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fierror
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domenica 4 marzo 2012
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ottimo
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Veramente avvincente e raramente lo dico,costumi e sceneggiature OTTIMI,nonostante la durata del film mai mi sono annoiato.
Le vicende sono complesse piene di intrallazzi e tradimenti,sage guerresche e amorose tutto condito con c'è veramente tutto in questo film lo consiglio vivamente.
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tonisartini
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domenica 27 febbraio 2011
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ottimo film, ben narrato e recitato...
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Un ottimo film,ben narrato e recitato,che racconta in modo credibile, anche se con qualche forzatura,un periodo della Spagna in declino,con ottime ambientazioni e costumi e una quasi sempre splendida fotografia.La parte finale non è ben riuscita. Diversamente da altri più competenti esegeti, non mi sono annoiato affatto.
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weach
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lunedì 3 gennaio 2011
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un xvii° secolo spagnolo dai contorni pittorici
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L'inqusizione spagnola ,secondo molti storici, istituita con il fine di indebolire le opposizioni interne del popolo ebraico, delle lobyes bancarie ebraiche e del mondo islamico"è la rete entro qui si muove la trama del film "Molti interrogativi riguardo ai grandi capovolgimenti della storia trovano inquietante risposta in questa opera cinematografica:le fonti attendibili , i documenti rappresentati , come in un un affresco pittorico, ci danno gli elementi per comprendere la complessa pscologia di un epoca ed i lati oscuri di un mondo che fu .
Le avventure del capitano di ventura Diego Alatriste nascono nella letteratura spagnola grazie alla fervida immaginazionedello scrittore Arturo Pérez Reyert :tale fantasioso scrittore propone scenari di una Spagna del XVII° secolo con i suoi intrighi di palazzo, gli amori, i duelli e le difficoltà di un impero nel difendere i propri confini dai focolai di rivolta come quelle nelle Fiandre .
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L'inqusizione spagnola ,secondo molti storici, istituita con il fine di indebolire le opposizioni interne del popolo ebraico, delle lobyes bancarie ebraiche e del mondo islamico"è la rete entro qui si muove la trama del film "Molti interrogativi riguardo ai grandi capovolgimenti della storia trovano inquietante risposta in questa opera cinematografica:le fonti attendibili , i documenti rappresentati , come in un un affresco pittorico, ci danno gli elementi per comprendere la complessa pscologia di un epoca ed i lati oscuri di un mondo che fu .
Le avventure del capitano di ventura Diego Alatriste nascono nella letteratura spagnola grazie alla fervida immaginazionedello scrittore Arturo Pérez Reyert :tale fantasioso scrittore propone scenari di una Spagna del XVII° secolo con i suoi intrighi di palazzo, gli amori, i duelli e le difficoltà di un impero nel difendere i propri confini dai focolai di rivolta come quelle nelle Fiandre .
Agustin Diaz Yanes,traendo ispirazione dall’opera letteraria citata autore , realizza ”il destino di un guerriero”e si segnala nel mondo della cinematografia per l‘innata sensibilità estetica nelle riprese , una solida base tecnica ed una maniacale capacità nelle ricostruzioni sceniche; dicono d lui che è uomo amato dai suoi amici per la simpatia e con un sogno giovanile da torero .
Noto delle similitudini fra il film “il destino del guerriero” del regista madrileno Agustin Diaz Yanes “dal titolo originari “Alatriste “ con il film capolavoro del 1977 di Ridley Scott. “the duellist”.
Scrissi in occasione della recensione di “the duellist“caro amico, si apre qui un mondo che fu ma che con queste immagini va in risonanza con noi!”
Appunto la sensazione provata durante la visone di “Alatriste”a noi noto con il titolo “Il destino di un guerriero”, è quello di un “rispecchia “con il capolavoro citato di Ridley Scott.
L’intento principe di entrambi i film è quello di ricostruire e dipingere un documento dell'epoca , fedele ,mirabile,credibile.
Entrambi i film sono dipinti di un epoca passata , accurati , sentiti, pittorici,estetici, con un contenuto rappresentativo di un sentimento comune dominante nella psiche di chi è duellante o guerriero; sono un affresco meritevole che non può lasciare indifferenti” introducendoci , con dovizia di particolari nel mondo rappresentato, rendendoci partecipi e presenti nel contesto storico osservato.
Chiaramente Agustin Diaz Yanes non è Ridley Scott ma sarebbe offensivo e poco corretto negare al film la dignità di pellicola Cult di alta qualità .
Se vogliamo sottrarre qualcosa al film “Alatrisete” potremmo a discapito solo dire quanto segue: l’intreccio amoroso è forse un poco ingombrante ed interrompe in qualche misura la fluidità della trama .
Auguro a questo film il destino che toccò a The duellist !!!
" The Duellist" , prima opera splendida di Ridley Scott , del 1977 ,capolavoro indiscusso sulle schermaglie cavalleresche, ebbe un percorso cinematografico brevissimo e solo nel tempo conquistò la dignità di film cult indiscusso.
Tratto di una storia vera,è la trasposizione cinematografica di un duello, senza fine ,fra due tenenti dell 'esercito napoleonico che ,per futili motivi ,si scontrano in duello sino al momento cavalleresco principe: chiedere ed ottenere soddisfazione.
I due registi li vedo in un percorso ideale comune , entrambi, ricostruiscono ambienti fra il XVII° e il XVIII° secolo con sapienza ,meticolosità, con ambientazioni di un senso estetico impareggiabile ; rappresentano entrambi efficacemente , nelle campagne di Europa di quei tempi, il pensiero, la vita ,i sogni dell' uomo di sempre ,permanentemente in difficoltà sia per le continue guerre, per i problemi di pestilenze,di povertà diffusa.
Un obiettivo è orientato in una Spagna proiettata nelle Fiandre ; l’altro obiettivo nelle campagne francesi. Prima e dopo Napoleone Bonaparte
E si colgono anche le sfumature di popoli diversi che hanno dominato e nel contempo dovuto sopportare anche l’umiliazione della sconfitta
Rimangono dei due film anche i particolari, si i particolari, magistralmente colti dalla cinepresa attenta ;gli attimi di pausa e di pace profonda di banchetti, i sentimenti, l' amore che ,in una sorta valzer, si alternano ai violenti tenzoni;i volti austeri di questi combattenti strenui, il loro piglio ,il loro buffo sentire,le divise impeccabili, il sangue che sgorga, l'azione del duello , la natura che osserva impotente questo uomo primitivo ,conflittuale ,cultore dell'ego..
Il protagonista assoluto di questi lavori sul dramma della guerra ,sul conflitto permanete fra gli umani è la cinepresa che nulla perde e ci fa riassaporare il sentire di tempi che furono .
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lunedì 3 gennaio 2011
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un xvii° secolo spagnolo dai contorni pittorici
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Definitivo.
Molti interrogativi riguardo ai grandi capovolgimeneti della storia trovano inquietante risposta in questa opera cinematografica:le fonti i ,documenti rappresentati , come in un un affresco pittorico, ci danno gli elementi per comprendere la complessa pscologia di un epoca ed i lati oscuri di un mondo che fu .
Le avventure del capitano di ventura Diego Alatriste nascono nella letteratura spagnola grazie alla fervida immaginazionedello scrittore Arturo inerrogativi Pérez Reyert :tale fantasioso scrittore propone scenari di una Spagna del XVII° secolo con i suoi intrighi di palazzo, gli amori, i duelli e le difficoltà di un impero nel difendere i propri confini dai focolai di rivolta come quelle nelle Fiandre .
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Definitivo.
Molti interrogativi riguardo ai grandi capovolgimeneti della storia trovano inquietante risposta in questa opera cinematografica:le fonti i ,documenti rappresentati , come in un un affresco pittorico, ci danno gli elementi per comprendere la complessa pscologia di un epoca ed i lati oscuri di un mondo che fu .
Le avventure del capitano di ventura Diego Alatriste nascono nella letteratura spagnola grazie alla fervida immaginazionedello scrittore Arturo inerrogativi Pérez Reyert :tale fantasioso scrittore propone scenari di una Spagna del XVII° secolo con i suoi intrighi di palazzo, gli amori, i duelli e le difficoltà di un impero nel difendere i propri confini dai focolai di rivolta come quelle nelle Fiandre .
Agustin Diaz Yanes,traendo ispirazione dall’opera letteraria citata autore , realizza ”il destino di un guerriero”e si segnala nel mondo della cinematografia per l‘innata sensibilità estetica nelle riprese , una solida base tecnica ed una maniacale capacità nelle ricostruzioni sceniche; dicono d lui che è uomo amato dai suoi amici per la simpatia e con un sogno giovanile da torero .
Noto delle similitudini fra il film “il destino del guerriero” del regista madrileno Agustin Diaz Yanes “dal titolo originari “Alatriste “ con il film capolavoro del 1977 di Ridley Scott. “the duellist”.
Scrissi in occasione della recensione di “the duellist“caro amico, si apre qui un mondo che fu ma che con queste immagini va in risonanza con noi!”
Appunto la sensazione provata durante la visone di “Alatriste”a noi noto con il titolo “Il destino di un guerriero”, è quello di un “rispecchia “con il capolavoro citato di Ridley Scott.
L’intento principe di entrambi i film è quello di ricostruire e dipingere un documento dell'epoca , fedele ,mirabile,credibile.
Entrambi i film sono dipinti di un epoca passata , accurati , sentiti, pittorici,estetici, con un contenuto rappresentativo di un sentimento comune dominante nella psiche di chi è duellante o guerriero; sono un affresco meritevole che non può lasciare indifferenti” introducendoci , con dovizia di particolari nel mondo rappresentato, rendendoci partecipi e presenti nel contesto storico osservato.
Chiaramente Agustin Diaz Yanes non è Ridley Scott ma sarebbe offensivo e poco corretto negare al film la dignità di pellicola Cult di alta qualità .
Se vogliamo sottrarre qualcosa al film “Alatrisete” potremmo a discapito solo dire quanto segue: l’intreccio amoroso è forse un poco ingombrante ed interrompe in qualche misura la fluidità della trama .
Auguro a questo film il destino che toccò a The duellist !!!
" The Duellist" , prima opera splendida di Ridley Scott , del 1977 ,capolavoro indiscusso sulle schermaglie cavalleresche, ebbe un percorso cinematografico brevissimo e solo nel tempo conquistò la dignità di film cult indiscusso.
Tratto di una storia vera,è la trasposizione cinematografica di un duello, senza fine ,fra due tenenti dell 'esercito napoleonico che ,per futili motivi ,si scontrano in duello sino al momento cavalleresco principe: chiedere ed ottenere soddisfazione.
I due registi li vedo in un percorso ideale comune , entrambi, ricostruiscono ambienti fra il XVII° e il XVIII° secolo con sapienza ,meticolosità, con ambientazioni di un senso estetico impareggiabile ; rappresentano entrambi efficacemente , nelle campagne di Europa di quei tempi, il pensiero, la vita ,i sogni dell' uomo di sempre ,permanentemente in difficoltà sia per le continue guerre, per i problemi di pestilenze,di povertà diffusa.
Un obiettivo è orientato in una Spagna proiettata nelle Fiandre ; l’altro obiettivo nelle campagne francesi. Prima e dopo Napoleone Bonaparte
E si colgono anche le sfumature di popoli diversi che hanno dominato e nel contempo dovuto sopportare anche l’umiliazione della sconfitta
Rimangono dei due film anche i particolari, si i particolari, magistralmente colti dalla cinepresa attenta ;gli attimi di pausa e di pace profonda di banchetti, i sentimenti, l' amore che ,in una sorta valzer, si alternano ai violenti tenzoni;i volti austeri di questi combattenti strenui, il loro piglio ,il loro buffo sentire,le divise impeccabili, il sangue che sgorga, l'azione del duello , la natura che osserva impotente questo uomo primitivo ,conflittuale ,cultore dell'ego..
Il protagonista assoluto di questi lavori sul dramma della guerra ,sul conflitto permanete fra gli umani è la cinepresa che nulla perde e ci fa riassaporare il sentire di tempi che furono .
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giovedì 30 dicembre 2010
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sentimenti che altrimenti non potremmo capire
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lettura gradita
Agustin Diaz Yanes è regista di scuola cinematografica spagnola , amato dai suoi amici per la l’innata simpatia, aveva come sogno da ragazzino quello di fare il torero ,ma il suo destino è stato ,a quanto pare ,quello di regista cinematografico.
Si distingue dai suoi colleghi per un innata sensibilità per l’estetica della ripresa ed per il piglio tecnico e meticoloso …. e questo si vede chiaramente!!!!
Vedo delle similitudini fra il film “il destino del guerriero di Del regista madrileno Agustin Diaz Yanes “dal titolo originari “Alatriste “ con il film capolavoro del 1977 di Ridley Scott.
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lettura gradita
Agustin Diaz Yanes è regista di scuola cinematografica spagnola , amato dai suoi amici per la l’innata simpatia, aveva come sogno da ragazzino quello di fare il torero ,ma il suo destino è stato ,a quanto pare ,quello di regista cinematografico.
Si distingue dai suoi colleghi per un innata sensibilità per l’estetica della ripresa ed per il piglio tecnico e meticoloso …. e questo si vede chiaramente!!!!
Vedo delle similitudini fra il film “il destino del guerriero di Del regista madrileno Agustin Diaz Yanes “dal titolo originari “Alatriste “ con il film capolavoro del 1977 di Ridley Scott. “the duellist” Scrissi in occasione della recensione e di “the duellist“Caro amico, si apre qui un mondo che fu ma che con queste immagini va in risonanza con noi!”
Appunto la sensazione provata durante la visone di “Alatriste”a noi noto con il titolo “Il destino di un guerriero”, è quellodi un “rispecchia “con il capolavoro citato di Ridley Scott.
L’intento principe di entrambi i film è quello di ricostruire e dipingere un documento dell'epoca , fedele ,mirabile,credibile.
Entrambi i film sono dipinti di un epoca passata , accurati , sentiti, pittorici,estetici, con un contenuto rappresentativo di un sentimento comune dominante nella psiche di chi è duellante o guerriero; sono un affresco meritevole che non può lasciare indifferenti” introducendoci , con dovizia di particolari nel mondo rappresentato, rendendoci partecipi e presenti nel contesto storico osservato.
Chiaramente Agustin Diaz Yanes non è Ridley Scott ma sarebbe offensivo e poco corretto negare al film la dignità di pellicola Cult di alta qualità .
Se vogliamo sottrarre qualcosa al film “Alatrisete” potremmo a discapito solo dire quanto segue: l’intreccio amoroso è forse un poco ingombrante ed interrompe in qualche misura la fluidità della trama .
Auguro a questo film il destino che toccò a The duellist !!!
" The Duellist" , prima opera splendida di Ridley Scott , del 1977 ,capolavoro indiscusso sulle schermaglie cavalleresche, ebbe un percorso cinematografico brevissimo e solo nel tempo conquistò la dignità di film cult indiscusso.
Tratto di una storia vera,è la trasposizione cinematografica di un duello, senza fine ,fra due tenenti dell 'esercito napoleonico che ,per futili motivi ,si scontrano in duello sino al momento cavalleresco principe: chiedere ed ottenere soddisfazione.
I due registi li vedo in un percorso ideale comune , entrambi, ricostruiscono ambienti fra il XVII° e il XVIII° secolo con sapienza ,meticolosità, con ambientazioni di un senso estetico impareggiabile ; rappresentano entrambi efficacemente , nelle campagne di Europa di quei tempi, il pensiero, la vita ,i sogni dell' uomo di sempre ,permanentemente in difficoltà sia per le continue guerre, per i problemi di pestilenze,di povertà diffusa.
Un obiettivo è orientato in una Spagna proiettata nelle Fiandre ; l’altro obiettivo nelle campagne francesi. Prima e dopo Napoleone Bonaparte
E si colgono anche le sfumature di popoli diversi che hanno dominato e nel contempo dovuto sopportare anche l’umiliazione della sconfitta
Rimangono dei due film anche i particolari, si i particolari, magistralmente colti dalla cinepresa attenta ;gli attimi di pausa e di pace profonda di banchetti, i sentimenti, l' amore che ,in una sorta valzer, si alternano ai violenti tenzoni;i volti austeri di questi combattenti strenui, il loro piglio ,il loro buffo sentire,le divise impeccabili, il sangue che sgorga, l'azione del duello , la natura che osserva impotente questo uomo primitivo ,conflittuale ,cultore dell'ego..
Il protagonista assoluto di questi lavori sul dramma della guerra ,sul conflitto permanete fra gli umani è la cinepresa che nulla perde e ci fa riassaporare il sentire di tempi che furono .
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lunedì 27 dicembre 2010
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sentimenti che altrimenti non potremmo capire
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lettura gradita.
Vedo delle similitudini fra il film “il destino di un guerriero" del regista madrileno Agustin Diaz Yanes “dal titolo originari “Alatriste “ ed il film capolavoro del 1977 di Ridley Scott. “the duellist” Scrissi in occasione della recensione e di “the duellist“Caro amico, si apre qui un mondo che fu ma che con queste immagini va in risonanza con noi!”
Appunto la sensazione provata durante la visone di “Alatriste”a noi noto con il titolo “Il destino di un guerriero”si “rispecchia “con il capolavoro citato di Ridley Scott.
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Vedo delle similitudini fra il film “il destino di un guerriero" del regista madrileno Agustin Diaz Yanes “dal titolo originari “Alatriste “ ed il film capolavoro del 1977 di Ridley Scott. “the duellist” Scrissi in occasione della recensione e di “the duellist“Caro amico, si apre qui un mondo che fu ma che con queste immagini va in risonanza con noi!”
Appunto la sensazione provata durante la visone di “Alatriste”a noi noto con il titolo “Il destino di un guerriero”si “rispecchia “con il capolavoro citato di Ridley Scott.
L’intento principe di entrambi i film è quello di ricostruire e dipingere un documento dell'epoca , fedele ,mirabile,credibile.
Entrambi i film sono dipinti di un epoca passata , accurati , sentiti, pittorici,estetici, con un contenuto rappresentativo di un sentimento comune dominante nella psiche di chi è duellante o guerriero; sono un affresco meritevole che non può lasciare indifferenti” introducendoci , con dovizia di particolari nel mondo rappresentato, rendendoci partecipi e presenti nel contesto storico osservato.
Chiaramente Agustin Diaz Yanes non è Ridley Scott ma sarebbe offensivo e poco corretto negare al film la dignità di pellicola Cult di alta qualità .
Se vogliamo sottrarre qualcosa al film “Alatrisete” potremmo a discapito solo dire quanto segue: l’intreccio amoroso è forse un poco ingombrante ed interrompe in qualche misura la fluidità della trama .
Auguro a questo film il destino che toccò a The duellist !!!
" The Duellist" , prima opera splendida di Ridley Scott , del 1977 ,capolavoro indiscusso sulle schermaglie cavalleresche, ebbe un percorso cinematografico brevissimo e solo nel tempo conquistò la dignità di film cult indiscusso.
Tratto di una storia vera,è la trasposizione cinematografica di un duello, senza fine ,fra due tenenti dell 'esercito napoleonico che ,per futili motivi ,si scontrano in duello sino al momento cavalleresco principe: chiedere ed ottenere soddisfazione.
I due registi li vedo in un percorso ideale comune , entrambi, ricostruiscono ambienti fra il XVII° e il XVIII° secolo con sapienza ,meticolosità, con ambientazioni di un senso estetico impareggiabile ; rappresentano entrambi efficacemente , nelle campagne di Europa di quei tempi, il pensiero, la vita ,i sogni dell' uomo di sempre ,permanentemente in difficoltà sia per le continue guerre, per i problemi di pestilenze,di povertà diffusa.
Un obiettivo è orientato in una Spagna proiettata nelle Fiandre ; l’altro obiettivo nelle campagne francesi prima e dopo Napoleone Bonaparte
E si colgono anche le sfumature di popoli diversi che hanno dominato e nel contempo dovuto sopportare anche l’umiliazione della sconfitta.
Rimangono dei due film anche i particolari, si i particolari, magistralmente colti dalla cinepresa attenta ;gli attimi di pausa e di pace profonda di banchetti, i sentimenti, l' amore che ,in una sorta valzer, si alternano ai violenti tenzoni;i volti austeri di questi combattenti strenui, il loro piglio ,il loro buffo sentire,le divise impeccabili, il sangue che sgorga, l'azione del duello , la natura che osserva impotente questo uomo primitivo ,conflittuale ,cultore dell'ego..
Il protagonista assoluto di questi lavori sul dramma della guerra ,sul conflitto permanete fra gli umani è la cinepresa che nulla perde e ci fa riassaporare il sentire di tempi che furono .
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lucido71
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mercoledì 17 marzo 2010
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il destino di un flop madornale :(
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Film incredibilmente brutto! Già ero titubante dalla produzione spagnola (che mi aveva fregato con REC), poi questa mattonata pesantissima... film con sbalzi temporali dove il regista non aiuta x niente a far seguire facilmente il film; dialoghi mediocri; trama da dimenticare.. e soprattutto, x aver la pretesa di esser un film cappa & spada, la cosa che veramente delude di +, restano i duelli fra spadaccini, veramente pietosi. SCONSIGLIATO decisamente.
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calima
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mercoledì 26 novembre 2008
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gli occhi di un guerriero
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Il mio commento è assolutamente di parte. Sicuramente condensare i romanzi di Perez Reverte in un unico film non era facile, e per chi non li ha letti non è semplice seguire alcuni passaggi della sceneggiatura, che risulta così un po' farraginosa ai non iniziati. Ad esempio non ho compreso fino in fondo il personaggio di Enrico Lo Verso. Ma sono rimasta incantata dal Diego Alatriste di Viggo Mortensen. In un film "vecchia scuola" questo soldato stanco, disulluso e malinconico mi è sembrato purtroppo estremamente attuale. Il mondo, e la guerra, non sono cambiati così tanto dai tempi di Filippo IV ("Come mai noi poveri diavoli finiamo sempre per ammazzarci tra di noi?"). Sono anche consapevole che alcuni hanno trovato forzati questi accostamenti con l'attualità.
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Il mio commento è assolutamente di parte. Sicuramente condensare i romanzi di Perez Reverte in un unico film non era facile, e per chi non li ha letti non è semplice seguire alcuni passaggi della sceneggiatura, che risulta così un po' farraginosa ai non iniziati. Ad esempio non ho compreso fino in fondo il personaggio di Enrico Lo Verso. Ma sono rimasta incantata dal Diego Alatriste di Viggo Mortensen. In un film "vecchia scuola" questo soldato stanco, disulluso e malinconico mi è sembrato purtroppo estremamente attuale. Il mondo, e la guerra, non sono cambiati così tanto dai tempi di Filippo IV ("Come mai noi poveri diavoli finiamo sempre per ammazzarci tra di noi?"). Sono anche consapevole che alcuni hanno trovato forzati questi accostamenti con l'attualità. Gli occhi di Diego sono comunque un motivo sufficiente per vedere il film, la loro luce dolce e violenta, mai cattiva, semmai rassegnata, le lacrime nel bacio più straziante che abbia mai visto, che mi è sembrato logico e naturale mentre un minuto prima pensavo fosse solo una ingiusta pazzia. Ha ragione da vendere la spettatrice che ha scritto che anche quando, vestito miseramente, cammina con ai piedi i suoi stivali logori, nei suoi movimenti c'è più nobiltà di quanta se ne potesse radunare in tutta la corte Spagnola. Ho amato il suo orgoglio, la testardadaggine, la fedeltà assoluta, non cieca ma consapevole al dovere e alla donna che ama, le sue cicatrici, il suo modo di dormire rannicchiato come un bimbo. E ho immaginato un'altra vita e un altro amore per lui, perché quella luce nei suoi occhi non si doveva spegnere.
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xx
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domenica 7 settembre 2008
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film di spada
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non è in grado di attirare l'attenzione del pubblico
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robbie
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venerdì 5 settembre 2008
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sconsigliatissimo
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Lento, pesante, recitato così così, sceneggiatura approssimativa! Decisamente sconsigliato: 2 ore abbondanti buttate via!!! Voto = 4
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