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li vecchiett!!!
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lunedì 28 agosto 2006
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una vera ferrari!!!!!!!!!!!!!!
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Dobbiamo dire che non ci aspettavamo questo film cosi coinvolgente! è una vera "saetta" I personaggi sono simpatici! Ottima la grafica in generale! Sia adulti che bambini possono vederlo! Noi ragazzi di 15 anni ci siamo appassionati cosi tanto da rivederlo ben due volte! Non siamo ragazzi infantili ma questo film ha delle potenzialita enormi da coinvolgere chiunque! Il nostro personaggio preferito è Guido! Ci fa schiattare quando fa il cambio gomme: "PIT STOP!" Peccato che parli poco durante il film. (riferito alla ragazza/signora che ha parlato male di questo film): 1) I bambini macchina c'erano! 2) In questo film gli umani potevano essere le macchine perchè avevano sentimenti veri. Amore, Amicizia, Gelosia ecc.
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Dobbiamo dire che non ci aspettavamo questo film cosi coinvolgente! è una vera "saetta" I personaggi sono simpatici! Ottima la grafica in generale! Sia adulti che bambini possono vederlo! Noi ragazzi di 15 anni ci siamo appassionati cosi tanto da rivederlo ben due volte! Non siamo ragazzi infantili ma questo film ha delle potenzialita enormi da coinvolgere chiunque! Il nostro personaggio preferito è Guido! Ci fa schiattare quando fa il cambio gomme: "PIT STOP!" Peccato che parli poco durante il film. (riferito alla ragazza/signora che ha parlato male di questo film): 1) I bambini macchina c'erano! 2) In questo film gli umani potevano essere le macchine perchè avevano sentimenti veri. Amore, Amicizia, Gelosia ecc. Secondo noi il regista ha voluto paragonarci a delle macchine per un semplice motivo " stiamo diventando schiavi delle macchine " Jonh Lasseter sottolinea quello che diventerà il nostro mondo cioè pieno di automobili! W la ferrari W Luigi E Guido M Alonso e la Renault!
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[+] cars è stupendo!!
(di alchemys)
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spirit of light
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mercoledì 6 settembre 2006
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perchè smettere di sognare?
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Sicuramente un film che vale la pena vedere. Un film di animazione in cui protagonisti incontrastati sono il senso dell'umorismo e soprattutto il sentimento...Scene davvero emozionanti, in particolare nella seconda parte del film. Memorabile la scena della gara finale: scena che, facendo un parallelismo con la vita reale, sarebbe più unica che rara...ma io amo sognare con questo genere di film in cui l'immaginazione può davvero divagare ed eludere (almeno per un paio d'ore) questa cruda realtà...Dunque...Perchè smettere di sognare?
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m.m.
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sabato 2 settembre 2006
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cars - motori ruggenti
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Macchine sfolgoranti, colori accesi, buffi personagi e il classico lieto fine…. Sembra il perfetto pacchetto per bambini ma Cars non è solo questo. L’ultimo film d’animazione della Pixar, entrata di recente a far parte dell’Impero Disney, non delude le aspettative e riconferma, per l’ennesima volta, la propria casa produttrice come la prima nel settore.
John Lasseter e il suo team tornano all’opera dopo Toy Story 1 e 2 e anche stavolta riescono nell’impresa di creare un film d’animazione divertente sia per gli adulti che per i più piccoli. Cars è ricco di buoni valori, insegnamenti, gag esilaranti ma anche di una fotografia curata, una sceneggiatura complessa e una colonna sonora intenta a ricreare l’atmosfera tipica del viaggio USA on the road.
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Macchine sfolgoranti, colori accesi, buffi personagi e il classico lieto fine…. Sembra il perfetto pacchetto per bambini ma Cars non è solo questo. L’ultimo film d’animazione della Pixar, entrata di recente a far parte dell’Impero Disney, non delude le aspettative e riconferma, per l’ennesima volta, la propria casa produttrice come la prima nel settore.
John Lasseter e il suo team tornano all’opera dopo Toy Story 1 e 2 e anche stavolta riescono nell’impresa di creare un film d’animazione divertente sia per gli adulti che per i più piccoli. Cars è ricco di buoni valori, insegnamenti, gag esilaranti ma anche di una fotografia curata, una sceneggiatura complessa e una colonna sonora intenta a ricreare l’atmosfera tipica del viaggio USA on the road. Ambientato nei pressi della leggendaria Route 66, riconosciuta oggi come un vero e proprio museo a cielo aperto, il film racconta la crescita interiore di Saetta McQueen, una macchina da corsa nata per vincere. Un bel giorno però Saetta si perde nel deserto dell’Arizona e trova “accoglienza” nella raggiante cittadina di Radiator Springs. Non immagina che lì troverà anche ben altro. Saetta dovrà fare i conti con l’unica cosa che rende la sua vita perfetta… un po’ meno perfetta; è vero, ha soldi, gloria, ammiratori ma si sa, gli amici non si comprano. Imparerà cosa significa fidarsi degli altri ed essere un punto di riferimento per chi ti sta intorno; dovrà aiutare i suoi amici a”far tornare in voga” la loro cittadina riportando sulla Statale 66 i moderni e velocissimi guidatori autostradali.
Il successo di questo nuovo genere d’animazione ha dimostrato, negli ultimi anni, come il pubblico adulto sia meno cinico di quello che si pensa; tutti, non solo i bambini, hanno bisogno di sognare, di ridere, di commuoversi ed è per questo che spesso, molti di noi rinunciano difficilmente al lieto fine senza storcere il naso.
Come per i precedenti cartoni animati, Randy Newman è riuscito a creare un accompagnamento musicale adatto alla circostanza; una colonna sonora toccante e nostalgica di quell’america, e forse di quel mondo, in cui “il bello non era arrivare ma era viaggiare”. E chissà che non capiti anche a noi un giorno, di viaggiare e scoprendo una nuova città e nuovi amici trovare quello che stiamo cercando, noi stessi.
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spirit of light
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mercoledì 6 settembre 2006
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perchè smettere di sognare?
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Sicuramente un film che vale la pena vedere. Un film di animazione in cui protagonisti incontrastati sono il senso dell'umorismo e soprattutto il sentimento...Scene davvero emozionanti, in particolare nella seconda parte del film. Memorabile la scena della gara finale: scena che, facendo un parallelismo con la vita reale, sarebbe più unica che rara...ma io amo sognare con questo genere di film in cui l'immaginazione può davvero divagare ed eludere (almeno per un paio d'ore) questa cruda realtà...Dunque...Perchè smettere di sognare?
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xavor
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venerdì 1 settembre 2006
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gioventù bruciata, maturità conseguita
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C'è il protagonista, l'antagonista, il vecchio saggio, la storia d'amore che sboccia malcelata, l'amicizia ritrovata, i sogni di gloria, quelli concreti e reali, la vittoria mancata per far posto ad un'altra vittoria: quella nella vita. C'è la simpatia dell'incoscienza sotto forma di spacconeria a buon mercato che si tramuterà, beffa della vita, in umiltà acquisita. C'è la magia Disney ma non si avverte più del necessario: sono stati bravi gli uomini della Pixar a nasconderla in una storia che all'inizio appare come banale e che poi, con un pretesto, rivela il suo carattere nascosto. Cars - Motori Ruggenti, dal 23 agosto nelle sale cinematografiche italiane, è tutto questo: un capolavoro d'animazione in una storia originale, ricca di riferimenti e citazioni (anche auto - citazioni nei titoli di coda), come il gommista italiano (la cui voce è di Marco Della Noce, il grandioso Oriano Ferrari della Dandini), come la Ferrari per bocca del suo pilota di riferimento (nel finale comparsata vocale dello Shumacher vero) e poi l'avvocatessa Porsche impersonata dalla Ferilli, Fisichella, lo stereotipo del sergente di ferro su una Wrangler allo stato brado, l'Hippie rappresentato dal nostalgico pulmino Volkswagen dei '60, Elvis fatto a camper, la cinquecento miglia di Indianapolis nella personalizzazione della Piston Cup.
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C'è il protagonista, l'antagonista, il vecchio saggio, la storia d'amore che sboccia malcelata, l'amicizia ritrovata, i sogni di gloria, quelli concreti e reali, la vittoria mancata per far posto ad un'altra vittoria: quella nella vita. C'è la simpatia dell'incoscienza sotto forma di spacconeria a buon mercato che si tramuterà, beffa della vita, in umiltà acquisita. C'è la magia Disney ma non si avverte più del necessario: sono stati bravi gli uomini della Pixar a nasconderla in una storia che all'inizio appare come banale e che poi, con un pretesto, rivela il suo carattere nascosto. Cars - Motori Ruggenti, dal 23 agosto nelle sale cinematografiche italiane, è tutto questo: un capolavoro d'animazione in una storia originale, ricca di riferimenti e citazioni (anche auto - citazioni nei titoli di coda), come il gommista italiano (la cui voce è di Marco Della Noce, il grandioso Oriano Ferrari della Dandini), come la Ferrari per bocca del suo pilota di riferimento (nel finale comparsata vocale dello Shumacher vero) e poi l'avvocatessa Porsche impersonata dalla Ferilli, Fisichella, lo stereotipo del sergente di ferro su una Wrangler allo stato brado, l'Hippie rappresentato dal nostalgico pulmino Volkswagen dei '60, Elvis fatto a camper, la cinquecento miglia di Indianapolis nella personalizzazione della Piston Cup.
La storia è semplice, tutto parte dalla Piston Cup, la coppa per antonomasia. Ma a vincere la gara tra scorrettezze, arroganza e incoscienza, pari merito, saranno in tre, il vecchio leone con tanto di criniera pluripremiata, l'eterno secondo e la giovane promessa. Così tutto viene rimandato ad una gara di spareggio da disputarsi in California. Ma lungo il viaggio il destino vuole che la giovane presuntuosa promessa venga intrappolata, a causa sua, in una deserta cittadina di provincia: Radiator City. Lì imparerà cos'è il sacrificio, conoscerà l'amore, troverà un amico, apprenderà tecniche di guida e capirà che la presunzione non è in linea con chi vuol essere un campione. Tutte cose che gli serviranno in California per vincere la sfida della vita: la Piston Cup dell'altruismo.
Ad una trama prevedibile, mentre si guarda il film è difficile sbagliare la previsione di quanto accadrà di lì a poco e quasi sempre non ci si sbaglia, i funamboli della Pixar hanno sopperito con una azzeccata, come meglio non si potrebbe, caratterizzazione antropomorfica dei personaggi. Le macchine riprendono fisionomia umana: radiatori come baffi, paraurti - bocca e specchietti retrovisori come orecchie ma non solo. Anche i caratteri di ogni personaggio sono in linea con la vettura che li rappresenta: il protagonista (Saetta) è una macchina da corsa stile Dodge Viper, il vecchio leone rombante una Ferrari Dino saggia e veloce, la bella avvocatessa una Porsche Carrera sexy (ha addirittura una verniciatura tribale sul sopra targa, volutamente riprendente i tatuaggi tipici al femminile, quelli del sopra - terga!)... In Cars tutto è a misura di macchina: Gli operatori che riprendono la gara? Macchine. Il pubblico? Macchine. Perfino le mosche che volano... Sono macchine, stupendi e leggiadri minimaggiolini!
Una fiaba moderna per ragazzi e adulti da vedere e rivedere. Un consiglio infine, non alzatevi neanche dopo la fine dei titoli di coda, alla Pixar hanno preparato un classico del loro repertorio: il dopo finale!
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the man of steel
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martedì 15 febbraio 2011
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pixar sempre in pista
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E' il film tra i più deboli della corazzata Pixar ma resta comunque un pezzo stupendo d'animazione e questo la dice lunga sulla qualità generale di tutta la sua filmografia.
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bokk74
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sabato 2 settembre 2006
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cars, buon film ma...
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"Cars" è un film onesto e ben diretto... Ma con poche reali idee nuove. Il meglio, certo, è l'antropomorfizzazione delle macchine (e anche degli "insetti-macchina", senza contare i titoli di testa, con la citazione dei maggiori successi "Pixar" in formato "macchine"). Il film scorre bene. La sceneggiatura non offre molti sprazzi, ma neppure "buchi". Lineare ed immediata, ma non banale. Ma... se avete visto il film con M.J.Fox di qualche tempo fa, "Doc Hollywood", avete visto già gran parte del film. Anzi, a mio parere si potrebbe parlar quasi di 'plagio'.
Per esempio, ecco [soltanto] alcuni dei punti in comune:
Il giovane arrogante (che nel film con Fox era un giovanissimo chirurgo plastico) che si perde lungo la strada e combina danni con la sua macchina, anche senza volerlo.
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"Cars" è un film onesto e ben diretto... Ma con poche reali idee nuove. Il meglio, certo, è l'antropomorfizzazione delle macchine (e anche degli "insetti-macchina", senza contare i titoli di testa, con la citazione dei maggiori successi "Pixar" in formato "macchine"). Il film scorre bene. La sceneggiatura non offre molti sprazzi, ma neppure "buchi". Lineare ed immediata, ma non banale. Ma... se avete visto il film con M.J.Fox di qualche tempo fa, "Doc Hollywood", avete visto già gran parte del film. Anzi, a mio parere si potrebbe parlar quasi di 'plagio'.
Per esempio, ecco [soltanto] alcuni dei punti in comune:
Il giovane arrogante (che nel film con Fox era un giovanissimo chirurgo plastico) che si perde lungo la strada e combina danni con la sua macchina, anche senza volerlo.
La condanna ai "lavori socialmente utili".
La "giovinetta" da conquistare (topos Hollywoodiano per eccellenza).
Il sindaco (che in "Doc Hollywood" era il vecchio medico del paese) che poi si scopre essere un ex-campione, come il medico del paese era un famosissimo dottore, la cui 'buona parola' sarebbe risultata determinante, alla fine, al giovane dottore per ottenere l'incarico agognato (che M.J.Fox rifiuterà per tornare in seno alla 'ridente' cittadina e ai suoi eccentrici ma simpatici abitanti).
L'elenco potrebbe continuare, ma la maggior parte del plot è esaurito. Senza considerare che anche i sentimenti stessi dei protagonisti (L'egoismo e l'arroganza del protagonista, l'altruismo schietto della 'donzella' da conquistare, il finto-burbero del sindaco, l'onestà e l'ingenuità dei 'paesani') son abbastanza simili al citato film con Fox.
Detto questo, tuttavia, "Cars" merita comunque uno sguardo, poiché riesce a infondere a questa 'materia conosciuta' una nuova linfa. Il doppiaggio italiano, molto accurato, e le pause giuste aiutano molto. Forse anche troppo ad effetto, teatrali, però efficaci ("Sapevo di aver fatto una buona scelta" "Scelta di che?" "Di miglior amico!") almeno per un pubblico di bambini, o di adulti che ancora vorrebbero credere in un mondo ingenuo e sincero come quello disegnato per Radiator Springs. - Bokk74 -
Sito Internet: http://spazioinwind.libero.it/dario974/ -
Blog : http://bokk74.blog.kataweb.it/
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piernelweb
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giovedì 25 gennaio 2007
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motori intelligenti
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Superato il disorientamento iniziale (il mondo di cars è popolato da macchine e non da uomini o da altri viventi "naturali") il nuovo film del regista di "Toy Story" diviene ben presto una godibile metafora sulle pecche della nostra società globalizzata e idolatrice di falsi miti. Niente di particolarmente innovativo ma diretto con brio e intelligenza, con uno spirito critico "adulto" che concede al puro intrattenimento uno spazio abbastanza ristretto. Si assiste alla metamorfosi del protagonista (la macchina da corsa Saetta McQueen) che per amore cambierà radicalmente la sua visione sul valore delle cose. Non solo per piccini. Voto: 7+
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beefheart
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domenica 14 gennaio 2007
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discreto ma non imperdibile
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Cars non ha una grande trama, tutt'altro; nel senso che di originale c'è ben poco, per non dire nulla. La storia del giovane, bello, prestante, superbo ed ambizioso che prima "mangia la polvere" e poi impara dai più vecchi e saggi raggiungendo così la completezza in termini morali e materiali nel più edificante dei lieto fini (a volte lo spoiler è innocuo) è qualcosa di già visto e rivisto; dunque giudicando questo film sulla base della sceneggiatura difficilmente se ne esce entusiasti.
Diverso è il discorso dal punto di vista tecnico-realizzativo, dove le lodi trovano motivo e giustificazione. Cars non è un fantasy, ne fantascienza; Cars è ambientato nell'odierno mondo delle gare automobilistiche, si svolge in contesti urbani assolutamente attuali.
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Cars non ha una grande trama, tutt'altro; nel senso che di originale c'è ben poco, per non dire nulla. La storia del giovane, bello, prestante, superbo ed ambizioso che prima "mangia la polvere" e poi impara dai più vecchi e saggi raggiungendo così la completezza in termini morali e materiali nel più edificante dei lieto fini (a volte lo spoiler è innocuo) è qualcosa di già visto e rivisto; dunque giudicando questo film sulla base della sceneggiatura difficilmente se ne esce entusiasti.
Diverso è il discorso dal punto di vista tecnico-realizzativo, dove le lodi trovano motivo e giustificazione. Cars non è un fantasy, ne fantascienza; Cars è ambientato nell'odierno mondo delle gare automobilistiche, si svolge in contesti urbani assolutamente attuali. Lo spazio d'azione dei protagonisti è limitato a quelli che potrebbero essere gli scenari quotidiani di ognuno di noi e quindi le scene sono prive di eventi mirabolanti ed effetti specialissimi. Oltretutto, umanizzare gli autoveicoli non è proprio la stessa cosa di quando lo si fa con gli animali; convincere lo spettatore che una macchina possa impugnare qualcosa nonostante non abbia assolutamente niente di prensile non è facile, tant'è che quando McQueen fa rifornimento al distributore ce lo ritroviamo con la pompa già inserita, per poi sfilarsela e riagganciarla alla torretta con un elegante "colpo d'anca". In precedenza si era vista un'improbabile lingua uscire dal suo radiatore! Certo sempre meglio che giustificare un paio di mani.
Insomma, nonostante il compito non fosse dei più agevoli, il risultato è abbastanza soddisfacente. Eclatante quando si analizza l'uso dei colori e, soprattutto, delle luci. Eccezionali le sequenze notturne dove il nero del buio pesto è lacerato da scintillii e/o luci al neon super realistiche.
Ovviamente il film non manca di personaggi e spunti simpatici, ne di passaggi piuttosto spettacolari.
Nel suo complesso direi discreto ma non imperdibile.
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rick
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giovedì 25 dicembre 2008
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tanto carino quanto innocuo
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In un mondo parallelo in cui gli umani sono (o sono stati?) sostituiti dalle automobili nulla è più importante per un’auto da corsa della prestigiosissima Piston Cup, e Saetta McQueen (un evidente rimando al “ragazzaccio” spericolato Steve McQueen) lo sa bene, è la sua occasione per superare il classico re delle corse (vicino al ritiro) e l’altrettanto classico “eterno secondo” cattivo e scorretto (e quindi punito per “giustizia divina” ad essere appunto eterno secondo). Questo è l’incipit che fa da sfondo alla trama.
La storia è quanto di più classico la mente umana possa concepire; il protagonista parte giovane, bello vanesio e arrogante e, come in un road-movie, durante il suo viaggio capisce cos’è che “conta davvero”.
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In un mondo parallelo in cui gli umani sono (o sono stati?) sostituiti dalle automobili nulla è più importante per un’auto da corsa della prestigiosissima Piston Cup, e Saetta McQueen (un evidente rimando al “ragazzaccio” spericolato Steve McQueen) lo sa bene, è la sua occasione per superare il classico re delle corse (vicino al ritiro) e l’altrettanto classico “eterno secondo” cattivo e scorretto (e quindi punito per “giustizia divina” ad essere appunto eterno secondo). Questo è l’incipit che fa da sfondo alla trama.
La storia è quanto di più classico la mente umana possa concepire; il protagonista parte giovane, bello vanesio e arrogante e, come in un road-movie, durante il suo viaggio capisce cos’è che “conta davvero”. Questo accade grazie a Radiators Spring, il classico paesello della provincia americana pieno di personaggi dolcemente “squinternati”, dalla jeep militare al furgoncino hippie, dalla vecchia signora “rimbambita” a Cricchetto, il carro attrezzi sempliciotto ma dall’animo buono e sincero passando per il superclassico “vecchio saggio” dal glorioso passato che istruisce il giovane alla giusta morale. Questi elementi, per quanto immarcescibili, sono davvero stranoti e ci si può facilmente improvvisare Nostradamus anticipando il film senza mai sbagliare; in effetti anche la “trovata” delle creature antropomorfizzate è tutt’altro che nuova, così come il fatto che il carattere di ogni personaggio sia rispecchiato nel suo aspetto (e anche nella voce), semmai tale vecchia pratica è stata solo “aggiornata” applicandola alle auto (anziché agli animali a cui siamo abituati da tempo immemore). Per quanto sia prevedibile in maniera quasi imbarazzante Cars si lascia guardare, se non altro per gli strabilianti effetti computerizzati delle luci e dei veicoli in generale, e anche i personaggi, per quanto già visti, sono tutti simpatici.
Cars è un buon prodotto “usa-e-getta”, in grado di far passare una serata spensierata; privo di particolari qualità, si fa perdonare questa mancanza con un’incorniciatura ben fatta e una strizzata d’occhio allo spettatore, sempre pronto a farsi ammaliare da bizzarre e improbabili creature umanizzate. Sta proprio qui il limite che impedisce a Cars di essere un grande film, si limita agli aspetti più superficiali ed esteriori dei personaggi, puntando solo sua simpatia che suscitano e sulla grafica mozzafiato. Su questo fronte, a parità (se non superiorità) grafica, Wall-E straccia Cars ad occhi chiusi.
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