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laurami
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mercoledì 16 maggio 2012
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cerco dvd italiano c.r.a.z.y.
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Vorrei acquistare il DVD nella versione italiana! Ho avuto la fortuna di vederlo e vorrei condividerlo con altre persone.
Si trovano solo le versioni inglese e tedesca. Grazie a chi può darmi una informazione!
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paride86
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sabato 25 febbraio 2012
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bellissimo
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Davvero una bella sorpresa, questo "C.R.A.Z.Y.": una storia raccontata con semplicità, personaggi ben definiti e una perenne atmosfera da fumetto che, insieme ad una magnifica colonna sonora rock, compongono un notevole film sulla diversità sessuale.
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molenga
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sabato 28 gennaio 2012
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un titolo ingannevole
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Piacevolissimo film canadese sulla crescita e sui dolori della famiglia: cinque iniziali, quelle del titolo, come i cinque nomi dei fratelli di questa famiglia del quebec, cresciuta tra una madre religiosa ma tutto sommato rafgionevole e un padre machista ma in fondo umano; zachary, il quartogenito, cresce tra ambigue sensazioni sessuali: quando il padre lo "becca" a toccarsi in macchina con un altro ragazzo non ci vede più: il suo seme è maschio, non possono esserci "checche" nella sua progenie; in tutto questo non si accorge dei problemi ben più grandi del secondogenito, Chris, che inesorabilmente viaggia verso la morte.
Film di formazione francocanadese con una buona prova degli interpreti e una grande colonna sonora
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luchino
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mercoledì 23 luglio 2008
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bello bello
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Mi è piaciuto davvero tanto, ottime tutte le trovate "ottiche" (penso sia digitale), come gli anelli di fumo, le riprese a campo lunghiiiiiissimo dalla stanza fino al deserto e così via.
Unica nota, avrei reso meno effemminato l'abbigliamento del protagonista dopo i 20 anni (per maggior coerenza col personggio) e, soprattutto, nel periodo degli anni '80 i costumi non mi sono sembrati coerenti con l'epoca.
In ogni caso queste sono inezie, il film non annoia e le due ore volano via come niente. Consigliato!
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mmmmm
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domenica 29 giugno 2008
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mmmmm
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orlando
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venerdì 15 febbraio 2008
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un film di persone vere
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un film frizzante, tagliente e reale. trovo che sia riempito di personaggi piccoli ma che lasciano sempre un segno gradevole nel profondo; e la figura del padre, Michel Coté, è strepitosa. é una ricerca della propria personalità, le musiche sono straordinarie, e le scene di gerusalemme sono il culmine, perché rafforzano quel senso di sgretolamento, decadimento che in tutto il film lascia l'amaro in bocca. insomma, lo consiglio.
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umb78
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martedì 12 febbraio 2008
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film così così
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C.R.A.Z.Y. è un film canadese, quebecoise per l’esattezza. Gradevole e ben recitato, lascia un po’ di spazio alla noia, soprattutto verso la fine, quando il regista Jean Marc Vollé si dilunga in modo un po’ prolisso sull’itinerario di uno dei giovani protagonisti, Zachary. La storia ruota intorno alle vicende di una famiglia della classe media canadese, padre, madre e cinque figli maschi, nel bel mezzo degli anni Sessanta e Settanta. Il titolo fa riferimento a una canzone cantata da Patsie Cime, “Crazy” appunto, evocata spesso nel corso del film. L’attenzione alla musica è uno dei pregi (un po’ furbo per la verità) del film. Ci sono quasi tutti: i Pink Floyd, i Jefferson Airplanes, i Rolling Stones, David Bowie, un po’ di Latino America d’annata e un Aznavour molto ben invecchiato.
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C.R.A.Z.Y. è un film canadese, quebecoise per l’esattezza. Gradevole e ben recitato, lascia un po’ di spazio alla noia, soprattutto verso la fine, quando il regista Jean Marc Vollé si dilunga in modo un po’ prolisso sull’itinerario di uno dei giovani protagonisti, Zachary. La storia ruota intorno alle vicende di una famiglia della classe media canadese, padre, madre e cinque figli maschi, nel bel mezzo degli anni Sessanta e Settanta. Il titolo fa riferimento a una canzone cantata da Patsie Cime, “Crazy” appunto, evocata spesso nel corso del film. L’attenzione alla musica è uno dei pregi (un po’ furbo per la verità) del film. Ci sono quasi tutti: i Pink Floyd, i Jefferson Airplanes, i Rolling Stones, David Bowie, un po’ di Latino America d’annata e un Aznavour molto ben invecchiato. L’universo domestico descritto non ha molto di originale e inconsueto, salvo che il piccolo Zachary sembra rivelare sin da piccolo doti da sensitivo, da guaritore. Vera o presunta, alla sua eccezionalità crede sua madre, cattolica abbastanza timorata e determinata a non ostacolare le inclinazioni del figlio. Ma che queste prendano le pieghe di una femminilità incipiente, accennata, seppure incerta, preoccupa sin da subito il padre e alimenta sfottò e allusioni da parte dei fratelli. Il rapporto padre-figlio, le implicazioni sociali di un’omosessualità non dichiarata, occultata, quasi inconsapevole perfino in chi ne è “affetto”, il confronto generazionale e la difficoltà a educare i giovani, oltre che la difficoltà speculare a esserne educati, a capirne cioè ragioni e pulsioni, la complessità delle azioni e delle reazioni innescate dall’ambiguità e dall’indecidibilità tra maschio e femmina, l’interdizione e non accettazione borghese: ecco i temi toccati da C.R.A.Z.Y. Commedia di costume, a metà tra il periodo della moda dei capelloni e quella dei punk, non sfugge ad alcune rappresentazioni di maniera. Il figlio tossico e incazzato e quindi debitamente tatuato, il figlio effeminato proprio nel modo in cui ce lo si aspetta, la cameretta come luogo delle verità private, la Chiesa come ispettore della coscienza e metro morale, gli amici perfidamente cinici e sottilmente felici delle disgrazie altrui. Situazioni raccontate dal regista in maniera credibile. La sceneggiatura non è felicissima, mediocre, niente di più. Talvolta il racconto si abbandona a divagazioni dal sapore misticheggiante, trasfigurazioni, telepatie spicce, visioni, allucinazioni e ciò lo rende un po’ noioso. L’alternanza realismo domestico/incisi quasi soprannaturali non arricchisce di profondità la pellicola. Anzi la rende pretenziosa, la sovraccarica di elementi superflui. Tratteggiare la formazione del giovanissimo Zachary, il suo apprendistato, i suoi turbamenti, le tentazioni inconfessabili, calate nel contesto familiare e sociale, bastava! Senza andare a disturbare il paranormale.
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sanfaloppa
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venerdì 1 febbraio 2008
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complimenti per la storia
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il contenuto morale può essere anche riadattato in maniera leggermente diversa ai nostri giorni
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alberto
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sabato 26 gennaio 2008
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fa riflettere
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Lo consiglio a tutti:riesce a trattare senza alcuna superficialità le difficoltà di una famiglia nell'accettare l'omosessualità del figlio,oltre ovviamente ad analizzare le problematiche del protagonista vero e proprio.è sicuramente un film che fa riflettere ma pur essendo introspettivo riesce a strappare anche qualche risata grazie all'ironia dei protagonisti.
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fra
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lunedì 3 dicembre 2007
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da non perdere
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Un film speciale.
Attori assolutamente credibili. Regia scaltra, moderna, qualche effetto speciale capace di rendere ancor più metaforico il viaggio alla ricerca di sè del protagonista.
Un viaggio nell'anima di un bambino che diventa uomo e che trova se stesso quando anche la familgia riesce ad accettarlo e a riconoscergli un ruolo al di là del suo orientamento sessuale.
Un film emozionante davvero emozionante.
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