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shorofski
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mercoledì 2 gennaio 2008
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dolceamaro
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Spaccato di vita della odierna Beirut, preso ad immagine per sottolineare le problematiche delle dinamiche relazionali.
Film che sa cavalcare alcuni stereotipi senza cadere nella banalità e che restituisce un diverso e particolare colpo d'occhio sull'universo femminile del vicino medio oriente.
Notevoli abilità della regista nel muovere la macchina da presa in spazi angusti e ristretti.
Personaggi ben definiti, presentati spesso con semplici inquadrature e primi piani capaci di cogliere, con essenzialità, la profondità degli sguardi.
Struttura narrativa godibile, resa grazie anche alla scrittura agile che permette un passaggio fluido e sinergico dal tragico all'ironico.
Le musiche, lontane dagli orecchi occidentali, possono sembrare sovrabbondanti, ma nell'insieme si amalgano, dolcemente, alla struttura filmica.
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Spaccato di vita della odierna Beirut, preso ad immagine per sottolineare le problematiche delle dinamiche relazionali.
Film che sa cavalcare alcuni stereotipi senza cadere nella banalità e che restituisce un diverso e particolare colpo d'occhio sull'universo femminile del vicino medio oriente.
Notevoli abilità della regista nel muovere la macchina da presa in spazi angusti e ristretti.
Personaggi ben definiti, presentati spesso con semplici inquadrature e primi piani capaci di cogliere, con essenzialità, la profondità degli sguardi.
Struttura narrativa godibile, resa grazie anche alla scrittura agile che permette un passaggio fluido e sinergico dal tragico all'ironico.
Le musiche, lontane dagli orecchi occidentali, possono sembrare sovrabbondanti, ma nell'insieme si amalgano, dolcemente, alla struttura filmica.
Ben vengano registe come Nadine Labaki che, bisbigliando, incrinano la corazzata maschile e/o maschilista permettendo una differente visione del mondo.
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[+] lucido
(di marina)
[ - ] lucido
[+] permettendo una differente visione del mondo
(di pippolo)
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des_demona
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domenica 22 novembre 2009
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cinque storie di donna al sapore di caramello
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Cinque storie di donna al sapore pastoso di caramello, sullo sfondo di un allegro centro estetico libanese. Nadine Labaki, alla sua prima opera da regista e interprete, dimostra con eleganza e semplicità che la dolcezza non è vuota. Lo fa incorniciando la sua Beirut - a cui dedica il film - fra riccioli ambrati di melassa e magnetici sguardi femminili, un’epifania di colori caldi e vivaci tradotta da Yves Sehnaoui in splendida fotografia. Il disincanto con cui l’esordiente Labaki ritrae la città dov’è nata combacia in maniera perfetta con i cinque racconti principali, dalle protagoniste sinuose e zuccherine ma dal finale quasi sempre dolceamaro. Gli occhi del cinema scrutano l’intimità di un universo intangibile - per quanto ripetutamente violato nel corso della Storia - e inspiegabile quale quello dell’essere donna; stavolta, senza subissare lo spettatore con fiumi di parole, ma costringendolo al semplice quanto essenziale atto di guardare.
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Cinque storie di donna al sapore pastoso di caramello, sullo sfondo di un allegro centro estetico libanese. Nadine Labaki, alla sua prima opera da regista e interprete, dimostra con eleganza e semplicità che la dolcezza non è vuota. Lo fa incorniciando la sua Beirut - a cui dedica il film - fra riccioli ambrati di melassa e magnetici sguardi femminili, un’epifania di colori caldi e vivaci tradotta da Yves Sehnaoui in splendida fotografia. Il disincanto con cui l’esordiente Labaki ritrae la città dov’è nata combacia in maniera perfetta con i cinque racconti principali, dalle protagoniste sinuose e zuccherine ma dal finale quasi sempre dolceamaro. Gli occhi del cinema scrutano l’intimità di un universo intangibile - per quanto ripetutamente violato nel corso della Storia - e inspiegabile quale quello dell’essere donna; stavolta, senza subissare lo spettatore con fiumi di parole, ma costringendolo al semplice quanto essenziale atto di guardare. Non fra le vetrine brillanti di Manhattan - appare ovvio un rimando a Sex and The City - ma nelle strade polverose di Beirut, dove il tempo pare aver rallentato improvvisamente e ogni piccola conquista diventa grande. Scegliendo con cura lo sfondo su cui far muovere i suoi personaggi, Nadine Labaki effettua una lucida dichiarazione di intenti: divertire, deliziare, ma anche far pensare. E’ lo scopo di questo come di qualsiasi altro viaggio consapevole. E Caramel è una romantica passeggiata per le vie di Beirut, mano nella mano con una donna che sa il fatto suo.
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gabry
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domenica 24 agosto 2008
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una bella rivelazione
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Bella e apprezzata commedia libanese,storia che si svolge in un istituto di bellezza dove viene preparato il caramello che funge fa ceretta depilatoria e che rappresenta in qualche modo le figure femminili cui ne fanno parte. Ambrato, dolce, malleabile, elastico, ma non indolore; uno strappo deciso per togliere i peli superflui, così come la scelta di Layale, capace di trasformare una lurida stanza di un lurido albergo in un accogliente nido d'amore, ma capace anche di dare uno strappo netto alla sua relazione con un uomo sposato. Capaci di "ricucire una verginità" perchè non si è libere come si vorrebbe, o di dare un taglio radicale a lunghi capelli neri.Ma più di tutti la scelta della dolce Rose di stare vicina alla sorella più anziana e bisognosa di assistenza, rinunciando al sogno di un seppur tardivo amore.
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Bella e apprezzata commedia libanese,storia che si svolge in un istituto di bellezza dove viene preparato il caramello che funge fa ceretta depilatoria e che rappresenta in qualche modo le figure femminili cui ne fanno parte. Ambrato, dolce, malleabile, elastico, ma non indolore; uno strappo deciso per togliere i peli superflui, così come la scelta di Layale, capace di trasformare una lurida stanza di un lurido albergo in un accogliente nido d'amore, ma capace anche di dare uno strappo netto alla sua relazione con un uomo sposato. Capaci di "ricucire una verginità" perchè non si è libere come si vorrebbe, o di dare un taglio radicale a lunghi capelli neri.Ma più di tutti la scelta della dolce Rose di stare vicina alla sorella più anziana e bisognosa di assistenza, rinunciando al sogno di un seppur tardivo amore.
Brave le interpreti e la regista che dirige con morbida e avvolgente leggerezza. Un film da consigliare
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francesco
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venerdì 23 maggio 2008
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beirut, isola di saffo
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Parafrasando Truffaut, la regista-interprete Nadine Labaki e' la donna che amava le donne: nel suo gineceo colorato e sgarruppato, appassionato e malinconico, l'ultimo, l'unico sorriso e' per la bella signora che si lascia tagliare i capelli "alla maschiaccio" dalla parrucchiera meno interessata agli uomini. Mentre la splendida Layale (cioe' proprio la regista), invece dei fiori, alle nozze dell'amica prende al volo l'escremento di un piccione. In questa Beirut che a tratti sembra Napoli, dove la luce e' precaria proprio come la felicita', forse è meglio essere uomini piuttosto che donne tradite, usate, prigioniere (di religioni, norme sociali, portieri d'albergo e pure di altre donne) o a caccia dell'ultima illusione, una particina in una soap.
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Parafrasando Truffaut, la regista-interprete Nadine Labaki e' la donna che amava le donne: nel suo gineceo colorato e sgarruppato, appassionato e malinconico, l'ultimo, l'unico sorriso e' per la bella signora che si lascia tagliare i capelli "alla maschiaccio" dalla parrucchiera meno interessata agli uomini. Mentre la splendida Layale (cioe' proprio la regista), invece dei fiori, alle nozze dell'amica prende al volo l'escremento di un piccione. In questa Beirut che a tratti sembra Napoli, dove la luce e' precaria proprio come la felicita', forse è meglio essere uomini piuttosto che donne tradite, usate, prigioniere (di religioni, norme sociali, portieri d'albergo e pure di altre donne) o a caccia dell'ultima illusione, una particina in una soap. Anche perche', quando invecchi, non basta far finta di essere 'indisposte' per passare il casting. Un film sensuale, dolce e doloroso come puo' essere il caramello, a seconda di come lo si usa. Peccato che il doppiaggio zavorri scene come la danza per il matrimonio davanti allo specchio del salone di bellezza.
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[+] è il calore dei sentimenti quello che colpisce...
(di megliosenza)
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