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sanisensi
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domenica 1 aprile 2012
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forest whitaker da oscar
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Stupendo il realismo con cui viene trattata la questione ugandese. Inutile sottolineare l'eccellente prestazione di Forest Whitaker nei panni del grande dittatore. Da vedere..
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ciclamino55
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mercoledì 14 marzo 2012
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curiosita'
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Ma perché il titolo "L'ultimo re di Scozia?"
Grazie a chi mi risponderà
Anna
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filippo catani
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venerdì 2 settembre 2011
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follia al potere
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Un giovane medico neolaureato scozzese decide di esercitare il prorpio mestiere presso una missione in Uganda per stare lontano dal padre. Siamo nel 1970 quando in Uganda si fa strada il generale Amin che promette di governare il paese per favorire il popolo. Lo scozzese diventerà suo medico personale e assisterà da vicino al delirio di un uomo che in nove anni di dittatura uccise circa 300.000 persone.
Il film è decisamente ben fatto e molto evocativo. Soprattutto ci mostra grazie alla bravura di Whitaker il fascino che ogni dittatore ai suoi esordi eserciti sulla folla. E come tutti i dittatori al loro avvento vi sono grandi promesse: più ospedali, più scuole, più case.
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Un giovane medico neolaureato scozzese decide di esercitare il prorpio mestiere presso una missione in Uganda per stare lontano dal padre. Siamo nel 1970 quando in Uganda si fa strada il generale Amin che promette di governare il paese per favorire il popolo. Lo scozzese diventerà suo medico personale e assisterà da vicino al delirio di un uomo che in nove anni di dittatura uccise circa 300.000 persone.
Il film è decisamente ben fatto e molto evocativo. Soprattutto ci mostra grazie alla bravura di Whitaker il fascino che ogni dittatore ai suoi esordi eserciti sulla folla. E come tutti i dittatori al loro avvento vi sono grandi promesse: più ospedali, più scuole, più case. Purtroppo, come la storia tristemente insegna, non appena insediati al potere questi uomini non fanno altro che rubare dalle casse dello stato e uccidere. Purtroppo spesso tutto ciò, almeno inizialmente, avviene con la connivenza più o meno nascosta dei poteri forti e in questo caso degli inglesi. Ecco allora che uno sprovveduto giovane scozzese non può che subire il fascino del dittatore per essere poi lui stesso stritolato dalla terribile macchina della paura di tradimenti o congiure. Whitaker giustamente insignito con il premio Oscar.
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dian71cinema
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domenica 6 settembre 2009
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film ben diretto ma ancor piu' riuscito per..
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UN BEL FILM NEL COMPLESSO..PER CHI COME ME NON HA LETTO LA TRAMA SEMBRA DAL TITOLO UN FILM STORICO MADE IN GREAT BRITAIN ED INVECE..IL FILM RIVELA BEN PRESTO UN TERRITORIO UGANDESE AFFASCINANTE DA VEDERE..USI E COSTUMI IGNOTI PER MOLTI OCCIDENTALI.. UN FILM CHE BEN DOSA SCENE LEGGERE E DIVERTENTI A MOMENTI DI AZIONE NON PRIVI DI TENSIONE (SPECIALMENTE VERSO LA PARTE FINALE). UN FILM CHE SCORRE MA LA PARTE DEL LEONE LA COMPIE LA SPLENDIDA INTERPRETAZIONE DEI DUE PROTAGONISTI. TRATTO DA UNA STORIA VERA NON HO ELEMENTI PRECISI PER PARAGONARE LA REALTA' CON LA FANTASIA TRATTA DAL LUNGOMETRAGGIO. VOTO 7.5
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dony 64
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lunedì 2 febbraio 2009
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con il potere si puo' tutto
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Film drammatico tratto da una storia vera.Il generale Amir dittatore che dietro il sorriso celava la sua cruenta crudelta'.Buon film da vedere.Voto 7
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gianluca stanzani
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sabato 29 novembre 2008
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il generale whitaker
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Uganda 1971: un giovane medico scozzese Nicholas Garrigan (James McAvoy) appena laureatosi in medicina, giunge nel paese africano con la piena incoscienza della sua età, desideroso di poter dare una mano dal punto di vista medico, ma anche voglioso di nuove esperienze e di assoluto divertimento. Da un incontro fortuito, viene a conoscenza personalmente del neopresidente il Generale Idi Amin Dada (Forest Whitaker), che lo prenderà subito in simpatia e sotto la sua ampia ala protettrice. Inizialmente, il giovane rimarrà investito e affascinato dal forte carisma che promana il leader nero, desideroso di fare qualcosa di buono e importante per l'Uganda, ma ben presto questa proverbiale ingenuità si trasformerà in un biglietto di sola andata per l'inferno, una stretta feroce e mortale per il paese ugandese e il medico scozzese.
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Uganda 1971: un giovane medico scozzese Nicholas Garrigan (James McAvoy) appena laureatosi in medicina, giunge nel paese africano con la piena incoscienza della sua età, desideroso di poter dare una mano dal punto di vista medico, ma anche voglioso di nuove esperienze e di assoluto divertimento. Da un incontro fortuito, viene a conoscenza personalmente del neopresidente il Generale Idi Amin Dada (Forest Whitaker), che lo prenderà subito in simpatia e sotto la sua ampia ala protettrice. Inizialmente, il giovane rimarrà investito e affascinato dal forte carisma che promana il leader nero, desideroso di fare qualcosa di buono e importante per l'Uganda, ma ben presto questa proverbiale ingenuità si trasformerà in un biglietto di sola andata per l'inferno, una stretta feroce e mortale per il paese ugandese e il medico scozzese. Nei suoi otto anni di dittatura dal '71 al '79, Amin decise l'eliminazione di numerosi suoi oppositori o presunti tali, 300.000 secondo una stima approssimata sicuramente per difetto. Spargendo morte e altre atrocità, come la nemmeno tanto velata accusa di cannibalismo. Bonaria quanto inquietante la mole incombente di Whitaker che riesce a trasmettere sullo spettatore le multipli sfaccettature del generale, ampio contraltare alla figura del medico la cui risoluzione risulta essere troppo macchiettistica e caricaturale. Ma forse il giovane McAvoy, vive per Whitaker. Vincitore del Golden Globe e del premio Oscar 2007 come migliore attore protagonista (Whitaker).
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cinofilo_bau
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mercoledì 9 luglio 2008
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dada umpa
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Film piu’ che dignitoso nel complesso, nel quale giganteggia, senza rivali, (no contest direbbero gli anglosassoni), la interpretazione che Forrest Whitaker fa di Idi Amin. Io non so se il tiranno africano fosse davvero cosi’ e probabilmente non lo sanno nemmeno gli sceneggiatori, ma resta il fatto che il generale Amin durante il suo “mandato” si sia reso responsabile (per lo meno in quanto capo di stato quando non proprio direttamente) responsabile della morte di piu’ di un quarto di milione di persone (e si sa che in certi paesi le stime sono difficili). Whitaker e’ grande quando mostra I repentini, immotivati, mutamenti di umore di Amin, quell suo adombrarsi per un nonnulla (“tu sei un bambino ed e’ questo che terrorizza”, gli dira’ il suo medico-scimmia alla fine) e di nuovo voltare al sorriso e alla convivialita’, di nuovo senza apparente motivo.
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Film piu’ che dignitoso nel complesso, nel quale giganteggia, senza rivali, (no contest direbbero gli anglosassoni), la interpretazione che Forrest Whitaker fa di Idi Amin. Io non so se il tiranno africano fosse davvero cosi’ e probabilmente non lo sanno nemmeno gli sceneggiatori, ma resta il fatto che il generale Amin durante il suo “mandato” si sia reso responsabile (per lo meno in quanto capo di stato quando non proprio direttamente) responsabile della morte di piu’ di un quarto di milione di persone (e si sa che in certi paesi le stime sono difficili). Whitaker e’ grande quando mostra I repentini, immotivati, mutamenti di umore di Amin, quell suo adombrarsi per un nonnulla (“tu sei un bambino ed e’ questo che terrorizza”, gli dira’ il suo medico-scimmia alla fine) e di nuovo voltare al sorriso e alla convivialita’, di nuovo senza apparente motivo. Suggerisce, tutto questo, una qualche schizofrenia (peraltro l’immagine di Amin propugnata a tutto il mondo e’ proprio quella di un pazzo sanguinario) piu’ che latente per chi sapeva dove guardare (“e’ sempre stato cosi.” Dira la terza delle sue mogli, la fedifraga, “sei tu che lo vedi solo adesso”). Detto questo, cioe’ della superba interpretazione di Whitaker, rimane da dire che il film e’ ben costruito, non annoia, ma nemmeno riesce ad essere esaustivo. Proprio qui, probabilmente, sta il peccato originale di opere come questa: che tentano di esaurire in un paio d’ ore storie complesse e ricche di angolazioni. Cosi’ tutta la storia si risolve nel raccontare del rapporto privilegiato che questo giovane medico scozzese in cerca di avventure ha, per un periodo di tempo, col generale africano. Della vita e della carriera di Amin viene detto e mostrato assai poco (a differenza di quello che il titolo lasciava intendere: Amin proclamava se stesso ultimo re di scozia in virtu’ del fatto che aveva una psassione per gli scozzesi, avendo servito in uno dei loro reggimenti in Africa); delle atrocita’ commesse per anni vi e’ solo qualche, lontano, accenno, cosi come del pessimo comportamento dei paesi occidentali (England rule the waves prima fra tutte) che mal si prestavano a mollare la presa dalle colonie e in un modo o nell’ altro stavano sempre li, a cercare oro tra la merda, poco si dice. L’altra figura portante del film (potrebbe essere la principale se non fosse per la grandezza di Whitaker) e’ quella del medico, il cui interprete pero’, non ha la stessa stoffa di Witaker e la sua rappresentazione del medico-avventuriero-pseudoromantico rimane un poco vacua: le sue espressioni facciali si limitano, praticamente per tutto il film, a fanciullesche smorfiette e mezzi sorrisi. Non fosse per il fatto che James Mac Avoy abbia la faccia di un simpatico cazzone, sarebbe risultato quanto meno irritante. Il film, comunque, vale senza dubbio la pena di essere visto.
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fabio
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lunedì 12 maggio 2008
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nei limiti di un film di genere
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Come spesso accade nei film biografici o più o meno tali,il tutto è puntato unicamente sulla prova del protagonista,in questo caso,il premio oscar Whitaker,ancora più impressionante nella versione originale nel mimare le varie sfumature del camaleontico dittatore(infantile,manipolatore,paranoico,ecc...).Tolto questo però,la storia resta imprigionata al livello televisivo tipo Rai Cinema Fiction,il personaggio inventato del Dott.Garrigan non appassiona,e il puntuale lieto fine,è quello tipico americano.Francamente inutile poi,il personaggio della dottoressa Sarah,interpretato da Gillian Anderson,ex Dana Scully di "X Files".Il titolo fa riferimento a una delle tante pretese di Amin,nemico degli inglesi e fissato con gli scozzesi.
[+] chi vuol esser lieto sia
(di cinofilo_bau)
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albatros73
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domenica 27 aprile 2008
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continuo
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faccia del bonaccione con delle stranezze di troppo nascondeva tutta la crudeltà del dittatore molto bravo il dottore che dopo l'iniziale entusiasmo di una vita comoda e lontana da una famiglia dal calore inesistente iniza ha capire ciò che lo circonda unica pecca poca rilevanza al dirottamento dell'aereo istraeliano
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