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diego campari
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domenica 18 settembre 2011
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male ma non malissimo.
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Partiamo da alcuni dovuti presupposti: 1)L'originale di Hooper è un assoluto capolavoro del cinema che non dovrebbe essere toccato da mani inesperte. 2)Il reboot con la Biel è stato decente quanto bastava per non farsi sommergere dai fischi. 3)Dalla partecipazione di Bay, mi aspettavo qualcosa di catastrofico come dimostrato in Venerdì 13 o The Hitcher.
Temevo il disastro assoluto e, in effetti, è stato sfiorato. Certo, i personaggi hanno uno spessore che bidimensionale è dir tanto e la sceneggiatura è quantomeno discutibile. Il buon sergente Hartman(leggenda vivente ma attore valente nemmeno sotto Kubrick), poi, risulta una parodia di sè stesso e del suo porsi nell'immaginario collettivo.
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Partiamo da alcuni dovuti presupposti: 1)L'originale di Hooper è un assoluto capolavoro del cinema che non dovrebbe essere toccato da mani inesperte. 2)Il reboot con la Biel è stato decente quanto bastava per non farsi sommergere dai fischi. 3)Dalla partecipazione di Bay, mi aspettavo qualcosa di catastrofico come dimostrato in Venerdì 13 o The Hitcher.
Temevo il disastro assoluto e, in effetti, è stato sfiorato. Certo, i personaggi hanno uno spessore che bidimensionale è dir tanto e la sceneggiatura è quantomeno discutibile. Il buon sergente Hartman(leggenda vivente ma attore valente nemmeno sotto Kubrick), poi, risulta una parodia di sè stesso e del suo porsi nell'immaginario collettivo. Il film non accumula tensione o spavento, solo un briciolo di orrore da frenetico videoclip in perfetto stile MTV generation; ci può stare, anche visto l'originale, ma qui si rinuncia allo humor nero e perverso che caratterizzava l'opera prima. Già, qui è tutta una buffonata, con temi di fondo abbozzati in una forma embrionale e malata che ricorda il corpo di un Latherface mai così in secondo piano. Nulla va mai oltre la patina disordinata e deboluccia voluta da Bay e soci per incantare gli ignoranti(un buon mago cerca un pubblico ubriaco), nulla riporta alle sferzate feroci di allegoria sepolcrale di Hooper, nulla si fa ricordare,praticamente nulla evita al film di naufragare.
Si salva la fotografia, sulla falsa riga del reboot del 2003, e persiste la sensazione che, tutto sommato, poteva andare ancora peggio.......se questo può valere qualcosa.
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giuggy2
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domenica 17 aprile 2011
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poteva salvardi almeno 1 dei ragazzi no?!?
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a me è piaciuto abbastanza.. nn mi è piaciuta la fine xk ero sicura ke la ragazza si sarebbe salvata uff ke palle nn voglio il film ke va a finire con ..e vissero felici e contenti.. dove la strega cattiva muore o.. e la principessina ke vive con il suo principe tutta contenta -_- ma una fine decente vabbe darei a sto film un 3
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giuggy2
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domenica 17 aprile 2011
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.....
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bello ma troppo sanguinoso..
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luca scialò
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sabato 1 gennaio 2011
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oltre al sangue a fiumi null'altro
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Due fratelli, prima di partire per il Vietnam, decidono di concedersi una breve vacanza con le rispettive ragazze. Il più grande già c'è stato in quel luogo di guerra osceno, il secondo ha molte riserve nel farlo, tanto da voler bruciare la cartolina-precetto. I due in fondo, non vanno molto d'accordo.
Durante il viaggio, vengono rincorsi da una rapinatrice in motocicletta, e per sfuggire a lei finiscono per avere un incidente che li ferisce gravemente. In loro soccorso giunge uno sceriffo, che però si rivela essere un maniaco omicida con strane idee sadiche, tanto da condurli in una casa. Li fa fare la "conoscenza" di un ragazzo grande e grosso con una maschera in volto.
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Due fratelli, prima di partire per il Vietnam, decidono di concedersi una breve vacanza con le rispettive ragazze. Il più grande già c'è stato in quel luogo di guerra osceno, il secondo ha molte riserve nel farlo, tanto da voler bruciare la cartolina-precetto. I due in fondo, non vanno molto d'accordo.
Durante il viaggio, vengono rincorsi da una rapinatrice in motocicletta, e per sfuggire a lei finiscono per avere un incidente che li ferisce gravemente. In loro soccorso giunge uno sceriffo, che però si rivela essere un maniaco omicida con strane idee sadiche, tanto da condurli in una casa. Li fa fare la "conoscenza" di un ragazzo grande e grosso con una maschera in volto. Qui inizia un incubo che pare essere senza fine.
Il film ci racconta la genesi di un mostro che ha inquietato le generazioni degli anni '70-'80: Leatherface. Vittima che si trasforma in carnefice. Il film più che fare paura, finisce per provocare solo disgusto. D'altronde l'Horror americano ha dato il meglio di sè negli anni '80 e oggi propone solo fiumane di sangue dalla sceneggiatura breve e sbrigativa.
Qualche buona intuizione nella storia non salva un film per puri sadici.
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salvatore vitale
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martedì 7 dicembre 2010
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prequel fatto molto bene...
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non ho mai amato i remake, figuriamoci i prequel! ma penso che questa saga reboot dell'ononimo film (Non aprite quella porta degli anni '70) sia una delle migliori! il primo nonchè remake del primo veroe proprio episodio mi è piaciuto molto...sicuramente questo non è come il primo ma devo dire che mi è piaciuto tanto! direi proprio da vedere...=)
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giancojazz
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sabato 5 giugno 2010
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meglio vedersi gli altri
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Ho visto il film più che altro per curiosità, non mi aspettavo di vedere un buon film horror ma completare la visione della serie. Mi manca Non aprite quella porta II, tra gli altri invece mi sembra quello meno riuscito e svela solo in parte le curiosità che promette di rilevare. Devo anche dire che del primo mi piaceva moltissimo proprio il mistero che riusciva a creare attorno alle macabre figure della famiglia cannibale, in questo film si cerca invece di dare un senso a ogni cosa, di razionalizzare la follia, l'incubo così appare un po' meno incubo e diventa più un gioco al massacro. Lo sceriffo diventa antipatico e insopportabile, mentre il gioco è proprio renderlo intrigante malgrado il suo sadismo.
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Ho visto il film più che altro per curiosità, non mi aspettavo di vedere un buon film horror ma completare la visione della serie. Mi manca Non aprite quella porta II, tra gli altri invece mi sembra quello meno riuscito e svela solo in parte le curiosità che promette di rilevare. Devo anche dire che del primo mi piaceva moltissimo proprio il mistero che riusciva a creare attorno alle macabre figure della famiglia cannibale, in questo film si cerca invece di dare un senso a ogni cosa, di razionalizzare la follia, l'incubo così appare un po' meno incubo e diventa più un gioco al massacro. Lo sceriffo diventa antipatico e insopportabile, mentre il gioco è proprio renderlo intrigante malgrado il suo sadismo. Leatherface viene descritto come una figura epica - quando impugna per la prima volta ma motosega e vaga solitario per la strada assolata - mentre il bello del personaggio è nell'essere istintivo, di una ferocia quasi casuale ed assolutamente ingiustificata. Insomma alcune curiosità a suo modo le svela, ma forse era meglio restare più sul vago.
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re sole
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sabato 22 maggio 2010
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bello ma....
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bellissimo film però a perso l'atmosfera del predecessore con il finale scontato però sempre angosciante
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wynorski guiaz '80s
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domenica 4 ottobre 2009
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capitolo uno: the texas chainsaw massacre
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Due coppie di ragazzi, in procinto di partire per il Vietnam, decidono di organizzare un viaggio distensivo in Texas. Nel frattempo il mattatoio della regione viene chiuso e i dipendenti vengono cacciati; tutti tranne Thomas, detto Leatherface che si ribella e che con la sua bizzarra famiglia di simil-cannibali comincia a mietere tutte le vittime che passano dalla strada provinciale, comprese le due coppie di ragazzi. Evidentemente non erano bastati gli oltre 80 milioni di dollari di incasso al produttore/regista Michael Bay che, a distanza di tre anni dal film di Marcus Nispel, ha deciso di girarci un prequel/remake aggiornado la vicenda ai tempi di una delle più sanguinose guerre del secolo scorso.
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Due coppie di ragazzi, in procinto di partire per il Vietnam, decidono di organizzare un viaggio distensivo in Texas. Nel frattempo il mattatoio della regione viene chiuso e i dipendenti vengono cacciati; tutti tranne Thomas, detto Leatherface che si ribella e che con la sua bizzarra famiglia di simil-cannibali comincia a mietere tutte le vittime che passano dalla strada provinciale, comprese le due coppie di ragazzi. Evidentemente non erano bastati gli oltre 80 milioni di dollari di incasso al produttore/regista Michael Bay che, a distanza di tre anni dal film di Marcus Nispel, ha deciso di girarci un prequel/remake aggiornado la vicenda ai tempi di una delle più sanguinose guerre del secolo scorso. La pellicola parte bene, mostrando lo stato d'animo dei futuri combattenti e facendo un pò d'accusa al contesto politico Americano in relazione alla guerra, poi con il trascorrere dei minuti, la vicenda sconfina nel film truculento e nel sangue a buon mercato. Gli unici che nel cast si possono salvare sono(giustamente) il mito di Leatherface e il fratello adottivo nelle vesti di sceriffo(?) R. Lee Ermey. L'origine del macellaio più famoso dello schermo viene però raccontata in un proloco ad inizio film non del tutto privo di originalità e di ragione d'esistere. Non si rivela invece, il finale del film di John Liebesman ma che forse(dal titolo) fa intendere al pubblico come andrà a finire la vicenda. Solo discreto.
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mercurio
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sabato 11 aprile 2009
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carino
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a dire il vero preferisco "non aprite quella porta"del 2003,sarà per i personaggi,sarà per la trama ma x me è così.in questo film,a differenza dell'altro,fa veramente rabbia la famiglia Hewitt,soprattutto lo sceriffo e Leatherface,xk nn fanno mai vedere la faccia di quest'ultimo.mi da veramente fastidio il modo in cui i 4 ragazzi vengono uccisi.tra l'altro Bailey viene anche stuprata da quell orribile vecchio.k skifo!Bah,xò nn m è dispiaciuto per niente vedere il film..ciao
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sukaman
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sabato 7 febbraio 2009
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suka
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NON L'HO VISTO MA NON L O SENTITO NEMMENO NOMINARE
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