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sarawhite
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mercoledì 9 maggio 2012
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film vietato a chi non sa sognare
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Scrivere una recensione su questo film non è semplice, non si può parlare di fotografia perfetta ne di costumi da oscar, non si può discutere sugli effetti speciali ne sulla particolare attitudine degli attori, si deve fare di più, si deve aprire quel cassetto in cui custodiamo il meglio di noi, quel cassetto che durante l'infanzia è stato riempito di archetipi quali la fiducia, il sacrificio, il coraggio e il senso del dovere : il senso della vita, di ogni singola vita. C'è la purezza della ninfa, c'è il legame indossolubile dell'uomo con l'acqua, c'è la riflessione sul male che l'uomo sta facendo al mondo allontanandosene sempre più, c'è la forza dell'eterogeneità, la struttura è quella di una fiaba tanto che la stessa storia raccontata dalla signora coreana fa riferimento alle funzioni di Propp, alle regole di tutte le fiabe e se riuscite ad entrare in sintonia con il racconto i grandi cani vi faranno davvero paura, la purezza di Story vi abbaglierà e desidererete essere uno degli abitanti di quel condominio ad esempio un guaritore, difensore o altro.
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Scrivere una recensione su questo film non è semplice, non si può parlare di fotografia perfetta ne di costumi da oscar, non si può discutere sugli effetti speciali ne sulla particolare attitudine degli attori, si deve fare di più, si deve aprire quel cassetto in cui custodiamo il meglio di noi, quel cassetto che durante l'infanzia è stato riempito di archetipi quali la fiducia, il sacrificio, il coraggio e il senso del dovere : il senso della vita, di ogni singola vita. C'è la purezza della ninfa, c'è il legame indossolubile dell'uomo con l'acqua, c'è la riflessione sul male che l'uomo sta facendo al mondo allontanandosene sempre più, c'è la forza dell'eterogeneità, la struttura è quella di una fiaba tanto che la stessa storia raccontata dalla signora coreana fa riferimento alle funzioni di Propp, alle regole di tutte le fiabe e se riuscite ad entrare in sintonia con il racconto i grandi cani vi faranno davvero paura, la purezza di Story vi abbaglierà e desidererete essere uno degli abitanti di quel condominio ad esempio un guaritore, difensore o altro...Il finale dà speranza ma è comunque amaro: ancora una volta una persona dovrà morire per cambiare (forse) il mondo. Se lady in the water non vi è piaciuto fossi in voi io mi preoccuperei e mi chiederei il perchè.
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dandy
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venerdì 6 aprile 2012
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boh!
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Shyamalan si è rivolto prima alla Buena Vista,poi dopo dissensi è andato alla Warner per girare il film come piaceva a lui.I casi sono due:o non gliel'hanno permesso neanche lì,o doveva avere le idee molto confuse.Un pò favola messianica,un pò horror fiabesco,un pò gioco corale in un America multietnica post 11 settembre.Le premesse sono affascinanti,ma lo svolgimento è in grado di scontentare davvero tutti.Ferraginoso,ripetitivo,e soprattutto piatto.Malgrado la presenza di una minaccia sovrannaturale,non c'è praticamente tensione,e si ha l'idea che i personaggi non corrano il minimo pericolo.Nonostante l'impegno del cast,si fatica davvero a restare coinvolti.
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Shyamalan si è rivolto prima alla Buena Vista,poi dopo dissensi è andato alla Warner per girare il film come piaceva a lui.I casi sono due:o non gliel'hanno permesso neanche lì,o doveva avere le idee molto confuse.Un pò favola messianica,un pò horror fiabesco,un pò gioco corale in un America multietnica post 11 settembre.Le premesse sono affascinanti,ma lo svolgimento è in grado di scontentare davvero tutti.Ferraginoso,ripetitivo,e soprattutto piatto.Malgrado la presenza di una minaccia sovrannaturale,non c'è praticamente tensione,e si ha l'idea che i personaggi non corrano il minimo pericolo.Nonostante l'impegno del cast,si fatica davvero a restare coinvolti.Troppo ambizioso e troppo personale.Di fatto,un flop al botteghino e uno stuolo di critiche feroci.Come se l'avesse previsto,Shyamalan(che sceneggia e interpreta Vick) ha inserito un critico cinematografico antipatico che finisce male(una delle poche idee apprezabili).Si può ammirare la sventatezza di un regista che ha deciso(almeno per ora)di stare alla larga dai clichè hollywoodiani.
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molenga
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venerdì 5 agosto 2011
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bravo lui, belle ed eterea lei
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Giamatti non è Barney: è Cleveland Heep, un uomo calvo con le guanciotte piene e un dramma infinito alle spalle, l'uccisione della moglie e della figlia...una misteriosa e bellissima ragazza lo salverà dalla tristezza dandogli una missione da fiaba. Film da rimorchio
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maurizio frizziero
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giovedì 28 luglio 2011
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una case history per edward de bono
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Recensione breve. Ottima la scelta dei personaggi principali, Cleveland e Story, perfetti nei loro ruoli. Deduzioni troppo facili portano all'errore. Solo alla fine, esempio di pensiero laterale, le tessere si ricompongono. A proposito di pensiero laterale, la chicca è quella della farfalla: si posa sulla donna anziana e tutti sono portati a sceglierla per la sua funzione... nessuno pensa all'accumulatore di farfalle, Cleveland perchè la scena è girata in soggettiva... Gran parte del merito va allo sceneggiatore che compone un mosaico e lascia anche allo spettatore il compito di ricomporre le tessere...
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jayan
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mercoledì 2 febbraio 2011
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una bella favola moderna molto originale
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Ancora una volta un ottimo film di Shyamalan, dove racconta una favola ambientata in tempi moderni su una donna che proviene da un'altra dimensione ed è venuta sulla terra per aiutare e ispirare uno scrittore a scrivere un libro che darà una svolta alla storia dell'umanità, portandola dalla guerra e l'odio all'amore e la pace. Come in ogni favola ci sono le forze del male che vogliono impedire che il bene trionfi. E allora Paul Giamatti, grande interprete di un medico frustrato per non essere riuscito a salvare la sua famiglia e che ora gestisce un condominio, verrà in aiuto a "Story" (il nome di questa specie di angelo che vive nell'acqua della piscina del condominio). Dopo diversi malintesi, correndo il rischio di essere divorato da una creatura maligna mostruosa, i nostri amici/eroi riusciranno a salvare Story e farla riuscire nella sua missione.
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Ancora una volta un ottimo film di Shyamalan, dove racconta una favola ambientata in tempi moderni su una donna che proviene da un'altra dimensione ed è venuta sulla terra per aiutare e ispirare uno scrittore a scrivere un libro che darà una svolta alla storia dell'umanità, portandola dalla guerra e l'odio all'amore e la pace. Come in ogni favola ci sono le forze del male che vogliono impedire che il bene trionfi. E allora Paul Giamatti, grande interprete di un medico frustrato per non essere riuscito a salvare la sua famiglia e che ora gestisce un condominio, verrà in aiuto a "Story" (il nome di questa specie di angelo che vive nell'acqua della piscina del condominio). Dopo diversi malintesi, correndo il rischio di essere divorato da una creatura maligna mostruosa, i nostri amici/eroi riusciranno a salvare Story e farla riuscire nella sua missione. Bravissimo Paul Giamatti (che è il centro del film) e gli altri interpreti. La storia ha anche spunti di umorismo, o meglio ironia, che a volte rompono le atmosfere drammatiche. E' un film piacevole da seguire e molto originale. Complimenti al regista. Un film da non perdere.
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vitoner
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domenica 19 settembre 2010
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una fiaba che appassiona
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Guardate questo film. Certo, ci sono molte possibilità che non vi piacerà, ma vale la pena rischiare.
Shyamalan tratta ancora una volta il tema della fede a lui tanto caro e lo fa narrando una fiaba squisitamente piacevole che, pur nella sua semplicità, vi terrà incollati fino all'ovvio finale. I personaggi sono tutti ottimamente caratterizzati e le trovate che strappano un sorriso non mancano, così come i momenti in cui sentirete il magone alla gola. La regia è ottima e sfrutta al meglio gli scarni effetti speciali, secondo il sacrosanto principio "se non so come fartelo vedere, te lo faccio immaginare".
Se cercate colpi di scena, trama spappola-cervello e finale epico, girate a largo. Se avete voglia di ritornare bambini per un'ora e mezza, tuffatevi "in the water".
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Guardate questo film. Certo, ci sono molte possibilità che non vi piacerà, ma vale la pena rischiare.
Shyamalan tratta ancora una volta il tema della fede a lui tanto caro e lo fa narrando una fiaba squisitamente piacevole che, pur nella sua semplicità, vi terrà incollati fino all'ovvio finale. I personaggi sono tutti ottimamente caratterizzati e le trovate che strappano un sorriso non mancano, così come i momenti in cui sentirete il magone alla gola. La regia è ottima e sfrutta al meglio gli scarni effetti speciali, secondo il sacrosanto principio "se non so come fartelo vedere, te lo faccio immaginare".
Se cercate colpi di scena, trama spappola-cervello e finale epico, girate a largo. Se avete voglia di ritornare bambini per un'ora e mezza, tuffatevi "in the water".
E chi ha scritto che questo film è un thriller si vada a sparare, perché da quanto mi risulta "cappuccetto rosso" non ricadrebbe sotto tale definizione.
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adhamo
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mercoledì 7 luglio 2010
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"...molti non faranno ritorno..."
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"...molti non faranno ritorno..." Tratto da Lady In The Water
Poteva fermarsi lì l'incipit di un film che non ha mostrato il suo vero volto. Chi lo decanta, chi lo bistratta... bastava semplicemente porlo al posto giusto con un voto giusto: 2/5.
Ho potuto immaginare una bella favola ma non ho potuto vederla con la stessa facilità. Un luogo chiuso, The Cove, una piscina, una donna. Non appena capita la situazione sembra ci attenda "poco da guardare e molto da sentire" ma quel "sentire" si ferma di botto quando il protagonista sviscera l'accaduto. Seguono da qui personaggi poco caratterizzati tanto che nemmeno del protagonista vengono rivelati i suoi stati d'animo caricandolo, agli occhi dello spettatore, d'un fardello davvero pesante ma che sfuma pian piano come in discesa: dalle stelle alle stalle.
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"...molti non faranno ritorno..." Tratto da Lady In The Water
Poteva fermarsi lì l'incipit di un film che non ha mostrato il suo vero volto. Chi lo decanta, chi lo bistratta... bastava semplicemente porlo al posto giusto con un voto giusto: 2/5.
Ho potuto immaginare una bella favola ma non ho potuto vederla con la stessa facilità. Un luogo chiuso, The Cove, una piscina, una donna. Non appena capita la situazione sembra ci attenda "poco da guardare e molto da sentire" ma quel "sentire" si ferma di botto quando il protagonista sviscera l'accaduto. Seguono da qui personaggi poco caratterizzati tanto che nemmeno del protagonista vengono rivelati i suoi stati d'animo caricandolo, agli occhi dello spettatore, d'un fardello davvero pesante ma che sfuma pian piano come in discesa: dalle stelle alle stalle. Poco da dire e poco da guardare l'ignoto avvolge la trama ed i suoi effetti speciali sembrano essere usciti da 3DMAX Studio, anch'essi "senza antichità e ferocia" da poter temere e sentirne la misticità.
Le uniche note positive sono quelle della colonna sonora che impone un ritmo eroico e fiabesco al racconto.
Unire il reale al fiabesco o favolistico non è mai stato semplice se poi questo reale è anche moderno allora l'accostamento è quasi sempre un disastro e nè una copertina nè un bel titolo possono risollevarlo dai limiti del mediocre.
Dopo la visione mi sono saltati alla mente vari titoli e tra questi "Il Labirinto Del Fauno" di Guillermo del Toro unico e raro esempio di come il quotidiano debba miscelarsi ad una favola o leggenda: con rispetto ed imponendo il proprio ritmo sfrenato andando al di là di ciò che è scontato e ciò che abbiamo reso, con parole di mamma, troppo innocuo ad orecchie piccine.
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giugy3000
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venerdì 8 gennaio 2010
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c'era una volta shyamalan.
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Shyamalan è uno tra i registi più coinvolgenti e maturi degli ultimi decenni e questo film lo conferma. Nella filmografia di Shyamalan questo non è affatto un film inconcludente, stupido, inutile e con una trama insensata...paragonato al precedente "The village" anzi, è decisamente più ricco di contenuti e ben incastonato in quella che poi ritroviamo essere la morale di almeno 3 su 5 suoi film: ovvero prendere coscienza degli orrori del mondo."The village" e "Lady in the water" sono due film semioticamente e simbologicamente molto legati. Due storie fantastiche che paiono uscite dal libro delle fiabe poste dentro la più reale delle realtà di oggi. In entrambe le storie ci sono due ruoli ben precisi, dei significati da trovare, dei confini da valicare, dei personaggi più coraggiosi di altri che si dovranno fare portatori del messaggio salvifico e/o rivoluzionario che hanno ricevuto.
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Shyamalan è uno tra i registi più coinvolgenti e maturi degli ultimi decenni e questo film lo conferma. Nella filmografia di Shyamalan questo non è affatto un film inconcludente, stupido, inutile e con una trama insensata...paragonato al precedente "The village" anzi, è decisamente più ricco di contenuti e ben incastonato in quella che poi ritroviamo essere la morale di almeno 3 su 5 suoi film: ovvero prendere coscienza degli orrori del mondo."The village" e "Lady in the water" sono due film semioticamente e simbologicamente molto legati. Due storie fantastiche che paiono uscite dal libro delle fiabe poste dentro la più reale delle realtà di oggi. In entrambe le storie ci sono due ruoli ben precisi, dei significati da trovare, dei confini da valicare, dei personaggi più coraggiosi di altri che si dovranno fare portatori del messaggio salvifico e/o rivoluzionario che hanno ricevuto.In "Lady in the Water" come in "The Village" lo spazio circoscritto di una piccola comunità di gente, situatasi in un luogo insignificante del mondo, vive la più fulgida e coinvolgente vicenda che possa esistere.
Qui, in "lady in the water" Cleveland e i suoi compari del residence si convincono senza molto dibattiti sull'oggettività o meno della Narf "Story" (significativo e d'impatto è d'altronde già lo stesso suo nome proprio)e da subito si impegnano a svelare e a dare un senso alla creatura del mondo azzurro venuta tra gli uomini per annunciare delle buone nuove da seguire sul futuro. Come un puzzle devono rimettere al loro posto ogni singolo pezzo allegoricamente significativo. La Narf non può andarsene senza aver prima visto colui o colei al quale recapitare il messaggio, ma la sua fuga di ritorno al suo mondo le verrà impeditata da un simil-lupo con il pelo d'erba pronto sempre a mimetizzarsi con il prato.Il lupo rappresenta il mondo degli uomini cattivi, dei bruti della storia passata che hanno pensato sempre a celare le soluzioni più pacifiche e a dare sfogo, per convenienza, a quelle più malvagie.
Shyamalan recita nel suo medesimo film, benissimo tra l'altro, nel ruolo di colui che riceve il messaggio della ninfa marina in quanto scrittore di un'opera rivoluzionaria sulle ideologie dell'uomo che presto avrà successo. Un ruolo a mio avviso sceltosi non a caso, come per farci intendere davvero che Shyamalan con i suoi film ci porta proprio un chiaro messaggio: recepire e fare attenzione ai simboli della natura, alle nostre azioni e alle conseguenze che derivano su di essa, perchè per lui non sia distanti dal giorno in cui le favole smetteranno di essere favole a lieto fine e prenderanno il posto del nostro reale.
Dimentichiamoci l'emozionante strappalacrime amoroso di quello che potrebbe un film imparentato come "Una sirena a Manhattan": qui i due mondi non si fondono, nessuno si innamora (benchè in più immagini gli occhi di Cleveland e di Story siano sempre inconcrociati e ricchi d'affetto) e nessuno segue l'altro in una vita diversa. Qui i due mondi si sfiorano per due soli notti, facendo rivivere in poco tempo il fiducioso calore panistico tra tutti i 4 elementi del mondo: story (l'acqua), lo Scarf (la terra con il suo corpo ricoperto di erba), l'acquila (l'aria), il calore di cleveland sulle gambe della ragazza per farla guarire (il fuoco).
Un gran film preparatorio a quello che a mio parere è il suo capolavoro ("E venne il giorno")...ma questa è un'altra STORIA...
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night
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lunedì 15 giugno 2009
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grande paul giamatti
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Le aspettative erano molte. Dopo il Sesto senso, Unbreakable,Signs e The Village, tutti quanti noi ci aspettavamo un altro film di Shyamalan che riuscisse a registrare guadagni record al botteghino. Così non è stato. Ho scoperto Shyamalan come regista solo in corrispondenza all'uscita nelle sale di E venne il giorno. Da quel momento sono stato desideroso di vedere tutti i suoi films. E non mi sono pentito di averlo fatto. Di registi come lui in giro ce ne sono davvero pochi, in grado di abbagliarci con la loro bravura e di comunicarci molte cose senza proferire alcuna frase. E' anche vero che proprio per le sue capacità e per i "doppi sensi" dei suoi films, il cinema di Shyamalan non è comprensibile per tutti.
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Le aspettative erano molte. Dopo il Sesto senso, Unbreakable,Signs e The Village, tutti quanti noi ci aspettavamo un altro film di Shyamalan che riuscisse a registrare guadagni record al botteghino. Così non è stato. Ho scoperto Shyamalan come regista solo in corrispondenza all'uscita nelle sale di E venne il giorno. Da quel momento sono stato desideroso di vedere tutti i suoi films. E non mi sono pentito di averlo fatto. Di registi come lui in giro ce ne sono davvero pochi, in grado di abbagliarci con la loro bravura e di comunicarci molte cose senza proferire alcuna frase. E' anche vero che proprio per le sue capacità e per i "doppi sensi" dei suoi films, il cinema di Shyamalan non è comprensibile per tutti. Avevo consigliato questo film a un mio amico, il giorno dopo mi chiama e mi dice di essere rimato deluso. Non opprimiamo eccessivamente con le nostre aspettative un regista come Shyamalan, che proprio da queste aspettative potrebbe essere rovinato. Questo film, secondo me, non si può considerare una vera e propria favola della buonanotte, come detto dal diretore. Resta comunque il fatto che dopo averlo visto, io ho acquisito la consapevolezza che esiste ancora dell'originalità nel mondo che permette "di far morire il personaggio antipatico a discapito delle sue previsioni" e del falso modello fornito dalla televisione che non permette più ai giovani d'oggi di essere originali, uniformanod spesso il loro pensiero.
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taniamarina
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giovedì 23 aprile 2009
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lady in the water fa acqua da tutte le parti...
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Il tentaivo di Night è quello di fare una storia narrando nel profondo i meccansimi stereotipati di ogni sceneggiatura, cercando di fuggire dai clichet a cui spesso si incappa. Il risultato è semplicemente deludente, confuso, senza un "sesto senso". La pellicola è scandita da un'ironia che non arriva, gli attori sono fuori forma e Night si è meritata la pernacchia d'oro come peggior attore del'anno, oltre ad essere visto come un regista dal talento miracolato solo per una volta.
Bisogna riconoscergli il tentativo di non cadere nella trappola del finale a sorpresa, cercando di rendere il film, dopotutto, una intera sorpresa. Non ci riesce, peccato.
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