|
william lee
|
venerdì 23 maggio 2008
|
noi siamo loro, loro sono noi...
|
|
|
|
Romero è tornato, ed è tornato in grande forma, con questo quinto capitolo della sua, ormai definiamola così, politica "non corretta", sui morti viventi. Di questo si tratta infatti, politica e critica sociale, economica, sipirituale e morale. Dall'inizio della sua avventura, nel lontano 1968, il nostro George ha cercato, con risultati strabilianti, considerato il genere, di raccontare si storie dell'orrore, ma più di tutto ha cercato di raccontare le condizioni sociali dell'uomo, vivo o morto che sia. Basta ricordare il finale de "La Notte dei Morti Viventi", la location di "Zombi", la caratterizzazione dei personaggi de "Il Giorno degli Zombi" e la città a strati, poveri e ricchi, di "La Terra dei Morti Viventi" per giungere a comprendere la critica severa e senza troppi sconti che Romero applica ad ogni strato della società.
[+]
Romero è tornato, ed è tornato in grande forma, con questo quinto capitolo della sua, ormai definiamola così, politica "non corretta", sui morti viventi. Di questo si tratta infatti, politica e critica sociale, economica, sipirituale e morale. Dall'inizio della sua avventura, nel lontano 1968, il nostro George ha cercato, con risultati strabilianti, considerato il genere, di raccontare si storie dell'orrore, ma più di tutto ha cercato di raccontare le condizioni sociali dell'uomo, vivo o morto che sia. Basta ricordare il finale de "La Notte dei Morti Viventi", la location di "Zombi", la caratterizzazione dei personaggi de "Il Giorno degli Zombi" e la città a strati, poveri e ricchi, di "La Terra dei Morti Viventi" per giungere a comprendere la critica severa e senza troppi sconti che Romero applica ad ogni strato della società. I morti viventi seguono per così dire anche la nostra storia, tra ipermecati, militarismo e globalizzazione, seguono ,dal loro modo di vedere le cose, un cambiamento che per noi è, o ci appare, come qualcosa d'importante, ma che alla fine risulterà essere la nostra distruzione. Gli zombi sono come noi, una specie che cerca di sopravvivere, gli zombi sono clown, ballerine, meccanici, casalinghe, bambini e benzinai. I morti viventi sono la nostra evoluzione, obbligata e inevitabile, sono un evoluzione che ci appare cruda e violenta, ma sono essenzialmente un cambiamento verso l'insensibilità giustificata delle nostre azioni di morte verso noi stessi. Probabilmente inferiore a "La Terra dei Morti Viventi", questo ultimo (forse) capitolo della "nostra" storia, chiude (o inizia?) perfettamente un'avventura iniziata tanti anni fa e che, probabilmente, non è destinata a finire presto.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a william lee »
[ - ] lascia un commento a william lee »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
nino pell.
|
venerdì 5 novembre 2010
|
romero ritorna alle origini col progresso di oggi
|
|
|
|
Col quarto capitolo sugli zombi, Romero recupera la favolosa naturalezza dei suoi esordi riportandola però all'evoluzione tecnologica e sociale dei tempi moderni. Nel primo film del '68 il regista rivolgeva le sue tematiche alla rivoluzione sociale di quel periodo e al monito nei riguardi degli aspetti negativi delle allora scoperte nucleari e scientifiche. Il capolavoro del '78 era invece un'aperta critica sul decadente consumismo occidentale. E dopo il fazioso e formale "La terra dei..." del 2005, Romero ritorna ad imprimere la bellezza artigianale e pioneristica del suo stile narrativo. In questo quarto capitolo il regista sembra rivolgere lo sguardo alle nuove generazioni, spalleggiate dall'attuale progresso tecnologico ma spesso indecise ed insicure nel prendere una giusta direzione.
[+]
Col quarto capitolo sugli zombi, Romero recupera la favolosa naturalezza dei suoi esordi riportandola però all'evoluzione tecnologica e sociale dei tempi moderni. Nel primo film del '68 il regista rivolgeva le sue tematiche alla rivoluzione sociale di quel periodo e al monito nei riguardi degli aspetti negativi delle allora scoperte nucleari e scientifiche. Il capolavoro del '78 era invece un'aperta critica sul decadente consumismo occidentale. E dopo il fazioso e formale "La terra dei..." del 2005, Romero ritorna ad imprimere la bellezza artigianale e pioneristica del suo stile narrativo. In questo quarto capitolo il regista sembra rivolgere lo sguardo alle nuove generazioni, spalleggiate dall'attuale progresso tecnologico ma spesso indecise ed insicure nel prendere una giusta direzione. Ad aggravare questa situazione, c'è di mezzo una società ormai incapace di ergersi da esempio per i giovani, offuscata da un egoismo ed un individualismo sempre più imperanti. Romero ci mostra tutto questo attraverso l'uso costante, in questo film, di strumenti che meglio di ogni altra cosa sembrano comunicare col linguaggio sociale dell'uomo moderno: le videocamere, appunto. Riprendere e registrare il declino di un mondo sempre più alla rovina e atavico da ogni posibilità di ripresa o di cambiamento.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a nino pell. »
[ - ] lascia un commento a nino pell. »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
jivan17
|
domenica 26 settembre 2010
|
romero conferma la sua bravura
|
|
|
|
Nulla che dire, Romero conferma la sua bravura nell'intrattenere il pubblico con film horror che trattano gli zombie. La storia pur semplice risulta molto bella e piacevole e tutto scorre com un bicchier d'acqua. Ogni personaggio è al suo posto, ogni scena d'azione è ripresa in modo egregio, le musiche risaltano l'andamento degli avvenimenti e fanno da buon sottofondo nei momenti di riflessione.
Dunque nel complesso potrebbe benissimo rientrare in quei film cult del mondo dell'horror e a far parte delle collezioni di tutti gli appassionati.
|
|
|
[+] lascia un commento a jivan17 »
[ - ] lascia un commento a jivan17 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
wynorski guiaz '80s
|
venerdì 11 dicembre 2009
|
film di zombie dal contenuto critico/sociale
|
|
|
|
In un Mondo ormai globalizzato e dove le tecnologie sono la base per la vita degli uomini, una misteriosa epidemia psichica(così si dice) riporta in vita i morti, trasformandoli in zombie assetati di carne umana. A farne le spese, tutta la popolazione Mondiale. La vicenda viene raccontata da un montaggio di alcuni ragazzi protagonisti di un'odissea dove regnano morte e caos. A differenza del tanto atteso ritorno nel 2005 con La Terra Dei Morti Viventi, George A. Romero ritorna nel 2007(per gli USA, qui in Italia nel 2009) con un nuovo capitolo della sua personale saga sugli zombie, e stavolta, oltre che alla conosciuta(per il pubblico) e misteriosa epidemia(per i personaggi) con conseguenti morti viventi, porta anche lo spettatore ad una riflessione non banale sulla società odierna e sul Mondo virtuale/tecnologico via Internet, dei mass media e del giornalismo televisivo.
[+]
In un Mondo ormai globalizzato e dove le tecnologie sono la base per la vita degli uomini, una misteriosa epidemia psichica(così si dice) riporta in vita i morti, trasformandoli in zombie assetati di carne umana. A farne le spese, tutta la popolazione Mondiale. La vicenda viene raccontata da un montaggio di alcuni ragazzi protagonisti di un'odissea dove regnano morte e caos. A differenza del tanto atteso ritorno nel 2005 con La Terra Dei Morti Viventi, George A. Romero ritorna nel 2007(per gli USA, qui in Italia nel 2009) con un nuovo capitolo della sua personale saga sugli zombie, e stavolta, oltre che alla conosciuta(per il pubblico) e misteriosa epidemia(per i personaggi) con conseguenti morti viventi, porta anche lo spettatore ad una riflessione non banale sulla società odierna e sul Mondo virtuale/tecnologico via Internet, dei mass media e del giornalismo televisivo. Romero non è mai superficiale sull'argomento da lui trattato, difatti alterna e costruisce la vicenda in stile Rec, Cloverfield e Quarantena, riprendendo tutti i fatti e la situazione del contagio Mondiale attraverso due videocamere alternate con il conseguente impatto di suscitare nello spettatore ancora più paura e angoscia. Come aveva fatto nel suo cult La Notte Dei Morti Viventi, Romero riaggiorna la vicenda all'oggi e di conseguenza pone in contrasto elementi tecnologici che nel 1968 non erano ancora presenti. In questo caso il film in stile zombie diventa una pretesta per criticare il Mondo di oggi; in particolare la sfera informatica. Una pretesta che risultà però sensata e coerente con quello che Romero ci vuole comunicare. Davvero un'ottimo film, un grande ritorno ancora più apprezzato del già buono e altrettanto critico La Terra Dei Morti Viventi. Da vedere anche se non ci si deve mettere nell'ottica di visionare un horror truculento. Vedi recensione.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a wynorski guiaz '80s »
[ - ] lascia un commento a wynorski guiaz '80s »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
nick castle
|
mercoledì 3 novembre 2010
|
un po' troppo commerciale
|
|
|
|
Nell'era del cinema sull'onda di "The Blair Witch Project", Romero si adegua ai tempi, e gira a macchina a mano in digitale, donando al film l'aspetto di un filmato amatoriale, usando l'escamotage di più telecamere in scena per il montaggio. L'adeguamento ai tempi di Romero, si unisce al re-inizio della storia, riportando agli inizi l'esplosione del contagio, cambiando alcuni particolari, ad esempio: Non serve che si venga morsi da uno zombi per diventarlo, anche la morte per cause naturali porta a un incombente zombificazione. Con l'apporto di effetti digitali di bassa qualità purtroppo, Romero preme l'acceleratore dell'efferatezza, con bulbi oculari che esplodono, una falce che si conficca nel cranio, acido che scioglie la testa di uno zombie, una testa tagliata a metà da una spada, fino a che il tutto prende una piega che va a sfociare sul ridicolo volontario, voluto e studiato.
[+]
Nell'era del cinema sull'onda di "The Blair Witch Project", Romero si adegua ai tempi, e gira a macchina a mano in digitale, donando al film l'aspetto di un filmato amatoriale, usando l'escamotage di più telecamere in scena per il montaggio. L'adeguamento ai tempi di Romero, si unisce al re-inizio della storia, riportando agli inizi l'esplosione del contagio, cambiando alcuni particolari, ad esempio: Non serve che si venga morsi da uno zombi per diventarlo, anche la morte per cause naturali porta a un incombente zombificazione. Con l'apporto di effetti digitali di bassa qualità purtroppo, Romero preme l'acceleratore dell'efferatezza, con bulbi oculari che esplodono, una falce che si conficca nel cranio, acido che scioglie la testa di uno zombie, una testa tagliata a metà da una spada, fino a che il tutto prende una piega che va a sfociare sul ridicolo volontario, voluto e studiato. Purtroppo la vena critica di Romero inizia ad affievolirsi e il film come puro survival horror non riesce ad auto-sostenersi.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a nick castle »
[ - ] lascia un commento a nick castle »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
malaussène
|
domenica 10 gennaio 2010
|
gli zombie sono in agonia, ma non del tutto morti
|
|
|
|
Dopo la Terra dei morti viventi sembrava che Romero avesse esaurito tutte le carte da giocare, e che oramai i morti viventi fossero giunti al capolinea. Questo film a mio avviso dimostra invece che il filone è ancora vitale, purchè ci sia una solida regia a sorreggerlo. Solida regia che mancava nel precedente film zombesco, che si perdeva negli effetti speciali e lasciava trasparire una certa mancanza di idee. Con Diary of the dead Romero torna alle origini: un horror ben costruito, con buona suspance e una trama che, seppur trita e ritrita (il solito gruppo di superstiti che tenta di sopravvivere), mantiene ancora il suo fascino. 2 stelle e mezza però, non di più.
[+]
Dopo la Terra dei morti viventi sembrava che Romero avesse esaurito tutte le carte da giocare, e che oramai i morti viventi fossero giunti al capolinea. Questo film a mio avviso dimostra invece che il filone è ancora vitale, purchè ci sia una solida regia a sorreggerlo. Solida regia che mancava nel precedente film zombesco, che si perdeva negli effetti speciali e lasciava trasparire una certa mancanza di idee. Con Diary of the dead Romero torna alle origini: un horror ben costruito, con buona suspance e una trama che, seppur trita e ritrita (il solito gruppo di superstiti che tenta di sopravvivere), mantiene ancora il suo fascino. 2 stelle e mezza però, non di più. Questo perchè i tentativi di innovazione si limitano alla telecamera a mano e a qualche bella trovata di montaggio, ma non vanno oltre. C'è il solito incontro coi militari che dovrebbero essere la salvezza e invece sono tutt'altro (non ricorda 28 giorni dopo?), la solita fuga con graduale decimazione del gruppo (le comparse poi come al solito durano pochissimo), eccetera eccetera. Inoltre in certe scene l'accanimento a filmare tutto e tutti raggiunge l'assurdo, ad esempio quando Deb viene aggredita dal fu suo fratellino e, mentre lei tenda di scrollarselo di dosso senza farsi mordere, i due ragazzi che sono con lei restano impalati a riprendere la scena con le telecamere. Oppure nella ridicola scena di inseguimento nel bosco attorno alla villa, verso il finale. Insomma, qualche forzatura di troppo. Qualcuno continua a vedere nei film di Romero una sorta di denuncia sociale, in questo caso riguardo ai media che insabbiano la verità. Può anche darsi, ma a mio avviso i film di denuncia sono altri, e sarebbe meglio considerare Diary of the dead semplicemente come un buon film horror, dimostrazione che anche con pochi mezzi si possono ottenere buoni risultati.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a malaussène »
[ - ] lascia un commento a malaussène »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
fluturnenia
|
domenica 5 aprile 2009
|
quante parole
|
|
|
|
Che questo film nn sia il meglio che da Romero ci si potesse aspettare è fuor dubbio ma l'idea del film nel film (cosa tra l'altro assolutamente nn originale, se ne possono nominare diversi di film similari) è proprio quello che permette alla pellicola di farsi guardare senza troppi sbadigli. Certo la prima cosa che viene in mente e pensare che il regista sia caduto nella trappola, più o meno consapevolmente, della scopiazzatura (Rec, Cloverfield, etc...). Beh se anche fosse, poco male. Il difetto nn è certo questo. Il punto dolente è nella trama. Quei ragazzi sn dei perfetti idioti!!! Nn posso credere che in situazioni così tragiche ci possa esser gente che si preoccupi della telecamera a scapito dell'incolumità degli amici e della propria incolumità.
[+]
Che questo film nn sia il meglio che da Romero ci si potesse aspettare è fuor dubbio ma l'idea del film nel film (cosa tra l'altro assolutamente nn originale, se ne possono nominare diversi di film similari) è proprio quello che permette alla pellicola di farsi guardare senza troppi sbadigli. Certo la prima cosa che viene in mente e pensare che il regista sia caduto nella trappola, più o meno consapevolmente, della scopiazzatura (Rec, Cloverfield, etc...). Beh se anche fosse, poco male. Il difetto nn è certo questo. Il punto dolente è nella trama. Quei ragazzi sn dei perfetti idioti!!! Nn posso credere che in situazioni così tragiche ci possa esser gente che si preoccupi della telecamera a scapito dell'incolumità degli amici e della propria incolumità. Tanto più che nn c'è nemmeno in palio il Pulizer!!! E nn si capisce nemmeno perchè e con quali aspettative la biondazza se la batta a gambe alla volta dell'ignoto, infischiandosene di lasciare la truppa senza mezzo di trasporto. E poi lasciatemelo dire...i dialoghi in lingua madre sono terribilmente poco credibili. L'arte del doppiaggio è e sarà sempre e solo tutta italiana!!!
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a fluturnenia »
[ - ] lascia un commento a fluturnenia »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
mr.duff
|
sabato 17 luglio 2010
|
sconsigliato!
|
|
|
|
Solito film sugli zombie visto e rivisto. La novità stà nella ripresa, ma tanto novità in effetti non è! basta pensare a Rec o a The Blair Witch Project. Attori poco credibili ad eccezione di Michelle Morgan che ho trovato interessante (mi ha ricordo Eliza Dusku)Protagonisti poco reali, non si dispiaccino per niente delle morti degli amici o non proprovo un minimo di trauma x cio ke stanno vivendo.
Come al solito la motivazione non è spiagata e non si vedono altro morire poco a poco i personaggi (tipico da sempre di qsto genere di film) e un susseguirsi di zombie qua e la.
Critica secondo me troppo buona! Sconsigliato!
|
|
|
[+] lascia un commento a mr.duff »
[ - ] lascia un commento a mr.duff »
|
|
d'accordo? |
|
|
|