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valerio c
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venerdì 21 ottobre 2011
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una buona idea sprecata
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il film sembra interessante,promette bene ma si sgonfia fino a sfioare il ridicolo.
L'ascesa e l'avventura politica di un comico che quasi senza volervo si ritrova in lizza per la poltrona più importante ,quella di presidente degli Usa,ofrre molti spunti,ma la sceneggiatura è improbabile,grossolana.
Robin Williams fa quello che può e dispiace bocciare un suo film,si tratta di un grande attore e lo dimostra nuovamente,salva il salvabile,se l'avesse interpretato un altro attore sarebbe stata una tragedia.
Ho visto di peggio,tutto sommato a tratti e scorrevole per cui se proprio non avete altro da vedere,si può guardare.
Voto da 1 a 10:5
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g2i3o4
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mercoledì 4 agosto 2010
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bello
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Io l'ho trovato un ottimo film. Mette in luce infatti i problemi del "sistema politico". Una ottima interpretazione di uno straordinario Robin Williams che non smette mai di stupire e di divertire. Una "commedia" che a tratti è un film comico e a tratti è un thriller. Consiglio la visione. Voto 7.5
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claudiorec
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domenica 21 febbraio 2010
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commedia ma non troppo
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Il film di Levinson ha l'appellativo di commedia... Ma ha troppe punte di "spionaggio" per essere una commedia pura. Nella scena in cui Eleanor Green è da sola nel suo appartamento si raggiunge la tensione di un thriller.
L'idea è stata poi scopiazzata nella realtà (più come provocazione che altro).
Le continue battute e la tebdenza al "clown" di Robin Williams sfociano a tratti nel ridicolo.
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fabrizio cirnigliaro
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martedì 2 febbraio 2010
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tapparsi il naso e cambiare pannolino
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L’anno successivo all’uscita de L’Uomo dell’anno, in America un comico televisivo, Stephen Cobert, si è veramente candidato alle elezioni presidenziali. La finzione che diviene realtà. Il film è uscito nelle sale italiane nel 2007, e furono in molti a pensare a Beppe Grillo come possibile comico candidato presidente: a pochi mesi di distanza si tenne il primo V-Day, durante il quale il comico Genovese promosse la raccolta di firme per un referendum elettorale. Il V-Day diede una scossa al dibattito politico in Italia, i media improvvisamente si accorsero dell’esistenza del comico genovese, che da quando era stato esiliato dalla televisione continuava a riempire palazzetti con i suoi spettacoli.
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L’anno successivo all’uscita de L’Uomo dell’anno, in America un comico televisivo, Stephen Cobert, si è veramente candidato alle elezioni presidenziali. La finzione che diviene realtà. Il film è uscito nelle sale italiane nel 2007, e furono in molti a pensare a Beppe Grillo come possibile comico candidato presidente: a pochi mesi di distanza si tenne il primo V-Day, durante il quale il comico Genovese promosse la raccolta di firme per un referendum elettorale. Il V-Day diede una scossa al dibattito politico in Italia, i media improvvisamente si accorsero dell’esistenza del comico genovese, che da quando era stato esiliato dalla televisione continuava a riempire palazzetti con i suoi spettacoli. Il suo era un linguaggio inappropriato per i classici mezzi di informazione.
A distanza di 2 anni Beppe Grillo ha scosso nuovamente la politica italiana, annunciando la sua candidatura alla presidenza del Partito Democratico. Grillo non è Tom Dobbs, non è un comico televisivo, non è il giullare del re. Qui siamo in Italia, non in America, ci saranno sicuramente dei “problemi burocratici “ che fermeranno la sua corsa alla presidenza del PdmenoElle prima ancora che inizi. “Un buffone non governa il regno, si prende in gioco del Re”. La sua candidatura ruota intorno all’assenza di una Leadership nella sinistra italiana.
In passato è stato accusato sia dai media che dai politici di fare demagogia, antipolitica. A dirlo sono le stesse persone che hanno nei loro partiti dei parlamentari che hanno festeggiato mangiando mortadella la caduta del governo Prodi, che dicono di andare a “cagare nelle moschee di questi islamici di merda”, che cantano napoletano terrone terremotato”, per non citare i vari reati con cui sono stati condannati altri colleghi. Nel parlamento italiano si sono seduti pornostar, calciatori, attrici, piduisti, presentatrici, veline e letteronze. Per queste categorie non si è mai alzato nessun “polverone”, tutto normale. La politica in Italia era una farsa già prima della candidatura di Grillo.
Negli ultimi anni in Italia spesso l’informazione l’hanno fatta i comici, gli attori, ma quasi sempre lontano dalla TV: Luttazzi, Guzzanti, Paolini. Il film si conclude con una battuta di Tom Dobbs ”I politici sono come i pannolini: bisogna cambiarli spesso, e per lo stesso motivo”. Da anni ormai,ogni volta che ci sono delle elezioni, molti dei sostenitori della sinistra italiana dicono che bisogna comunque votare, di scegliere il meno peggio, “Bisogna tapparsi il naso”, dicono.
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dja.c.
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domenica 19 aprile 2009
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recensione by dj a.c.
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Man of the Year ruota intorno alla storia di un semplice e "violento" comico. Presto però si candiderà alle elezioni presidenziali. Infine diventerà Presidente Designato degli Stati Uniti d'America. Robin Williams ci ha dato un'altra importante dimostrazione di saper recitare magistralmente, e la regia è indiscutibilmente sublime; Quello che molta gente che ha visto il film intende come Presidente comico è in realtà una facciata del Presidente attuale dell'America sotto una forma più soffice, volgare a volte ma vera, addirittura umana. I dialoghi a volte peccano, e finiscono nel ridicolo ma il ritmo con cui vengono diretti è impressionante e vengono mescolati ad un film che poteva essere uno dei migliori dell'anno ma che non lo è stato del tutto.
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Man of the Year ruota intorno alla storia di un semplice e "violento" comico. Presto però si candiderà alle elezioni presidenziali. Infine diventerà Presidente Designato degli Stati Uniti d'America. Robin Williams ci ha dato un'altra importante dimostrazione di saper recitare magistralmente, e la regia è indiscutibilmente sublime; Quello che molta gente che ha visto il film intende come Presidente comico è in realtà una facciata del Presidente attuale dell'America sotto una forma più soffice, volgare a volte ma vera, addirittura umana. I dialoghi a volte peccano, e finiscono nel ridicolo ma il ritmo con cui vengono diretti è impressionante e vengono mescolati ad un film che poteva essere uno dei migliori dell'anno ma che non lo è stato del tutto. Il caso L'uomo dell'Anno è in realtà una cosa semplice da spiegare, se una persona guarda una presentazione, o trailer, di un certo film con un certo personaggio allora il film farà ridere o piangere o disperare o sarà incomprensibile e perchè no anche incredibile. Questo prodotto risalta nel trailer il lato comico della cosa, non quello tragico. In effetti questo è un film tragicomico, ed è talvolta irreale e reale sotto molti aspetti ma nell'insieme Barry Levinson, il regista, ha saputo mescolarli a tal punto da renderli entrambi credibili. Questo non è un film che tende molto alla risata senza pudore, tipica dei comici, ma più a far riflettere ognuno di noi su quello che siamo, e quello che siamo è quello che noi scegliamo di essere ma come la storia ci insegna tutti farebbero di tutto per salire al governo, magari proprio quello Americano, il più potente e robusto governo mai visto prima. Lo svolgimento delle scene del film sembrano ballare con quella trama incalzante. Per molti non lo sarà stata ma è una delle più innovative trame/storie mai raccontate. In sè il film racchiude anche una ricchissima sezione di denuncie, sia sotto piccole forme che grandi, cioè rispettivamente: battute di Robin al "talk show comico" e alle elezioni della presidenza, dove il lato comico dell'attore si affianca a quello visto solo ne "L'Uomo Bicentenario". Una sottile felicità ogni tanto spezza la trama e la fa risultare quasi noiosa e non indispensabile. Tutto sommato L'Uomo dell'Anno è un titolo che richiede una certa attenzione e concentrazione per poter essere completamente capito e coinvolgervi in una improbabile ma non del tutto impossibile candidatura di un volgare ma simpatico comico. Voto conclusivo 4 stelle.
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ce
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domenica 6 aprile 2008
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good
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film bello che fa riflettere, soprattutto in questo periodo...
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franzi
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sabato 5 aprile 2008
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lenta caduta...
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il film parte bene, poi diventa gradevole, a metà ti fa ridere, ma poi rallenta, peggiora, per poi concludere a livelli di sufficienza appena accettabili... peccato, l'idea era davvero buona...
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bavy*71206
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lunedì 11 febbraio 2008
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che cagata....
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Mai visto film piu brutto e noioso....fortuna che non sono andata a buttare soldi al cinema ma ho dormito comodamente sul mio divano!!!
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a.b.
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sabato 2 febbraio 2008
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il porcaro
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Da "il giornale" non si può che attendersi recensioni tanto scarse...
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federixpa
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sabato 12 gennaio 2008
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la politica in mano ad un comico. pura illusione
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un film abbastanza bello che mette a risalto una politica corrotta che riesce ad avere sempre la meglio sulla purezza e la voglia di cambiare di un comico che per la prima volta si trova nei panni di politico. la sincerità e la voglia di chiarezza all'interno del mondo politico sono i temi principali di questo film abbastanza divertente con un finale che rivela come un comico non potrà mai sostituire il ruolo di un politico ma solo criticare in maniera irreverente il suo operato
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