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luca
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domenica 28 gennaio 2007
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la magia esiste
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Premetto che non sono un grande conoscitore dei film di Shyamalan, ho visto solo "Il sesto senso". Molti di voi hanno scritto che il film "comincia bene" per poi perdersi in intrecci artificiosi che disorientano lo spettatore grazie anche a una schiera di personaggi "improbabili" che si alternano velocemente e il cui carattere non è mai approfondito. Questo sottrarrebbe spessore e verdiicità alla trama. Bene. E' un'interpretazione.
Io ho apprezzato il film, moltissimo, l'ho trovato davvero sublime. Sottile, tra l'altro, di una raffinatezza davvero rara. Ispirato, potrei aggiungere, e non credo di eccedere nelle lodi. Un film del genere deve piacere a chi adora le fiabe, e per fiabe, sia chiaro, non intendo "The Lord of the rings": epica, grandiosità, greve lento viaggio come passi nell'argilla.
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Premetto che non sono un grande conoscitore dei film di Shyamalan, ho visto solo "Il sesto senso". Molti di voi hanno scritto che il film "comincia bene" per poi perdersi in intrecci artificiosi che disorientano lo spettatore grazie anche a una schiera di personaggi "improbabili" che si alternano velocemente e il cui carattere non è mai approfondito. Questo sottrarrebbe spessore e verdiicità alla trama. Bene. E' un'interpretazione.
Io ho apprezzato il film, moltissimo, l'ho trovato davvero sublime. Sottile, tra l'altro, di una raffinatezza davvero rara. Ispirato, potrei aggiungere, e non credo di eccedere nelle lodi. Un film del genere deve piacere a chi adora le fiabe, e per fiabe, sia chiaro, non intendo "The Lord of the rings": epica, grandiosità, greve lento viaggio come passi nell'argilla. "The Lady in the water" - notare l'assonanza dei titoli e la leggerezza che contraddistingue il secondo: Lady, water; The Lord OF, The Lady IN, sopraffazione vs. condivisione - è una storia assolutamente delicata, simbolica e allusiva. Non priva di emzioni struggenti, anche forti, ma sempre poetiche. La brutalità evapora: il male allunga gli artigli per dilaniare ma riesce a incidere solo dei tagli senza sangue. Il dolore - planetario - che si proprone di combattere saranno sconfitti in futuro, senza spade, nel silenzio del tempo e della storia che si sbroglia. Nell'unico modo possibile: con le parole di un libro. Come nel mondo vero, come Ghandi o Luther King.
"The Cove" è un'isola al limitare della foresta, la città si intravede all'arrivo di Mr.Farber e poi scompare; si odora nelle parole della studentessa, unica a far la spola tra il mondo esterno e il condominio, la prima ad avvicinare il Mondo Blu, Story, a Cleveland per mezzo della fiaba di sua madre.
Non credo che la staffetta tra i personaggi Indovino-Guaritore-Sodalizio sia artificiosa, forse lo appare (può sembrare un pretesto per prendere tempo, per tenere sulla corda, per "allungare" il film) ma i personaggi non vengono trascurati, quello che ci viene dato di sapere è sufficiente, il resto è una prova di fede per lo spettatore, come quella richiesta (e accolta immediatamente) agli astanti. A me sembra una morale: TUTTI sono attori, tutti fanno la loro piccola parte, tutti sono coinvolti, tutti tentano. Quel microcosmo ruota intorno a Story con una scopa, con una mano posata sulla schiena, con una energia che non si vede grazie ai soliti, faraonici effetti speciali, ma che si può SENTIRE. L'eroismo è di chi all'inizio ha paura di un insetto peloso e poi diventa cavaliere. "Sovrannaturali" sono Aragorn o Gandalf: se un uomo può stringere in mano una scopa come una spada persino Eatlon a quel punto "può essere". La forza dei personaggi non è nelle spade, ma nell'essere uno, comunità d'intenti. Metafora del mondo. Questa è l'assurdità del sogno, ragazzi, in cui una parola di potere spacca il cuore al nemico, in cui la tua coperta e il tuo orsacchiotto sono dioscuri notturni! Leggete "It" di Stephen King (non guardate MAI il film, è una bestemmia), troverete eroi analoghi: Bill Tartaglia è il gemello di Cleveland Heep.
"It" si apre con una rivelazione: "la verità di questo romanzo è semplice: la magia esiste".
Esiste? Ho vent'anni e il mio orsacchiotto fa ancora la guardia sul letto. La magia esiste, io credo, e sono sicuro di non esser l'unico.
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riccardo
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giovedì 12 ottobre 2006
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bravo shyamalan
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Dopo "The Village" M. Night Shyamalan si dimostra essere ancora una volta un abile sceneggiatore e regista in cui risiede moltissima originalità.Ancora una volta il film è ambientato in uno spazio chiuso e limitato:come "The village" era girato in un ignota cittadina di fine 1800,qui ci troviamo in un residence,chiamato The Cove,nella città di Manhattan.In questo edificio è accolta gente di tutte le etnie e dalle più svariate personalità così da prendere l'aspetto di un microcosmo con tutte le sue popolazioni.Cleveland,il custode,assume il ruolo di intermediario tra le genti dialogando con loro.E' il personaggio centrale della storia,ha perso la fede(e questo ricorda il prete in Signs,interpretato da M.
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Dopo "The Village" M. Night Shyamalan si dimostra essere ancora una volta un abile sceneggiatore e regista in cui risiede moltissima originalità.Ancora una volta il film è ambientato in uno spazio chiuso e limitato:come "The village" era girato in un ignota cittadina di fine 1800,qui ci troviamo in un residence,chiamato The Cove,nella città di Manhattan.In questo edificio è accolta gente di tutte le etnie e dalle più svariate personalità così da prendere l'aspetto di un microcosmo con tutte le sue popolazioni.Cleveland,il custode,assume il ruolo di intermediario tra le genti dialogando con loro.E' il personaggio centrale della storia,ha perso la fede(e questo ricorda il prete in Signs,interpretato da M.Gibson)a causa dell'assassinio di moglie e figli da parte di un bruto.Il film accentua il suo tratto religioso quando Cleveland viene a contatto con la divinità,Story,la ninfa del mondo azzurro.Secondo la favola di Shyamalan,inizialmente l'uomo veniva aiutato e guidato nelle sue azioni da queste divinità acquatiche che portavano equilibrio e pace nella vita di quest'ultimi.Poi l'uomo cominciò ad allontanarsi e ad essere atratto dalle guerre,per il suo desiderio di potere e forza.Si formò allora un distacco tra gli umani e gli dei.Così è ancora oggi;la guerra prevale sulla ragione e la pace diventa una speranza sempre più lontana e di pochi.Perfino nel mondo delle divinità c'è il male,rappresentato dagli scrunt,bestie che cercano di uccidere le ninfe,in questo caso Story,la nostra storia.Più volte essa sarà ferita e condotta quasi alla morte,e anche se salvata dagli abitanti del residence(l'unione fà la forza)sarà sempre vittima del male.Il messaggio pacifista di Shyamalan è chiaro!L'unione e la forza di tutte le genti per salvare questo mondo malato e condurlo alla pace.Solo coloro che credono davvero in questo,possono riacquistare la fede(come lo stesso protagonista)e combattere il malel'uomo,così,potrà riavvicinarsi alla divinità e vivere nuovamente sotto la sua protezione. Un film da vedere.
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taniamarina
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giovedì 23 aprile 2009
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lady in the water fa acqua da tutte le parti...
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Il tentaivo di Night è quello di fare una storia narrando nel profondo i meccansimi stereotipati di ogni sceneggiatura, cercando di fuggire dai clichet a cui spesso si incappa. Il risultato è semplicemente deludente, confuso, senza un "sesto senso". La pellicola è scandita da un'ironia che non arriva, gli attori sono fuori forma e Night si è meritata la pernacchia d'oro come peggior attore del'anno, oltre ad essere visto come un regista dal talento miracolato solo per una volta.
Bisogna riconoscergli il tentativo di non cadere nella trappola del finale a sorpresa, cercando di rendere il film, dopotutto, una intera sorpresa. Non ci riesce, peccato.
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pippa
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martedì 10 marzo 2009
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anche ai migliori capita di scivolare... tanto!
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Shyamalan a mio parere è un genio del suo mestiere Il Sesto Senso, The Village sono capolavori assoluti... Sign bellissimo (un film sugli alieni che mi piace! non l'avrei creduto possibile)... Ma Lady In The Water è una porcheria. Non per la recitazione che mi pare più che buona. Non per le idee bizzarre e un po' strampalate... che potevano anche funzionare con l'abilità di questo grande regista. Anche se bisogna ricordare che nasce come favola per bambini, e quindi non può essere troppo complicata, bisogna però ammettere che la colpa è della sceneggiatura (sepre di Shyamalan! sigh!) La storia non va avanti... non parte... gli appigli per muoverla è quasi sempre lo stesso... l'amica giapponese o la madre si ricordano un altro pezzo di storia e la raccontano al protagonista.
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Shyamalan a mio parere è un genio del suo mestiere Il Sesto Senso, The Village sono capolavori assoluti... Sign bellissimo (un film sugli alieni che mi piace! non l'avrei creduto possibile)... Ma Lady In The Water è una porcheria. Non per la recitazione che mi pare più che buona. Non per le idee bizzarre e un po' strampalate... che potevano anche funzionare con l'abilità di questo grande regista. Anche se bisogna ricordare che nasce come favola per bambini, e quindi non può essere troppo complicata, bisogna però ammettere che la colpa è della sceneggiatura (sepre di Shyamalan! sigh!) La storia non va avanti... non parte... gli appigli per muoverla è quasi sempre lo stesso... l'amica giapponese o la madre si ricordano un altro pezzo di storia e la raccontano al protagonista... un pezzetto ogni tot minuti, per uscire da uno stallo... E' un meccanismo che non funziona, lo scorrere della trama è forzato ed artificiale, e questo compromette tutto. Peccato peccatissimo! Alcune fammenti di grande regia ci sono, ma la regia di una storia che non sta in piedi è ben poca cosa. delusa delusissima!
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piernelweb
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domenica 21 gennaio 2007
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la parabola di shyamalan
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Shyamalan è uno dei pochissimi autori contemporanei immediatamente riconoscibili, appartenente ad una non precisabile "categoria" a sè stante. I suoi film che coniugano poeticamente il fantastico e il mistico hanno la capacità di alienarci dalla banale realtà e far sognare ad occhi aperti. "Lady in the water" è quasi una parabola moderna in cui il nucleo centrale è la "fiducia" che ricorre in differenti chiavi di lettura: la fiducia come atto di fede, la fiducia negli altri, la fiducia come elemento essenziale nella persecuzione dei propri obiettivi. Evidente è, in tal senso, anche la polemica nei confronti delle case cinematografiche e del mondo del cinema in genarale (critica compresa) sempre diffidente verso prodotti "fuori standard".
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Shyamalan è uno dei pochissimi autori contemporanei immediatamente riconoscibili, appartenente ad una non precisabile "categoria" a sè stante. I suoi film che coniugano poeticamente il fantastico e il mistico hanno la capacità di alienarci dalla banale realtà e far sognare ad occhi aperti. "Lady in the water" è quasi una parabola moderna in cui il nucleo centrale è la "fiducia" che ricorre in differenti chiavi di lettura: la fiducia come atto di fede, la fiducia negli altri, la fiducia come elemento essenziale nella persecuzione dei propri obiettivi. Evidente è, in tal senso, anche la polemica nei confronti delle case cinematografiche e del mondo del cinema in genarale (critica compresa) sempre diffidente verso prodotti "fuori standard". Shyamalan azzarda ancor di più rispetto ai lavori precedenti perchè racconta una fiaba ambientandola nel giardino di casa, immergendola completamente nel quotidiano, rinunciando come sempre di ricorrere ad artifizi digitali. E' forse nella definizione della sua condominiale microsocietà multirazziale che il film mostra le sue principali debolezze: ad un eccellente Paul Giamatti fa da contorno tutta una serie di personaggi abbastanza stereotipati e sottosviluppati (l'unica vera e propria nota stonata è comunque legata alla scelta quasi messianica di ritagliarsi il ruolo, peraltro mal interpretato, di colui che scriverà condizionando le sorti del mondo). E' il compromesso funzionale di una pellicola dai messaggi forti che sa emozionare e colpire al cuore. Ne abbiamo sempre bisogno. Lunga vita a Shyamalan. Voto: 8+
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luca
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venerdì 7 settembre 2007
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assolutamente... senza senso
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Film decisamente piatto e privo di significato che non fa che ribadire l'assoluta mancanza di talento di questo regista e scrittore dal nome impronunciabile( come le creature in the village).
Il film inizia con una parabola illustrata che ha lo scopo di introdurre lo spettatore nell'ambiente magico della storia.
Purtroppo però la magia sembra terminare proprio nel prologo.
Attori scadenti, personaggi privi di spessore, stereotipati e nascosti dietro l'alibi, perchè di alibi si tratta, della storia nella storia.
Una creatura che esce da una piscina e che a volte è in grado di parlare e svelare segreti, a volte sembra incapace di intendere e di volere.
Un finale che si annuncia intenso e che si rivela banale, coraggiosamente alla ricerca di una morale di una storia inesistente.
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Film decisamente piatto e privo di significato che non fa che ribadire l'assoluta mancanza di talento di questo regista e scrittore dal nome impronunciabile( come le creature in the village).
Il film inizia con una parabola illustrata che ha lo scopo di introdurre lo spettatore nell'ambiente magico della storia.
Purtroppo però la magia sembra terminare proprio nel prologo.
Attori scadenti, personaggi privi di spessore, stereotipati e nascosti dietro l'alibi, perchè di alibi si tratta, della storia nella storia.
Una creatura che esce da una piscina e che a volte è in grado di parlare e svelare segreti, a volte sembra incapace di intendere e di volere.
Un finale che si annuncia intenso e che si rivela banale, coraggiosamente alla ricerca di una morale di una storia inesistente.
Insomma, il regista innominabile compie l'ennesima cavolata innominabile e punta tutto sul trailer, in cui, miracolosamente, saltano fuori scene e dialoghi mai visti nè sentiti.
Non ci rimane che la speranza che presto questo strazio di creature e ragazze ninfe finisca.
E' l'unico appiglio a cui aggrapparsi per non sprofondare nella acque torbide di questo regista.
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jayan
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mercoledì 2 febbraio 2011
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una bella favola moderna molto originale
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Ancora una volta un ottimo film di Shyamalan, dove racconta una favola ambientata in tempi moderni su una donna che proviene da un'altra dimensione ed è venuta sulla terra per aiutare e ispirare uno scrittore a scrivere un libro che darà una svolta alla storia dell'umanità, portandola dalla guerra e l'odio all'amore e la pace. Come in ogni favola ci sono le forze del male che vogliono impedire che il bene trionfi. E allora Paul Giamatti, grande interprete di un medico frustrato per non essere riuscito a salvare la sua famiglia e che ora gestisce un condominio, verrà in aiuto a "Story" (il nome di questa specie di angelo che vive nell'acqua della piscina del condominio). Dopo diversi malintesi, correndo il rischio di essere divorato da una creatura maligna mostruosa, i nostri amici/eroi riusciranno a salvare Story e farla riuscire nella sua missione.
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Ancora una volta un ottimo film di Shyamalan, dove racconta una favola ambientata in tempi moderni su una donna che proviene da un'altra dimensione ed è venuta sulla terra per aiutare e ispirare uno scrittore a scrivere un libro che darà una svolta alla storia dell'umanità, portandola dalla guerra e l'odio all'amore e la pace. Come in ogni favola ci sono le forze del male che vogliono impedire che il bene trionfi. E allora Paul Giamatti, grande interprete di un medico frustrato per non essere riuscito a salvare la sua famiglia e che ora gestisce un condominio, verrà in aiuto a "Story" (il nome di questa specie di angelo che vive nell'acqua della piscina del condominio). Dopo diversi malintesi, correndo il rischio di essere divorato da una creatura maligna mostruosa, i nostri amici/eroi riusciranno a salvare Story e farla riuscire nella sua missione. Bravissimo Paul Giamatti (che è il centro del film) e gli altri interpreti. La storia ha anche spunti di umorismo, o meglio ironia, che a volte rompono le atmosfere drammatiche. E' un film piacevole da seguire e molto originale. Complimenti al regista. Un film da non perdere.
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andre1989
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giovedì 16 agosto 2007
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che bello....
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film molto bello. Una favola (a tratti horror) con due bravissimi protagonisti.
Come ogni favola ha una morale: ognuno di noi nella vita ha uno scopo, ognuno di noi quindi nel suo piccolo è importante, perchè gli altri dipendono da lui.
Molto bello, non come The Village, ma comunue un ottimo film.
Voto: 8
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vitoner
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domenica 19 settembre 2010
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una fiaba che appassiona
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Guardate questo film. Certo, ci sono molte possibilità che non vi piacerà, ma vale la pena rischiare.
Shyamalan tratta ancora una volta il tema della fede a lui tanto caro e lo fa narrando una fiaba squisitamente piacevole che, pur nella sua semplicità, vi terrà incollati fino all'ovvio finale. I personaggi sono tutti ottimamente caratterizzati e le trovate che strappano un sorriso non mancano, così come i momenti in cui sentirete il magone alla gola. La regia è ottima e sfrutta al meglio gli scarni effetti speciali, secondo il sacrosanto principio "se non so come fartelo vedere, te lo faccio immaginare".
Se cercate colpi di scena, trama spappola-cervello e finale epico, girate a largo. Se avete voglia di ritornare bambini per un'ora e mezza, tuffatevi "in the water".
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Guardate questo film. Certo, ci sono molte possibilità che non vi piacerà, ma vale la pena rischiare.
Shyamalan tratta ancora una volta il tema della fede a lui tanto caro e lo fa narrando una fiaba squisitamente piacevole che, pur nella sua semplicità, vi terrà incollati fino all'ovvio finale. I personaggi sono tutti ottimamente caratterizzati e le trovate che strappano un sorriso non mancano, così come i momenti in cui sentirete il magone alla gola. La regia è ottima e sfrutta al meglio gli scarni effetti speciali, secondo il sacrosanto principio "se non so come fartelo vedere, te lo faccio immaginare".
Se cercate colpi di scena, trama spappola-cervello e finale epico, girate a largo. Se avete voglia di ritornare bambini per un'ora e mezza, tuffatevi "in the water".
E chi ha scritto che questo film è un thriller si vada a sparare, perché da quanto mi risulta "cappuccetto rosso" non ricadrebbe sotto tale definizione.
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maurizio frizziero
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giovedì 28 luglio 2011
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una case history per edward de bono
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Recensione breve. Ottima la scelta dei personaggi principali, Cleveland e Story, perfetti nei loro ruoli. Deduzioni troppo facili portano all'errore. Solo alla fine, esempio di pensiero laterale, le tessere si ricompongono. A proposito di pensiero laterale, la chicca è quella della farfalla: si posa sulla donna anziana e tutti sono portati a sceglierla per la sua funzione... nessuno pensa all'accumulatore di farfalle, Cleveland perchè la scena è girata in soggettiva... Gran parte del merito va allo sceneggiatore che compone un mosaico e lascia anche allo spettatore il compito di ricomporre le tessere...
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