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ilaskywalker
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venerdì 28 ottobre 2011
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colpa del ghenos spagnola
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Un film sulla morte. Scampata, presunta, inflitta; e sul ritorno da essa. La tematica è esplicita sin dall'inizio nella sequenza del cimitero con donne affaccendate, al vento, che puliscono le lapidi. Già da qui l'universo femminile si presenta nella sua totalità: le donne sono moltissime, amorevoli nei confronti dei cari scomparsi e delle amiche-conoscenti, pratiche, laboriose. Il primo uomo che appare è anche il primo ad uscire di scena (fuori scena), ammazzato per legittima difesa.
Gli uomini sono anche quelli che guardano attoniti, in moltitudine, una Soledad sconvolta dopo una prima visione della madre, considerata in precedenza morta. Manca in genere un rapporto solido od equilibrato tra uomo e donna, che se compaiono insieme sono comunque percorsi da tensione e contrasti.
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Un film sulla morte. Scampata, presunta, inflitta; e sul ritorno da essa. La tematica è esplicita sin dall'inizio nella sequenza del cimitero con donne affaccendate, al vento, che puliscono le lapidi. Già da qui l'universo femminile si presenta nella sua totalità: le donne sono moltissime, amorevoli nei confronti dei cari scomparsi e delle amiche-conoscenti, pratiche, laboriose. Il primo uomo che appare è anche il primo ad uscire di scena (fuori scena), ammazzato per legittima difesa.
Gli uomini sono anche quelli che guardano attoniti, in moltitudine, una Soledad sconvolta dopo una prima visione della madre, considerata in precedenza morta. Manca in genere un rapporto solido od equilibrato tra uomo e donna, che se compaiono insieme sono comunque percorsi da tensione e contrasti. Negare il maschile è quello che fanno la protagonista Raimunda e sua figlia, uccidendo e facendo sparire Paco. Ugualmente agisce Irene, dando fuoco al marito anni addietro. "Non abbiamo avuto fortuna con gli uomini, nessuna delle tre."
Una costante assenza che esalta sì la componente muliebre, tanto cara al cineasta spagnolo, ma che procura allo stesso tempo nel percorso di vita dei personaggi un dolore intrinseco.
Tuttavia l'assenza genera anche 'presenza' in senso letterale: lo spirito dei morti secondo la credenza farebbe visita ai vivi e li assisterebbe. Il dato apparentemente soprannaturale trova riscontro in un cromatismo concreto ma vagamente simbolico, come il blu ed il rosso (in opposizione nel colore di abiti, auto, pareti). A questo dato si affianca quello noir (delitto - occultamento) e quello più leggero (Irene spacciata per una russa aiutoparrucchiera e le sue 'simpatiche' flatulenze- la comicità involontaria della anziana zia Paula - il grottesco talk show nel quale Augustine parla del suo cancro).
Il cast al femminile spazia emozionalmente e si completa: dalla praticità e lucidità passionale di Penélope Cruz, all'ingenuità di Lola Dueñas, alla forza d'animo di Blanca Portillo, alla solida vaghezza di Carmen Maura, all'innocenza-colpevolezza della giovane Yohana Cobo.
L'oscillazione di identità (Paco non è il padre di Paula / la madre di Augustine è quella morta al posto di Irene / Irene è considerata ma non è un fantasma / il padre di Raimunda è padre e nonno allo stesso tempo) accompagna lo svolgersi di quella antichissima "colpa del ghenos" da tragedia greca, struttura tematica cardine fatta di incesti, tradimenti, fiducia e perdono; in cui il peccato e la sofferenza sono insiti nelle radici della famiglia e soprattutto inevitabili, di generazione in generazione.
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cinemalife
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giovedì 25 agosto 2011
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donne del passato e del presente
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Pedro Almodóvar torna sul grande schermo con una straordinaria pellicola che vede protagoniste assolute, come di consueto, le donne. Una fantastica Penélope Cruz (vincitrice del premio come miglior attrice al Festival del Cinema di Cannes) interpreta Raimunda, madre di Paula e sorella di Soledad, assieme alle quali dovrà affrontare un passato non del tutto sepolto e un presente che sembra riproporne lo stesso copione.
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grid alien
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lunedì 19 aprile 2010
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il capolavoro di almodovar
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Il capolavoro di Almodovar, recitato, sceneggiato, girato, musicato e fotografato ad arte. Bellissima e bravissima Penelope Cruz. Infamia a chi ha OSATO dare 1 stella a questo film, vuol dire mancare anche solo di un briciolo di oggettività.
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mattia longobucco
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venerdì 8 gennaio 2010
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la classe di un film in cui tutto torna!
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Mi limito ad inchinarmi di fronte alla bravura di Almodovar e di tutte le bravissime attrici che hanno recitato in questo film, che riesce a creare delle suggestioni realmente intense e speciali... Il film è incentrato sul tema del ritorno: mi ha colpito che, oltre alla madre di Raimonda, ritorni costantemente fuori il colore rosso, che simboleggia non solo la passione delle donne, ma anche il marito ucciso... Profondo e riflessivo!
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luana
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lunedì 9 novembre 2009
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una stella a penelope cruz
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Il resto...meglio lasciar perdere.
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clementine89
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giovedì 5 marzo 2009
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volver
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A Madrid, nei quartieri effervescenti della classe lavoratrice, dove gli immigrati delle vari province spagnole condividono sogni, vita e fortuna con una multitudine di etnie e razze diverse, tre generazioni di donne sopravvivono al vento, al fuoco e persino alla morte, grazie alla bontà, al coraggio e ad una vitalità infinita.
In un cast eccezzionale di attrici la cui bellezza interiore risalta anche all'esterno, Pedro Almodòvar realizza un vero e proprio capolavoro riassumibile in molte immagini di fotogrammi dalla splendida inquadratura e una delicatezza infinita.
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blanca
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sabato 24 gennaio 2009
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l' universo femminile di almodovar
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...la sensazione è di essere a teatro...
le donne, uniche, vere protagoniste dei suoi film, sono mitiche!!!!
Il messaggio che lascia al mondo è grande:
la vita, la morte, i sentimenti è un tutto omogeneo.
E poi una figlia che ritrova la madre e un insegnamento grande:
non sempre capita la seconda occasione di poter dire ti voglio bene a chi ami, la morte porta via, e tu rimpiangi di non aver detto.
Figli che insegnano ai genitori, genitori che insegnano ai figli
GRANDE!!!MITICO!!! e in fondo semplice ALMODOVAR
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queserà
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sabato 10 gennaio 2009
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bello
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almodovar è un genio. questo è uno dei suoi capolavori
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tetravakis
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sabato 10 gennaio 2009
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geniale
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