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air128
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giovedì 9 febbraio 2012
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l'umanità vista da july
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Poesia pura delle relazioni umane. Ho amato Miranda July come scrittrice... e qui l'ho riconosciuta totalmente. C'è un amore per l'umanità dei personaggi che rende la narrazione unica... Sembra di assistere a qualcosa di nuovo, fuori dagli schemi del linguaggio del cinema... eppure è semplice, comunicativo e sincero.
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stancadellemode
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martedì 4 gennaio 2011
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donna - giovane - americana
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Già il nome è tutto un programma: Miranda July.
Lei E' il suo film, non si limita a dirigerlo ed interpretarlo. Da guardare, ammirare, avvolti da un vento tiepido di inizio estate.
Qui l'aria americana degli anni '10 non pesa sulle storie dei protagonisti, qui non siamo in Magnolia di PTA, dove si vive in un temporale lungo una notte,la luce delle lampadine è tremula e, alla fine, piovono rane. Qui il cielo è turchese, le ballerine sono rosa, il prato è verde,e la camicia della tassista per anziani è lavata col detersivo giusto. Qui i ragazzini dagli occhi lucenti e dal futuro incerto rappresentano quel che sarà dell'America.
Qui la leggerezza dei gesti è sincera, il coraggio del surreale non involgarisce l'opera.
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Già il nome è tutto un programma: Miranda July.
Lei E' il suo film, non si limita a dirigerlo ed interpretarlo. Da guardare, ammirare, avvolti da un vento tiepido di inizio estate.
Qui l'aria americana degli anni '10 non pesa sulle storie dei protagonisti, qui non siamo in Magnolia di PTA, dove si vive in un temporale lungo una notte,la luce delle lampadine è tremula e, alla fine, piovono rane. Qui il cielo è turchese, le ballerine sono rosa, il prato è verde,e la camicia della tassista per anziani è lavata col detersivo giusto. Qui i ragazzini dagli occhi lucenti e dal futuro incerto rappresentano quel che sarà dell'America.
Qui la leggerezza dei gesti è sincera, il coraggio del surreale non involgarisce l'opera. Qui anche il sesso più estremo è "facile" e perfino dolce.
La crudezza invero-simile della chat,l'approssimazione della grafica naif dei cartelli appesi alla finestra, le frasi dette e scritte sembrano farfalle. Le metafore e i doppi sensi perpetuati sono voluti e azzeccati. La via per arrivare al parcheggio è la vita.Puoi percorrerla solo o in compagnia, ridendo o facendosi del male, arrivare a metà e cambiare tutto. Le storie sono sempre parallele, è un'illusione scenica che si incrocino. E' una ricerca continua di arrivare "in fondo", tutti quanti, con meno ferite possibile,tra quelle che ti procura la vita e quelle che ti fai da solo "per ricordare". Sarebbe bastato piantare una pianta in giardino,ma non basterà ormai per ricordare.Sono passati i tempi.
Un' America raccontata ,non ostante le apparenze,come all'alba di un millennio che ha decretato una svolta.I dollari sono finiti da un pò, sulle "chat" non più maniaci come una volta ma solo bambini senza affetto e pubblicitarie in cerca di idee.
Restano comunque le panchine in piena luce, i colori saturi e i sorrisi, non troppo sbiancati, di una generazione che sta uscendo,con grande determinazione e molta naturalezza a prendersi un pò di sole.Finchè dura.
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kratze
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venerdì 26 febbraio 2010
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simbolismo pragmatico
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Un film surrale, che trasuda un simbolismo non eccesivamente sconosciuto agli eventi quotidiani; fatto di esperienze ed episodi emblematici e particolari - inteso nell'accezione di "unici" del termine - che non invadono il regno dell'onirico, rimandendo legati ad una pragmaticità giornaliera e spesso connessa all'astrattismo delle emozioni che sempre permea qualunque esistenza, anche le nostre.
Un film che osa lasciando aperta la speranza dopo un'inevitabile caduta.
Buona prova di regia per la neofita nel lungometraggio sul grande schermo, gli spunti di riflessione dati dal linguaggio delle discussioni presenti nella pellicola rendono piacevole la visione.
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Un film surrale, che trasuda un simbolismo non eccesivamente sconosciuto agli eventi quotidiani; fatto di esperienze ed episodi emblematici e particolari - inteso nell'accezione di "unici" del termine - che non invadono il regno dell'onirico, rimandendo legati ad una pragmaticità giornaliera e spesso connessa all'astrattismo delle emozioni che sempre permea qualunque esistenza, anche le nostre.
Un film che osa lasciando aperta la speranza dopo un'inevitabile caduta.
Buona prova di regia per la neofita nel lungometraggio sul grande schermo, gli spunti di riflessione dati dal linguaggio delle discussioni presenti nella pellicola rendono piacevole la visione.
Metafora finale che suggella definitivamente nello spettatore un giudizio più che positivo.
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francesco2
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venerdì 12 febbraio 2010
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(relativamente)indipendente
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Cinema indipendente(Ma non dagli stereotipi) come lo è certo cinema targato U.S.A.da più di quindici anni(Ancora prima di "Clerks",penso a "Giovani,carini e disoccupati"ecc.).Non basta non essere "Filmoni holliwoodiani" per raggiungere certi livelli, e quest'opera lo dimostra.Ma sono così tanti i film che, per esempio, si chiudono con quella scena del ragazzino che incontra il tipo e vede l'alba per un puro caso?
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tirso
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venerdì 20 marzo 2009
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che schifo!
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Indecente. Roba da psicologhe malate...
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sami
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domenica 8 febbraio 2009
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bianchi
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sterling
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venerdì 9 gennaio 2009
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rispetto alla banalità del mondo di amelie
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rispetto al borghese mieloso ed alla banalità commerciale de "Il Fantastico mondo di amelie", finalmente un ottimo film che si libera delle astuzie da mercato e regala scene di spessore e delicatezza. Film non da tutti ovviamente ma per chi come Noi ama il cinema di Serie A ... ci si capisce e si vive anche leggendo con indifferenza ed un sorriso comprensivo chi il film non potrà Mai capirlo
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il texano
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martedì 5 agosto 2008
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un film per truzzi
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retorica esistenziale vista e rivista con una spruzzata di surreale che fa sempre (chi sa perchè!) intelligente...
pura estetica
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jw
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martedì 5 febbraio 2008
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vorrebbe essere eccentrico ma è surreale e noioso
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Un film che vorrebbe essere eccentrico, spiritoso, giovanile, di fatto è sgretolato, a frammenti, addirittura noioso. Non mi è piaciuto proprio. Non si può a tutti costi cercare di essere originali quando non se ne è capaci. Il risultato è un film "a pezzi", un film spazzatura... da non vedere. L'unica cosa che si salva, forse, è l'uso dei colori... Ma è proprio poco. La canzone, un remake di una canzone cult: "Tea for two", musica di un celebre film del passato, è bella, ma è pure un remake. E allora a chi va il merito?
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paola
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domenica 30 dicembre 2007
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divertita e comossa
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Io mi sono divertita, trasportata a volte dal nonsense a volte dall'ovvietà. ...sono in disaccordo con la recensione che dimostra come noi europei siamo poco aperti alle novità...e questo film ha certamente novità stilistiche e narrative.
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