Io e Beethoven

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Un film di Agnieszka Holland. Con Ed Harris, Diane Kruger, Matthew Goode, Ralph Riach, Joe Anderson.
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Titolo originale Copying Beethoven. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 104 min. - USA, Germania 2006. uscita venerdì 15 giugno 2007. MYMONETRO Io e Beethoven * * 1/2 - - valutazione media: 2,56 su 31 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato nì!
2,56/5
MYMONETRO©
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * - - -
 critica * 1/2 - - -
 pubblico * * * - -
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Firmato dalla polacca Agnieszka Holland, che già si era dedicata a tracciare biografie di artisti eccellenti, parla degli ultimi anni della vita di Beethoven, fino alla sua solitaria e prematura morte avvenuta nel 1827.
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primo piano
Un omaggio alla genialità di Beethoven, ma in maniera spesso sterile e quasi superficiale
Letizia della Luna     * * - - -

Nel 1824 Ludwig van Beethoven è già quasi del tutto afflitto da sordità. Sta finendo di comporre quella che è rimasta probabilmente la sua opera magna: la Nona Sinfonia. A fargli da copista per scrivere sul pentagramma la partitura viene mandata una giovane allieva di composizione del conservatorio di Vienna, Anna Holtz. Il genio e la sregolatezza di un Beethoven ormai reso ancora più bruto e scontroso dal peggiore dei mali per un compositore porta i due a un rapporto difficile e tormentato, ma la dedizione, e la consapevolezza musicale, con cui la ragazza si dedica al grande maestro farà sì che il loro legame diventi un’affinità elettiva ricca di empatia e di crescita non solo artistica ma anche esistenziale.
Io e Beethoven, firmato dalla polacca Agnieszka Holland, che già si era dedicata a tracciare biografie di artisti eccellenti come quelle di Rimbaud e Verlaine in Poeti dall'inferno, parla degli ultimi anni della vita di Beethoven, fino alla sua solitaria e prematura morte avvenuta nel 1827. Un film artificioso e spesso artefatto in cui, per trasportare su grande schermo la maestosità della musica beethoveniana, si è scelto un registro stilistico altrettanto pomposo e sovrabbondante, a discapito di una semplicità e di una naturalezza che forse avrebbero potuto regalare alla pellicola una maggior spontaneità. Con una fotografia pastosa e eccessivamente satura, con colori che sempre virano verso un bianco azzurro quasi surreale e impressionista, la pellicola non riesce ad emozionare e a coinvolgere, salvo quando la musica di per sé, nella sua magnificenza d’essenza, riesce a fare da sola tutto il lavoro. Uno sguardo palesemente compiaciuto ma mai partecipato, un linguaggio calligrafico e bizantino rendono il film sì un omaggio alla genialità di Beethoven, ma in maniera spesso sterile e quasi superficiale. Ed Harris, irriconoscibile senza occhiali e con capelli lunghi, interpreta il grande compositore stando quasi sempre sopra le righe mentre Diane Kruger, che sceglie invece di recitare in levare, sembra più adeguata nel ruolo della discepola adulante.

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Troppo brutale

domenica 29 maggio 2011 di mondolariano

E’ sempre interessante osservare da vicino la vita dei grandi personaggi artistici, a patto però di non prendere come oro colato ciò che viene proposto. Beethoven in tarda età non aveva alcuna donna e non vedo perché bisogna immaginare cosa sarebbe successo se l’avesse avuta. Inoltre si eccede nella rozzezza, specie in certe scene quali il modellino del ponte, le nudità e l’esecuzione della musica della ragazza accompagnata dai versacci. Niente a che fare con la verità di un uomo scorbutico e misantropo continua »

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Scopiazzato malamente amadeus di milos forman

martedì 24 febbraio 2009 di argo

BENE, SE PRIMA DI AVER VISTO MOZART DI FORMAN (8 OSCAR), QUESTO FILM APPARE UNA NULLITà, DOPO, SCOMPARE!! BENINTESO, DI CERTO, UN CAPOLAVORO NON SI RIPETE TANTO FACILMENTE, PER MOLTE RAGIONI: DA QUELLE STORICHE A QUELLE INERENTI LA CAPACITà DEL REGISTA. IN QUESTO FILM, PURTROPPO MALAMENTE INTERPRETATO DA HARRIS, I PUNTI SALIENTI CHE DOVREBBERO ISPIRARE, SONO STATI COPIATI PARI PARI DALL'AMADEUS SUCCITATO, MA CON ALCUNE SALIENTI DIFFERENZE: 1) LA DESCRIZIONE DELLA MUSICA, IN AMADEUS è SUBLIME, continua »

Beethoven
A volte Dio sussurra all'orecchio degli uomini, al mio URLA, ed è per questo che sono sordo
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Beethoven
"Le vibrazioni nell'aria sono il respiro di Dio che parla all'animo umano,la musica è il linguaggio di Dio, i musicisti sono gli esseri più vicini a Dio, sentono la sua voce, leggono le sue labbra, danno vita ai figli di Dio che cantano le Lodi del Signore!"
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APPROFONDIMENTI | Nel film di Agnieszka Holland, in uscita il 15 giugno, l'attore americano interpreta il grandissimo compositore tedesco Ludwig van Beethoven.

Ed harris e beethoven

venerdì 1 giugno 2007 - Tirza Bonifazi Tognazzi

Ed Harris e Beethoven Appena sette anni fa metteva in scena la breve e tormentata vita del pittore Jackson Pollock. Oggi Ed Harris torna a indossare le vesti di un genio nel film di Agnieszka Holland che fantastica sugli ultimi anni di vita di Ludwig van Beethoven. Un periodo di cui non si conoscono molti particolari, se non che il compositore e pianista tedesco fosse divenuto completamente sordo, come testimoniano anche le lettere scritte nel 1801 ai pochissimi amici con i quali si poteva confidare. Nel giugno di quell'anno infatti, in una lettera a Franz Gerhard Wegeler, rivelò di condurre una vita misera, di evitare quasi ogni compagnia perché gli era impossibile dire alla gente che era sordo.

INTERVISTE | Beethoven: una vita travagliata, divisa tra l'amore per la musica e quello per una donna, Anna. Entrambi i contesti vengono colpiti da gravi e tormentate vicende e rendono ancora più duro il ruolo del protagonista, Ed Harris.

Diane e beethoven

giovedì 14 giugno 2007 - Claudia Resta

Io, Diane e Beethoven Ricostruire gli ambienti in cui si mosse il genio di Beethoven non è stato facile e, per cogliere meglio il sapore dell'epoca, il set si è mosso tra Budapest, Keskemet e Sopron, preferendo l'Ungheria a Vienna, dove sono state girate solo le scene esterne. Allo stesso modo, per Harris la difficoltà si è estesa anche al simulare la sordità del protagonista, che perse l'uso dell'udito nel 1801 e continuò a comporre sino al 1827. Il compito è stato alleggerito dalla presenza della protagonista femminile, Diane Kruger, che interpreta Anna: a lei la responsabilità di dar voce a una passione che non trovò mai l'espressione diretta, ma bruciò nel cuore di entrambi, dando l'ispirazione per molte opere.

Biografia di un genio tra sordità e sregolatezza

di Roberto Nepoti La Repubblica

Le biografie dei geni son sempre gatte da pelare. Tantopiù se il genio è Beethoven: il tardo Ludwig van, sordo, lunatico e perennemente di cattivo umore. Siamo nel 1824 e il compositore ha completato la Nona; ma, alla vigilia della "prima", la partitura non è ancora pronta. Così, il suo editore trova una copista di buona volontà, Anna Holtz, diligente, bella (la Elena di "Troy") nonché incondizionata ammiratrice del Maestro. Il quale però, col caratteraccio che si ritrova, la tormenta e la umilia, sbeffeggiandone le ambizioni musicali, facendo professione di antifemminismo e arrivando, per spregio, a mostrarle il sedere. »

Beethoven: il genio, la Nona e una donna

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Una bella ragazza di ottima famiglia, bionda, pudica, ordinata, promessa a un giovane e insipido ingegnere, arriva in casa di una specie di vecchio orso sordo che vive nel disordine e nella solitudine, suonando e componendo appeso al suo cornetto acustico. Trattandosi dell'irascibile Ludwig van Beethoven, come dichiara onestamente il titolo, lo scontro è scontato. La giovane (personaggio immaginario nato dall'unione di diverse figure reali) è lì per trascrivere gli spartiti scarabocchiati del maestro che sta ultimando la Nona sinfonia (e si permette perfino di correggerli!). »

di Federico Pedroni Film TV

Anna Holtz è una giovane promessa del Conservatorio di Vienna. È bella, è sveglia, è ambiziosa. L'opportunità di svelare al mondo le sue capacità - quelle di una donna compositrice, categoria impensabile nel rigido mondo musicale dell'Ottocento - le viene data dalla collaborazione con Ludwig van Beethoven, il più grande compositore del mondo, che afflitto da galoppante sordità ha l'impellente necessità di una copista per completare la sua celebre Nona Sinfonia. È questo lo spunto di lo e Beethoven della regista polacca Agnieszka Holland: inserire un personaggio di fantasia per rivelare le inquietudini degli ultimi anni di vita del grande maestro. »

Io e Beethoven, quel musicista sembra proprio Belushi

di Antonello Catacchio Il Manifesto

Tentare di rappresentare il fascino astratto della musica è operazione complessa. Spiegarla poi è praticamente impossibile. Eppure è questa la strada scelta da Agnieszka Holland per Io e Beethoven. E per farlo si affida a un personaggio di pura fantasia. Ecco infatti Anna Holtz, inviata a casa del genio ispido e scontroso per trascrivere in tutta fretta la partitura della Nona sinfonia. Sono scintille, ma come, una donna per quel tipo di lavoro? Invece Anna diventa una sorta di alter ego, lo aiuta a dirigere perché lui è sordo, diventa insostituibile, si prende anche la sua dose di insulti per avere osato mostrare al genio quel che lei ha scritto. »

Io e Beethoven | Indice

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