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g_andrini
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giovedì 23 settembre 2010
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simpatica animazione!
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Devo dire che mi ha rilassato. Forse non è originalissimo, ma i personaggi sono riusciti. Mi ricorda un pò Shrek.
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g2i3o4
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venerdì 6 agosto 2010
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divertente
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Grande qualità delle immagini. Simpatico e divertente. Voto 8+
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poldo
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lunedì 2 febbraio 2009
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simpatico
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Simpatico, dolce, leggero, semplice a tratti divertente. Un bel cartone animato ma senza troppe pretese.
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angie.90
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venerdì 8 agosto 2008
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a me è piaciuto =p
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non è il massimo, è vero...ma a me il film è piaciuto...le immagini sono ottime secondo me, anche se i personaggi sono stilizzati, il senso dell'amicizia, la conquista contro i cacciatori....beh non sono argomenti da criticare...scene divertenti, commuoventi e pronfonde si alternanano per un mix veramente eccelente
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gianmaria s
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mercoledì 30 aprile 2008
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le gag riuscite si contano sulle dita di una mano
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Film d'animazione per bambini probabilmente fatto anche da bambini. Inutile dire che è tra i meno divertenti dell'ultimo ventennio. La realizzazione, le battute, la trama, il finale e la morale sono assolutamente banali. Non c'è l'ombra di una novità, fa il verso a Shrek, all'era glaciale e altri scopiazzando qua e la con risultati pessimi. Le gag riuscite si contano sulle dita di una mano, anzi forse sono meno di due.
Incredibile successo al botteghino, frutto di un sapiente battage pubblicitario e di un trailer fuorviante, complice anche la povertà cinematografica dell'appena trascorso Natale.
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andrea
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giovedì 6 settembre 2007
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un voto positivo per open season
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Sinceramente non capisco perché la gente si accanisce tanto su questo film... ok sono d'accordo che non c'è niente di nuovo, ma a me sinceramente è piaciuto tantissimo, sia per le trovate comiche ( includendo il doppiaggio, con l'ottimo Pino Insegno per Boog e il "semplicemente favoloso" Francesco Pezzulli per Elliot ), sia per la qualità dell'immagine e degli effetti.
Si, proprio così, certo non mi ritengo un grande esperto di CG ma comunque mi diletto e seguo i suoi sviluppi, e vi posso assicurare che questo film non ha niente da invidiare ai suoi concorrenti; ok, forse lo stile scelto dai programmatori, stilizzando ogni oggetto e personaggio sullo schermo, può ingannare i meno esperti, ma concentriamoci sulla realizzazione della pelliccia, affatto banale, su come interagisce con gli oggetti e come si muove al vento ( nella scena iniziale, quando Boog sta sopra la jeep di Beth, beh accidenti, non si può certo negare che i movimenti della pelliccia non siano ben realizzati ), su come si bagna creando ciuffi di pelo, su come si sporca con zucchero, pizza e simil-cheerios.
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Sinceramente non capisco perché la gente si accanisce tanto su questo film... ok sono d'accordo che non c'è niente di nuovo, ma a me sinceramente è piaciuto tantissimo, sia per le trovate comiche ( includendo il doppiaggio, con l'ottimo Pino Insegno per Boog e il "semplicemente favoloso" Francesco Pezzulli per Elliot ), sia per la qualità dell'immagine e degli effetti.
Si, proprio così, certo non mi ritengo un grande esperto di CG ma comunque mi diletto e seguo i suoi sviluppi, e vi posso assicurare che questo film non ha niente da invidiare ai suoi concorrenti; ok, forse lo stile scelto dai programmatori, stilizzando ogni oggetto e personaggio sullo schermo, può ingannare i meno esperti, ma concentriamoci sulla realizzazione della pelliccia, affatto banale, su come interagisce con gli oggetti e come si muove al vento ( nella scena iniziale, quando Boog sta sopra la jeep di Beth, beh accidenti, non si può certo negare che i movimenti della pelliccia non siano ben realizzati ), su come si bagna creando ciuffi di pelo, su come si sporca con zucchero, pizza e simil-cheerios...
Particolare non da poco la realizzazione dell'acqua, una vera sfida per la CG, nella scena in cui si rompe la diga sembra proprio di starci in mezzo, le esplosioni dei camioncini, realizzate alla perfezione, e infine le animazioni, su cui non c'è assolutamente niente da dire.
L'unica cosa che mi ha fatto, diciamo, 'storcere il naso' è la stereotipizzazione della figura del cacciatore, necessariamente rude e spietato, ma d'altronde, in un film in cui gli animali sono i protagonisti, tale figura non può essere vista con simpatia, anche se resto dell'opinione che se tutti rispettassero la natura come la maggior parte dei cacciatori fanno, non vedremmo più buste, lattine, bottiglie ecc lasciati a terra nelle strutture per campeggi e spesso anche nel bosco da cittadini 'pseudo-amanti della natura'
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nicole
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lunedì 27 agosto 2007
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commentino
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IL FILM è MOLTO BELLO E CHI DICE IL CONTRARIO è SOLO INVIDIOSO
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andrea
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domenica 19 agosto 2007
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un voto positivo per open season
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Sinceramente non capisco perché la gente si accanisce tanto su questo film... ok sono d'accordo che non c'è niente di nuovo, ma a me sinceramente è piaciuto tantissimo, sia per le trovate comiche ( includendo il doppiaggio, con l'ottimo Pino Insegno per Boog e il "semplicemente favoloso" Francesco Pezzulli per Elliot ), sia per la qualità dell'immagine e degli effetti.
Si, proprio così, certo non mi ritengo un grande esperto di CG ma comunque mi diletto e seguo i suoi sviluppi, e vi posso assicurare che questo film non ha niente da invidiare ai suoi concorrenti; ok, forse lo stile scelto dai programmatori, stilizzando ogni oggetto e personaggio sullo schermo, può ingannare i meno esperti, ma concentriamoci sulla realizzazione della pelliccia, affatto banale, su come interagisce con gli oggetti e come si muove al vento ( nella scena iniziale, quando Boog sta sopra la jeep di Beth, beh accidenti, non si può certo negare che i movimenti della pelliccia non siano ben realizzati ), su come si bagna creando ciuffi di pelo, su come si sporca con zucchero, pizza e simil-cheerios.
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Sinceramente non capisco perché la gente si accanisce tanto su questo film... ok sono d'accordo che non c'è niente di nuovo, ma a me sinceramente è piaciuto tantissimo, sia per le trovate comiche ( includendo il doppiaggio, con l'ottimo Pino Insegno per Boog e il "semplicemente favoloso" Francesco Pezzulli per Elliot ), sia per la qualità dell'immagine e degli effetti.
Si, proprio così, certo non mi ritengo un grande esperto di CG ma comunque mi diletto e seguo i suoi sviluppi, e vi posso assicurare che questo film non ha niente da invidiare ai suoi concorrenti; ok, forse lo stile scelto dai programmatori, stilizzando ogni oggetto e personaggio sullo schermo, può ingannare i meno esperti, ma concentriamoci sulla realizzazione della pelliccia, affatto banale, su come interagisce con gli oggetti e come si muove al vento ( nella scena iniziale, quando Boog sta sopra la jeep di Beth, beh accidenti, non si può certo negare che i movimenti della pelliccia non siano ben realizzati ), su come si bagna creando ciuffi di pelo, su come si sporca con zucchero, pizza e simil-cheerios...
Particolare non da poco la realizzazione dell'acqua, una vera sfida per la CG, nella scena in cui si rompe la diga sembra proprio di starci in mezzo, le esplosioni dei camioncini, realizzate alla perfezione, e infine le animazioni, su cui non c'è assolutamente niente da dire.
L'unica cosa che mi ha fatto, diciamo, 'storcere il naso' è la stereotipizzazione della figura del cacciatore, necessariamente rude e spietato, ma d'altronde, in un film in cui gli animali sono i protagonisti, tale figura non può essere vista con simpatia, anche se resto dell'opinione che se tutti rispettassero la natura come la maggior parte dei cacciatori fanno, non vedremmo più buste, lattine, bottiglie ecc lasciati a terra nelle strutture per campeggi e spesso anche nel bosco da cittadini 'pseudo-amanti della natura'
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cindia
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venerdì 13 luglio 2007
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l'amore che cos'é
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Mercoledì 6 giugno, sullo schermo del Nuovo Centro Internazionale Brera, è stato proiettato per la prima volta in pubblico il film L’amore che cos’è, scritto da Iresha Totaro - tra l’altro attrice protagonista - e diretto da Johnny Dell’Orto. Si tratta di una produzione Arcoiris, la tv libera on line e presente sul canale SKY 916 nonché su satellite.
È un film pulito che parla d’amore e di Milano, una Milano che non fa solo da cornice ma è protagonista di queste vicende sentimentali adolescenziali e giovanili.
Attraverso dei capitoli, quelli di una lettera aperta e indirizzata a qualcuno d’importante, si affrontano le intimità e i labirinti di dubbi e pensieri di due sorelle unite da qualcosa di speciale.
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Mercoledì 6 giugno, sullo schermo del Nuovo Centro Internazionale Brera, è stato proiettato per la prima volta in pubblico il film L’amore che cos’è, scritto da Iresha Totaro - tra l’altro attrice protagonista - e diretto da Johnny Dell’Orto. Si tratta di una produzione Arcoiris, la tv libera on line e presente sul canale SKY 916 nonché su satellite.
È un film pulito che parla d’amore e di Milano, una Milano che non fa solo da cornice ma è protagonista di queste vicende sentimentali adolescenziali e giovanili.
Attraverso dei capitoli, quelli di una lettera aperta e indirizzata a qualcuno d’importante, si affrontano le intimità e i labirinti di dubbi e pensieri di due sorelle unite da qualcosa di speciale.
S’intravedono contesti familiari, ragazzi, Università e la vita della metropoli multiculturale in affanno.
I tratti del film sono la semplicità, la pulizia e la delicatezza, tre caratteristiche che molto spesso si dimenticano quando si pensa a quel complesso mondo che è la gioventù di oggi. E sono gli stessi tratti che si ritrovano nei dialoghi e nelle situazioni che appaiono di notevole spontaneità e naturalezza.
Si ha quasi l’impressione di partecipare a scene di vita quotidiana, senza passare attraverso il filtro dello schermo. Sembra quasi di esserci.
L’amore non è affrontato come meri rapporti di coppia ma nelle sue molteplici sfaccettature come svelano, dopo mille domande e dubbi da parte della protagonista, le sequenze finali dove musica e immagini si fondono, creando l’atmosfera giusta per riflettere, ciascuno nel suo privato.
Non si è trattato di una prima visione ufficiale ma di un incontro tra “amici d’avventura”, come lo ha definito Iresha. È stata un’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno reso visibile un tentativo di addolcire “realtà di guerra, rabbia e traffico”, ha dichiarato il regista Johnny Dell’Orto.
Tutti i realizzatori dell’opera sono coscienti di aver potuto partecipare all’opportunità fortunata e fortuita di una “produzione libera”. Grazie al producer di Arcoiris Rodrigo Vergara, L’amore che cos’è, infatti, è risultato non un semplice film indipendente ma libero, privo cioè di direttive e di imposizioni dall’alto e girato a spezzoni durante i fine settimana e i giorni di riposo dal lavoro.
Cinque attori protagonisti: Maya (Iresha Totaro), Zoe (Indra Totaro), Riccardo (Alberto Torquati), Gabriele (Riccardo Mesturini) e William (William Angiuli). Cinque giovani, cinque lavoratori che si ritrovano in questo lungometraggio per caso. Solo Alberto è un attore professionista soprattutto per il teatro. Riccardo è stato catturato da Iresha mentre una sera lavorava al BlockBuster. Oggi è un impiegato. William lavora all’ASL di Como. Iresha e Indra sono attualmente impegnate in una produzione televisiva.
Non sappiamo ancora se il futuro prometterà il grande schermo ma chi ha potuto assistere ieri a questa proiezione tra amici è andato via con la consapevolezza che questi giovani ci hanno saputo fare. Senza pretese, hanno lasciato il segno.
L'amore che cos’è
Un film di Johnny Dell’Orto. Scritto da Iresha Totaro. Con Iresha Totaro, Indra Totaro, William Angiuli, Alberto Torquato, Riccardo Mesturini E con Ennio Orazi, Iroma Fernando, Maria Pastorelli, Elisabetta Pesenti, Jacopo Miceli, Rosangela, Pierpaolo Brunoldi, Alessandro Dal Cin, Esteban Dell’Orto, Luigi Gasparro, Sabrina Grifeo, Lorenzo Levi, Rocco Totaro, Alessio Venturini, Luca Zavatarelli. E la partecipazione di
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