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stefania
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mercoledì 1 marzo 2006
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semiotica film
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Il fim della July non è assolutamente una commedia ironica e naif tantomeno un ritratto "carino" e delicato suii sentimenti e su personaggi che allacciano relazioni improbabili in un microcosmo americano che finge addirittura di essere piacevole.
Il film dela july è un’opera sulla polisemia del linguaggio e dei mezzi che si utilizzano nella nostra epoca: arte, linguaggio digitale, linguaggio pubblicitario, le frasi scabrose scritte sul retro di un manifesto di saldi!.
Tutto ciò che si comunica e il supporto su cui lo si fa è di base polisemico e polifunzionale. Così il segno della popò disegnato da un bambino di 6 anni diventa il logo di una mostra di arte contemporanea digitale.
Un seminario di semiotica contemporanea eccellente.
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Il fim della July non è assolutamente una commedia ironica e naif tantomeno un ritratto "carino" e delicato suii sentimenti e su personaggi che allacciano relazioni improbabili in un microcosmo americano che finge addirittura di essere piacevole.
Il film dela july è un’opera sulla polisemia del linguaggio e dei mezzi che si utilizzano nella nostra epoca: arte, linguaggio digitale, linguaggio pubblicitario, le frasi scabrose scritte sul retro di un manifesto di saldi!.
Tutto ciò che si comunica e il supporto su cui lo si fa è di base polisemico e polifunzionale. Così il segno della popò disegnato da un bambino di 6 anni diventa il logo di una mostra di arte contemporanea digitale.
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fabio
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mercoledì 11 gennaio 2006
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una commedia che sa di poesia.
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Un film "trasparente", nel senso paradossale che trasuda una pluralità di interpretazioni che eccedono la dimensione di puro "entertainment" della commedia. Le letture possibili del testo si sintonizzano infatti sulle emozioni che genera questo ritratto stralunato del sentimento. Sentimento ma non sentimentalismo, semmai saccarosio sintetizzato in modo raffinato e colto, digeribile anche dagli iperglicemici e poesia malinconica che scivola lieve anche per i più refrattari.
Le vite parallele dei protagonisti, "border line" introversi sul filo di una potenziale alienazione, si intrecciano in un plot non del tutto imprevedibile ma impreziosito da squarci di lirismo e di surreale umanità.
Una commedia che strappa sorrisi direttamente dalle zone nobili dell'animo umano, senza passare per l'intestino.
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Un film "trasparente", nel senso paradossale che trasuda una pluralità di interpretazioni che eccedono la dimensione di puro "entertainment" della commedia. Le letture possibili del testo si sintonizzano infatti sulle emozioni che genera questo ritratto stralunato del sentimento. Sentimento ma non sentimentalismo, semmai saccarosio sintetizzato in modo raffinato e colto, digeribile anche dagli iperglicemici e poesia malinconica che scivola lieve anche per i più refrattari.
Le vite parallele dei protagonisti, "border line" introversi sul filo di una potenziale alienazione, si intrecciano in un plot non del tutto imprevedibile ma impreziosito da squarci di lirismo e di surreale umanità.
Una commedia che strappa sorrisi direttamente dalle zone nobili dell'animo umano, senza passare per l'intestino.
E per una commedia è già tanto...
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tiziana
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lunedì 9 gennaio 2006
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delizioso!
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Delizioso, breve, ti lascia dentro qualcosa di grande. é uno squarcio sul mondo di oggi, le metafore sono vera poesia. In un'immagine si apre e si chiude un pensiero, non c'è inizio nè fine, nè lieto nè amaro. La scelta dei due ragazzi è strepitosa, quella delle due ragazze non da meno. Descrive un quadretto del mondo di oggi senza mai scadere, nell'equilibrio precario tra il buon gusto e la verità.
Un'artista la regista, con la sensibilità di una donna, sa descrivere la realtà guardando oltre.
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cristina d.
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lunedì 9 gennaio 2006
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la vita è poesia
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Sono pochi, ahimè, i film che al giorno d’oggi fanno uscire dal cinema con un sorriso. Immersi nella quotidianità vediamo le cose non per come sono, ma attraverso occhi stanchi, annoiati, mentre basterebbe così poco per ritrovare la poesia che c’è fuori e dentro noi. Questo film, in fondo, ci dice che è possibile rendere speciale la nostra vita, basta avere un po’ di coraggio e di fiducia.
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stefano
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lunedì 12 dicembre 2005
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un bel film
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Di sicuro in questo caso si può parlare di un film "Insolito". Il tema è quello dell'incomunicabilità, della difficoltà di instaurare rapporti interpersonali fondati più sul sentimento che sulla convenienza. Lo sviluppo del film è paradossale quasi estremizzato, ma sicuramente incisivo e funzionale al raggiungimento dell'obiettivo mediatico. Alcuni passaggi risultano estremamente esileranti, seppure nella loro semplicità, grazie alla scelta del contesto in cui sono inseriti e alla coerenza con lo stile narrativo. Le interpretazioni degli attori sono appropriate, ma forse non eccellenti anche perchè probabilmente non ce n'era bisogno vista la robustezza della sceneggiatura. Di spessore la vita vista attraverso gli occhi di un bambino.
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