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roberto
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lunedì 9 marzo 2009
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sconsigliatissimo
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è stato tutto tempo perso: il film è lento e banale! mi fidavo della Garai, ma mi ha deluso!!! Voto: 4
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matorres
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lunedì 16 febbraio 2009
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il passato che ritorna nel modo migliore !
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E' un film che ti offre la gioia di rivivere momenti del passato che credevi dimenticato per sempre.
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musa
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lunedì 9 giugno 2008
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bellissimo
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musa
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lunedì 9 giugno 2008
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clio
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domenica 8 giugno 2008
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angel. la vita, il romanzo
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Film di chiusura al 57esimo Festival di Berlino, il capolavoro di François Ozon è l’adattamento di un romanzo del 1957 della scrittrice Elizabeth Taylor, ispirato alla biografia di Marie Corelli, una delle prime donne letterate, contemporanea di Oscar Wilde.
Inghilterra, primo '900. Angel Deverell è una giovane scrittrice di successo, i cui romanzi d’evasione le consentono di trasformare la realtà a suo piacimento, mistificando persino il suicidio del marito. Angel non è interessata alla verità, bensì ai sogni e alla fantasia, dove ella stessa si cela per sfuggire al grigiore della sua vita.
Il regista ha saputo abilmente esplorare la complessità di questo personaggio, esplosiva miscela di romanticismo e passione, fragilità e fascino; una donna che nel periodo edoardiano è stata in grado di contare su se stessa e inseguire i propri sogni, caratteristiche che ne fanno una femminista ante litteram.
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Film di chiusura al 57esimo Festival di Berlino, il capolavoro di François Ozon è l’adattamento di un romanzo del 1957 della scrittrice Elizabeth Taylor, ispirato alla biografia di Marie Corelli, una delle prime donne letterate, contemporanea di Oscar Wilde.
Inghilterra, primo '900. Angel Deverell è una giovane scrittrice di successo, i cui romanzi d’evasione le consentono di trasformare la realtà a suo piacimento, mistificando persino il suicidio del marito. Angel non è interessata alla verità, bensì ai sogni e alla fantasia, dove ella stessa si cela per sfuggire al grigiore della sua vita.
Il regista ha saputo abilmente esplorare la complessità di questo personaggio, esplosiva miscela di romanticismo e passione, fragilità e fascino; una donna che nel periodo edoardiano è stata in grado di contare su se stessa e inseguire i propri sogni, caratteristiche che ne fanno una femminista ante litteram. Nell’adattamento, Ozon, ha saputo depurare la protagonista dall’ironia grottesca del romanzo e conferirle stravaganza e tristezza.
Il centro nevralgico della storia è racchiuso nel tema dell’arte. Angel e il marito Esmè sono entrambi completamente legati alla propria arte, ma se tra i romanzi rosa di lei e la cupa pittura di lui sembra esserci una differenza abissale, Ozon indica il punto di raccordo nel tempo: “L’arte può oltrepassare i secoli”.
Il primo film inglese di Ozon, è un evidente omaggio al gran melò holliwoodiano anni Queranta: amore incompreso, prima guerra mondiale, adulterio e morte; ma anche tecnicamente, inquadrature, esterni e fotografie riecheggiano il melodramma anni quaranta, genere popolare per antonomasia. Il regista francese ci ha regalato così un film che ha il fascino del passato riletto in chiave attuale.CLIO PEDONE
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elena
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venerdì 18 aprile 2008
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angel
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Esageriamo con le stelle! Se è "normale" dare 0 stelle perchè no 5?
Non posso rinunciare a tentare di capire la critica degli esperti e le critiche degli spettatori: esiste o proprio non esistono "criteri" espliciti o tutto ruota intorno al nostro umore??? Non è che siamo tutti un po' come Angel? Del tipo se non mi piace allora è una schifezza. Vabbè W Angel che ha tanti simili (ma in questo caso vale la regola degli opposti: chissà quindi perchè non piace Miss Deverell?!)
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corrado
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sabato 23 febbraio 2008
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una imitazione di stile?
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Il film voleva sicuramente essere una imitazione di stile....film datato! anni 30, 40 o 50! Forse! Ma perchè farlo... se i film di quell'epoca ci sono già, e sono ben fatti!
Un tentativo mal riuscito! Non sapevo se ridere (e vi assicuro i momenti sono stati tantissimi!) ... o uscire dal cinema! chiedendo il rimborso del biglietto! Ovviamente.
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la discarica delle storie
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giovedì 7 febbraio 2008
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il rischio del desiderio
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Ozon è un genio sbarazzino e coraggioso. Non ha timore a mescolare le carte, a creare minestroni stilistici, ad affrontare il kitch senza pudori, ma come puro oggetto di studio. Angel è un film finocchio. Non alla Derek Jarman o alla Fassbinder, intendiamoci, ma proprio frocio, di una frociaggine sbilenca e sfacciata. Angel è un'eroina gay, senza dubbio, di quei gay autoironici e pacchiani che amano Senso di Visconti e il melodramma. E lo è perché ricrea completamente la realtà in una finzione assoluta in quanto il mondo, così com'è, è inaccettabile. Ecco allora che l'antipatia della protagonista, bulletta sbruffona ignorante, senza talento e per di più di successo, si trasforma in tenerezza ed empatia, perché la sua vita è una ostinata e inveterata lotta donchichottesca con la realtà.
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Ozon è un genio sbarazzino e coraggioso. Non ha timore a mescolare le carte, a creare minestroni stilistici, ad affrontare il kitch senza pudori, ma come puro oggetto di studio. Angel è un film finocchio. Non alla Derek Jarman o alla Fassbinder, intendiamoci, ma proprio frocio, di una frociaggine sbilenca e sfacciata. Angel è un'eroina gay, senza dubbio, di quei gay autoironici e pacchiani che amano Senso di Visconti e il melodramma. E lo è perché ricrea completamente la realtà in una finzione assoluta in quanto il mondo, così com'è, è inaccettabile. Ecco allora che l'antipatia della protagonista, bulletta sbruffona ignorante, senza talento e per di più di successo, si trasforma in tenerezza ed empatia, perché la sua vita è una ostinata e inveterata lotta donchichottesca con la realtà. Angel ha un vestito sfavillante e divertente, i richiami al cinema dei '50 e gli ammiccamenti kitch lo fanno godibile dall'inizio alla fine; ma ha un'anima tragica, e non per il deragliamento melodrammatico della trama, ma per il destino ineluttabilmente fallimentare del progetto di vita della protagonista: negare il mondo. C'è una sequenza che dà un briciolo di verità al film (senza esagerare, ovvio). Angel incontra la donna alla quale la sua cocciuta e insensata determinazione ha letteralmente scippato la vita. Le ha scippato però la paccottiglia, i segni finti ed esteriori. Quella donna la sovrasta perché, al contrario di lei, è autentica.
Lasciatemi citare in ultimo il cameo della Rempling, capace di rendere eloquente l'assoluta inespressività. Per me Angel è un film da non perdere. Andate al cinena, subito!
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pulce
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venerdì 1 febbraio 2008
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una vita a metà
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questo è il titolo che dò a questa piccola recensione.a dire il vero non mi ha appassionato molto perchè a parte l'enorme egocentrismo della protagonista che si preoccupa solo di realizzare ciò che vuole trascurando i suoi cari e persino i suoi sentimenti,tutto il film gira intorno ad una storia d'amore inconcludente e infelice.La protagonista soffre di smalzi d'umore a livelli massimi e crisi d'identità da non distinguere più la sua vita vera dai suoi romanzi;inoltre si percepisce con nitidezza, non so se è voluto o è una mia impressione,il continuo vivere in ambienti sfarzosi,lussuriosi,come se la stessa vita dei personaggi si basasse negli scenari dove si collocavano.es:angel all'esterno sembrava una donna arrogante e meschina,ma nella sua casa diventava una scrittrice famosa.
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questo è il titolo che dò a questa piccola recensione.a dire il vero non mi ha appassionato molto perchè a parte l'enorme egocentrismo della protagonista che si preoccupa solo di realizzare ciò che vuole trascurando i suoi cari e persino i suoi sentimenti,tutto il film gira intorno ad una storia d'amore inconcludente e infelice.La protagonista soffre di smalzi d'umore a livelli massimi e crisi d'identità da non distinguere più la sua vita vera dai suoi romanzi;inoltre si percepisce con nitidezza, non so se è voluto o è una mia impressione,il continuo vivere in ambienti sfarzosi,lussuriosi,come se la stessa vita dei personaggi si basasse negli scenari dove si collocavano.es:angel all'esterno sembrava una donna arrogante e meschina,ma nella sua casa diventava una scrittrice famosa. perchè cosi tanta importanza a questo?forse per colmare le lacune sentimentali dei personaggi...
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