The Black Dahlia

Film 2006 | Drammatico 121 min.

Regia di Brian De Palma. Un film con Josh Hartnett, Scarlett Johansson, Aaron Eckhart, Hilary Swank, Mia Kirshner. Cast completo Genere Drammatico - USA, Germania, 2006, durata 121 minuti. Uscita cinema venerdì 29 settembre 2006 - MYmonetro 2,95 su 106 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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The Black Dahlia
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Lee e Bucky sono poliziotti nella Los Angeles del 1947. L'omicidio raccapricciante di una starlet, su cui sono chiamati a indagare, sconvolgerà le loro esistenze. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, ha vinto un premio ai Nastri d'Argento. In Italia al Box Office The Black Dahlia ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 2,3 milioni di euro e 852 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
2,95/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,70
PUBBLICO 3,12
CONSIGLIATO SÌ
Pur smarrendo la sua straordinaria capacità narrativa al servizio del romanzo di Ellroy, De Palma mantiene tutta la sua eleganza geometrica.
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 30 agosto 2006
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 30 agosto 2006

Lee Blanchard e Bucky Bleichert sono poliziotti nella Los Angeles del 1947. Ex pugili in categorie differenti si incontrano e si scontrano sul ring e nella vita, dove condividono una donna e un'ossessione. La prima è la bionda e raffinata Kay, compagna di Blanchard e prostituta riabilitata, la seconda è Betty Ann Short, la Dalia Nera, prostituta perduta perché assassinata e orribilmente mutilata sotto le lettere che comporranno il suo epitaffio (Hollywoodland). La ricerca dell'assassino della Dalia, braccato e scovato sotto la polvere di stelle della città degli angeli, condurrà i due investigatori lontano da qualsiasi forma di moderazione emotiva e professionale. Ombre del e dal passato e amori illeciti dal sapore necrofilo finiranno per consumarli e per determinarne la sorte, opposta come il ghiaccio e il fuoco.
Lo squilibrio e l'irrequietezza degli antieroi creati dalla penna noir di James Ellroy tracima nella trasposizione cinematografica di Brian De Palma che apre la 63° edizione del festival del cinema di Venezia. Se il cinema dell'"intoccabile" De Palma mantiene tutta la sua eleganza geometrica, regalando alla sua storia un altro superlativo scavalcamento a scoprire, dietro le palazzine di Los Angeles, il corpo straziato della sua Dalia, dall'altra parte sembra smarrire la sua straordinaria capacità narrativa. Raffinato esteta della messa in scena, il regista americano tradisce un'imbarazzante, perché inspiegabile, mancanza d'intendimento. Lo straordinario romanzo di Ellroy, necessariamente compresso in centoventi minuti e liberamente aggiornato nel suo epilogo, investiga su un crimine restituendo l'affresco di un'epoca, quella del dopoguerra, e i ritratti degli uomini e delle donne che lo avevano subito o agito. La sua rilettura per lo schermo è incapace di prendere una direzione esplicita e finisce per scontentare sia i lettori del romanzo, questo è congenito, sia coloro che ignorano le pagine di Ellroy, questo è invece spiacevole. Il racconto è lacunoso: troppe omissioni o troppe informazioni, troppe piste intraprese e poi smarrite, sprecate in un finale spiegato in due battute.
I punti di forza, come quelli lirici ci sono e non mancano di incantare: la Los Angeles fine anni Quaranta ricostruita in Bulgaria da Dante Ferretti; la straordinaria Dalia di Mia Kirshner, fragile e vulnerabile come la Vivien Leigh di Un tram che si chiama desiderio, seducente e civettuola come la sua Scarlett, di cui pronuncia alcune battute in un inserto del film; l'interpretazione di Aaron Eckhart, farabutto e gentiluomo come il capitano Rhett Butler di Clark Gable, che toglie ogni speranza al più giovane e immaturo Josh Hartnett. Colpo di grazia è pure l'inserzione de L'uomo che ride di Paul Leni, film muto del 1928 che sostituisce e traduce in immagine L'Homme qui rit di Victor Hugo, citato da Ellroy nel suo romanzo e chiave decisiva per lo scioglimento della trama. Scarlett Johansson e Hilary Swank sono invece fuori parte e fuori tempo, almeno quello del divismo e del cinema d'oro che iniziò quando Hollywood perse la Dalia, la testa e la Land.

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THE BLACK DAHLIA
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 15 gennaio 2011
ultimoboyscout

Trasposizione cinematografica di un romanzo del maestro Ellroy da parte del maestro DePalma: il regista ci mette del suo, il film è piuttosto "liberamente" tratto ed è anche appassionante, ma forse si discosta veramente troppo, ci riempe la testa di immagini, dialoghi ed avvenimenti, fino a rimanere confuso e confusionario. Personaggi bellissimi, quelli si che sono vicini allo [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 settembre 2010
nerazzurro

De palma alla regia = PERFETTO! Cast con tutte le stelle possibili = PERFETTO! Film sulla Daliah nera = PERFETTO! Sceneggiatura basata su un romanzo che parla il 20% della Daliah nera ed il resto su vicende personali dei protagonisti  = PESSIMO!!!!

mercoledì 29 agosto 2012
andyflash77

E’ il 1947, Los Angeles. Josh Hartnett ed Aaron Eckhart sono Dwight Bleichert e Leland Blanchard. Abili, stagionati poliziotti ed ex pugili, ai tempi si erano guadagnati i soprannomi di Mr Ice e Mr Fire. Insieme sul ring, quando la polizia organizza un incontro per sponsorizzarsi, insieme nel lavoro e nella vita, dove condividono l’amicizia e l’amore per Kay (Scarlett Johansson), [...] Vai alla recensione »

mercoledì 11 dicembre 2013
Renato C.

Non posso dire che non sia un film ben fatto, la mano di Brian De Palma si vede, eccome! Però è pazzesco pensare che accadano simili cose, tanto più che il film è ispirato ad una vicenda realmente accaduta! Qui le perversioni ci sono tutte: dalla necrofilia alla lesbo-pornografia, e chi più ne ha più ne metta! Non è certo la prima volta che si vede in un film, ma perchè negli anni '30 e '40 gli uomini [...] Vai alla recensione »

sabato 10 marzo 2012
nick castle

Purtroppo un occasione mancata per De Palma, di riportarsi in auge al pubblico e di riaccordarsi i favori della critica. De Palma sceglie di dirigere un romanzo difficile e fin troppo colmo di finezze, che, diciamolo chiaramente, è stato adattato coi piedi da Josh Friedman, lo sceneggiatore de " La guerra dei mondi" (non a caso infatti.

sabato 18 febbraio 2012
gianleo67

Le atmosfere del noir sono nelle corde di un De Palma sempre affascinante nella elaborazione delle sequenze e nella rappresentazione di un'epoca di forti contraddizioni e striscianti ambiguità. Peccato per la congruenza narrativa smarrita forse nella 'compressione' della riduzione cineìmatografica ma anche da una scrittura non eccelsa. Irrisolto ma sempre affascinate.

sabato 12 novembre 2011
luiza pattinson

il libro è emozionante e spero il film sarà uguale

sabato 6 febbraio 2010
Travis_Bickle

Finalmente si rivedere un De Palma convincente! Certo i livelli raggiunti con Carlito's way e Scarface sono inarrivabili ma con Black dahila è riuscito a costruire e a realizzare un film più che decente! Voto: 7

mercoledì 22 luglio 2009
Boston George

Uno dei film + belli che abbia mai visto mi è piaciuto soprattutto il cast con attori a mio dire ottimi inoltre la storia è molto bella e ci sono colpi di scena soprattutto alla fine e non al inizio come succede nella maggior parte dei film; in questo i colpi di scena alla fine del film portano il protagonista a cambiare in circa 20 minuti moltissime opinioni su una persona e con lui anche lo spettatore [...] Vai alla recensione »

venerdì 21 agosto 2009
Jane

è un bel film e Josh Hartenett è MERAVIGLIOSO...

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alberto Crespi
L'Unità

Dopo avere aperto Venezia con tutto il «glamour» hollywoodiano del caso, Black Dahlia è uscito dal vortice mediatico: forse la grande attesa è stata delusa, soprattutto da parte dei fans di James Ellroy. Il grande scrittore americano era a Venezia assieme a Brian De Palma e ai numerosi attori e si è naturalmente dichiarato soddisfatto del film: ma la sensazione che stesse adempiendo a un obbligo contrattual [...] Vai alla recensione »

Tullio Kezich
Il Corriere della Sera

Se è vero che il buon giorno si vede dal mattino, la 63esima Mostra comincia male: annunciato con enfasi, supportato da presenze prestigiose, The Black Dahlia è un film sbagliato. Confesso che non mi pare granché neanche il manieristico romanzo originario di James Ellroy, considerato da alcuni un capolavoro: ben 349 pagine nell'edizione Oscar per un indigesto minestrone di morbosità e delitti rinforzato [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

«The Black Dahlia» è un romanzo bellissimo (edizioni Mondadori) di James Ellroy, nato da un'implacabile ossessione nella vita dello scrittore: sua madre, infermiera divorziata dal padre, venne seviziata e ammazzata da uno sconosciuto a Los Angeles, un sabato sera di giugno del 1958. Ellroy ne ha scritto in My Dark Places e indirettamente in The Black Dahlia, evocando un altro fatto di cronaca, del [...] Vai alla recensione »

Valerio Guslandi
Ciak

Morire e vivere a Los Angeles. Brian De Palma rilegge Ellroy alla sua maniera e ne riduce per lo schermo il corposo romanzo-feticcio (edito da Mondadori) che, partendo dal ritrovamento del corpo mutilato di una giovane e bella aspirante attrice, affonda il suo bisturi nei vizi e nelle depravazioni della Hollywood degli Anni '40. Un noir cupo e ossessivo che De Palma riveste con classe, grazie allo [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Poteva essere il film dell'anno, è un'occasione del tutto mancata. C'era il romanzo di James Ellroy, uno dei più begli intrighi nella storia del giallo, basato per giunta su una storia vera. C'era il genio barocco di De Palma, l'ideale per una storia piena di riflessi, di doppifondi e di identità multiple (la chiave di tutto sta nel provino girato da un'aspirante attrice prima di essere orribilmente [...] Vai alla recensione »

Massimo Benvegnù
Il Riformista

Sparando la cartuccia finale del conflitto Roma-Venezia, commentando l'ultima puntata della telenovela culturale più seguita dell'estate cinematografica italiana, Marco Mueller ha paragonato il confronto a distanza di madrine, padrini, divi e budget delle due kermesse a quella terribile pratica di certa stampa del settore che ormai valuta un progetto cinematografico solamente in base al suo cast e [...] Vai alla recensione »

Natalia Aspesi
La Repubblica

Che fine hanno fatto le donne fatali, quelle che intorpidivano gli uomini sino a farli schiavi, e bastava uno sguardo nero di mistero, un anello di fumo soffiato lentamente da una sigaretta nel lungo bocchino, un esasperante silenzio carico di promesse? Cancellate dalla realtà da quando le pari opportunità hanno tolto loro ogni potere segreto ma anche ogni necessità di scocciarsi con queste sceneggiate, [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

L'apertura della 63esima Mostra con The Black Dahlia di Brian De Palma, tratto dal famoso romanzo di James Ellroy, ha portato a Venezia l'atmosfera del grande cinema hollywoodiano. Nonché una bella mandata di divi, a cominciare dalla bionda Scarlett Johansson per proseguire con i due «belli» Josh Hartnett e Aaron Eckhart anche se il personaggio più scoppiettante del gruppo è proprio Ellroy, il romanziere [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
L'Espresso

The Black Dahlia di James Ellroy (edizione Mondadori) è un romanzo molto bello: ma non se ne può più di cappelli da uomo con la falda abbassata sulla fronte di cappellini da donna con veletta, di poliziotti in doppio petto marrone, di smorfiosi e smorfiose, di sigarette continuamente accese e automobili d'epoca. I protagonisti del romanzo collocato nel 1947, nell'aria ottimista e vorace del dopoguerra [...] Vai alla recensione »

Roberto Silvestri
Il Manifesto

Il bianco non è un colore, perché non ne contiene nessuno. Il nero non è un colore (se non per allergia razzista) perché li contiene tutti. Ma la loro sovrimpressione schermica può creare l'atmosfera più inquietante di tutte, e trascinarci ai confini della realtà, in un mondo «dark». Avviene quando si va al cinema e ci si trova come soli sul ring.

Gloria Satta
Il Messaggero

Immagini che rimangono impresse: Scarlett Johannson più seducente che mai nei suoi golfini d'angora, i magnifici interni déco firmati da Dante Ferretti come la Los Angeles degli anni 40 tutta ricostruita (palme comprese) in Bulgaria, due corpi che precipitano avvinghiati e poi si schiantano al suolo, un sofisticato balletto in un locale per lesbiche.

Roberta Ronconi
Liberazione

Il compito non era facile, nemmeno per un grande come Brian De Palma. Mettere in immagini quell'inferno di pulsioni che è la scrittura di James Ellroy non è roba da tutti i giorni e per tutti gli stili. De Palma conosce il grande schermo, sa come riempire l'immagine, come trattarne tutti gli elementi, umani e scenografici, le luci, la grana della pellicola.

Mauro Gervasini
Film TV

Ci sono due modi per vedere Black Dahlia. Come la versione cinematografica di un fantastico romanzo di James Ellroy o come un film di Brian De Palma. Nel primo caso hanno ragione i detrattori, a partire da Goffredo Bettini (Festa di Roma) che col senno di poi si dice contento di avere perso la sfida con Marco Muller (Mostra di Venezia) per accaparrarselo.

Giovanna Grassi
Il Corriere della Sera

"Tranne la vittima, Elizabeth Short, nel mio libro e nel film mentono tutti. E non mentono in tanti forse anche oggi? Nel 1947 quattrocento persone si autoaccusarono del clamoroso omicidio di Dahlia; un mitomane, John Mark Karr, ha appena cercato di farsi passare per l'assassino della baby-modella Joan Benet Ramsey. La verità è che la letteratura era e resta una forma di catarsi, oggi invece il potere [...] Vai alla recensione »

Giovanna Grassi
Il Corriere della Sera

Dopo l'Oscar la Swank sceglie l'immagine sexy e sarà una femme fatale nel noir di De Palma. Hilary Swank, conquistato il suo secondo premio Oscar, ha accettato di ridurre la sua paga per un ruolo non da protagonista, ma finalmente da donna molto bella, in Black Dahlia di Brian De Palma, dal libro di James Ellroy, l'autore di L.A. Confidential. Per Hilary - la bravissima Cenerentola di Hollywood glamour [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

«I ricchi sono diversi e muoiono in modo diverso». La battuta, di stile chandleriano, echeggia in The Black Dahlia («La dalia nera») di Brian De Palma, tratto dal romanzo di James Ellroy (Mondadori), ambientato a Los Angeles nel 1946-1947, proprio l'epoca del Lungo addio, ultimo romanzo compiuto di Chandler. Del quale il libro di Ellroy e il film di De Palma ricalcano scontri sociali e amarezze esistenziali [...] Vai alla recensione »

Natalino Bruzzone
Il Secolo XIX

La domanda: è un buon incontro quello tra i talenti irrequieti e per nulla ortodossi di James Ellroy e di Brian De Palma? La risposta: sì, assolutamente, anche se "La dalia nera" romanzo (edito in Italia da Mondadori) è il capolavoro dello scrittore, mentre "The Black Dahlia" non rappresenta il vertice della carriera del regista. Comunque, la fusione di due vocazioni sensitive è mirabile: da una parte [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Un film promosso da due grandi firme, quella del suo regista, Brian De Palma, quella del romanziere da cui la storia è tratta, James Ellroy, di cui si ricorderà almeno un’altra riduzione cinematografica di una sua opera, «L.A. Confidential» e che, anche nel titolo, si era ispirato alla bella sceneggiatura di Raymond Chandler, «The Blue Dahlia», portata al cinema negli anni Quaranta da George Marshall, [...] Vai alla recensione »

Alessandra De Luca
Avvenire

La 63esima Mostra del cinema di Venezia è partita con una gaffe: il cast di Black Dahlia, il film di apertura della rassegna firmato da Brian De Palma e con Scarlett Johansson, Josh Hartnett e Aaron Eckahert, è arrivato con un'ora di ritardo alla cerimonia di apertura, mettendo in imbarazzo tutti. È la prima volta che accade in 63 edizioni. E pensare che in onore del film tutta la sala era stata ornata [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

«Il cadavere si presenta in due metà, sezionato all'altezza dell'ombelico. Nella metà superiore, il cranio presenta massicce depressioni e fratture; i tratti del viso sono deformati da vaste ecchimosi, ematomi, edemi. La cartilagine nasale è fuori sede. Una ferita parte da entrambi i lati della bocca sino a raggiungere i lobi delle orecchie. Sui seni, numerose lacerazioni e bruciature di sigarette. [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Violenza e corruzione. Passione e morte. Vizi privati e pubbliche virtù. Tormento della carne ed estasi della visione. Sono i temi di James Ellroy e, in particolare, il background del suo romanzo più torbido e affascinante: in The Black Dahlia, infatti, essi convivono con il tentativo dello scrittore d'esorcizzare le ossessioni che avevano iniziato a perseguitarlo dopo lo strangolamento di sua madre, [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

E così è cominciata anche questa tanto attesa Mostra n. 63. Con un film di Hollywood The Black Dhalia, arricchita da due grandi firme, quella del suo regista, Brian De Palma, quella del romanziere da cui la storia è tratta, James Elloroy, di cui si ricorderà almeno un'altra riduzione cinematografica di una sua opera, LA. Confidential. Un testo ben congegnato.

Paolo Boriani
La Padania

Sessantatreesima Mostra del Cinema di Venezia. È sempre Marco Muller a dirigerla, al suo terzo anno consecutivo. Sempre beneamati b-movie o comunque cinematografie scomparse o sconosciute: e questo anno la retrospettiva è dedicata alla Storia Segreta del Cinema Russo. Sempre, soprattutto, tra concorso e fuori concorso, film di serie A. A memoria, tra i tanti, della scorsa rassegna, Good Night, and [...] Vai alla recensione »

winner
miglior scenogr.
Nastri d'Argento
2007
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