense (stavolta forse eccessivi, ma probabilmente a causa dell'ampliamento rispetto alla versione di 75 minuti che componeva l'opera unica insieme a Planet Terror) conditi di argomenti futili e volgari (non si contano le parolacce nella sceneggiatura) che servono solo a preparare il clima per le (poche) scene d'azione della pellicola che dura circa due ore piene. due ore piene, divise a loro volta in due episodi dello stesso telefilm. Stuntman Mike, uno stuntman psicopatico e dannatamente cool, col volto sfregiato, va in giro con "la macchina della mamma" (un bolide a prova di morte, quelle macchine che venivano usate nei telefilm per simulare gli scontri che oggi invece vengono affidati ai computer) per rimorchiare e poi uccidere candidamente fanciulle ben selezionate in base al loro aspetto. la trama è tutta qui. a godere sono gli occhi, che si vedono sfrecciare davanti inquadrature audaci, automobili con sospensioni da fantascienza, schizzi di sangue, inseguimenti al cardiopalma, movimenti di macchina tipici degli anni sessanta, omaggi continui ai b-movies, tagli di pellicola fatti col trinciapollo, montaggi audio da laboratorio di terzo livello.
Insomma c'è tanto da vedere e poco da ascoltare, a parte le musiche come al solito scelte alla perfezione. Ciò che resta è qualche risata sotto i baffi, una soddisfazione visiva non di poco conto, ma ben lontana dai livelli di pulp fiction, le iene o kill bill, almeno per quanto riguarda le percentuali rispetto alla composizione della pellicola, e una lieve amarezza per un film che forse, o certamente, alla faccia delle scelte di marketing, avrebbe reso molto di piu, se accoppiato insieme al capitolo di rodriguez, in un unico film di nome grindhouse. sarebbero state due ore e mezza e più in cui lo spettatore sarebbe stato letteralmente bombardato, è vero, ma innanzitutto il film avrebbe avuto un senso a chiamarsi così. senza contare il fattore non secondario che il cineamatore avrebbe gradito l'esperimento, l'omaggio, il paragone di due stili registici diversi e simili allo stesso tempo, ma soprattutto la onestà di presentare un film esattamente per come era stato concepito.
confidiamo nel dvd.
Perchè si sa, hollywood al botteghino non sente ragioni.
[-]
[+] per qualche euro in più
(di dr . sardonicus)
[ - ] per qualche euro in più
[+] forse, ma dimentichi....
(di giux)
[ - ] forse, ma dimentichi....
[+] per carità
(di raul casadei)
[ - ] per carità
[+] wow
(di dada)
[ - ] wow
[+] boh?!...
(di lola)
[ - ] boh?!...
|
|
|
[+] lascia un commento a giux »
[ - ] lascia un commento a giux »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
matteo saudino
|
venerdì 17 agosto 2007
|
tarantino gran guignol del cinema
|
|
|
|
Grindhouse- death Proof: ovvero 116' minuti di cinema. Un tarantino minore che ci regale un film-divertissement che solo lui sapeva e poteva fare. Un godimento audio-visivo imperdibile per tutti gli amanti del genere e per chi è stufo di family-movie all'italiana, di preti, avvocati, carabinieri e trentenni in crisi che popolano il piccolo e grande schermo con tanto di benedizione vaticana: Kurt Russel monumentalmente canuto, bolso e misogino, omaggio appassionato ai b-movie anni 70, dialoghi ironici e strabordanti, critica al cinema industriale degli effetti speciali, citazione splendida dell'uccello dalle piume di cristallo dl Dario-comunque-il-grande, giusto e tardivo riconoscimento agli stuntman (gli antieroi del cinema che finalmente escono dalla zona oscura della pellicola), inseguimento in auto di oltre 15 minuti che entra di diritto nella storia del cinema, e poi donne, tante e stupende donne che da vittime di un violento macismo automobilistico, dialetticamente rovesciano i rapporti di forza, riuscendo così ad autodeterminarsi.
[+]
Grindhouse- death Proof: ovvero 116' minuti di cinema. Un tarantino minore che ci regale un film-divertissement che solo lui sapeva e poteva fare. Un godimento audio-visivo imperdibile per tutti gli amanti del genere e per chi è stufo di family-movie all'italiana, di preti, avvocati, carabinieri e trentenni in crisi che popolano il piccolo e grande schermo con tanto di benedizione vaticana: Kurt Russel monumentalmente canuto, bolso e misogino, omaggio appassionato ai b-movie anni 70, dialoghi ironici e strabordanti, critica al cinema industriale degli effetti speciali, citazione splendida dell'uccello dalle piume di cristallo dl Dario-comunque-il-grande, giusto e tardivo riconoscimento agli stuntman (gli antieroi del cinema che finalmente escono dalla zona oscura della pellicola), inseguimento in auto di oltre 15 minuti che entra di diritto nella storia del cinema, e poi donne, tante e stupende donne che da vittime di un violento macismo automobilistico, dialetticamente rovesciano i rapporti di forza, riuscendo così ad autodeterminarsi.Libertà on the road e finale girl-power!
[-]
[+] ex sezione cif ls m. curie
(di alessio la bella )
[ - ] ex sezione cif ls m. curie
|
|
|
[+] lascia un commento a matteo saudino »
[ - ] lascia un commento a matteo saudino »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
claudio
|
sabato 2 giugno 2007
|
grindhouse-a prova di morte:l'enciclopedia b-movie
|
|
|
|
Erotismo, inseguimenti, scontri, citazioni e autocitazioni, ecco gli ingredienti del nuovo film di Quentin Tarantino: Grindhouse –A prova di morte.
Sono passati ben tre anni dal suo ultimo film: Kill Bill la sposa vendicatrice. Oggi, da una lunga attesa, si ripresenta, non più con una donna vendicatrice, ma con ben tre.
Jungle Julia, la dj più sexy di Austin, adora fare le ore piccole in compagnia delle sue migliori amiche Shanna e Arlene.
Le tre ragazze, che non passano certo inosservate, trascorrono le serate tra il "Guero's" e il "Texas Chili Parlor" attirando l'attenzione dei presenti.
Tra questi c'è anche Stuntman Mike, un killer psicopatico col viso segnato da una profonda cicatrice che compie i suoi crimini a bordo di una potente auto truccata.
[+]
Erotismo, inseguimenti, scontri, citazioni e autocitazioni, ecco gli ingredienti del nuovo film di Quentin Tarantino: Grindhouse –A prova di morte.
Sono passati ben tre anni dal suo ultimo film: Kill Bill la sposa vendicatrice. Oggi, da una lunga attesa, si ripresenta, non più con una donna vendicatrice, ma con ben tre.
Jungle Julia, la dj più sexy di Austin, adora fare le ore piccole in compagnia delle sue migliori amiche Shanna e Arlene.
Le tre ragazze, che non passano certo inosservate, trascorrono le serate tra il "Guero's" e il "Texas Chili Parlor" attirando l'attenzione dei presenti.
Tra questi c'è anche Stuntman Mike, un killer psicopatico col viso segnato da una profonda cicatrice che compie i suoi crimini a bordo di una potente auto truccata.
Le ragazze non sanno che Mike le ha prese di mira e che la sua arma mortale è parcheggiata a soli pochi metri di distanza da loro....
Soggetto mediocre, sceneggiatura sufficiente, regia buona. Proprio quello che ci vuole per un bel B-movie anni 70.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a claudio »
[ - ] lascia un commento a claudio »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
toxycat
|
giovedì 28 giugno 2007
|
l'america di tarantino
|
|
|
|
leggevo una recensione in cui si lamentava la durata dei dialoghi femminili, ma credo che ciò non dovrebbe né sorprendere né annoiare se partiamo dallo spirito ironico con cui Tarantino ha sempre acutamente presentato i "fenomeni" americani,sia che si tratti di un nostalgico passato sia che si tratti della moda del momento. Molti spettatori si annoiano davanti ai dialoghi del film, ma sono gli stessi che seguono le interminabili serie TV come Sex and the city o desperate housewife...e credo che nel caso di Tarantino ci sia un riferimento"spietato" a tutta questa ondata televisiva-cinematografica infarcita di banali psicologismi e"coquetterie" newyorkesi.Partendo da questo presupposto, se i dialoghi annoiano o se si ha difficoltà a seguire le interminabili paranoie e battute scontate di queste ragazze cool.
[+]
leggevo una recensione in cui si lamentava la durata dei dialoghi femminili, ma credo che ciò non dovrebbe né sorprendere né annoiare se partiamo dallo spirito ironico con cui Tarantino ha sempre acutamente presentato i "fenomeni" americani,sia che si tratti di un nostalgico passato sia che si tratti della moda del momento. Molti spettatori si annoiano davanti ai dialoghi del film, ma sono gli stessi che seguono le interminabili serie TV come Sex and the city o desperate housewife...e credo che nel caso di Tarantino ci sia un riferimento"spietato" a tutta questa ondata televisiva-cinematografica infarcita di banali psicologismi e"coquetterie" newyorkesi.Partendo da questo presupposto, se i dialoghi annoiano o se si ha difficoltà a seguire le interminabili paranoie e battute scontate di queste ragazze cool...credo fermamente che sia stata la vera intenzione (provocatoria) del nostro Quentin.I riferimenti al trash-splatter ani 70-80, ai road movie,al giustiziere della notte e alle fantastiche charlie's angels sono chiari, ma, come sempre, non acritici...non abbiamo una semplice ripsoposizione di modelli"demodé": basta pensare allo stridente inserimento di OGGETTI ultra moderni (cellurari in primo piano, I-pod,red bull...)in un contesto che potremmo definire"nostalgico" per ambientazioni,costumi e colonna sonora.Tarantino, come già Lynch e(una volta) Truffaut, inserendo queste "interferenze"(quasi anti-estetiche) ribadisce un principio di straniamento che sta alla base della sua lettura critica di un'epoca e di una cultura cinematografica. Unico neo: l'inizio del secondo tempo in bianco e nero:in "kill bill" il bianco e nero aveva una funzione struttrale(se vogliamo simbolica), qui non ha letteralmente senso...se non su un piano prettamente estetico...il che lo rende a conti fatti comunque accettabile.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a toxycat »
[ - ] lascia un commento a toxycat »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
robyyy
|
lunedì 25 giugno 2007
|
quentin style!
|
|
|
|
L'old school style di Tarantino continua a sbalordire e coinvolgere. Il richiamo a Pulp fiction è sincero e immediato:
- 2 storie, l'una inquitante, l'altra tragico ironica.
- la focalizzazione sui dialoghi
- l'amore quasi feticista per le inquadrature a pie nudo
- il sadico gusto per il sangue e l'omicidio
- una travolgente verve al femminile sprigionata dalle protagoniste
- ed un grande Kurt Russel nel ruolo dello spitato e spaventato serial killer
Ecco gli elementi chiave di questo episodio della saga Tarantino. Un film che lascia gli spettatori fermi sulla poltrona. Capace di trasportare l'atmosfera dalla paura, al sensuale all'ironico. Il culto per l'old school ed i piedi è sensazionale.
[+]
L'old school style di Tarantino continua a sbalordire e coinvolgere. Il richiamo a Pulp fiction è sincero e immediato:
- 2 storie, l'una inquitante, l'altra tragico ironica.
- la focalizzazione sui dialoghi
- l'amore quasi feticista per le inquadrature a pie nudo
- il sadico gusto per il sangue e l'omicidio
- una travolgente verve al femminile sprigionata dalle protagoniste
- ed un grande Kurt Russel nel ruolo dello spitato e spaventato serial killer
Ecco gli elementi chiave di questo episodio della saga Tarantino. Un film che lascia gli spettatori fermi sulla poltrona. Capace di trasportare l'atmosfera dalla paura, al sensuale all'ironico. Il culto per l'old school ed i piedi è sensazionale. Non so se riesco a trovare un lato oscuro di questo film tanto criticato dalla critica, ma amato dal pubblico, di sicuro la sua particolarità non è adatta alle menti più tradizionaliste e conservatrici, ma il Genio di Tarantino, ormai diventato un marchio non delude, sia richiamando alla memoria le sue vecchie glorie, sia sbalordendo con un nuovo mix di fugaci ed impalpabili emozioni. Ci si può identificare in tutti i personaggi. Dal killer psicotico di StuntMan Mike, alla sensualità di Butterfly, alla sfrontataggine di Zoe.
Come accadde nelle Iene anche qui Tarantino fa la sua parte in un paesano e "viziato" gestore di un bar, dove avverà il primo incontro con la vittima di Stuntman Mike.
Che dire, a me ha letteralmente elettrizzato i nervi e caricato di energia. Un consiglio, andatevelo a vedere con gli amici, non ne rimarrete delusi!
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a robyyy »
[ - ] lascia un commento a robyyy »
|
|
d'accordo? |
|
|
|