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gianluca78
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sabato 11 giugno 2011
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toccante affresco sentimentale
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La vita di due conviventi, sconvolta dalla perdita di certezze materiali, e sentimentali, raccontata con estrema sensibilità e abilità visiva.Soldini, entra nella vita di tutti i giorni, e penetra con forza nell'animo di noi tutti, dissolvendo certezze e minando punti fermi, del cuore.
Senza eccedere, stilisticamente, ma con la fermazza di colui, la vita sa che sapore ha.Semplicemente, affidandosi alla duttilità di Antonio Albanese( Straordinario), e all'eccellente bravura di Margherita Buy ( Dolce e Intensa),ad una sceneggiatura corposa e mai banale e ad una luce visiva che ci vuol comunicare, la nascita di una nuova vita, dopo la tempesta.
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lalli
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domenica 15 maggio 2011
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semplice e intensa
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un bel film semplice e toccante. bravissimi tutti gli attori.
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tittola
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martedì 13 luglio 2010
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suo marito è l'unica persona che mi ha aiutato
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Giorni e nuvole mi è piaciuto molto. Le nuvole non sono solo quelle del presente, ma anche quelle del passato. Michele sembra un uomo ancora non riconciliato con se stesso e con la propria storia, tant'è che in un momento di difficoltà non sa reagire. Va a cercare il padre, come un bambino che ha ancora bisogno di coccole, ma si rende conto che suo padre ormai sa solo guardare i pesci, lui bisognoso di essere accudito. Si capisce che il loro rapporto non è mai stato gratificante per Michele, e forse questa ferita non si è ancora rimarginata. Forse proprio a causa di questa ferita Michele è incapace di umiltà, di senso della realtà, di fiducia in se stesso.
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Giorni e nuvole mi è piaciuto molto. Le nuvole non sono solo quelle del presente, ma anche quelle del passato. Michele sembra un uomo ancora non riconciliato con se stesso e con la propria storia, tant'è che in un momento di difficoltà non sa reagire. Va a cercare il padre, come un bambino che ha ancora bisogno di coccole, ma si rende conto che suo padre ormai sa solo guardare i pesci, lui bisognoso di essere accudito. Si capisce che il loro rapporto non è mai stato gratificante per Michele, e forse questa ferita non si è ancora rimarginata. Forse proprio a causa di questa ferita Michele è incapace di umiltà, di senso della realtà, di fiducia in se stesso. E, per proiezione, diventa critico verso gli altri, soprattutto verso sua figlia. Michele si riconcilia con se stesso nel momento in cui riesce ad accettare suo padre, sua figlia e il fidanzato della figlia per quello che sono, scoprendo che nelle relazioni si può essere costruttivi. Michele forse trova se stesso nel momento in cui inizia ad occuparsi degli altri (e viceversa) - mi ha colpito il commento del vicino cui si rompe la lavatrice "suo marito è l'unica persona che mi ha aiutato" - quindi porta il padre all'acquario e lo tratta per quello che è godendo della loro relazione, aiuta la figlia e il fidanzato con i conti, e continuerà a farlo, ed io penso che potrebbe avere un futuro proprio come commercialista. Scopre, infine, che gli altri gli vogliono bene per quello che è e non per il lavoro che faceva e per i soldi che aveva. Ricordiamo che il motivo per cui ha perso il lavoro è che voleva proteggere i più deboli. Proprio questa sua debolezza si rivelerà invece la sua forza.
Elsa secondo me è un personaggio molto umano e molto femminile. Di quella femminiltà che è docilità e combattività allo stesso tempo. Non giudica gli altri, ma li accoglie, pur rimanendo se stessa e dicendo quello che pensa. Sa entrare nella storia con grande senso della realtà. Non giudica se stessa per aver tradito il marito, e non giudica infine neanche il marito.
La figlia è semplice come la mamma. Fa quello che le piace ed è felice della propria vita, forse perché ama. Michele ridiventa bambino anche con lei, diventando lui figlio bisognoso di un letto quando va via di casa per aver litigato con Elsa.
Paradossalmente, però, questo film, accanto alla speranza di poter andare avanti e ricominciare, cambiando le proprie abitudini di vita, forse non volendo lascia passare un messaggio opposto e contraddittorio, cioè che finché ci sono i soldi si va avanti, mentre quando le difficoltà economiche diventano insopportabili si vacilla.
L'ho visto una sola volta, forse rivedendolo avrò altri spunti di riflessione. Tittola
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andrew77
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martedì 13 luglio 2010
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il disagio della disoccupazione
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Un film realista che racconta la triste storia di un dirigente che, in età matura, perde il proprio lavoro. Da quel momento la sua vita e quella della sua famiglia subiscono un radicale cambiamento negativo. Tutte le certezze familiari, economiche, sociali decadono drasticamente. E' il baratro, dal quale cerca il protagonista cerca di salvarsi con "tutte" le sue forze senza però riuscirvi. Tutti coloro che lo circondano o già lavorano o riescono a trovare lavoro, lui invece trova delle difficoltà insormontabili.
Secondo me ciò che va sottolineato è che il lavoro, l'agiatezza economica del capo famiglia condiziona gli equilibri familiari: se dal punto di vista professionale la moglie e la figlia reagiscono positivamente contribuendo al bilancio familiare, dal punto di vista umano scadono totalmente.
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Un film realista che racconta la triste storia di un dirigente che, in età matura, perde il proprio lavoro. Da quel momento la sua vita e quella della sua famiglia subiscono un radicale cambiamento negativo. Tutte le certezze familiari, economiche, sociali decadono drasticamente. E' il baratro, dal quale cerca il protagonista cerca di salvarsi con "tutte" le sue forze senza però riuscirvi. Tutti coloro che lo circondano o già lavorano o riescono a trovare lavoro, lui invece trova delle difficoltà insormontabili.
Secondo me ciò che va sottolineato è che il lavoro, l'agiatezza economica del capo famiglia condiziona gli equilibri familiari: se dal punto di vista professionale la moglie e la figlia reagiscono positivamente contribuendo al bilancio familiare, dal punto di vista umano scadono totalmente. La figlia si allontana volontariam dal nucleo familiare, e addirittura la moglie si concede fisicamente al suo datore di lavoro. Come dire, tutto bene (fedeltà, amore, affetto,...) qd il marito assicura la bella vita, qd invece lui cade, tutto è permesso...
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migna
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domenica 7 febbraio 2010
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basta neorealisti
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Come disse Orson Welles, "in Italia basta prendere una macchina da presa e metterci delle persone davanti per far credere che si è registi". La citazione ben si addice a questo "Giorni e nuvole". Il film è deprimente e su questo credo non ci siano dubbi. Qulcuno gentilmente mi vuole spiegare cosa ci sia da apprezzare in questo ennesimo estratto dall'encicolpedia della sfiga? Dobbiamo veramente applaudire un regista perché è bravo a raccontare la vita che viviamo tutti i giorni, senza veli e senza traccia di approfondimento (psicologico, sociale, quello che volete)? È questo il cinema italiano del nuovo millennio? La vogliamo chiudere una volta per tutte la parabola del neorealismo? Rossellini è morto, ma sono convinto che se qualcuno ne tirasse fuori una pellicola incompiuta, magari da completare con qualche tecnologia all'avanguardia, e la facesse uscire nelle sale sarebbe un gran successo.
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Come disse Orson Welles, "in Italia basta prendere una macchina da presa e metterci delle persone davanti per far credere che si è registi". La citazione ben si addice a questo "Giorni e nuvole". Il film è deprimente e su questo credo non ci siano dubbi. Qulcuno gentilmente mi vuole spiegare cosa ci sia da apprezzare in questo ennesimo estratto dall'encicolpedia della sfiga? Dobbiamo veramente applaudire un regista perché è bravo a raccontare la vita che viviamo tutti i giorni, senza veli e senza traccia di approfondimento (psicologico, sociale, quello che volete)? È questo il cinema italiano del nuovo millennio? La vogliamo chiudere una volta per tutte la parabola del neorealismo? Rossellini è morto, ma sono convinto che se qualcuno ne tirasse fuori una pellicola incompiuta, magari da completare con qualche tecnologia all'avanguardia, e la facesse uscire nelle sale sarebbe un gran successo. Basterebbe il giusto numero di marchette in TV e un bel cammeo di Margherita Buy in BN con la migliore delle sue espressioni tristi, di quelle da far piangere per simpatia anche la cassiera, la maschera, il bibitaro e il porchettaro fuori dal cinema.
Ho visto da poco "Tra le nuvole", simile al nostro nel titolo e, in parte, anche nella tematica. La perdita del lavoro qui è cornice mentre nel film di Soldini è il perno sui cui si svolge tutta la storia. Ciononostante, la poesia, l'analisi profonda dei personaggi, l'ironia, la serietà e allo stesso tempo la delicatezza con cui viene trattato il tema, sono cose che nel nostro paese e, di riflesso, nel film di Soldini mancano e basta. Per fortuna che abbiamo un Soldini più famoso in Italia, Giovanni, incarnazione sì di uno stereotipo ("l'italiano marinaio")... ma che stereotipo!
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marcobarile
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lunedì 18 gennaio 2010
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moltomoltobello
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Giorni e nuvole 08/11/2007
Un film sull’ angoscia della nostra generazione. Viene trasformato in realtà uno degli incubi dei nostri giorni, la perdita del lavoro, quindi del reddito e quindi di quello che serve per farci apparire persone di cervello.
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Giorni e nuvole 08/11/2007
Un film sull’ angoscia della nostra generazione. Viene trasformato in realtà uno degli incubi dei nostri giorni, la perdita del lavoro, quindi del reddito e quindi di quello che serve per farci apparire persone di cervello. Il tutto avviene anche furbescamente e un poco semplicisticamente da parte dell’ autore ma con una mano pesante che non ci risparmia niente. Vere è proprie tegole in testa. Si soffre a vedere questo film. Viene finalmente data una dimensione complessa e oggettiva del denaro, cioè del benessere economico. Su di esso, purtroppo e fastidiosamente, attecchiscono cultura, istruzione, possibilità di scelte ed anche rispetto di coppia e opportunità per la prole. Il degrado economico, quello profondo s’intende, smantella e lascia poco spazio al resto, porta gli istinti a prevalere sul viver civile. Era necessaria un’analisi complessa di questo tipo. Troppe volte in una visione semplice, il denaro è solamente “sporco” ed il benessere è soltanto comodità, il lavoratore è un egoista ed il padre di famiglia è solo un rincoglionito dal lavoro. In questo film la personalità maschile viene mortificata. Essa ai giorni nostri è ancora tutta legata alla capacità di sostenere la famiglia. Il maschio con leggerezza diseducato a questo ruolo soccombe pateticamente e senza scampo. Viene ucciso dentro. La donna viene ferita forte, ma dal di fuori, e quindi sopravvive. A lei questo ruolo viene richiesto da comprimaria, ma non è nelle sue prerogative. Lei è quella che sopporta. Lui è “il fallito”. Albanese è bravo, eccome se è bravo. Margherita Buy è adatta a questo ruolo. Belli anche i personaggi minori. Genova è ripresa all’alba in uno sguardo di solitudine, come in una resa di conti con se stessi. oooo.
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nicorex
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sabato 12 dicembre 2009
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la vita e l'amore oltre gli ostacoli
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L'avevo perso 2 anni orsono quando era uscito con poco battage pubblicitario nelle sale cinematografiche o l'ho scoperto ora durante la grave crisi recessiva e lavorativa che costituisce la grande tragedia degli anni 2009/2010, dei nostri tempi.Un film stupefacente, misuratissimo e difficilissimo da controllare nelle sue infinite sfumature nel rapporto tra l'uomo 40-50enne che perde il proprio lavoro di alto contenuto economico-sociale, la moglie che vive una seconda giovinezza nel laurearsi a 40 anni alla scoperta di un grande capolavoro e la figlia,Alice, fuori degli schemi sociali della famiglia, felicemente "incasinata" a far la mezza-padrona cameriera in un locale e con il suo ragazzo che vende cellulari.
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L'avevo perso 2 anni orsono quando era uscito con poco battage pubblicitario nelle sale cinematografiche o l'ho scoperto ora durante la grave crisi recessiva e lavorativa che costituisce la grande tragedia degli anni 2009/2010, dei nostri tempi.Un film stupefacente, misuratissimo e difficilissimo da controllare nelle sue infinite sfumature nel rapporto tra l'uomo 40-50enne che perde il proprio lavoro di alto contenuto economico-sociale, la moglie che vive una seconda giovinezza nel laurearsi a 40 anni alla scoperta di un grande capolavoro e la figlia,Alice, fuori degli schemi sociali della famiglia, felicemente "incasinata" a far la mezza-padrona cameriera in un locale e con il suo ragazzo che vende cellulari.Cosa succede quando Michele perde ogni prospettiva di lavoro? C'é'il sovvertimento di un classico schema sociale, che prima era l'eccezione ed ora é la regola, con Elsa (Margherita Buy) che prende nelle proprie mani le redini della famiglia e Michele, che dopo averle tentate tutte, soccombe, resta in casa, non ce la fa, rivolge il suo astio verso la moglie e la figlia per ritrovarne, alla fine, la positività,quella della figura femminile impersonata dalla moglie e dalla figlia.In una Genova grigia e metallica, struggente nella sua riposta bellezza,il finale non é per niente scontato, non é salvifico come vuole la regola del film che deve finire felicemente.E' invece il ritrovarsi di due persone diverse, con la stanchezza sempre avanti e che comunque nel contemplare l'affresco appena scoperto, sanno di non poter non stare insieme, nei giorni, questi si, delle nuvole, della vita che non sorride sempre come nei giorni lieti e normali. Elsa che dice a Michele che non avrebbe voluto altra persona accanto a sè nel momento dell'incanto dell'affresco, é una normale e nondimeno esaltante "lezione" del vivere quotidiano della nostra vita, delle stagioni irreversibili del nostro divenire,l'autentica lezione d'amore nella tristezza di una vita che sarà sempre e comunque ad ostacoli sempre più difficili da superare, nella lotta tra sentimento e ragione, nella costanza della nostra mente raziocinante che unitamente alle stimmate del sentimento e dei sensi costituiscono il dna del nostro vivere quotidiano.Superbi Antonio Albanese ed ancora di più Margherita Buy non più stereotipata nevrotica,felicemente ed intensamente espressiva nel rapporto con il marito e la figlia.Splendidi accompagnatori Giuseppe Battiston e Alba Caterina Rohrwacher. Peccato che questo film di Soldini, che si discosta di molto da Pane e Tulipani e da Agata e la Tempesta, non abbia avuto quel successo che meritava e per il quale non ho temuto di attribuirgli doverosamente 5 stelle. Nicorex
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gianluca stanzani
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sabato 21 marzo 2009
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amore precario
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Mentre Elsa (Margherita Buy) collabora al restauro di un antico affresco, argomento di tesi per la sua imminente laurea in storia dell'arte, Michele (Antonio Albanese) lavora come dirigente presso una società nautica da lui stesso creata con altri due soci. A Genova la coppia sembra vivere serenamente le gioie di un rapporto consolidato, con l'ausilio di quell'agiatezza economica che non guasta a farne da collante. Un bell'appartamento di proprietà, la domestica, un piccolo natante attraccato in porto, il mantenimento della moglie agli studi universitari, le cenette con gli amici, una figlia già fuori di casa... insomma quella tranquillità che la sicurezza di un buon posto di lavoro può giustamente dare.
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Mentre Elsa (Margherita Buy) collabora al restauro di un antico affresco, argomento di tesi per la sua imminente laurea in storia dell'arte, Michele (Antonio Albanese) lavora come dirigente presso una società nautica da lui stesso creata con altri due soci. A Genova la coppia sembra vivere serenamente le gioie di un rapporto consolidato, con l'ausilio di quell'agiatezza economica che non guasta a farne da collante. Un bell'appartamento di proprietà, la domestica, un piccolo natante attraccato in porto, il mantenimento della moglie agli studi universitari, le cenette con gli amici, una figlia già fuori di casa... insomma quella tranquillità che la sicurezza di un buon posto di lavoro può giustamente dare. Ma Michele è appena stato estromesso dagli altri soci della sua ditta tenendone all'oscuro la moglie per oltre due mesi; improvvisamente si rompe quell'armonia che pareva immutabile. Improvvisamente piomba la tensione tra i due, cala quel senso di oppressione e impotenza di fronte alla messa in discussione dei capisaldi familiari (economici e non solo). L'amore non può tutto, l'amore non può sopperire alla mancanza di un posto di lavoro; ma mentre Elsa non si perde d'animo e si rimbocca le maniche, Michele dopo un po' crolla, incapace di reagire al personale senso di fallimento e imbarazzo sociale. Il film racconta un dramma di strettissima attualità, trasmettendo quelle umane emozioni e riflessioni che poche pellicole al giorno d'oggi sono in grado di dare. Sul finale, Soldini pare incapace di dare all'opera la degna svolta che meriterebbe.
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dony 64
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martedì 3 febbraio 2009
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bravo albanese e buy
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Film commedia italiana sul precariato ai giorni nostri.Ottima accoppiata Albanese Buy.Ottima interpretazione,buona la trama.Da vedere.Voto 7+
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jacaranda
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venerdì 7 novembre 2008
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un uomo e una donna, di fronte alle difficoltà di
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In una Genova deserta e inconsueta si muove una coppia formata da due persone sole che cercano, ciascuno a proprio modo, di entrare in una nuova dimensione.
I due attori protagonisti sono misurati , e così pure lo è il tono di tutto il film.
Potremmo dire che l'unica imperfezione di questo film è.. la sua perfezione!
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