2 giorni a Parigi

Un film di Julie Delpy. Con Julie Delpy, Adam Goldberg, Daniel Brühl, Ludovic Berthillot, Aleksia Landeau.
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Titolo originale 2 Days in Paris. Commedia, durata 96 min. - Francia, Germania 2007. - DNC Entertainment uscita venerdì 28 settembre 2007. MYMONETRO 2 giorni a Parigi * * 1/2 - - valutazione media: 2,65 su 27 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato nì!
2,65/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * 1/2 - -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * - - -
Trailer 2 giorni a Parigi
Il film: 2 giorni a Parigi
Uscita: venerdì 28 settembre 2007
Anno produzione: 2007
Marion e Jack cercano di salvare la loro relazione sentimentale con un viaggio a Parigi, dove vivono i genitori di lei.
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primo piano
Commedia romantica parigina, matura nella sua leggerezza, per l'attrice di Prima dell'alba
Giancarlo Zappoli     * * * - -
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TROVASTREAMING

Marion è parigina. Jack americano. Vivono insieme da tempo a New York ma, dopo la vacanza che sognavano a Venezia, si fermano due giorni a Parigi per recuperare il gatto di lei e per far conoscere a lui la città e la famiglia di Marion. Quello che Jack conoscerà sarà una compagna molto più complessa di quanto lui potesse pensare e forse accettare. Per quanto progressista e capace di dare indicazioni sbagliate a compatriote decisamente a favore di Bush è troppo distante da questa 'vecchia Europa' che vive ancora dei miti del '68 (la madre di Marion ha avuto addirittura una breve relazione con Jim Morrison ai bei tempi) e che gioca ancora, nonostante l'AIDS, con sesso e sentimenti.
Julie Delpy (dopo la collaborazione come attrice e cosceneggiatrice al delizioso Prima del tramonto di Richard Linklater che faceva ritrovare il suo personaggio con quello di Ethan Hawke a dieci anni di distanza da Prima dell'alba) torna a giocare le sue carte nella sua seconda prova con un lungometraggio. Si può tranquillamente affermare che con questo film ci ha offerto un film maturo nella sua leggerezza grazie a una sceneggiatura che tiene per tutta la durata del film (tranne forse, ma è questione di gusti, nel finale) e all'interpretazione dei due protagonisti. Il confronto tra Francia e Stati Uniti continua ma questa volta non si tratta di polemica più o meno politica. Come ha sottolineato con grande acutezza Henry-Bernard Levy nel suo brillante saggio "American Vertigo" gli stereotipi in materia abbondano. È però necessario conoscere le persone reali. Questo non serve a edulcorare le differenze di visione del mondo e della vita quotidiana ma le rende fragili e contraddittorie su entrambi i versanti. Se Jack fa fatica a comprendere Parigi (complice anche la non conoscenza del francese) il 'ritorno a casa' mette a nudo per Marion quel fondo di puritanesimo, per quanto inserito in un contesto libertario, che Jack non si toglierà mai di dosso. Non si tratta quindi solo di cibo o di un anziano padre tutto istinto e seduttività ma di due culture. Tutto questo Delpy ce lo dice sorridendo ma quanto spessore c'e' sotto questa leggerezza di scrittura! Lo fa poi tornando sul luogo del delitto perché la sua abitazione parigina se non è la stessa assomiglia moltissimo a quella utilizzata per Prima del tramonto. In quel caso si trattava di un Rohmer riletto da un americano. Qui di un'America vista (con una maculopatia simbolica) da una francese che l'ama nonostante i difetti reciproci.

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TROVASTREAMING
2 GIORNI A PARIGI
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2 giorni a Parigi recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
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Un film inutile

venerdì 4 febbraio 2011 di giovanni lure

Sinceramente un film e una storia di cui non sentivamo la mancanza. Un'affabulazione a tratti delirante e fastidiosa che sembra ispirarsi a Woody Allen (sic) snocciolando una serie di luoghi comuni, vuoi sull'smore, vuoi sulla differenza fra la sensibilità europea e in cinismo americano probabilmente utili per confrontarsi in certi ambienti radical chic ma senza nessun interesse per chi a certe disquisizioni soci-antropologiche non è interessato. Insomma un film inutile. continua »

Dulie Delpy, Adam Goldberg
Abbiamo avuto giusto un flirt, credo di avergli fatto un pompino, niente di che...
Davvero un pompino per te e niente di che?
Oh, scusami! No, voglio dire che non è un granché rispetto a quel che succede nel mondo: c’è George Bush, c’è la guerra in Iraq, c’è l'influenza aviaria, e poi ci sono i pompini. Che vuoi che sia a confronto, capisci?
Certo. Senz’altro. Bel paragone! Brava!
È un fatto secondario, non credi?
Veramente, io non lo trovo un fatto secondario parlando del più vasto schema politico delle cose. Infondo, se ci pensi, dopotutto è stato proprio un pompino a distruggere l’Ultima chance dell’America di avere una sana democrazia!
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Dulie Delpy, Adam Goldberg
Abbiamo avuto giusto un flirt, credo di avergli fatto un pompino, niente di che...
Davvero un pompino per te e niente di che?
Oh, scusami! No, voglio dire che non è un granché rispetto a quel che succede nel mondo: c’è George Bush, c’è la guerra in Iraq, c’è l'influenza aviaria, e poi ci sono i pompini. Che vuoi che sia a confronto, capisci?
Certo. Senz’altro. Bel paragone! Brava!
È un fatto secondario, non credi?
Veramente, io non lo trovo un fatto secondario parlando del più vasto schema politico delle cose. Infondo, se ci pensi, dopotutto è stato proprio un pompino a distruggere l’Ultima chance dell’America di avere una sana democrazia!
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Julie Delpy
Spara o muori Quando sento che un uomo sta per lasciarmi ho la brutta abitudine di lasciarlo per prima prima di sentire tutte le sue scuse.
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INCONTRI | Il nuovo film dell'attrice/regista è un ritratto pungente della sua Francia e della relazione di coppia.

Il viaggio sentimentale di Julie Delpy

martedì 25 settembre 2007 - Tirza Bonifazi Tognazzi

2 giorni a Parigi, il viaggio sentimentale di Julie Delpy Julie Delpy aveva già dato prova del suo talento come sceneggiatrice contribuendo allo script di Prima del tramonto - per il quale ha ricevuto una nomination all'Oscar - che la vedeva dialogare amabilmente con Ethan Hawke. Ma la sua bravura con i "fiumi di parole" era già emersa nel 1995, quando aveva scritto e diretto il suo primo cortometraggio, dal titolo a dir poco emblematico Blah Blah Blah. L'attrice francese torna di nuovo a Parigi - lasciando che i discorsi si facciano più ironici, sudici e taglienti - dove i due protagonisti finiscono per mettersi a nudo con tutti i limiti e i difetti che solo una coppia che si ama davvero può arrivare a comprendere e superare.

di Raffaella Giancristofaro Rolling Stone

Accidenti, quanto piace parlare a Julie Delpy! Da Prima dell'alba sembra non aver mai smesso di macinare parole, manco fosse Woody Allen con l'analista in ferie ai tempi di Io e Annie. Qui, al suo secondo film da regista (il primo, Looking for Jimmy, l'hanno visto solo in Francia), saggiamente sceglie ciò che conosce: Parigi, la sua famiglia (quella vera: madre, padre e sorella) per raccontare la crisi di coppia tra Marion, fotografa stralunata e scassapalle (Delpy) e Jack, il suo compagno architetto (Adam Goldberg, un talentaccio). »

Nei due giorni d'amore di Delpy Parigi val bene una rissa

di Boris Sollazzo Liberazione

L 'insostenibile pesantezza dell'essere, questo ci mostra Julie Delpy nel suo 2 giorni a Parigi, fotografia irriverente e lucida dell'incomunicabilità. Quel nodo di caratteri, generi, sentimenti, tare culturali che impedisce una reale e serena comprensione tra le persone. Il ritratto di molte storie d'amore, soprattutto se meticcie: appassionate e appassionanti, ma anche contorte e difficili. L'attrice francese, già giovanissima musa di Kieslowski e Godard, si "libera" degli amici e sodali Richard Linklater ed Ethan Hawke, con cui aveva costruito il successo dei cult romantici Prima dell'alba e Prima del tramonto , per spiccare il volo. »

Come è difficile amarsi a Parigi

di Roberta Bottari Il Messaggero

Marion (Julie Delpy) è una 37enne parigina, bionda, emancipata e leggerissimamente indaffarata con i suoi ex. Jack (Adam Goldberg) è un newyorkese coetaneo, ipocondriaco e soprattutto sotto choc culturale. Perché i due, dopo un disastroso giro a Venezia (dove le romanticherie hanno lasciato il posto alla gastroenterite) sono arrivati in Francia. Si amano, ma lui è liberale solo se non si minaccia la proprietà privata (che include Marion). Mentre lei adora attaccare al pene dei fidanzati palloncini colorati legati con un bel fiocco tipo regalo. »

Quanti problemi con un amore franco-americano

di Valerio Caprara Il Mattino

Lei è francese, bionda, carina, aggiornata e progressista. Lui è americano, virile, pragmatico, laconico e igienista. La coppia per rinsaldarsi viaggia in Europa, ma il fulmineo soggiorno conclusivo a Parigi si trasforma in una buffissima guerriglia. Scontro tra i sessi, innanzitutto, ma poi tra le mentalità, le tendenze politiche, gli usi e i costumi che dividono oggi più che mai l'Esagono dagli States: «2 giorni a Parigi» è una commedia sentimentale che, a parte il maldestro doppiaggio nostrano, può riuscire gradevole o insopportabile a seconda della disposizione di platea. »

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