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luana
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domenica 21 agosto 2011
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insulso
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Un flm poverissimo..senza un minimo di trama..senza un ritratto corale che non sia scontatissimo. Ma se siete così affamati di culture diverse..guardatevi "LA SPOSA SIRIANA" che è un vero capolavoro..altro che questa sciacquetta. Regista donna,tanto per cambiare e mi dispiace dirlo e ripeterlo..che solo la Bigelow si salva. Mamma mia! Nella poesia e letteratura le donne sono grandi..ma nella regia Nooooo....fino a prova contraria.
Da evitare tranquillissimamente!!!
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dario
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giovedì 7 luglio 2011
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garbato
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Discrezione, sentimenti veri, partecipazione alla complessa normalità della vita volta al femminile. Ottima recitazione e capacità narrativa non comune, abile nel rendere interessante la povertà dell'esistenza. Una dolcezza soffusa caratterizza il film e una certa commozione lo rende affascinante.
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minnie
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lunedì 23 agosto 2010
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come capire il cuore delle donne
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Bari, 23 agosto 2010
Stupendo film, naturalmente trasmesso dalla Rai a un orario impossibile e con il telegiornale a spezzarne l'incanto! La Labaki conosce così bene il cuore delle donne e sull'attesa, l'amore, l'ipocrisia, gira un film che un uomo mai avtrebbe saputo e potuto. Film stupendo davvero, ne sono rimasta incantata.
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des_demona
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domenica 22 novembre 2009
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cinque storie di donna al sapore di caramello
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Cinque storie di donna al sapore pastoso di caramello, sullo sfondo di un allegro centro estetico libanese. Nadine Labaki, alla sua prima opera da regista e interprete, dimostra con eleganza e semplicità che la dolcezza non è vuota. Lo fa incorniciando la sua Beirut - a cui dedica il film - fra riccioli ambrati di melassa e magnetici sguardi femminili, un’epifania di colori caldi e vivaci tradotta da Yves Sehnaoui in splendida fotografia. Il disincanto con cui l’esordiente Labaki ritrae la città dov’è nata combacia in maniera perfetta con i cinque racconti principali, dalle protagoniste sinuose e zuccherine ma dal finale quasi sempre dolceamaro. Gli occhi del cinema scrutano l’intimità di un universo intangibile - per quanto ripetutamente violato nel corso della Storia - e inspiegabile quale quello dell’essere donna; stavolta, senza subissare lo spettatore con fiumi di parole, ma costringendolo al semplice quanto essenziale atto di guardare.
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Cinque storie di donna al sapore pastoso di caramello, sullo sfondo di un allegro centro estetico libanese. Nadine Labaki, alla sua prima opera da regista e interprete, dimostra con eleganza e semplicità che la dolcezza non è vuota. Lo fa incorniciando la sua Beirut - a cui dedica il film - fra riccioli ambrati di melassa e magnetici sguardi femminili, un’epifania di colori caldi e vivaci tradotta da Yves Sehnaoui in splendida fotografia. Il disincanto con cui l’esordiente Labaki ritrae la città dov’è nata combacia in maniera perfetta con i cinque racconti principali, dalle protagoniste sinuose e zuccherine ma dal finale quasi sempre dolceamaro. Gli occhi del cinema scrutano l’intimità di un universo intangibile - per quanto ripetutamente violato nel corso della Storia - e inspiegabile quale quello dell’essere donna; stavolta, senza subissare lo spettatore con fiumi di parole, ma costringendolo al semplice quanto essenziale atto di guardare. Non fra le vetrine brillanti di Manhattan - appare ovvio un rimando a Sex and The City - ma nelle strade polverose di Beirut, dove il tempo pare aver rallentato improvvisamente e ogni piccola conquista diventa grande. Scegliendo con cura lo sfondo su cui far muovere i suoi personaggi, Nadine Labaki effettua una lucida dichiarazione di intenti: divertire, deliziare, ma anche far pensare. E’ lo scopo di questo come di qualsiasi altro viaggio consapevole. E Caramel è una romantica passeggiata per le vie di Beirut, mano nella mano con una donna che sa il fatto suo.
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marlasinger
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martedì 7 luglio 2009
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caramel
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Fra gli osannatori gli stupiti per la leggerezza di Beirut, fra i delatori gli stupiti per la leggerezza di Beirut. Una brillante commedia partorita dal vicino oriente, che ha tutto il diritto di sorridere di se. Consigliato.
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ele
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venerdì 20 febbraio 2009
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come vorremmo le nostre amiche
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In questo film tutto sembra autentico ma a pensarci bene ha più il sapore di una bella favola: donne giovani, amiche e solidali tra di loro, grandi amori che nascono anche quando la speranza è quasi inesistente sullo sfondo di una città come Beirut odierna che nel film sembra accogliente e vivibile.
Delizioso e favoleggiante
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zizzi
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martedì 20 gennaio 2009
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non tutti i gusti sono al caramello
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Questi commenti intellettualoidi lasciano un po' il tempo che trovano oltre ad essere piuttosto snob.Sono un cinefilo e riconosco in questo film la delicatezza alla quale facevate riferimento oltre alla curiosità di vedere un film ambientato in un contesto culturale totalmente differente rispetto a quelli canonici.Devo dire pero' che anche io a lungo andare l'ho trovato un po' noioso e un po' lento in certi frangenti.Aveva tutte le carte in regola per essere un capolavoro ma per quanto mi riguarda non lo è stato.E'il mio punto di vista e sarà opinabile ma attaccare qualcuno che la pensa diversamente tacciandolo di qualunquismo mi sembra un po' eccessivo.
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andrea
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sabato 17 gennaio 2009
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un film di rara dolcezza
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Vale la pena di guardarlo solo per la scena della telefonata: lui, innamorato ancora non completamente disilluso, che guarda non visto l'amata al telefono con qualcun'altro e finge di essere l'interlocutore.
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max67
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lunedì 29 dicembre 2008
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poesia vera
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Ecco come a volte si riscopre la magia del cinema, del sogno, del lasciarsi andare anche con storie normalissime, banali ma forse proprio per questo se ben narrate assai coivolgenti.Quì tutto funziona: dalla sceneggiatura mai tediosa, alla recitazione mai sopra le righe, dalla fotografia densa di colori e quasi permeata (se possibile di odori) alla regia dosata e mai protagonista.
Beirut come microcosmo di umanità, solidarietà e complicità.Da consigliare a molti registi italiani, tropppo spesso intenti a guardarsi l'ombelico e privi di questo tatto così lontano ormai nei nostri autori che non sanno più raccontare, che non vedono più poichè non sanno più guardare.
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ba
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mercoledì 24 dicembre 2008
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stupendo
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