Le vite degli altri

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Un film di Florian Henckel von Donnersmarck. Con Martina Gedeck, Ulrich Mühe, Sebastian Koch, Ulrich Tukur, Thomas Thieme.
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Titolo originale Das Leben der Anderen. Drammatico, durata 137 min. - Germania 2006. - 01 Distribution uscita venerdì 6 aprile 2007. MYMONETRO Le vite degli altri * * * * - valutazione media: 4,15 su 229 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
4,15/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * * -
 critica * * * * -
 pubblico * * * * -
   
   
   
Un agente della Stasi entra nella vita di una coppia registrando ogni loro passo, ogni loro parola, fino a interferire con le loro azioni.
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Berlino Est anni Ottanta. A Wiesler, efficientissimo rappresentante della Stasi, viene affidata la sorveglianza del drammaturgo Georg Dreyman e della sua amante, l’attrice Crista Maria Sieland. Un importante ministro, invaghitosi della donna, vuole le prove di un fantomatico tradimento di Dreyman per liberarsi di uno scomodo rivale e il burocrate Grubitz è pronto ad aiutarlo per fare carriera. Ma inaspettatamente Wiesler si trova ad ascoltare con sempre maggior partecipazione le conversazioni di Dreyman e, colpito dalla sincerità e dall’impegno dello scrittore, decide di occultare le prove della sua dissidenza. Ma il destino è in agguato…
Quest’opera prima che ha conquistato premi a non finire in Europa e l’Oscar per il Miglior film straniero, diventando al contempo il maggior successo al botteghino tedesco, è una di quelle pellicole rare, capaci di mettere d’accordo pubblico (magari non quello più vasto, ma comunque trasversale) e critica (quasi totalmente concorde nel sottolineare i meriti del lavoro dell’esordiente Florian Henckel von Donnersmarck, sia sotto il profilo dei contenuti che sotto quello delle qualità cinematografiche) grazie a una vicenda semplice, ma ricca di risonanze emotive e di valenze tematiche e simboliche.
Non un film adatto a tutti (per la presenza di alcuni elementi non adatti a un pubblico familiare), ma certamente uno dei film più belli e profondi degli ultimi anni.
Calandosi senza artificiosità nelle atmosfere opprimenti di una Berlino anni Ottanta in cui il controllo della Stasi è capillare e invisibile (ci viene fatto sapere da una didascalia iniziale che il Servizio informativo poteva contare su oltre 100.000 impiegati e il doppio di collaboratori esterni), Le vite degli altri segue i percorsi paralleli di uno spiato (il drammaturgo Dreyman, in felice, ma precario, equilibrio tra realizzazione artistica e rispetto dei dettami del regime) e di uno spione (il burocrate dagli occhi gelidi Wiesler, che insegna senza problemi come far crollare un teste bugiardo con i mezzi più disumani, ma poi si trova solo in casa ed è costretto a rivolgersi a una prostituta per avere compagnia più che prestazioni sessuali).
Entrambi, grazie e attraverso l’arte (la scrittura per il teatro, ma anche la musica), compiranno un doloroso percorso di cambiamento, di purificazione e di presa di coscienza, che li porterà ad agire e a pagare il prezzo delle loro scelte.
Gli abusi e la corruzione dell’ideologia e del potere (ottimamente rappresentati sia dal laido ministro Hempf che dall’ambizioso Grubitz) sono la causa scatenante di una situazione che, una volta messa in moto, finirà per coinvolgere tutti e ognuno in una serie di eventi dalle imprevedibili conseguenze.
Il regista e sceneggiatore è abile nel ritrarre l’ambiente intellettuale di Dreyman, dove convivono artisti totalmente asserviti al regime (il regista dell’ultimo lavoro di Dreyman), contestatori tollerati (il giornalista Hauser) e non tollerati (il regista Jerska, che finirà suicida, provocando il decisivo soprassalto di coscienza di Dreyman), e figure rare e preziose come lo stesso drammaturgo Dreyman, amato a Est e Ovest grazie alla sua straordinaria sensibilità per l’umano che lo rende grande creatore di personaggi, ma anche e prima di tutto una persona davvero amabile (per lo spettatore, ma presto, naturalmente, anche per l’uomo incaricato di sorvegliarlo per sorprenderne il tradimento).
Allo stesso modo risulta credibile e tragicamente condivisibile il dramma racchiuso nella storia d’amore tra Dreyman e la sua attrice, Crista Maria, talmente insicura da diventare schiava degli psicofarmaci e incapace di negare i suoi favori a un potente.
Rifacendosi a leggi fisiche, verrebbe da dire che per il burocrate Wiesler è impossibile continuare a osservare il suo sistema senza turbarne gli equilibri (e infatti è proprio lui a convincere Crista a tornare tra le braccia di Georg e così, indirettamente, a convincere lo scrittore che non è più il momento di temporeggiare nel suo idillio con il regime), anche se in termini drammaturgici è tanto più importante il cambiamento che il «sistema» osservato provoca nell’osservatore. E se, come sosteneva Lenin, non si può ascoltare l’Appassionata e poi continuare a portare a termine una sanguinosa Rivoluzione, così sono le parole, la musica (la Sonata degli uomini buoni che Jerska ha regalato a Dreyman per il suo compleanno), cioè l’arte intesa nel suo senso più alto ed eticamente connotato, e la vita stessa dell’inconsapevole scrittore a provocare un irrevocabile cambiamento nella vita di Wiesler.
Memorabile in questo senso la scena in cui l’agente della Stasi rientra a casa dopo l’ennesima sessione di ascolto e nell’ascensore incontra un bambino che incautamente riferisce il commento negativo del padre sul Servizio informativo… Con umorismo autentico, ma anche con un’innegabile profondità, l’autore ci fa sentire che ormai le cose non potranno essere più come prima.
E se la vicenda non può per certi versi avere che un epilogo tragico, lo sguardo finale dell’autore è invece aperto alla speranza.
Accusato di ingenuità da pochi critici resi forse troppo cinici dall’abitudine (e invece noi ringraziamo il cielo che all’autore resti ancora una buona scorta di positività che speriamo non perda nel prosieguo della sua carriera) per un finale che si apre al futuro tra la caduta del Muro e l’apertura degli archivi della Stasi, il film è invece, a nostro avviso, un atto di fede nel valore purificatore dell’arte intesa in senso alto, nella capacità dell’uomo di cambiare e sacrificarsi (che sono poi quei «buoni sentimenti» che avevano reso popolari i lavori di Dreyman), nella possibilità che incontri più o meno consapevoli possano cambiare le cose.
Per ognuno, nella storia, infatti, c’è uno sguardo di pietà, a ognuno è offerta la possibilità di riscattarsi. Solo alcuni scelgono di cogliere questa occasione e ne pagano le conseguenze, ma è proprio grazie al loro coraggio e alla loro umiltà, sembra dirci l’autore, che la Germania può sperare di avere un’anima con cui affrontare la sua storia e il suo passato.

Elementi problematici per la visione: alcune scene a contenuto sessuale con accenni di nudo.

Premi e nomination Le vite degli altri MYmovies
il MORANDINI
Le vite degli altri recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
Incassi Le vite degli altri
Primo Weekend Italia: € 317.000
Incasso Totale* Italia: € 317.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 8 aprile 2007
Incasso Totale* Usa: $ 11.175.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 29 luglio 2007
Premi e nomination Le vite degli altri

premi
nomination
Premio Oscar
1
1
Golden Globes
0
1
David di Donatello
1
0
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La rivoluzione interiore

martedì 10 aprile 2007 di Gaetano Cup

La chiave è tutta in una frase che il ministro, l'alter ego negativo del protagonista, dice ad un certo punto: le persone difficilmente cambiano...Eccolo, il coraggio di questo film: sovvertire questo assioma, questo confine che stringe sempre troppo la vita umana, e farci vedere che invece un cambiamento, di più, una rivoluzione interiore è possibile, forse proprio quando non è affatto cercata. E' quella che inverte il ruolo del capitano della Stasi, che si trasforma da eroe negativo, da servo continua »

* * * * *

Un regalo per l'anima

lunedì 30 luglio 2007 di Paola

Un film stupendo, pieno di emozione e di vera poesia. Un regalo per l’anima, che deve essere di esempio al nostro cinema moderno, spesso così pieno di effetti speciali, di violenza e di niente. La prova che si può creare suspense e comunicare messaggi forti senza indugiare nel macabro e senza scadere nel banale. E’ con il cuore che parlo, il mio è un commento poco razionale ma pieno di gratitudine: gratitudine verso il regista, al quale auguro di continuare così, e verso il cast. Il mio pensiero continua »

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"la sonata per le persone buone" nella fredda ddr

martedì 1 maggio 2007 di Mymy

Una sceneggiatura avvincente, un cast all'altezza del compito, uno sfondo storico tristemente reale: questi gli ingredienti di un film appassionato e intenso, le cui scene sono destinate ad imprimersi nella memoria degli spettatori. "Le vite degli altri" si configura come un film drammatico, duro e cupo in alcuni tratti, ma incline a scene di profonda commozione e ad attimi di suspense intrisi di una tragica ironia. E'proprio la mescolanza di questi elementi che rende l'intreccio del film assolutamente continua »

* * * * *

Un sobrio capolavoro

venerdì 15 giugno 2007 di Catia P.

Se questo film non riuscirà pian piano a penetrare la vostra corazza, superando le rigide apparenze e toccando qualcosa che si nasconde nella profondità della vostra anima, vuol proprio dire che avete il cuore di pietra. Se, al contrario, da veri spettatori che spiano quanto succede nel film (proprio come il suo straordinario protagonista fa nella storia), vi lascerete coinvolgere dal dipanarsi di questo dramma perfetto, ne guadagnerete lacrime e sangue, emozioni vere, e la consapevolezza della continua »

So una barzelletta su Honecker: al mattino Honecker guarda il sole e dice: "Buongiorno caro sole", e il sole risponde: "Buongiorno caro Honecker". A mezzogiorno ritorna alla finestra e dice: "Buongiorno caro sole", e il sole risponde "Buongiorno caro Honecker". La sera torna alla finestra e dice: "Buongiorno caro sole", ma il sole non risponde. E Honecker ripete: "Buongiorno caro sole". E il sole: "Baciamo il c**o, io ormai sono passato a ovest!".
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Bambino e Gerd Wiesler
Davvero tu sei della Stasi?
Ma lo sai che cos'è, la Stasi?
Sì, papà dice che sono degli uomini tanto cattivi che mettono la gente in prigione.
Davvero... E come si chiama?
Come si chiama chi?
La tua palla. Il nome della tua palla.
Ma che domande... Le palle non ce l'hanno un nome!
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Gerd Wiesler agli studenti in aula
Quelli che voi interrogherete sono nemici del socialismo, non dimenticatelo mai.
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DVD | Le vite degli altri

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 7 novembre 2007

Cover Dvd Le vite degli altri A partire da mercoledì 7 novembre 2007 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Le vite degli altri di Florian Henckel von Donnersmarck con Martina Gedeck, Ulrich Mühe, Sebastian Koch, Ulrich Tukur. Distribuito da 01 Distribution, il dvd è in lingue e audio italiano, Dolby Digital 5.1 - tedesco, Dolby Digital 5.1. Su internet Le vite degli altri è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 6,99 €
Prezzo di listino: 9,99 €
Risparmio: 3,00 €
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SOUNDTRACK | Le vite degli altri

La colonna sonora del film

Disponibile on line da lunedì 4 dicembre 2006

Cover CD Le vite degli altri A partire da lunedì 4 dicembre 2006 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film Le vite degli altri del regista. Florian Henckel von Donnersmarck Distribuita da Varèse Sarabande.

Rinascita di una spia

di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore

Sono freddi e vuoti, gli occhi di Gerd Wiesier (Ulrich Mühe). Su di essi si ferma la macchina da presa già all'inizio di Le vite degli altri (Das Leben der Anderen, Germania, 2006,137'). E a noi pare che riflettano non la singolarità di un uomo, ma una totalità opaca. E un funzionario solerte, il capitano della Stasi. La sua è la vita di un idealista votato a una causa politica garantita da un'ideologia che ha la caparbietà assoluta di una fede. Ai suoi occhi, appunto, i singoli uomini e le singole donne sono trascurabili dettagli, sempre sacrificabili. »

Piccole vite nell'occhio della Stasi

di Roberta Ronconi Liberazione

Se siete tra quelli che vanno al cinema una volta l'anno, questo è film che dovete vedere nel 2007. Non ci sono premi sufficienti per rendere giustizia a Le vite degli altri , opera prima del giovane tedesco Florian Henckel Von Donnersmarck. Ha ricevuto un Oscar come miglior film straniero dell'anno, tre premi europei e sette Lola tedeschi, più un coro di plausi che ha unito le rive degli oceani. Ci auguriamo che da oggi si uniscano le voci degli spettatori italiani. Del resto, Le vite degli altri è uno di quei film che possono piacere a chiunque, e sia detto come complimento. »

di Mariarosa Mancuso Il Foglio

Andateci. Subito. Film così belli capitano di rado. Esordienti così bravi – a poco più di 30 anni – sono merce ancor più rara. Lasciamo giudicare a chi c'era. Per esempio Neal Ascherson, corrispondente da Berlino per l'Observer quando il muro ancora era in piedi, e la Stasi riempiva dossier su dossier, grazie al solerte lavoro di 300.000 agenti (per una popolazione di 17 milioni di cittadini) e al lavoro – più o meno coatto di altrettanti informatori, spesso imparentati, fidanzati, sposati con gli spiandi. »

Nella Berlino della Stasi anche le spie hanno un'anima

di Roberto Nepoti La Repubblica

Pluripremiato ovunque, trionfatore dell'Award europeo e vincitore dell'Oscar 2006 per la migliore opera straniera, Le vite degli altri si colloca in primissima linea tra quei film che, ormai, autorizzano a parlare di una "nouvelle vague" tedesca. L'azione si svolge a Berlino Est, alla metà degli anni 80. Un esperto funzionario della Stasi, Gerd Wiesler, è incaricato di sorvegliare Georg Dreymann, drammaturgo di successo che il ministro della cultura vorrebbe in odore di dissidenza. In realtà, si tratta di una macchinazione ai danni dello scrittore, cui il politico intende sottrarre la bella compagna, l'attrice Christa-Maria. »

Le vite degli altri | Indice

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