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vervain
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sabato 25 dicembre 2010
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la realta' e' complicata
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Per me non è stato un film "soporifero" per il semplice fatto che mi ha fatto pensare a quanta povertà e ingiustizia ci sono nel mondo; mi ha fatto entrare in una storia che nessuno racconta sui giornali o in Tv, perchè lì mostrano solo il "prodotto finito", e spesso senza un'ottica di condivisione ,ma accentuando solo il "fastidio per certe cose"; come se la povertà fosse un fastidio. I clandestini dentro al camion, via.... La ragazza che fugge da certe costrizioni, prostituta... I passaporti falsi, delinquenti... Grazie a questi film, che ci riportano un po' con i piedi per terra.
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domenico a
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domenica 21 novembre 2010
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la speranza costa molto
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14 km sono la distanza tra Tangeri e Algeciras in Spagna che bisogna percorrere attraverso lo stretto di Gibilterra. Sono la distanza tra un Continente come quello africano affamato e abbandonato e quello che ancora in molti credono l’Eden chiamato Europa. Come si sa, centinaia di migliaia di disperati fanno viaggi impossibili per raggiungere un sogno che sogno molto probabilmente non č nemmeno per chi ce la fa. Il documentarista spagnolo Gerardo Olivares (che ha realizzato docu di argomento naturalistico, culturale e antropologico e un solo film Il grande match in cui una famiglia nomade della Mongolia, una tribů di cammellieri tuareg del Sahara e una famiglia di indios della Foresta Amazzonica percorrono migliaia di chilometri per vedere in tv la partita Germania-Brasile, finale del Mondiale di calcio 2002) ha realizzato questo docu-film nel 2006 ed ha ricevuto nel 2007 un premio al Festival di Valladolid, cosě ci sembra di ricordare; anno in cui vinse Ermanno Olmi con Cento chiodi.
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14 km sono la distanza tra Tangeri e Algeciras in Spagna che bisogna percorrere attraverso lo stretto di Gibilterra. Sono la distanza tra un Continente come quello africano affamato e abbandonato e quello che ancora in molti credono l’Eden chiamato Europa. Come si sa, centinaia di migliaia di disperati fanno viaggi impossibili per raggiungere un sogno che sogno molto probabilmente non č nemmeno per chi ce la fa. Il documentarista spagnolo Gerardo Olivares (che ha realizzato docu di argomento naturalistico, culturale e antropologico e un solo film Il grande match in cui una famiglia nomade della Mongolia, una tribů di cammellieri tuareg del Sahara e una famiglia di indios della Foresta Amazzonica percorrono migliaia di chilometri per vedere in tv la partita Germania-Brasile, finale del Mondiale di calcio 2002) ha realizzato questo docu-film nel 2006 ed ha ricevuto nel 2007 un premio al Festival di Valladolid, cosě ci sembra di ricordare; anno in cui vinse Ermanno Olmi con Cento chiodi.
Ci č sembrato un piccolo film, senza pretese e senza un’idea o una soluzione cinematografica originale o imprevedibile. Quello che ci dovrebbe ‘sconvolgere’ ci sembra molto edulcorato e benevolo al punto che i reportage della Gabanelli o di Silvestro Montanaro sull’argomento sono molto piů radicali e sconvolgenti.
Il film inizia in Mali, sul fiume Niger, dalle parti di Timboctou (scusate la digressione, se vi piace viaggiare, fate un passaggio o anche un viaggio in quelle fantastiche zone). Una signora e suo figlio stanno trattando con un vecchio viscido il matrimonio tra la giovanissima figlia Violeta e il porco stupratore: dieci mucche e cento chili di sale. Ma la ragazzina che č stata abusata da bambina da quell’uomo ha il coraggio di scappare di casa e di partire verso l’Europa. In quegli stessi giorni, al sud della Nigeria, Buba, un bravo ragazzo, talentuoso nel calcio, e meccanico per sopravvivere, si fa convincere da suo fratello Mukela a tentare il viaggio verso l’Europa. Naturalmente Violeta e i due ragazzi si incontrano durante il viaggio in direzione del Marocco: a lei hanno rubato tutto tranne il biglietto di viaggio. Si perdono, si rincontrano nel mezzo del deserto del Tenerč, non sapendo bene che direzione prendere e naturalmente la sbagliano: girando in tondo per giorni. Svenuti e disidratati vengono trovati da due Tuareg che riescono a salvare Violeta e Buba ma non Mukela che verrŕ seppellito in quel luogo. Li accolgono nelle loro tende, li fanno riprendere fino a che i due ragazzi ripartono e giungono dove si possono comprare passaporti falsi. Ma durante il viaggio in pullman lei viene fermata dalla polizia e arrestata per il passaporto, Buba prova a salvarla, ma non c’č niente da fare. Il giovane riprende il cammino anche a piedi tra Algeria e Marocco, viene rimandato indietro, sbattuto dalle guardie di frontiera da un posto all’altro , ma arriverŕ a Tangeri, ma verrŕ arrestato ed espulso. Ma lui ostinato a piedi torna indietro, fino al villaggio di mare di Asillah in Marocco ( altro posto che potreste visitare ). Qui ritrova Violeta in un bordello e con lei si imbarca su un battellino verso la Spagna. Potrebbe finire qui: invece li ritroviamo il giorno dopo correre nella Spagna del sud, intercettati dalla polizia (che non č da meno di quella italiana, anzi…) e nonostante loro alzino le mani e si arrendano…
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surfersparadise
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giovedě 18 novembre 2010
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tavor
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retorica allo stato brado, inzuppato di ridondanza!Un film soporifero!
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pippo79
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venerdě 22 ottobre 2010
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..dal film..
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i sogni sono quelli che ci tengono in vita.. senza di essi tutto sarebbe piatto; credo nei sogni e ammiro chi li porta avanti mettendosi a confronto con realtà gigantesche e riesce alla fine a raggiungere l'obbiettivo. Poi come tutte le cose perdono il loro valore al momento che le ottieni. Ma questo fa parte della forza del sogno. Crea un mondo tutto a sè dipinto su un quadro con colori di speranza gioia e serenità....
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melania
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martedě 15 giugno 2010
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''non c'č muro capace di contenere i sogni"
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Il fim č molto bello,il regista percorre il dramma dei migranti clandestini,che attratti dal mito dell'Europa e per sfuggire a situazioni disperate,tentano avventure estreme e vanno incontro a sofferenze e stenti indicibili.Film amaro che induce a riflettere sulla condizione degli emigranti.I due giovani protagonisti credono,comunque ,fino alla fine, in un sogno ed č questo che li spinge a proseguire nel loro cammino indicibilmente sofferto.Bellissimi anche i paesaggi e la colonna sonora.
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paolo
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venerdě 4 giugno 2010
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la forza dei sogni
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film davvero bellissimo, sopra le righe, con un commento musicale particolarmente suggestivo...meriterbbe di piů.
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