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dian71cinema
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lunedì 21 febbraio 2011
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si ci siamo..ma si perdono colpi
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SI ROMERO C'E' ANCORA.. GRANDE INVENTIVA E CAPACITA' DI MANTENERE RITMO ED AZIONE.. VOLUTAMENTE MANTIENE ANCHE AGLI ZOMBIE UN CERTO LEGAME CON L'UMANITA' PERDUTA CONFERENDOGLI ANCORA CAPACITA' DI EMOZIONE, SEPPURE ALLO STATO ANIMALE.
E CONFERISCE SEMPRE IL DUALISMO TRA BUONO E CATTIVO ..DOVE QUEST'ULTIMO ALLA FINE VIENE PUNITO.. PERSINO LO ZOMBIE PUO' SOPRAVVIVERE AD UN ESSERE UMANO SENZA SCRUPOLI..
GLI ZOMBIE SEMPRE TECNICAMENTE BEN CURATI, UN PLAUSO AL TRUCCO ED AI MOVIMENTI DEGLI ZOMBIE STESSI..
IL FILM TECNICAMENTE E' DI BUON LIVELLO, MA SI AVVERTE UNA TRASCURATEZZA NELLE SCELTE DI RIPRESA DURANTE LA SCENEGGIATURA.. IN OGNI CASO SIAMO NEL 2005 E L'AMBIENTAZIONE E' SUGGESTIVA, SEMBRA QUASI DI ESSERE TORNATI VERSO FINE ANNI '80.
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SI ROMERO C'E' ANCORA.. GRANDE INVENTIVA E CAPACITA' DI MANTENERE RITMO ED AZIONE.. VOLUTAMENTE MANTIENE ANCHE AGLI ZOMBIE UN CERTO LEGAME CON L'UMANITA' PERDUTA CONFERENDOGLI ANCORA CAPACITA' DI EMOZIONE, SEPPURE ALLO STATO ANIMALE.
E CONFERISCE SEMPRE IL DUALISMO TRA BUONO E CATTIVO ..DOVE QUEST'ULTIMO ALLA FINE VIENE PUNITO.. PERSINO LO ZOMBIE PUO' SOPRAVVIVERE AD UN ESSERE UMANO SENZA SCRUPOLI..
GLI ZOMBIE SEMPRE TECNICAMENTE BEN CURATI, UN PLAUSO AL TRUCCO ED AI MOVIMENTI DEGLI ZOMBIE STESSI..
IL FILM TECNICAMENTE E' DI BUON LIVELLO, MA SI AVVERTE UNA TRASCURATEZZA NELLE SCELTE DI RIPRESA DURANTE LA SCENEGGIATURA.. IN OGNI CASO SIAMO NEL 2005 E L'AMBIENTAZIONE E' SUGGESTIVA, SEMBRA QUASI DI ESSERE TORNATI VERSO FINE ANNI '80.. GRATTACIELO A PARTE, REALIZZATO FIN TROPPO IN STILE POST MODERNO.
OCCORRE AMMETTERE CHE LA SCELTA DEI PROTAGONISTI NON E' TRA LE PIU' INDOVINATE, MA NON IN UNA ASIA ARGENTO CHE TUTTO SOMMATO RIESCE A RAGGIUNGERE UNA SUFFICIENZA TIRATA (ANZI MEGLIO IN QUESTA PARTECIPAZIONE CHE IN ALCUNI LAVORI DIRETTI DA SUO PADRE).MA NELLA SCELTA DELL'EROE DI TURNO BUONO, DEL PROTAGONISTA.. CHE RESTA UN PO'..AI MARGINI, NON PROPRIO CONVINCENTE NELLA SUA PARTE (MEGLIO NEI SUOI TELEFILM DA DETECTIVE..CHE IN RUOLO DEL GENERE DOVE OCCORRE MAGGIORE CREATIVITA' E CAPACITA' ESPRESSIVE). NEL COMPLESSO UN FILM CHE VUOLE LASCIARE UNA MORALE INTERPRETATIVA SULLA SOCIETA' ..A CUI NON LASCIO COMMENTI IN QUANTO SOGGETTIVI E RISPETTABILI.
VOTO COMPLESSIVO DEL FILM 7. TRE STELLETTE LE MERITA MA E' GIUSTO SEGNALARE AD UN CALO DI "PASSIONALITA'" DEL FORSE TROPPO STATICO ROMERO, CHE PREFERISCE DISTINGUERSI NEL REALIZZARE SEMPRE LO STESSO GENERE, MA E' PUR VERO CHE PARLIAMO DEL CREATORE DEL GENERE E FORSE DEL MIGLIORE IN ASSOLUTO ..INFATTI NON NE VEDIAMO DI GRANDI REGISTI CAPACI DI COMPETERGLI ..(MA L'ALBA DEI MORTI VIVENTI DI CUI CONSIGLIO LA VISIONE MOSTRA UNA CAPACITA' COMPETITIVA ALTA).
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tony montana
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martedì 7 dicembre 2010
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discreto ma spettacolare
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I morti camminano sulla Terra e per sopravvivere gli esseri umani si sono barricati nel centro di una città circondata da un fiume, che dovrebbe proteggerli dagli zombi. Ma nonostante la nuova situazione che si è creata, gli uomini non hanno dimenticato chi sono i ricchi e chi i poveracci, e nell’ombra, gli zombi si evolvono, divenendo creature sempre più inquietanti…
Vent’anni dopo Il giorno degli zombi, George A. Romero resuscita il mito dei non morti da lui stesso creato nel ’68 con La notte dei morti viventi e proseguito dieci anni dopo con Zombi. Questa volta gli esseri umani sono stati capaci addirittura di ricreare una sorta di società pre-zombi attorno ad un grattacielo/centro commerciale nel quale i ricchi mangiano al ristorante e i poveri si arrangiano al mercato circostante.
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I morti camminano sulla Terra e per sopravvivere gli esseri umani si sono barricati nel centro di una città circondata da un fiume, che dovrebbe proteggerli dagli zombi. Ma nonostante la nuova situazione che si è creata, gli uomini non hanno dimenticato chi sono i ricchi e chi i poveracci, e nell’ombra, gli zombi si evolvono, divenendo creature sempre più inquietanti…
Vent’anni dopo Il giorno degli zombi, George A. Romero resuscita il mito dei non morti da lui stesso creato nel ’68 con La notte dei morti viventi e proseguito dieci anni dopo con Zombi. Questa volta gli esseri umani sono stati capaci addirittura di ricreare una sorta di società pre-zombi attorno ad un grattacielo/centro commerciale nel quale i ricchi mangiano al ristorante e i poveri si arrangiano al mercato circostante. Intanto i militari provvedono a salvaguardare i confini con tanto di recinzioni elettrificate. All’esterno squadre armate e motorizzate sopravvivono fra raid anti-zombi e commerci con la città. Anche i non morti però sono capaci di apprendere e seguire un capo (un ex benzinaio) che li porterà fino al grattacielo… Romero mantiene intatta la sua matrice sociologica profondamente critica (in qualsiasi situazione la specie umana brilla per egoismo e cupidigia), il suo humour macabro (il locale dove la gente si fa immortalare affianco a non morti incatenati), la sua truculenza (il fedele Tom Savini è uno zombi col machete) ma la sceneggiatura non è sempre all’altezza ed evidenzia una sorta di collage realizzato con ritagli di Mad Max, Il buio si avvicina, 28 giorni dopo e altri. Se a partire da La notte dei morti viventi la dimensione metaforica del regista risaltava nella cinematografia dell’epoca e risultava sotterranea ed efficace, ora l’impressione è che, come le sue stesse creature, essa sia giunta ormai in superficie perdendo vigore e spessore. Romero stesso sembra accorgersene e in questo quarto capitolo tenta di rianimare il filone e di ribaltare definitivamente la prospettiva del binomio vivi-non morti, umanizzandoli, riducendoli a vittime del sadismo dilagante e mostrando dettagli di una normale “non vita”. Così, tra ex musicisti che non cessano di “suonare”, apprendisti pistoleri che imparano a sparare e una coppia che avanza mano nella mano, gli zombi evocano un’insospettabile e sconcertante sensazione di tenerezza.Land of the Dead scorre comunque piacevolmente grazie al suo DNA doc e ad attori sufficientemente in palla (Dennis Hopper su tutti). Anche il sangue scorre copioso e come sempre Romero riesce a personalizzare le scene più forti con una regia all’altezza e una passione autentica. Certo è che risulta sempre più difficile girare un film di (questo) genere e che la nostalgia da sola non basta a definire riuscita questa operazione letteralmente a cuore aperto, ma forse siamo giunti semplicemente, inesorabilmente, al tramonto degli zombi.
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nick castle
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mercoledì 3 novembre 2010
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l'unico con grossa produzione...
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La Universal visto in Romero un potenziale successo, gli propongono la realizzazione con budget dignitoso di una sua sceneggiatura, un nuovo capitolo della saga sugli zombi, finito di scrivere l'11 setembre 2001. Romero accetta e con Asia Argento, Simon Baker, John Leguizamo e Dennis Hopper nel cast fa il suo miglior horror sugli zombi. Il contagio ormai su scala mondiale ha costretto gli umani a vivere in ghetti circondati dagli "appestati", mentre chi ha i soldi vive in lussuosi grataceli forniti di tutti i beni di prima e seconda necessità. Nel mentre gli "appestati" imparano... La trama non è complicata, ma Romero non sacrifica le sue frecciate verso la società moderno e verso il ruolo sempre più dominante del denaro.
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La Universal visto in Romero un potenziale successo, gli propongono la realizzazione con budget dignitoso di una sua sceneggiatura, un nuovo capitolo della saga sugli zombi, finito di scrivere l'11 setembre 2001. Romero accetta e con Asia Argento, Simon Baker, John Leguizamo e Dennis Hopper nel cast fa il suo miglior horror sugli zombi. Il contagio ormai su scala mondiale ha costretto gli umani a vivere in ghetti circondati dagli "appestati", mentre chi ha i soldi vive in lussuosi grataceli forniti di tutti i beni di prima e seconda necessità. Nel mentre gli "appestati" imparano... La trama non è complicata, ma Romero non sacrifica le sue frecciate verso la società moderno e verso il ruolo sempre più dominante del denaro. Sotto una confezione elegante si cela una verità sempre più cupa, e gli zombi sono solo il mezzo per comunicarla.
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torturporn
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lunedì 6 settembre 2010
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non tutti possono capire
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credo che questo film divida molto per le aspettative che si può fare un divoratore medio di splatter che certamente ne rimarrà deluso e chi sà apprezzare non solo l'azione ma la storia che c'è dietro l'azione, trovo che questo film sia incredibilmente poetico e soprattutto non si limiti a far vedere gli esseri umani come mostri e gli zombi come vittime ma che sia una vera metafora del mondo in cui viviamo e cioè che infondo siamo tutti mostri ma, parafrasando orwell, qualcuno è più uguale degli altri.
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stego
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giovedì 7 gennaio 2010
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una critica alla società e poco più
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romero è un indiscusso esperto del cinema horror perchè è l' unico che sa inserire nei suoi film critiche alla società moderna, principi che vanno molto al di là di come è concepito il cinema horror. In questo film però si sofferma ha criticare il mondo attuale in cui pochi con i soldi sono i pirvilegiati, smorbi e schivi nei confronti della maggior parte costretta a vivere nei bassifondi, nella miseria(mondo industrializzato-africa, per esempio) e si dimentica che fondamentalmente sta girando un film horror, dialoghi risibili, personaggi da cartone animato(a parte la brava asia argento)e tentativo di trasmettere valori che, purtroppo nella situazione che viene rappresentata, sono imbrobabili.
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romero è un indiscusso esperto del cinema horror perchè è l' unico che sa inserire nei suoi film critiche alla società moderna, principi che vanno molto al di là di come è concepito il cinema horror. In questo film però si sofferma ha criticare il mondo attuale in cui pochi con i soldi sono i pirvilegiati, smorbi e schivi nei confronti della maggior parte costretta a vivere nei bassifondi, nella miseria(mondo industrializzato-africa, per esempio) e si dimentica che fondamentalmente sta girando un film horror, dialoghi risibili, personaggi da cartone animato(a parte la brava asia argento)e tentativo di trasmettere valori che, purtroppo nella situazione che viene rappresentata, sono imbrobabili. Tra le dolenti note anche gli zombi davvero fatti male, per niente paurosi con costumi e trucchi che sembrano provenire dal passato eppure questo film è del 2005, e poi vanno a rallentatore. Decisamente poco per un film horror. Ritenta romero le basi e il talento ci sono.
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noxaro
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venerdì 25 dicembre 2009
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non raggiunte le aspettative
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A parte il messaggio sociale con la simulazione di una società in cui la parte del cattivo la fanno gli umani e la parte della vittima viene interpretata da zombie che cercano di soppravvivere al parassitismo umano, il film sembra una parodia di se stesso!
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slasher master
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venerdì 11 settembre 2009
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zombie alla romero
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Il film è gradevole e non deluderà gli amanti del genere.
Buona la prova degli attori, interessante la trama! Romero ha immaginato come avrebbe potuto evolvere la società umana, coi suoi pregi e i suoi difetti, in una terra dominata dai morti viventi. La società ha conservato le sue iniquità ma alla fine il flagello che sembra sterminarla del tutto pare al contrario gettare i presupposti per una nuova e miglior esistenza.
Non soltanto uno zombie-movie...
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tobia543
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giovedì 20 agosto 2009
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un disatro totale!!!!!!!!!
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Veramente noioso! Inizi a scocciarti già dai primi minuti, infatti si capisce subito che aria tira.
Sono andato a vederlo al cinema, purtroppo! E iniziano subito le smanie di voler andar via. Non lo faccio per il semplice fatto di andare fino in fondo e vedere il regista dove vuole arrivare!
Cioè "NEL RIDICOLO PIU ASSOLUTO"!!!!!
Con l'accensione delle luci ricordo una vaga sensazione tipo "atterraggio aereo/siamo salvi/ usciamo subito/non vedevo l'ora"
Pessimo ma veramente pessimo Film (visto sopratutto da un amante dell'horror come me)
ps: come ha fatto ad avere le tre stelle qui in Mymovies....nn l'ho proprio capito!
ciao ragazzi!
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linkinparma46
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giovedì 9 luglio 2009
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romero torna alle origini
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Sicuramente non un capolavoro del genere. Un film senza troppe pretese che si presenta come un ibrido tra un horror e un action movie. La trama è piuttosto scontata anche se si lascia guardare. Poca sospance ma abbastanza azione che rende La Terra dei morti viventi un film appena sufficiente. Gli effetti speciali lasciano un pò a desiderare rendendo la storia quasi comica con scene ai limiti dell'assurdo anche per un film chetratta di zobie. Guardatelo ma senza troppe aspettative.
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nino p.
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giovedì 12 febbraio 2009
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un romero stilisticamente convenzionale
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Nel corso di questo primo decennio del 2000 abbiamo assistito ad un revival cinematografico sugli zombi. Anche Romero ritorna per l'occasione con il quarto capitolo della sua saga. E lo fa senza l'originalità stilistica di un tempo, anzi adeguandosi ad una sorta di modernariato horror fatto di un'estetica che rasenta lo splatter. Solamente la sua esperienza veterana di regista sembra ancora contraddistinguerlo dalle masse. C'è una frase famosa che dice "non c'è due senza tre". Io pero' non ho mai sentito di una che recita "non c'è tre senza quattro". E' un'asserzione che stona notevolmente. E nel caso di Romero mi suona tanto da monito nell'evidenziare tristemente che i bei tempi che furono sono ormai lontani.
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